San Pancrazio

Baia di San Pancrazio: Il Cuore Verde dell'Isola, Dove il Tempo Si È Fermato
Hai il Passaporto dell'Isola d'Ischia? Allora preparati a timbrare quella tappa che ti fa capire cosa significa davvero "isolamento". Non quello turistico – quello vero. Quello delle famiglie che vivevano qui completamente sole, a strapiombo sul mare, occupandosi della loro terra con un sacrificio che oggi non ci immaginiamo nemmeno.
Siamo a Punta San Pancrazio, versante sud-orientale dell'isola, nel cuore verde geologicamente più antico di Ischia. Un piccolo villaggio fuori dal mondo: cinque case abbandonate, una cappella votiva che guarda il mare, un ettaro di uliveto a terrazzamenti che scende dolcemente fino agli scogli. E sotto, la baia: mare cristallino, posidonia che colora l'acqua di verde smeraldo, silenzio che rompe solo il rumore delle onde.
C'è chi l'ha definito "il sentiero dell'anima". Altri "il cuore verde di Ischia". Entrambi hanno ragione. Questo è il posto dove capisci che l'isola non è solo terme e movida – è anche terra che ha fatto vivere generazioni di contadini e pescatori che non vedevano un'anima per giorni.
Il Trekking: Come Arrivarci a Piedi (Preparati a Sudare)
Diciamolo subito: non è una passeggiata. È un trekking vero, impegnativo, che richiede gambe allenate e testa. Se non sei in forma o hai problemi alle ginocchia, lascia perdere e vai via mare. Ma se ce la fai, l'esperienza vale ogni goccia di sudore.
Punto di partenza: Campagnano
- Frazione di Barano, raggiungibile con auto/scooter o con bus n. 8 (oppure linee CD/CS dalla stazione principale)
- Nella piazza trovi una piccola chiesetta
- Accanto alla chiesa parte la stradina che sale verso Piano Liguori
Il percorso - Opzione 1: Via Campagnano (la più diretta)
Caratteristiche:
- Dislivello: circa 390 metri
- Tempo: 4-5 ore (andata e ritorno)
- Difficoltà: media-alta
- Sentiero: parte asfaltato, parte sterrato, tratti esposti
Come si fa:
- Da Campagnano a Piano Liguori (tutta salita)
- La strada è stretta ma asfaltata all'inizio
- Appena parti, sulla sinistra già vedi il panorama della baia di Cartaromana e il Castello Aragonese
- Continui in salita (è impegnativo anche per persone allenate)
- Porta bastoncini da trekking – aiutano molto
- Arrivi a Piano Liguori: un villaggio abbandonato molto suggestivo
- Qui trovi il Ristorante Piano Liguori sulla sinistra (punto di riferimento)
- Da Piano Liguori a Punta San Pancrazio
- Attenzione: in questa zona i sentieri si intrecciano come un groviglio – è facile sbagliare
- Cerca i segnali con il logo della "lucertola" (sentieri CAI 503 e 504)
- La strada diventa molto in pendenza e pericolosa se il terreno è asciutto (si scivola facilmente)
- I bastoncini qui sono assolutamente necessari
- Circa 1 ora di cammino tutto in discesa
- Prendila con calma e goditi il panorama
- Arrivo a Punta San Pancrazio
- Percorri una strada con ai lati fitta vegetazione
- Vigneti a picco sul mare, ulivi, macchia mediterranea
- Arrivi al piccolissimo villaggio: 5 case tutte abbandonate
- Dal terrazzo a strapiombo di una delle case vedi la baia della Scarrupata
- Poco oltre: la cappella votiva dedicata a San Pancrazio
- Infine: un magnifico uliveto di oltre un ettaro che declina dolcemente fino al mare
Il percorso - Opzione 2: Via Schiappone/Scarrupata (il sentiero dell'anima)
Punto di partenza alternativo: Santuario Madonna di Montevergine, sulla collina dello Schiappone (comune di Barano)
- Anche possibile partire dalla frazione di Vatoliere
Il percorso:
- Parti dal santuario (una piccola chiesa del '600 in uno scenario naturalistico unico)
- Poche centinaia di metri e arrivi al belvedere della Scarrupata (panorama da togliere il fiato)
