Sentiero della Madoninna

Sentiero della Madonnina di Buttavento: Dove Ischia Contadina Si Apre sul Golfo

Hai il Passaporto dell'Isola d'Ischia? Allora questo sentiero merita la matita grossa. Non è la passeggiata panoramica dove scatti foto e torni indietro – è il percorso dove capisci perché chi coltivava la terra qui, su queste colline scoscese, guardava il Golfo di Napoli e si sentiva il padrone del mondo. È Ischia contadina, quella delle cantine scavate nel tufo e dei vitigni su terrazzamenti impossibili, che si apre su uno dei panorami più belli del Mediterraneo.

Siamo a Buonopane, frazione di Barano, in quello che gli anziani chiamano ancora "Merecoppe" – la parte alta dell'isola, dove l'agricoltura è sempre stata "eroica" e "alpestre". Da qui parte un sentiero che attraversa campagne coltivate, boschi di castagni, e ti porta a Buttavento: un belvedere sulla Costa Sparaina dove dal 1700 una statua della Madonna benedice il territorio. Come un Cristo Redentore ischitano, dicono. E capisci perché quando arrivi e vedi sotto di te tutto il comune di Barano, il Castello Aragonese, Vivara, Procida, il Vesuvio, i Campi Flegrei.

Il Sentiero: Tra Vigneti Impossibili e Architettura Rupestre

Il punto di partenza è la piazza di Buonopane, quella con il bel pannello in maiolica che raffigura la 'Ndrezzata – la danza rituale con le mazze che qui eseguono ogni 24 giugno. Da lì il sentiero entra subito nel vivo di Candiano, piccolo borgo rurale fatto di vicoli stretti, orti, vigneti, e soprattutto cantine scavate nella roccia di tufo verde.

Queste non sono costruzioni pittoresche per turisti – sono cellai veri, ancora usati, dove il vino fermenta al fresco naturale e gli attrezzi agricoli riposano protetti. L'architettura rupestre ischitana è tutta qui: case, magazzini, stalle ricavate scavando la roccia vulcanica tenera. Un po' come i Sassi di Matera, ma in versione ischitana e con vista mare.

Poco dopo Candiano c'è lei: la quercia secolare. Un albero che ha più di 250 anni, testimone silenzioso di quante generazioni di contadini sono passate di qui. La chiamano semplicemente "la quercia di Candiano", ed è il simbolo delle radici profonde di Buonopane. Vale la sosta.

Il sentiero sale dolcemente – è classificato T (turistico, facile) ma un minimo di allenamento serve, soprattutto se lo fai d'estate. La vegetazione cambia man mano che sali: dagli orti e vigneti di Candiano passi alla macchia mediterranea, dove il profumo di mirto, mentuccia selvatica, timo e lavanda ti accompagna. E poi, tra maggio e giugno, esplodono le ginestre: giallo intenso dappertutto, profumo forte, un tappeto che copre le colline. Non è un caso che la festa più sentita di Buonopane si chiami proprio "Festa della Ginestra".

Buttavento: La Madonna che Veglia sul Golfo

Dopo circa un'ora di camminata (dipende dal passo), arrivi a Buttavento. Il nome non è casuale – qui il vento si butta davvero, soprattutto quando viene da sud. Ma la protagonista è la statua della Madonna, posizionata su un belvedere naturale che guarda tutta la costa orientale dell'isola.

Da qui vedi:

  • Il Castello Aragonese con il borgo di Ischia Ponte
  • La Scarrupata di Barano (la falesia a picco sul mare)
  • I Maronti
  • Vivara e Procida sospese sul blu
  • Capo Miseno e i Campi Flegrei
  • Il Vesuvio che chiude il panorama a est
  • Nei giorni limpidi, la penisola sorrentina

Non è un punto panoramico attrezzato con panchine e cestini – è un terrazzamento naturale, con la statua della Madonna, qualche muretto a secco, e il vuoto che precipita verso il mare. I contadini che salivano qui per lavorare avevano questo panorama gratis ogni giorno. Forse è per questo che, nonostante la fatica, restavano.

Sei sulla Costa Sparaina, la dorsale sud del Monte Epomeo. "Sparaina" viene dal dialetto e significa sparpagliata, dispersa – perché qui le case erano poche e distanti, perse tra i vigneti e i boschi. Sotto i tuoi piedi c'è un duomo vulcanico, una delle tante bolle di magma che hanno plasmato Ischia milioni di anni fa.

Proseguire verso Piano San Paolo o il Cannavale

Da Buttavento puoi decidere dove andare:

Opzione 1 – Piano San Paolo (consigliato se hai tempo) Continui in salita entrando in un bosco fresco di lecci e castagni. Dopo circa 40 minuti arrivi a Piano San Paolo, a 460 metri sul livello del mare. Questo è un posto speciale: una vecchia spiaggia fossile. Sì, hai letto bene. Milioni di anni fa questa radura era sommersa dal mare. Oggi è un pianoro alberato dove i castagni secolari fanno ombra, l'acqua della fonte di Buceto sgorga fresca, e il silenzio è rotto solo dal vento tra le foglie.

