Tommasone Vini 

Cantine Tommasone: 150 Anni di Vino e la Prima Donna dell'Enologia Ischitana

La Coppa di Nestore e il Sogno che Continua

"Io sono la bella coppa di Nestore, chi berrà da questa coppa subito lo prenderà il desiderio di Afrodite dalla bella corona"

Questo verso inciso su una coppa dell'VIII secolo a.C., ritrovata nella necropoli di San Montano a Lacco Ameno, non è solo un reperto archeologico. È la prova tangibile che a Pithecusa - così i Greci Eubei chiamavano Ischia quando la colonizzarono - il vino non era semplice bevanda ma culto, piacere, poesia. Era già allora ciò che è oggi: un modo di celebrare la vita.

Quella coppa, conservata oggi nel Museo Archeologico di Pithecusae, è l'antenata spirituale di tutte le bottiglie che da oltre 150 anni la famiglia che produce i vini Tommasone continua a riempire. Perché se la viticoltura a Ischia ha origini millenarie, c'è chi ha scelto di farne non solo un mestiere ma un'identità tramandata di padre in figlio, di generazione in generazione, fino ad arrivare - e questo è la vera rivoluzione - di padre in figlia.

1870: Quando Tutto Iniziò con Bisnonno Pietro

La storia inizia con Pietro, figlio di contadini di Lacco Ameno che nel 1870 pianta le prime vigne di famiglia. Non era un signore né un possidente: era uno di quei contadini ischitani che conoscevano ogni zolla di terra vulcanica, ogni variazione del vento, ogni segnale che la natura mandava per anticipare vendemmia o temporale.

Pietro scava nel tufo verde - quella roccia vulcanica morbida e isolante perfetta per conservare il vino - la prima bottaia di famiglia. Costruisce il palmento dove l'uva viene pigiata. Eredita o costruisce il vecchio torchio di pressatura che ancora oggi è conservato nella cantina come reliquia di un tempo che non deve essere dimenticato.

Quei primi vini di Pietro non erano etichette da enoteca né prodotti da export. Erano il vino di casa, quello che si beveva a tavola, che si offriva agli amici, che accompagnava le feste e consolava i lutti. Ma erano fatti bene, con rispetto per la terra e per l'uva, secondo saperi tramandati oralmente da generazioni ancora più antiche.

Tommaso "Tommasone": Il Soprannome che Diventa Marchio

A Pietro succede il figlio Tommaso, che il paese soprannomina "Tommasone" - forse per la statura, forse per il carattere, forse semplicemente per distinguerlo dagli altri Tommaso che a Lacco Ameno non mancavano.

Quel soprannome diventerà il nome dell'azienda. Non un brand studiato a tavolino da consulenti di marketing, ma un'identità nata dalla comunità, dal territorio, dalle relazioni umane che facevano di un viticoltore non solo un produttore ma un membro riconosciuto della società locale.

Tommasone continua il lavoro del padre, amplia i vigneti, perfeziona le tecniche, tramanda ai figli non solo le vigne ma la filosofia: il vino buono si fa con pazienza, rispetto, onestà. Niente scorciatoie, niente compromessi.

Antonio Monti: Quando il Richiamo della Terra Vince Tutto

Poi arriva Antonio, che rappresenta quella generazione di ischitani costretti ad emigrare per cercar fortuna. Gli anni Sessanta e Settanta non sono facili per chi vive di agricoltura su un'isola piccola. Antonio parte per la Germania, per Colonia, dove apre un ristorante che diventa di successo.

Lì incontra Birgit, se ne innamora, la sposa. Nascono due figlie: Lucia e Barbara. La vita a Colonia è buona, il ristorante funziona, la famiglia è felice. Ma Antonio non riesce a dimenticare. Non dimentica il profumo della terra vulcanica dopo la pioggia, il rumore del vento tra i filari, il sapore dell'uva appena vendemmiata. Non dimentica gli insegnamenti di papà Tommaso, le antiche cantine scavate nel tufo, i vigneti terrazzati che guardano il mare.

