Sentiero della Jesca

Via Iesca - Il Canyon dove Ischia Mostra il Suo Lato Selvaggio

Hai il Passaporto dell'Isola d'Ischia? Allora preparati a timbrare un luogo che non è sentiero turistico. Non è passeggiatina panoramica. Non è escursione con selfie carini.

È canyon.

Via Iesca - 'a Jesc in dialetto - è una gola di tufo che scende verticalmente dal Belvedere di Serrara fino alla spiaggia dei Maronti. Passando - come se niente fosse - accanto al bacino idrotermale di Cavascura.

Ripidissima. Sterrata. Sdrucciolevole. Con pendenze da vertigine.

E bellissima.

Perché Via Iesca non è Ischia turistica. È l'"altra Ischia". Quella selvaggia. Quella che il giornalista Gianni Mura - quando l'ha vista - ha paragonato alla Cappadocia. "Guglie, pinnacoli disegnati dal vento, pareti a picco piene di nidi degli uccelli".

Via Iesca è il luogo dove capisci perché il versante meridionale dell'isola è così diverso da quello settentrionale. Più aspro. Più frastagliato. Più "difficile".

E per questo - storicamente - più isolato. Più contadino. Meno aperto al turismo e ai traffici con la terraferma.

Via Iesca è geologia allo stato puro. È la dimostrazione che Ischia non è solo spiagge e terme. Ma anche canyon, fenditure, abissi. Come una "scorza di melone troppo matura" - per citare lo scrittore inglese Norman Douglas negli anni '30.

Il Canyon: Pareti di Tufo e Volo di Rapaci

Via Iesca inizia dal Belvedere di Serrara. Piazza Pietro Paolo Iacono. Il punto panoramico più famoso del comune. Con vista totale su Sant'Angelo, Maronti, Torre.

Da lì: giù. Sempre giù.

Il sentiero si insinua tra alte pareti di tufo verde. Muri naturali di 10-15 metri. Che ti serrano. Ti stringono. Ti fanno sentire piccolo.

È un vero canyon. Non metaforico. Canyon tecnico. Formato dall'erosione. Dall'acqua che - per millenni - ha scavato la roccia. Ha creato questa fenditura. Questa gola.

E sulle pareti - nelle fenditure, negli anfratti - nidificano i rapaci.

Falchi. Gheppi. Poiane.

Che volano sopra di te. Ti guardano dall'alto. Cacciano nella vegetazione tutto intorno. Dove trovano cibo abbondante per sé e per i piccoli.

Se sei silenzioso - e fortunato - li vedi. Sospesi nell'aria. Immobili. Con le ali tese. In attesa.

E capisci che questo canyon non è solo geologia. È ecosistema. Vivo. Pulsante.

Cava Tufaro e Cava Petrella: Le Gole Gemelle

Via Iesca non è sola.

Corre parallela a Via Andrea Mattera - la strada provinciale asfaltata che da Serrara scende a Sant'Angelo.

Ma Via Iesca è più selvaggia. Più vera. Più difficile.

Perché Via Iesca è ricavata - in gran parte - tra le pareti di tufo dell'istmo di Cava Tufaro e Cava Petrella.

Due cave. Due gole. Due fenditure profonde nel fianco della montagna.

Che creano uno scenario surreale. Quasi claustrofobico in alcuni punti. Dove le pareti si avvicinano tanto che sembra toccarle con entrambe le braccia.

E poi: luce. Improvvisa. Quando il canyon si apre. E davanti a te compare il mare. I Maronti. La Torre di Sant'Angelo - isolotto tufaceo collegato da un istmo al borgo.

Vista che si fa sempre più nitida man mano che scendi. Che sali (perché il consiglio - unanime - è di fare Via Iesca in salita e non in discesa. Per ridurre il rischio cadute. Per sollecitare meno le articolazioni).

L'Agricoltura Eroica: Vigne nel Canyon

Ma Via Iesca non è solo natura selvaggia.

È anche - incredibilmente - agricoltura.

Perché ai lati del sentiero - in punti dove sembra impossibile anche solo stare in piedi - ci sono vigneti.

Terrazzamenti scavati nelle pareti. Parracine perfette. Viti curate.

Agricoltura eroica. Alpestre. Impossibile.

Quella che fa dire a chi la vede: "Ma come diavolo ci arrivano? Come fanno a lavorare? Come vendemmiano?"

Eppure ci riescono. Da secoli.

Perché la cava - all'apparenza brulla e inospitale - è al contrario straordinariamente fertile. Il tufo trattiene umidità. Le pareti creano microclimi. Il sole - quando arriva - è potentissimo.

E la vite - quella pianta miracolosa e testarda - cresce. Produce. Dà uva.

Non mancano neanche orti domestici. In posti altrimenti di difficile accesso.