Qui si svolge la Festa della Ginestra (prima domenica di giugno): centinaia di persone salgono da Buonopane, mangiano bruschette e carne alla brace preparata sul posto, bevono vino locale e acqua di Buceto, ballano la 'Ndrezzata. È una scampagnata contadina vera, non una sagra turistica.

Da Piano San Paolo puoi proseguire verso Buceto e scendere a Fiaiano, chiudendo così un anello di circa 6 km totali.

Opzione 2 – Tenuta del Cannavale Invece di salire a Piano San Paolo, percorri la dorsale verso ovest, attraversando la Costa Sparaina fino alla zona del Cannavale. Qui il bosco di lecci e castagni si fa più fitto, e la vista si apre verso il versante opposto dell'isola – Monte Vezzi, Ischia Ponte, il Golfo di Napoli con una prospettiva diversa. Durante "Andar per Sentieri" (manifestazione di trekking che si tiene ad aprile/maggio), alla Tenuta del Cannavale fanno degustazione di prodotti tipici.

Informazioni Pratiche (Quelle Che Servono Davvero)

Dove si trova: Punto di partenza: Piazza di Buonopane (Barano d'Ischia)

Come arrivare:

  • In bus: linee CD e CS da Ischia Porto, fermata Buonopane (piazza con pannello maiolica della 'Ndrezzata)
  • In auto: da Ischia Porto direzione Barano, seguire indicazioni per Buonopane. Parcheggio sulla piazza o nelle vie limitrofe (gratis ma limitato nei giorni di festa)

Caratteristiche del percorso:

  • Lunghezza: 3,5-6 km a seconda dell'itinerario scelto
  • Dislivello: circa 100-150 metri
  • Durata: 2-4 ore (dipende da soste e destinazione finale)
  • Difficoltà: T (Turistica, facile) – adatto a tutti, ma serve un minimo di allenamento
  • Tipo di percorso: sterrato, a tratti roccioso, sentiero ben segnalato (lucertola gialla)

Quando andare:

  • Periodo migliore: aprile-giugno (ginestre in fiore, temperature miti) e settembre-ottobre (vendemmia, colori autunnali)
  • Evitare: luglio-agosto nelle ore centrali (troppo caldo, poca ombra fino al bosco)
  • Fattibile tutto l'anno, ma d'inverno portare giacca impermeabile

Cosa portare:

  • Scarpe da trekking (o almeno sportive con suola antiscivolo)
  • Acqua (almeno 1 litro a persona, non ci sono fontane lungo il percorso fino a Piano San Paolo)
  • Cappello e crema solare (il primo tratto è esposto)
  • Snack/frutta secca
  • Macchina fotografica (il panorama da Buttavento merita)

Non serve:

  • Bastoncini da trekking (il dislivello è minimo)
  • Equipaggiamento tecnico
  • Esperienza avanzata di montagna

Per famiglie: Fattibile con bambini dai 6-7 anni in su, abituati a camminare. Samuel lo puoi portare tranquillamente, soprattutto se lo fate come passeggiata breve fino a Buttavento e ritorno (circa 2 ore totali).

Un Po' di Storia Vera (Non Quella delle Brochure)

Buttavento non è nato come punto panoramico turistico. È sempre stato un luogo di passaggio e di lavoro per i contadini di Buonopane che coltivavano quassù. Il nome stesso lo dice: "butta vento", il posto dove il vento soffia forte – non certo l'ideale per fermarsi, ma perfetto per far maturare l'uva sulle vigne esposte al sole.

La statua della Madonna è stata posizionata qui probabilmente nel XVIII secolo, come punto di riferimento e protezione per chi lavorava in questi luoghi isolati. La devozione mariana è fortissima a Barano: poco più avanti c'è il Santuario della Madonna di Montevergine allo Schiappone (XVII secolo), meta di pellegrinaggi ogni 8 settembre con la "Juta" – una processione che parte proprio da Buonopane all'alba.

Candiano, il borgo attraversato all'inizio del sentiero, è uno dei nuclei abitativi più antichi di Buonopane. Il nome deriva dal greco "tutto cavo" (Myr-Pan), proprio per le numerose grotte e cave naturali del territorio, poi trasformate in cantine e abitazioni rupestri. Qui sono stati trovati frammenti di ceramica protocorinzia (VIII-VII secolo a.C.) e rilievi votivi romani dedicati alle Ninfe Nitrodi (I-III secolo d.C.) – gli stessi conservati al Museo Archeologico di Napoli. Insomma, questo posto è abitato da almeno 2700 anni.

Nel 1540 ci fu un episodio leggendario: una violenta lite tra gli abitanti di Buonopane e quelli di Barano per una ragazza contesa. La tensione degenerò quasi in guerra civile ("la cintura di Barano"), finché il Vescovo di Ischia scese a Buonopane e impose la pace sul sagrato della chiesa di San Giovanni Battista. Da quell'anno, ogni Lunedì Albis e 24 giugno, 18 danzatori eseguono la 'Ndrezzata – la danza rituale con spade e bastoni che simboleggia la battaglia e la riconciliazione.