Nel 1999 Antonio prende una decisione che molti definirebbero folle: lascia la sicurezza della Germania e torna a Lacco Ameno. Non per andare in pensione, ma per ricominciare tutto da capo. Ristruttura le antiche cantine, reimpianta le vecchie vigne abbandonate, ripulisce le bottaie scavate nel tufo. È un lavoro immane, fisicamente estenuante, economicamente rischioso.

Ma Antonio ha una visione. Vede che il turismo sta cambiando Ischia, che l'isola non può essere solo terme e spiagge. Vede che c'è spazio per un vino di qualità, per un enoturismo autentico, per raccontare attraverso il vino la storia millenaria dell'isola. E soprattutto, ha due figlie che stanno studiando e una di loro - Lucia - mostra una passione particolare per la terra e per il vino.

Lucia Monti: La Rivoluzione Rosa dell'Enologia Ischitana

Dopo gli studi in viticoltura ed enologia in Germania, dopo stage ed esperienze lavorative in Italia e all'estero, nel 2009è Lucia Monti che prende in mano l'azienda. Non è solo un passaggio generazionale: è una rivoluzione silenziosa ma profonda.

Lucia rappresenta la prima "parentesi rosa" nel panorama vitivinicolo ischitano. In un mondo - quello dei produttori di vino - tradizionalmente maschile, lei porta uno sguardo diverso, un approccio che coniuga il rispetto per la tradizione con l'apertura all'innovazione.

"Riflessiva, amante del territorio e capace di ascoltarlo, solo come le donne sanno fare" - così viene descritta da chi la conosce. Non è retorica di genere: è il riconoscimento di una sensibilità particolare nel leggere la terra, nel capire quando l'uva è pronta, nel dosare gli interventi in vigna e in cantina con quella delicatezza che fa la differenza tra un vino buono e un vino eccellente.

Accanto a lei c'è il marito Giuseppe Andreoli, enologo della cantina. Insieme formano una squadra dove competenza tecnica e visione imprenditoriale si completano. Giuseppe porta la precisione scientifica dell'enologo formato, Lucia porta l'intuito di chi ha il vino nel DNA familiare da cinque generazioni.

La Filosofia: Fare Meno per Fare Meglio

"Fare meno per fare meglio. Puntare sulla qualità a discapito della quantità. Guardando il futuro, rispettando sempre il passato" - è il manifesto di Lucia, una sintesi perfetta della filosofia aziendale.

In un mondo che spinge alla crescita continua, alla produzione di massa, all'export a tutti i costi, le Cantine Tommasone scelgono la strada più difficile: produzioni limitate, selezione rigorosa, prezzi giusti che riflettono il lavoro e la qualità.

"Preservare ciò che la natura ci dona, rispettare le tradizioni, migliorando ogni nuova annata" - aggiunge Giuseppe, sottolineando come l'innovazione per loro non significhi snaturare ma perfezionare, non tradire ma evolvere.

Il Territorio: 12 Ettari, 15 Tenute, Un'Isola Intera

I vigneti Tommasone occupano 12 ettari divisi in 15 piccole tenute sparse per l'isola. Non è una scelta organizzativa comoda - sarebbe molto più semplice avere tutto in un unico appezzamento - ma è la conseguenza della storia familiare e della conformazione del territorio.

Si va dal Comune di Lacco Ameno a nord-ovest, dove tutto è iniziato e dove ha sede la cantina storica, a Forio nella parte occidentale dell'isola, fino ad arrivare a Sant'Angelo, il punto più meridionale di Ischia.

Qui, a Sant'Angelo, si trova la Tenuta Monte Zunta, uno dei vigneti più prestigiosi dell'azienda, situato a 450 metri sul livello del mare. È viticoltura eroica, quella praticata a Monte Zunta: pendenze importanti, terrazze sostenute da antichi muretti a secco, accesso difficile, vendemmia rigorosamente manuale. Ma è proprio da queste condizioni estreme che nascono uve di qualità eccezionale, con concentrazione aromatica e complessità che i vigneti di pianura non possono raggiungere.