Tutto testimonia la vocazione agricola degli ischitani. Quelli che - storicamente - hanno sempre preferito coltivare la terra piuttosto che affrontare le insidie del mare.

Cavascura: Il Bacino Termale nel Canyon

Via Iesca passa - quasi senza preavviso - accanto a Cavascura.

Il bacino idrotermale più antico di Ischia. Scavato nella pietra viva. In un canyon naturale. 300 metri dalla spiaggia dei Maronti.

Acque a 55-83°C alla sorgente. Salso-bromo-iodiche-bicarbonato-alcaline. Radioattive ipertermali.

Romane. O forse ancora più antiche. Greche.

Chiamate "Aratro" dai Greci. Perché "raddrizzavano" le persone che soffrivano di reumatismi, sciatiche, fratture.

Poi ribattezzate Cavascura. Dal greco: "calore estremo".

E oggi: terme. Vasche scavate nel tufo. Sauna naturale. Doccione per massaggio cervicale. Grotte.

Tutto incastonato tra le pareti tufacee del canyon. Dove l'acqua termale scorre naturalmente. Forma rivoli. Crea vapore.

Atmosfera magica. Surreale. Che Gianni Mura ha descritto così: "Cavascura è diviso tra la solarità delle ginestre e il buio delle grotte".

Le Fumarole: Dove la Terra Bolle

Via Iesca - se la percorri in salita - inizia dalle Fumarole.

Il tratto di spiaggia dei Maronti che "sconfina" a Sant'Angelo. Dove la sabbia bolle.

Letteralmente.

Perché sotto la spiaggia - pochi centimetri - ci sono polle di acqua termale caldissima. Che sfondano. Che escono. Che creano pozze di acqua bollente.

In inverno - quando il mare è freddo - la gente viene a fare il bagno qui. Dove l'acqua termale si mischia con quella marina. E puoi nuotare a 40°C mentre fuori nevica.

È uno degli spettacoli più incredibili di Ischia. Il vulcano che emerge. Che ricorda: "Io ci sono. Sono vivo. Sono attivo".

E da qui - da questo punto dove la terra bolle - parte Via Fondolillo. Strada sterrata che porta a Cavascura. E poi all'imboccatura di Via Iesca.

La Salita: Pendenza da "Paura"

Gianni Mura - giornalista sportivo e romanziere - ha descritto Via Iesca così: "La stradina sterrata che porta su, a Serrara Fontana, ha pendenze da vertigine (o da paura)".

E aveva ragione.

Via Iesca sale. Con pendenze impossibili. 40-50% in alcuni tratti.

Ripidissima. Terreno sdrucciolevole. Sassi che rotolano sotto i piedi.

Per questo il consiglio - unanime tra le guide e gli escursionisti - è di percorrerla in salita.

Non in discesa.

Perché in discesa:

  • Rischio cadute altissimo
  • Ginocchia e caviglie sollecitate al massimo
  • Impossibile controllare la velocità su terreno scivoloso

In salita invece:

  • Fatica, ma sicurezza
  • Ritmo controllabile
  • Bastoncini da trekking utilissimi

E comunque: non per tutti.

Via Iesca è adatta a escursionisti con esperienza. Con attrezzatura giusta (scarpe da trekking obbligatorie - MAI ciabatte, MAI scarpe da ginnastica normali).

Se soffri di vertigini: evita. Se hai problemi alle ginocchia: evita. Se non sei abituato a camminare in montagna: evita.

Ma se sei nelle condizioni giuste: falla. Perché Via Iesca è un'esperienza che non dimentichi.

L'Azienda Agrituristica: La Jesca Prima di Ischia

A metà percorso circa - nel punto dove Via Iesca passa vicino a Cavascura - c'è l'Azienda Agrituristica "La Jesca prima di Ischia".

Luogo accogliente. Familiare. Con panorama mozzafiato sui Maronti.

Dove puoi degustare produzioni agricole locali. Genuine. Vere.

E prodotti ittici da pescatori isolani.

Aperto solo su prenotazione. Con navetta gratuita dal Belvedere di Serrara o dall'ingresso di Cavascura.

È il punto di sosta perfetto. Dove riprendi fiato. Bevi. Mangi. E poi riparti.

Il Significato: L'"Altra Ischia"

Via Iesca non è attrattiva turistica classica.

Non ci sono bus organizzati. Non ci sono cartelli giganti. Non ci sono servizi lungo il percorso.

È sentiero vero. Per chi vuole scoprire l'"altra Ischia".

Quella più autentica. Meno turistica. Quella che - solo recentemente - con l'accresciuta sensibilità ambientale - comincia a essere valorizzata.

Quella che racconta perché Serrara Fontana, Barano, e parte di Forio hanno mantenuto più a lungo la loro impronta rurale.

Perché il sud dell'isola - con le sue alte falesie, i suoi canyon profondi, le sue gole ripide - era difficile. Complicato. Inospitale per il commercio.