- Dopo la staccionata che delimita l'area c'è una ripida scala in pietra
- Al termine della scala comincia il sentiero che si biforca:
- Un ramo va a Piano Liguori
- L'altro va a Punta San Pancrazio
Questo percorso è particolarmente bello perché passa attraverso:
- Vigneti e frutteti
- Piccoli orti familiari (alcuni ancora curati)
- Qualche animale da cortile
- Casolari antichi ricoperti di edera
- Cantine scavate nella roccia integrate nei terrazzamenti
Cosa portare (importante):
- Scarpe da trekking con suola che tiene bene
- Bastoncini da trekking (non sono un optional – sono necessari)
- Acqua (almeno 1,5 litri a persona)
- Cappello e crema solare
- Indumenti a strati (parte all'ombra, parte al sole)
- Snack energetici
- Scarpette da scoglio se pensi di fare il bagno
Quando andare:
- Primavera (aprile-maggio): il periodo migliore, temperatura perfetta, vegetazione rigogliosa
- Autunno (settembre-ottobre): ancora bello, meno caldo
- Estate: evitare le ore centrali (troppo caldo), andare presto al mattino o nel tardo pomeriggio
- Inverno: fattibile ma il terreno può essere scivoloso dopo la pioggia
Come Arrivarci Via Mare: L'Opzione Comoda
Se il trekking non fa per te – o semplicemente vuoi vedere la baia senza faticare – puoi arrivarci comodamente via mare.
Taxi boat:
- Da Sant'Angelo: servizio Cooperativa Barcaioli San Michele
- In estate fanno la spola tra Sant'Angelo, Scarrupata, San Pancrazio e Maronti
- Verificare orari (variano in base alla stagione)
- Prezzi contenuti (circa 7-10€ a tratta)
- Dai Maronti: stesso servizio taxi boat
- Ideale se sei già in zona Maronti
- Da Cartaromana/Ischia Ponte: possibile con taxi boat privati o noleggiando una barca
Noleggio barca:
- Puoi noleggiare un gommone o una piccola barca nei principali porti (Ischia Porto, Forio, Sant'Angelo)
- Con o senza skipper
- Ti permette di gestire i tempi e di esplorare anche le baie vicine (Cartaromana, Scarrupata)
- Se nolegg
i, ancora a circa 200 metri dalla baia e poi puoi raggiungere la spiaggia a nuoto o con il tender
La Baia: Mare Cristallino e Fondali Verdi
La Baia di San Pancrazio è raggiungibile solo dal mare (la spiaggia non ha accesso diretto via terra). È caratterizzata da:
- Spiaggia di ciottoli grandi e levigati
- Acqua cristallina color smeraldo grazie alle praterie di posidonia
- Fondali ricchissimi per snorkeling: pesci argentei, polpi, scorfani, ricci di mare (raccolta contingentata)
- Grotte marine esplorabili con i barcaioli se il mare è calmo
- Nessun stabilimento: è selvaggia, autentica, preservata
La baia fa parte dell'Area Marina Protetta Regno di Nettuno – significa mare sorvegliato, regole rigide, ecosistema protetto.
Il ristorante sulla spiaggia offre:
- Pergolato di vite a due metri dal mare
- Vino con le pesche (il classico ischitano)
- Bruschette con i pomodorini dell'orto
- Pesce fresco del giorno
- Possibilità di usare lettini/ombrelloni se consumi
Il Villaggio Abbandonato e la Cappella Votiva
Quando arrivi a Punta San Pancrazio via terra, la prima cosa che vedi sono le 5 case abbandonate. Non sono rovine turistiche – sono testimonianza vera di come vivevano le famiglie qui:
- Completamente isolate dal resto dell'isola
- Dedite alla coltivazione di vigneti e uliveti a terrazzamenti
- Senza strade, senza elettricità (fino agli anni '50-'60)
- Con l'unico contatto con il mondo attraverso le barche che venivano dalla baia
Le case sono ancora lì, diroccate ma integre nella struttura. Edera che le ricopre, finestre senza vetri che guardano il mare. Una casa ha un terrazzo a strapiombo sulla baia della Scarrupata – la vista da lì è da togliere il fiato.