I Vitigni Autoctoni: L'Identità nel Calice

I vini Tommasone sono ottenuti esclusivamente da vitigni autoctoni dell'isola. Niente Chardonnay, niente Cabernet, niente vitigni internazionali. Solo le varietà che appartengono a questa terra da secoli:

Per i bianchi: Biancolella e Forastera, i due vitigni simbolo della viticoltura ischitana. La Biancolella con la sua freschezza agrumata e la sua eleganza minerale. La Forastera più strutturata, più complessa, più adatta all'invecchiamento.

Per i rossi: Per'e Palummo (il Piedirosso locale), Guarnaccia e Aglianico. Vitigni che danno vini mediterranei, non troppo alcolici né troppo tannici, perfetti per accompagnare la cucina di mare e il coniglio all'ischitana.

Le Innovazioni: Quando la Tradizione Incontra il Coraggio

Pur nel rispetto assoluto della tradizione, Lucia e Giuseppe non hanno paura di sperimentare. Anzi, sono convinti che preservare la tradizione significhi anche saperla far evolvere, trovare nuovi modi di esprimere il territorio.

Under Water Wine: Il Vino che Matura nel Mare

Una delle innovazioni più spettacolari delle Cantine Tommasone è l'Under Water Wine: vino che viene fatto affinare sul fondale marino.

Le bottiglie, opportunamente sigillate, vengono calate a diversi metri di profondità nelle acque cristalline davanti all'isola. Qui, a temperatura costante, al riparo dalla luce, cullate dal movimento dolce delle correnti, maturano per mesi acquisendo caratteristiche uniche.

Non è un espediente di marketing: è una tecnica che ha basi scientifiche precise. La pressione dell'acqua, la temperatura stabile, l'assenza di luce e ossigeno, il movimento continuo, influenzano positivamente l'evoluzione del vino in bottiglia. I tannini si ammorbidiscono, gli aromi si integrano, il vino acquista una rotondità e una complessità particolare.

Ma c'è anche un aspetto poetico: il vino che nasce dalla terra vulcanica dell'isola completa il suo ciclo tornando al mare, all'elemento che da sempre caratterizza l'identità ischitana. È un modo per chiudere simbolicamente il cerchio tra terra e mare, tra vulcano e onde.

Vino in Anfora: Il Ritorno alle Origini

L'altra grande sperimentazione è il vino vinificato in anfora. Come alla Tenuta del Cannavale, anche i Tommasone hanno scelto di recuperare questa tecnica antichissima - quella stessa usata dai Greci di Pithecusa duemilaottocento anni fa - per produrre vini di particolare carattere.

L'anfora di terracotta, a differenza dell'acciaio o del legno, è un materiale poroso che permette micro-ossigenazioni controllate. Il vino respira, evolve, acquisisce complessità senza gli aromi lignei che la barrique inevitabilmente cede.

Il risultato sono vini con una tessitura particolare, tannici ma non astringenti, strutturati ma eleganti, che raccontano l'uva e il territorio senza filtri né mediazioni.

La Gamma dei Vini: Una Questione di Stile

Le Cantine Tommasone producono una gamma completa di vini che rappresentano l'intera tradizione enologica ischitana:

Ischia Forastera DOC

Il vitigno Forastera nella sua espressione più classica. Giallo paglierino con riflessi verdolini, profumi floreali con note di gelsomino, agrumi mediterranei, frutta a polpa bianca. Fresco, sapido, minerale. Il vino perfetto per i crudi di mare e i primi piatti con i frutti di mare.

Ischia Biancolella DOC

Il vino simbolo dell'isola. Elegante, profumato, con quella freschezza agrumata che lo rende perfetto nelle calde serate estive ma con abbastanza struttura per accompagnare anche piatti elaborati.

Tenuta dei Preti

Una selezione particolare di Biancolella da vigneto singolo. Più complessa, più strutturata, adatta anche a un breve invecchiamento in bottiglia.

