Santa Maria al Monte
Santa Maria al Monte: La Chiesa che il Vulcano Ha Scavato
Passaporto dell'Isola d'Ischia in tasca? Perfetto, perché questa è una di quelle tappe che ti fa capire cosa significa fede contadina vissuta, non predicata.
Santa Maria al Monte non è una cattedrale imponente. Non ha affreschi rinascimentali né cappelle barocche dorate. È una chiesetta scavata nel tufo a 500 metri sul livello del mare, sulle pendici del Monte Epomeo, tra Forio e Panza. Piccola, essenziale, rupestre. Ma con un panorama che ti toglie il fiato e una storia che continua a vivere ogni 12 settembre, quando migliaia di persone salgono lassù per la festa del Nome di Maria.
Non è un museo. È un luogo vivo, dove la devozione popolare non è folklore turistico ma tradizione autentica che si tramanda di generazione in generazione. Dove le famiglie di Montecorvo e Bocca-Vagnulo aprono le case, preparano il cibo, e festeggiano insieme come si faceva cent'anni fa.
Via Bocca, Forio. Meta di pellegrinaggio, incrocio tra fede, natura e memoria collettiva.
La Storia: Dal 1593 a Oggi, Passando per un Monaco Tenace
1593: I fratelli Sportiello costruiscono la chiesa accanto a un eremo sulla Via Bocca. Siamo in pieno periodo di incursioni saracene, la popolazione si aggrappa alla fede come ancora di salvezza. Santa Maria al Monte diventa un punto di riferimento spirituale per i contadini e i pastori che lavorano sui pendii dell'Epomeo.
Poi arrivano i secoli, la chiesa viene abbandonata, diventa deposito per attrezzi agricoli. Le statue si coprono di polvere, gli altari si sgretolano. Sembra la fine.
Ma arriva l'ex monaco.
Uno che aveva vissuto a San Nicola sull'Epomeo (l'eremo sulla cima), che conosceva quei luoghi pietra per pietra, che non poteva accettare che Santa Maria al Monte finisse come magazzino. Raccoglie offerte a Forio, casa per casa, famiglia per famiglia. Convince, insiste, ottiene. E ristruttura la chiesa, la arricchisce di arredi sacri, la riporta in vita.
Da quel momento Santa Maria al Monte riprende a essere quello che era: un luogo di devozione viva, non un rudere da visitare con la guida turistica.
La Leggenda: Quando la Madonna Fermò i Pirati
C'è una storia che si racconta ancora oggi, tramandata di nonno a nipote.
Un pescatore foriano viene catturato dai pirati turchi. Sotto tortura, rivela che Forio è indifesa, che le torri di avvistamento sono poche, che è il momento perfetto per attaccare.
I pirati preparano le galee, puntano verso Forio. Ma quando arrivano in vista della costa, vedono qualcosa di strano: una regina vestita di bianco con mille soldati armati che difendono il paese.
Panico. Rinunciano all'attacco, virano, fuggono.
Quando gli abitanti di Forio escono dalle case, capiscono: non c'erano soldati. Era la Madonna di Santa Maria al Monte che, illuminata dai fuochi accesi dai fedeli sulle colline, sembrava un esercito visto da lontano.
La leggenda? Il miracolo? Non importa. L'importante è che ancora oggi c'è un quadro ex voto sull'altare che racconta quella notte. E che la gente ci crede, o almeno vuole continuare a raccontarla.
La Festa del 12 Settembre: Tradizione che Non Si Ferma
Ogni anno, il 12 settembre (festa del Nome di Maria), migliaia di persone salgono a Santa Maria al Monte. Non è un evento organizzato da agenzie turistiche. È una cosa che si fa da secoli, punto.
Come funziona:
Si parte da Forio o da Panza, si sale per Via Bocca (strada asfaltata fino a un certo punto, poi sentiero). Si arriva al sagrato della chiesa. C'è la Santa Messa, solenne ma semplice. Poi la processione con la statua della Madonna – portata a spalla dai fedeli lungo i sentieri, tra vigneti e boschi di castagni.
E poi inizia la sagra.
Bancarelle con specialità ischitane: vino locale (ovvio, siamo in mezzo ai vigneti), dolci tradizionali, street food fatto in casa. Le famiglie di Montecorvo e Bocca-Vagnulo aprono le loro case, offrono cibo, musica, accoglienza. Non è commercio, è ospitalità vera.
Il borgo si anima. Bambini che corrono, nonni che raccontano storie, giovani che suonano chitarra, tavoli improvvisati dove si mangia tutti insieme. È festa collettiva nel senso più puro del termine.
2026: Probabile estensione del "Vicolo in Festa" – un evento che coinvolge ancora più vicoli e famiglie del borgo. Ma anche se non ci fosse, il 12 settembre Santa Maria al Monte vive comunque.
