Giro dell'isola in Ape Calessino o 500 Cabriolet

Il giro dell'isola d'Ischia: il percorso completo tra costa, borghi e panorami

Circa 34 chilometri di strada costiera che attraversano sei comuni, cambiano paesaggio ogni pochi minuti e toccano tutto quello che rende Ischia diversa da qualsiasi altra isola del Mediterraneo. Ecco come fare il giro dell'isola, cosa vedere e dove fermarsi.

Il giro dell'isola d'Ischia è una di quelle cose che tutti dicono di voler fare e pochi fanno davvero con calma. La maggior parte dei visitatori lo percorre di fretta sul bus, guardando dal finestrino, oppure lo salta del tutto perché "tanto siamo qui per la spiaggia". È un errore. Il giro dell'isola è il modo più rapido per capire Ischia, per vedere con i propri occhi che non è un posto solo. Sono sei posti diversi attaccati tra loro, sei comuni con sei caratteri differenti, e la strada che li collega è essa stessa uno spettacolo.

Il percorso circolare segue la strada litoranea che abbraccia l'isola. Circa 34 chilometri. In auto, senza fermarsi, si fa in meno di un'ora. Ma farlo senza fermarsi non ha senso. Serve mezza giornata per farlo bene, tre ore almeno. Bisogna scendere, camminare, guardare, capire.

Da Ischia Porto verso ovest: la costa nord

Il punto di partenza naturale è Ischia Porto, dove attraccano traghetti e aliscafi. Il porto stesso merita un momento: è un antico cratere vulcanico che i Borbone trasformarono in porto nel 1854, facendo saltare con le mine il diaframma di roccia che lo separava dal mare. Prima era un lago. Oggi è un bacino circolare perfetto, con le barche ormeggiate dove una volta c'era acqua dolce.

Uscendo dal porto verso ovest, la strada costiera attraversa Casamicciola Terme. La costa qui è bassa e aperta, con il litorale della Marina protetto dai frangiflutti. Casamicciola è il comune delle terme storiche, il posto dove nell'Ottocento venivano a curarsi da tutta Europa. Ibsen scrisse Peer Gynt nelle stanze di una pensione di Casamicciola. La città porta ancora i segni del terremoto del 2017, e chi la guarda con attenzione nota la convivenza tra la ricostruzione e le tracce della storia sismica dell'isola.

Si prosegue verso Lacco Ameno, il comune più piccolo di Ischia e il più antico in termini di insediamento umano. Qui i Greci fondarono Pithecusa nell'VIII secolo a.C., la prima colonia greca d'Occidente. Lo scoglio del Fungo, il blocco di tufo verde a forma di fungo che emerge dal mare davanti al lungomare, è il simbolo del paese. Ma il cuore di Lacco Ameno è il Museo Archeologico di Pithecusae, a Villa Arbusto, dove è conservata la Coppa di Nestore con la più antica iscrizione poetica in lingua greca conosciuta.

Subito dopo Lacco Ameno, la strada piega verso la Baia di San Montano, uno degli archi costieri più belli del Tirreno. Vale una sosta anche solo per guardarla dall'alto: un ferro di cavallo di sabbia bianca incastonato tra il promontorio di Monte Vico e la collina di Zaro.

Forio: il cuore della costa occidentale

Entrando a Forio il paesaggio cambia. Forio è il comune più grande dell'isola, e la sua costa è quella dei tramonti. Il versante ovest guarda il mare aperto verso Ventotene e Ponza, e quando il sole scende, tutta questa costa si accende.

La prima sosta a Forio è la Chiesa del Soccorso. Una chiesa bianca su un promontorio a strapiombo sul mare, con un sagrato lastricato in maioliche e una croce di pietra verde che guarda l'orizzonte. È il tramonto più famoso di Ischia, ma anche al mattino è un posto da togliere il fiato.

Proseguendo verso sud si attraversa il centro di Forio, la spiaggia della Chiaia, e poi si apre la grande baia di Citara con i Giardini Poseidon alle spalle. La strada sale verso Panza, l'ultima frazione prima del versante meridionale, e qui il paesaggio cambia di nuovo: si entra nel territorio delle parracine, i muri a secco in tufo verde che terrazzano i fianchi dell'Epomeo fin quasi alla vetta. Vigneti stretti tra gradoni di pietra, viticoltura eroica a pendenze del 40%, il paesaggio agrario più antico dell'isola.

Da Panza, una deviazione porta a Punta Imperatore, il promontorio più occidentale di Ischia. Il faro, costruito nel 1897 a 157 metri sul mare, è uno dei più alti d'Italia. Il belvedere sotto il faro offre una vista che nelle giornate limpide arriva fino a Ventotene e alle coste del Lazio. È uno dei punti panoramici più belli dell'intero giro.

Il versante sud: Sant'Angelo e i Maronti

Lasciata Panza, la strada scende verso il versante meridionale dell'isola. Si entra nel territorio di Serrara Fontana, il comune più alto e più verticale. La strada serpeggia lungo il crinale con vista su entrambi i lati: il mare a sud e il profilo dell'Epomeo a nord.