Pithecusa Bianco

Omaggio al nome greco dell'isola. Un blend di uve bianche autoctone che racconta la complessità del territorio in un sorso solo.

Rosamonti

Il rosato di famiglia, ottenuto da uve rosse vinificate in bianco. Fresco, profumato, versatile, perfetto dall'aperitivo alla tavola.

Ischia Per'e Palummo DOC

Il Piedirosso locale nella sua versione più autentica. Rosso mediterraneo, non troppo alcolico, con tannini gentili e profumi di frutti rossi e spezie.

Pithecusa Rosso

Blend di uve rosse autoctone che esprime potenza e eleganza insieme. Perfetto con il coniglio all'ischitana e i piatti di carne della tradizione.

Tenuta Monte Zunta

La selezione più importante, ottenuta dalle uve del vigneto più alto e vocato. Un rosso di carattere che sa invecchiare con grazia.

Pignanera

Da uve Guarnaccia, un vitigno che sta vivendo una riscoperta importante. Vino di struttura e personalità.

Pignanera in Anfora

La stessa Guarnaccia vinificata in anfora. Esperimento affascinante che produce un vino di grande complessità.

Ischia Bianco Spumante

Metodo classico ottenuto da uve bianche autoctone. Bollicine fini, persistenti, perfette per l'aperitivo o per tutto il pasto.

Ischia Bianco Spumante Under Water

La versione dello spumante affinata sul fondale marino. Un'esperienza sensoriale unica.

Rosato Spumante Brì 1955

Metodo classico rosato dedicato all'anno di nascita di Antonio Monti. Elegante, complesso, celebrativo.

L'Accoglienza in Cantina: Enoturismo Autentico

Da qualche anno, le Cantine Tommasone aprono le porte per visite e degustazioni. Non è il solsolito tour turistico standardizzato: è un'immersione vera nella storia della famiglia e del territorio.

Lucia e Giuseppe accompagnano personalmente i visitatori nelle antiche cantine scavate nel tufo, mostrano il palmento ottocentesco, raccontano aneddoti di famiglia, spiegano con passione ogni fase della produzione. Si visita la bottaia dove le botti riposano nella penombra. Si scende nelle grotte di tufo dove la temperatura rimane costante tutto l'anno. Si cammina tra i filari più vicini alla cantina, toccando con mano la terra vulcanica e le viti centenarie.

E poi si degusta, sulla terrazza panoramica con vista mozzafiato sul mare. Non una semplice degustazione tecnica ma un viaggio sensoriale accompagnato da prodotti locali - salumi, formaggi, bruschette, olive - che esaltano i vini senza coprirli.

È possibile acquistare voucher degustazione anche da regalare: un'esperienza che vale molto più del prezzo del voucher, perché regala momenti, storie, emozioni che durano ben oltre il bicchiere bevuto.

I Riconoscimenti: Quando la Qualità Viene Premiata

Le Cantine Tommasone hanno collezionato negli anni numerosi riconoscimenti dalle principali guide e pubblicazioni di settore. Non medaglie comprate né premi di circostanza, ma riconoscimenti che attestano la qualità costante dei vini prodotti.

Ma il riconoscimento più importante resta quello dei clienti, di chi torna anno dopo anno a comprare le stesse etichette, di chi porta gli amici a degustare, di chi sceglie i vini Tommasone per le occasioni speciali perché sa che non deluderanno mai.

Il Legame con Lacco Ameno e Pithecusa

La sede della cantina a Lacco Ameno non è casuale. Questo piccolo comune sulla costa nord-occidentale dell'isola non è solo il luogo dove tutto è iniziato nel 1870. È il luogo dove i Greci Eubei fondarono Pithecusa, la prima colonia greca in Occidente, nell'VIII secolo a.C.