Il panorama dal sagrato:
Guardi giù e vedi Forio distesa sulla costa, Punta Imperatore e Punta Caruso che chiudono l'orizzonte a ovest, i vigneti in vendemmia (settembre è il mese della raccolta), il mare che cambia colore con la luce del tramonto. Capisci perché i fratelli Sportiello scelsero proprio quel punto nel 1593.
La Chiesina: Architettura Rupestre Essenziale
Santa Maria al Monte è scavata nel tufo. Non costruita sopra, ma dentro. Le pareti sono roccia vulcanica levigata, il soffitto è basso, la navata è semplice e unica, l'abside piccola e raccolta.
Niente marmi preziosi, niente decorazioni barocche. Solo la pietra, gli arredi donati dai fedeli nel corso dei secoli, la statua della Madonna che esce in processione, gli ex voto dei marinari che sono tornati vivi dal mare.
È il tipo di chiesa che non impressiona per la grandezza, ma per la presenza. Quando entri senti che quel posto è vivo, che migliaia di persone ci hanno pregato, pianto, ringraziato.
Intorno: Bosco di castagni della Falanga (antica riserva borbonica), mulattiere che collegano Forio, Panza, Serrara Fontana. Sentieri che i contadini percorrevano ogni giorno per andare ai campi, che i pastori usavano per portare le capre al pascolo, che oggi sono diventati percorsi di trekking.
Il paesaggio è cambiato poco. I vigneti ci sono ancora, i muri a secco (parracine) resistono, i castagni crescono dove crescevano due secoli fa.
Come Visitare (Fuori dalla Festa)
12 settembre: Vai. Punto. È l'esperienza completa – messa, processione, sagra, festa collettiva. Gratuito, aperto a tutti.
Resto dell'anno: La chiesa è aperta la domenica e nei giorni festivi. Meglio verificare con la Pro Loco di Forio prima di salire, perché gli orari non sono fissi come in una cattedrale cittadina.
Trekking: Se fai il sentiero dall'Epomeo verso Santa Maria al Monte, calcola circa 1 ora di camminata. È un percorso bellissimo che collega la cima del vulcano alla chiesa rupestre, passando per boschi e panorami verticali.
Accesso da Forio/Panza: Via Bocca, salita asfaltata fino a un certo punto, poi sentiero a piedi. In auto/scooter arrivi abbastanza vicino, poi gli ultimi minuti li fai camminando.
Il momento migliore: Estate al tramonto. La luce che scende sul mare, il cielo che si tinge di arancione, il silenzio interrotto solo dal vento tra i castagni. È poesia pura.
Perché Andarci
Perché Santa Maria al Monte ti mostra un'Ischia che non sta nelle guide turistiche mainstream. Non è un'attrazione, è un luogo di identità collettiva.
È la fede contadina che ha costruito chiese nella roccia perché la pietra costava meno del mattone, ma anche perché il tufo era sacro – veniva dal vulcano, dalla terra che dava il pane.
È la tradizione che continua a vivere non come rievocazione storica in costume, ma come gesto quotidiano: il 12 settembre si sale a Santa Maria, come facevano i nonni, come faranno i nipoti.
È il panorama che ti ricorda perché l'uomo ha sempre cercato l'altezza per parlare con Dio – perché da lassù vedi il mondo nella sua interezza, e ti senti piccolo ma connesso.
Va bene per:
- Chi cerca spiritualità autentica, non turismo religioso
- Amanti del trekking con destinazione significativa
- Appassionati di tradizioni popolari vive
- Fotografi (panorama spettacolare)
- Chiunque voglia vedere Forio dall'alto
Non va bene per:
- Chi cerca chiese monumentali piene d'arte
- Chi ha problemi di mobilità (sentiero in salita)
- Chi vuole solo spuntare una casella sulla lista
È un'esperienza verticale e spirituale insieme. Sali in quota, ma sali anche dentro la memoria collettiva di un'isola che sa ancora chi è.
Il Tuo Timbro sul Passaporto
Se hai il Passaporto dell'Isola d'Ischia, Santa Maria al Monte è una di quelle tappe che meritano il timbro il 12 settembre, quando vivi la festa vera. Scrivi anche "sagra autentica" o "panorama Epomeo" – te lo ricorderai.
Non hai ancora il Passaporto? Lo trovi sul sito di Eccellenze Ischitane. È il modo migliore per esplorare l'isola seguendo percorsi autentici, non itinerari da tour operator. Ogni timbro è una storia, ogni storia è un pezzo di Ischia che diventa tuo.
Prossima tappa consigliata: Da Santa Maria al Monte, se hai gambe e voglia, continua verso il Monte Epomeo (30 minuti di salita). Dalla chiesa rupestre alla vetta del vulcano: il percorso perfetto per capire Ischia in verticale.
Chiesa di Santa Maria al Monte - Via Bocca, 80075 Forio (NA) | Aperta domeniche e festivi (verifica orari) | Festa annuale: 12 settembre | Accesso a piedi da Forio/Panza o sentiero dall'Epomeo | Info: Pro Loco Forio