E per questo preservato. Conservato. Rimasto - in parte - come era.

Via Iesca è una di quelle "gole" che caratterizzano l'orografia del versante meridionale. Assai più accidentato della costa settentrionale.

E che spiegano - storicamente - perché i comuni a nord si sono aperti prima al turismo. Mentre il sud ha resistito. Ha mantenuto la sua anima contadina.

Perché Merita il Timbro sul Tuo Passaporto

Via Iesca non è per tutti.

Non è comoda. Non è facile. Non è "instagrammabile" come altre escursioni.

Ma è necessaria.

Perché Via Iesca ti fa capire Ischia in modo che nessun'altra escursione riesce a fare.

Ti fa capire la geologia. Il vulcano. Le forze che hanno creato questa isola.

Ti fa capire l'agricoltura eroica. La fatica. La testardaggine. La capacità di adattamento.

Ti fa capire perché il versante sud è diverso dal nord. Perché Serrara ha mantenuto la sua identità rurale. Perché Sant'Angelo - borgo marinaro - è un'eccezione nel comune più contadino dell'isola.

Via Iesca è lezione di storia. Di geografia. Di antropologia. Di geologia.

Tutta condensata in 2 km di canyon ripidissimo.

Merita il timbro sul Passaporto. Non per la bellezza "turistica". Ma per la verità.

Non hai ancora il Passaporto? Prendilo sul sito ufficiale di Eccellenze Ischitane. Ogni timbro è una storia. Ogni storia è un pezzo di Ischia che diventa tuo.

Informazioni Pratiche (Via Iesca)

Punto di partenza (SALITA - CONSIGLIATO):

  • Fumarole (spiaggia dei Maronti presso Sant'Angelo)
  • Via Fondolillo → Cavascura → imbocco Via Iesca

Punto di arrivo:

  • Belvedere di Serrara (Piazza Pietro Paolo Iacono)

Punto di partenza alternativo (DISCESA - SCONSIGLIATO):

  • Belvedere di Serrara
  • Accesso da Via Andrea Mattera (SP 480)

Distanza: ~2 km Dislivello: ~300m Durata:

  • Salita: 45-60 min
  • Discesa: 30-40 min (ma SCONSIGLIATA)

Difficoltà: E+/EE (Escursionistica media/difficile)

  • Pendenze 40-50%
  • Terreno sterrato e scivoloso
  • Tratti molto ripidi
  • NON adatto a principianti

Come arrivarci: Per salita (partenza Fumarole):

  • Da Sant'Angelo: Via Madonnella (parte alta) → seguire indicazioni Fumarole
  • Oppure: taxi boat da Sant'Angelo a Maronti (5 min, servizio ogni 15 min fino 19:00)
  • Da Maronti: camminata 15-20 min verso Sant'Angelo fino Fumarole

Per discesa (partenza Serrara - SCONSIGLIATA):

  • Bus CD/CS fermata "Belvedere Serrara"
  • Da Belvedere: Via Andrea Mattera → deviazione Via Iesca

Periodo migliore:

  • Primavera (marzo-maggio): temperatura ideale
  • Autunno (settembre-novembre): meno caldo
  • EVITARE estate: caldo eccessivo, sole diretto nel canyon
  • EVITARE dopo pioggia: terreno molto scivoloso

Equipaggiamento OBBLIGATORIO:

  • Scarpe da trekking con suola scolpita (MAI ciabatte, MAI sneakers)
  • Bastoncini da trekking (fortemente consigliati per salita)
  • Acqua (almeno 1,5L - nessuna fonte lungo percorso)
  • Cappello/crema solare
  • Giacca antivento

Note IMPORTANTI:

  • SEMPRE in salita, MAI in discesa (rischio cadute)
  • Non adatto a chi soffre di vertigini
  • Non adatto a chi ha problemi articolari (ginocchia/caviglie)
  • Non adatto a bambini
  • Nessun servizio lungo percorso
  • Possibile sosta: Agriturismo "La Jesca prima di Ischia" (su prenotazione, navetta gratuita)

Sosta intermedia:

  • Cavascura (Terme): €20 percorso benessere
  • La Jesca prima di Ischia (Agriturismo): su prenotazione, tel. 328 694 8855

Combinabile con:

  • Fumarole (terme libere)
  • Spiaggia dei Maronti
  • Cavascura (terme)
  • Belvedere di Serrara
  • Via Andrea Mattera (discesa alternativa asfaltata verso Sant'Angelo)

AVVERTENZE:

  • Via Iesca è escursione VERA, non passeggiata turistica
  • Richiede esperienza, attrezzatura adeguata, condizione fisica buona
  • In caso di dubbio: meglio fare Via Andrea Mattera (asfaltata, più facile)
  • Consigliato con guida per prima volta

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