I "Sentieri della Lucertola" sono stati ripristinati dal Comune di Barano nel 2002, primo comune dell'isola a capire il potenziale turistico del trekking pedemontano. Sono quattro sentieri identificati da lucertole di colore diverso. Questo sentiero fa parte della "lucertola gialla", che tocca appunto Candiano, Buttavento, Costa Sparaina, Piano San Paolo.

La Festa della Ginestra: Quando il Sentiero Diventa Convivialità

La prima domenica di giugno, Buonopane organizza dal 1995 la Festa della Ginestra – giunta nel 2025 alla 31ª edizione. Non è una sagra con stand gastronomici e palco per musicisti. È una scampagnata contadina vera: centinaia di persone si ritrovano in piazza alle 10:45, salgono insieme lungo il sentiero (Candiano-Buttavento-Piano San Paolo), e a Piano San Paolo – sotto i castagni secolari – preparano e consumano il pranzo: bruschette al pomodoro, fagioli alla Cannone (ricetta locale), rosata di carne alla brace, insalata, zeppole di Vincenzo, acqua di sorgente e vino delle cantine di Buonopane.

Si mangia, si beve, si canta, e alla fine si balla la 'Ndrezzata. È Ischia autentica, quella che non finisce nelle guide patinate. È il modo in cui i contadini ischitani hanno sempre festeggiato la fine della primavera e l'inizio dell'estate: camminando insieme nel verde, mangiando quello che la terra dà, ballando le danze che i nonni hanno insegnato.

Se vieni a Ischia la prima domenica di giugno, questa è un'esperienza da non perdere. Basta presentarsi in piazza a Buonopane verso le 10:30, pagare un contributo (circa 20€ che copre pranzo e organizzazione), e salire con tutti gli altri. È aperto a tutti, ischitani e forestieri, famiglie e gruppi.

Perché Andarci (Davvero)

Primo: perché è diverso. Se hai già fatto la passeggiata sul Monte Epomeo o il sentiero del Bosco della Maddalena, qui scopri l'Ischia contadina. Non boschi ombrosi o panorami lunari – ma vigneti, terrazzamenti, cantine scavate nel tufo, campagne coltivate con fatica secolare. È l'"altra Ischia", quella che ha dato da mangiare all'isola per duemila anni prima che arrivasse il turismo.

Secondo: il panorama da Buttavento è uno dei migliori dell'isola. Non è il più famoso (quello è dall'Epomeo), ma è il più "contadino" – lo guardi e capisci perché questa terra, nonostante la fatica, valeva la pena di essere coltivata. E capire il paesaggio ischitano vuol dire capire Ischia.

Terzo: è fattibile per tutti. Non serve essere alpinisti, non ci sono passaggi esposti o difficili. È una camminata a ritmo tranquillo su sentiero largo e ben segnalato. Se hai il passaporto dell'isola e vuoi un timbro che non richieda preparazione atletica, questo è il sentiero giusto.

Quarto: ti connette con la vita vera di Buonopane. Alla fine del sentiero non c'è un bar panoramico o un parco attrezzato – c'è silenzio, alberi, magari qualche contadino che lavora. E questa autenticità oggi vale più di mille attrazioni turistiche.

Quinto: puoi combinarlo con Nitrodi. Se scendi a Buonopane dopo il trekking, in 10 minuti a piedi arrivi alla Fonte delle Ninfe Nitrodi. Sentiero al mattino, docce termali al pomeriggio. Il Passaporto perfetto.

Il Tuo Timbro sul Passaporto

Se hai il Passaporto dell'Isola d'Ischia, il Sentiero della Madonnina di Buttavento è una di quelle tappe che non fanno rumore ma lasciano il segno. Non troverai orde di turisti con il selfie stick, non troverai cartelli esplicativi in tre lingue, non troverai il chiosco dei panini. Troverai Ischia com'era: contadina, faticosa, bellissima.

E quando arrivi a Buttavento, con la Madonna che guarda il Golfo e il vento che ti scompiglia i capelli, capisci una cosa: gli ischitani non hanno scelto questo posto per viverci perché era comodo. L'hanno scelto perché ogni giorno, alzando gli occhi dalla zappa, vedevano il mondo intero steso davanti a loro. E quello, ancora oggi, non ha prezzo.

Non hai ancora il Passaporto? Prendilo sul sito ufficiale di Eccellenze Ischitane. È il modo migliore per esplorare l'isola vera, quella che non finisce nei pacchetti all-inclusive. Ogni timbro è una storia, ogni storia è un pezzo di Ischia che diventa tuo.

Sentiero della Madonnina di Buttavento – Partenza: Piazza di Buonopane, 80070 Barano d'Ischia | Percorso: Candiano-Buttavento-Piano San Paolo | Difficoltà: T (Turistica) | Durata: 2-4 ore | Percorribile tutto l'anno

    Dove si trova 

    Sentiero della Madonnina

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