Sant'Angelo appare all'improvviso, in basso, aggrappato alla roccia tra due baie. È un borgo di pescatori interamente pedonale, collegato a un isolotto roccioso da un tombolo di sabbia fine. Le auto non entrano. I motorini non entrano. Si arriva a piedi dal piazzale di Cava Grado, e questa inaccessibilità è parte di quello che lo rende speciale. Le case colorate si ammassano lungo il costone, la piazzetta si affaccia sul porticciolo, e il tempo rallenta.

Da Sant'Angelo, guardando verso est, si apre la spiaggia dei Maronti: quasi tre chilometri di sabbia vulcanica, il litorale più lungo dell'isola. All'estremità occidentale ci sono le Fumarole, dove il vulcano arriva in superficie e la sabbia supera i 100°C. All'estremità orientale, la gola di Cavascura con la sua sorgente termale.

La strada costiera non scende ai Maronti. Li costeggia dall'alto, e il colpo d'occhio dal belvedere è tra i più spettacolari del percorso: la distesa di sabbia scura incorniciata dai costoni di tufo bianco, con il mare aperto verso Capri sullo sfondo.

La costa orientale: Barano e il ritorno a Ischia

Superati i Maronti, la strada attraversa il territorio di Barano d'Ischia. Qui la costa cambia ancora carattere: falesie a strapiombo, insenature raggiungibili solo via mare, il profilo verticale della Scarrupata che precipita nel Tirreno. È il versante meno urbanizzato dell'isola, il più selvaggio.

Scendendo verso la costa, si passa per Testaccio e poi si raggiunge Ischia Ponte, il borgo storico dove il Castello Aragonese sorge su un isolotto collegato alla terraferma da un ponte in muratura lungo oltre 200 metri. Il Castello è la cartolina di Ischia, ma visto dal basso, dalla strada che costeggia il borgo, ha una presenza che nessuna foto riesce a restituire. Una fortezza di tufo e pietra lavica che domina il canale d'Ischia da 2.500 anni.

Ischia Ponte è anche il punto più bello per una sosta prolungata: il borgo marinaro della Mandra con le barche tirate a secco, la vista su Cartaromana, i ristoranti sul mare. Da qui, Ischia Porto è a pochi minuti, e il giro si chiude dove era cominciato.

Il giro in 500 vintage e Ape Calessino

C'è un modo per fare questo giro che trasforma un percorso in un'esperienza.

Ischia Dolce Vita Tour organizza il giro dell'isola a bordo di Fiat 500 d'epoca e di Ape Calessino, i tre ruote aperti che in Italia sono diventati simbolo di un certo modo di vivere la strada. Il tour dura circa tre ore, con soste fotografiche e video lungo il percorso. Il giro non segue un itinerario rigido: le tappe cambiano in base alla luce, alla stagione, a quello che la giornata suggerisce.

Fare il giro dell'isola su una 500 vintage, con il finestrino abbassato e la strada costiera che scorre lenta, è un'esperienza diversa dal farla su un bus turistico o su un'auto a noleggio. La velocità è quella giusta per guardare davvero. Le dimensioni del veicolo permettono di infilarsi nei vicoli dei borghi, di fermarsi dove un pullman non può, di vivere il percorso come lo vivevano i viaggiatori che arrivavano a Ischia negli anni Sessanta, quando l'isola era la meta della dolce vita e le 500 erano l'auto di tutti.

Il servizio include foto e video professionali delle soste e del percorso. Non serve portare niente, non serve organizzare niente. Si sale, si parte, e ci si gode l'isola.

Per informazioni e prenotazioni: ischiadolcevitatour.com oppure direttamente su WhatsApp.

Informazioni pratiche per il giro dell'isola

Lunghezza del percorso: circa 34 km sulla strada costiera principale. Con le deviazioni verso Punta Imperatore, Sant'Angelo e i belvedere, si arriva a 40-45 km.

Durata: almeno 3 ore con soste. Mezza giornata per farlo con calma.

Senso di marcia: il giro si può fare in entrambi i sensi. In senso antiorario (Ischia Porto → Casamicciola → Lacco Ameno → Forio → Sant'Angelo → Barano → Ischia Ponte) si ha il mare sempre sulla destra e si arriva al tramonto sul versante ovest. In senso orario si parte dal Castello Aragonese e si chiude con Forio.

Mezzi pubblici: le linee EAV 171, 197 e 198 percorrono la dorsale litoranea circolare. La linea 178 collega Ischia Porto a Sant'Angelo passando per l'interno.

In auto o scooter: da Pasqua a ottobre i non residenti non possono imbarcare veicoli sull'isola. Noleggio auto e scooter disponibile in tutti i comuni principali.

Punti panoramici da non perdere:

  • Belvedere sopra San Montano (Lacco Ameno)
  • Chiesa del Soccorso (Forio)
  • Punta Imperatore e il faro (Forio/Panza)
  • Belvedere dei Maronti (Serrara Fontana)
  • Vista sul Castello Aragonese da Ischia Ponte


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