La Cappella di San Pancrazio
Poco oltre le case, trovi una piccola cappella votiva dedicata a San Pancrazio martire, a testimonianza della fede di questa gente. La cappella è abbandonata, ma ancora in piedi – una costruzione semplice, essenziale, con poche pietre e un piccolo altare interno.
San Pancrazio era un soldato romano convertito al cristianesimo, martirizzato sotto Diocleziano. La tradizione vuole che fosse protettore dei contadini e delle terre coltivate – non a caso qui, dove la terra era tutto.
Una volta all'anno, la cappella rivive: viene celebrata una messa in memoria dei vecchi abitanti e delle famiglie che hanno vissuto qui. È un momento di raccoglimento, lontano da tutto, dove arrivano ancora alcuni discendenti e pochi ischitani che conoscono la storia del posto. Non è pubblicizzata, non è turistica – è autentica. Se capiti nel periodo giusto e lo sai, puoi assistere a una delle cose più vere che Ischia possa offrirti.
L'Uliveto a Strapiombo: Uno Spettacolo della Natura
Subito dopo la cappella, lo spettacolo finale: più di un ettaro di uliveto disposto a terrazzamenti che scende dolcemente fino al mare. Ulivi secolari, muretti a secco perfettamente conservati (qualcuno ancora li cura), vista a 360 gradi sulla costa sud-orientale.
È qui che capisci cosa significa "il cuore verde di Ischia". Non è retorica – è geografia, è storia, è fatica umana che ha plasmato il paesaggio. Questi terrazzamenti sono stati costruiti pietra su pietra, generazione dopo generazione, per strappare alla montagna qualche metro quadro di terra coltivabile.
E il risultato è una bellezza che non serve spiegare – basta stare lì, in silenzio, e guardare.
Perché Andarci (Davvero)
Primo: perché è il contrario di tutto quello che Ischia sembra. Niente terme, niente hotel, niente locali. Solo natura, silenzio, e la sensazione di essere fuori dal tempo.
Secondo: per il trekking. Se ami camminare, questo è uno dei sentieri più belli e autentici dell'isola. Non è facile, non è turistico, ma è vero.
Terzo: per la baia. Se ami lo snorkeling e il mare pulito, San Pancrazio è uno dei posti migliori di Ischia. Acqua trasparente, posidonia, vita marina ricchissima.
Quarto: per la storia. Quelle case abbandonate, quella cappella, quegli ulivi – sono la storia di Ischia vera. Quella che non finisce sui depliant, ma che ha fatto vivere generazioni di isolani.
Il Tuo Timbro sul Passaporto
Se hai il Passaporto dell'Isola d'Ischia, San Pancrazio è una di quelle tappe che ti cambiano la prospettiva. Non è spettacolare come il Castello Aragonese, non è rilassante come le terme, non è mondana come il porto. È autentica. È vera. È Ischia com'era.
Quando torni – che sia via sentiero o via mare – ti volti a guardare la punta dall'alto o dal basso. Le case abbandonate, la cappella, l'uliveto. E capisci che a volte i posti più belli sono quelli che devi guadagnarti. Con le gambe, con il mare, con il rispetto per chi c'è stato prima di te.
Non hai ancora il Passaporto? Prendilo sul sito ufficiale di Eccellenze Ischitane. È il modo migliore per esplorare l'isola seguendo il filo rosso dell'autenticità. Ogni timbro è una conquista, ogni conquista è un pezzo di Ischia che diventa tuo. Soprattutto quando te lo devi sudare.
Baia di San Pancrazio - Punta San Pancrazio, Barano d'Ischia | Raggiungibile via trekking da Campagnano o Schiappone, oppure via mare con taxi boat da Sant'Angelo/Maronti