Proprio qui, nella necropoli di San Montano, è stata ritrovata la Coppa di Nestore con la sua iscrizione che canta il vino e l'amore. Proprio qui, duemilaottocento anni fa, gli antichi coloni piantarono le prime viti e produssero i primi vini secondo tecniche che avevano portato dalla Grecia.

Le Cantine Tommasone si sentono custodi di questa eredità millenaria. Non è retorica: è la consapevolezza profonda che ogni bottiglia che producono è un anello di una catena che attraversa i secoli, che lega il presente al passato remoto, che trasforma il vino in memoria liquida.

Il Futuro: Le Radici Come Forza

"Le radici continuano ad essere la forza delle Cantine Tommasone: la famiglia, la terra e il duro lavoro in vigna sono l'importante eredità ricevuta" - così si definisce oggi l'azienda.

Non ci sono piani di espansione aggressiva, non ci sono sogni di diventare un grande marchio internazionale. C'è semplicemente la volontà di continuare a fare bene quello che si fa da 150 anni, migliorandosi ogni giorno, ogni vendemmia, ogni bottiglia.

Lucia ha dimostrato che si può essere innovativi rimanendo fedeli alla tradizione. Ha dimostrato che essere donna in un mondo di uomini non è un limite ma un valore aggiunto. Ha dimostrato che è possibile gestire un'azienda vinicola con sensibilità, rispetto, visione.

E intorno a lei si è creata una squadra - Giuseppe, i collaboratori in vigna e in cantina, i partner commerciali - che condivide la stessa filosofia: produrre vini che raccontano il territorio, rispettare la natura, guardare al futuro senza dimenticare il passato.

Informazioni Pratiche

Sede e Cantina: Via Provinciale Lacco Fango, 144 - 80076 Lacco Ameno (NA)
Telefono: +39 081 33 30 330
Email: tommasonevini@gmail.com
Sito web: www.tommasonevini.it

Visite e degustazioni: Su prenotazione. Tour della cantina storica con le grotte scavate nel tufo, visita ai vigneti, degustazione guidata con prodotti locali.

Acquisto vini: Direttamente in cantina, online sul sito, o presso ristoranti ed enoteche selezionate dell'isola.

Come arrivare: Da Ischia Porto, seguire le indicazioni per Lacco Ameno. La cantina si trova sulla strada provinciale che collega Lacco Ameno a Forio, facilmente raggiungibile in auto o con i mezzi pubblici.

Una Bottiglia di Storia

Quando stappate una bottiglia di Biancolella o di Per'e Palummo delle Cantine Tommasone, state bevendo 150 anni di storia familiare. State assaporando la caparbietà di bisnonno Pietro che nel 1870 ha piantato le prime viti. State onorando la memoria di Tommaso "Tommasone" che ha dato il nome all'azienda. State celebrando il coraggio di Antonio che ha lasciato la sicurezza della Germania per tornare alle sue radici. State brindando alla rivoluzione silenziosa di Lucia, prima donna enologa dell'isola.

Ma state anche bevendo qualcosa di ancora più antico: state assaporando l'eredità dei Greci di Pithecusa che duemilaottocento anni fa hanno portato la vite su quest'isola vulcanica. State gustando la mineralità della terra che ha ospitato vulcani e terremoti. State sentendo in bocca il sapore del mare che circonda ogni vigna, anche quella più alta in montagna.

E quando visitate la cantina, quando camminate tra le botti nella fresca penombra delle grotte di tufo, quando ascoltate Lucia e Giuseppe raccontare con passione la loro storia, capite che il vino non è solo un prodotto agricolo né un bene di consumo.

Il vino - il vino vero, quello fatto con rispetto e onestà - è memoria liquida. È identità in forma bevibile. È il modo più diretto e sincero che un territorio ha per raccontare se stesso.

E le Cantine Tommasone, dal 1870, continuano a raccontare Ischia un sorso alla volta. Con la voce di chi sa ascoltare la terra, rispettare la tradizione, guardare avanti senza dimenticare da dove si viene.

Con la forza delle radici che diventa vino nel calice.

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Tommasone vini Ischia


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