Pineta degli Atleti

Pineta degli Atleti: Quando la Lava Diventa Palestra a Cielo Aperto
Hai il Passaporto dell'Isola d'Ischia? Allora preparati a timbrare un posto dove la storia geologica incontra la voglia di restare in forma. Perché la Pineta degli Atleti - quella dove gli ischitani vanno a correre, a fare stretching, a sudare tra gli alberi - non è sempre stata verde. Una volta era lava. Roccia nera e bruciata. Morte vulcanica allo stato puro.
E poi, 550 anni dopo, arrivò un botanico napoletano con un'idea geniale: piantare pini dove il fuoco aveva distrutto tutto. Far rinascere il verde dove c'era solo pietra.
Oggi la Pineta degli Atleti è uno dei polmoni verdi del centro di Ischia Porto. Ma la sua storia comincia con un'eruzione che mise in fuga un'isola intera.
Febbraio 1302: Quando Fiaiano Sputò Fuoco e Distrusse Tutto
- Febbraio. Nella zona di Fiaiano, nel cuore di Ischia, si apre un cratere. Per due mesi la terra vomita lava. Una colata larga tra i 100 e i 500 metri scende inesorabile verso il mare. Attraversa tutta la zona che oggi chiamiamo "l'Arso" (il bruciato), distrugge l'antico centro urbano di Geronda, arriva fino all'area dell'attuale porto. Tutto quello che incontra viene sepolto sotto metri di lava incandescente.
Gli abitanti fuggono terrorizzati. Chi va verso Procida, chi verso la terraferma. L'isola si svuota. Quando finalmente il vulcano si calma, quello che resta è una distesa di roccia lavica nera, arida, morta. Non un filo d'erba. Non un albero. Solo pietra.
Per i primi anni nessuno torna. Poi, lentamente, qualcuno ricomincia a vivere su quella terra ferita. Ma la colata lavica rimane lì: un deserto di pietra nera nel cuore di Ischia. Per cinque secoli.
1850: Giovanni Gussone e l'Idea di Piantare Pini sulla Lava
Facciamo un salto avanti di 548 anni. Napoli, 1850. Giovanni Gussone - medico, botanico, direttore dell'Orto Botanico di Napoli, fiduciario personale di Ferdinando II di Borbone - riceve un incarico particolare: trasformare quella distesa di lava morta in qualcosa di vivo.
Gussone era un genio. Aveva viaggiato per tutta Europa, studiato la flora di Sicilia, Calabria, Campania. Aveva fondato orti botanici, catalogato migliaia di specie. Aveva un erbario di 16.000 esemplari. E soprattutto aveva capito una cosa fondamentale: sui terreni poveri, aridi, vulcanici, servono piante poco esigenti. Piante che se ne fregano della mancanza di humus, dell'aridità, della pietra.
La sua scelta cadde sul pino domestico - Pinus pinea - quello con la chioma ad ombrello che domina i paesaggi mediterranei. Resistente, adattabile, capace di crescere anche dove altri alberi si arrendono.
Gussone fece piantare centinaia di pini sulla colata dell'Arso. E funzionò. In pochi anni i pini crebbero, le loro radici spaccarono la roccia lavica, le loro chiome fecero ombra. E all'ombra dei pini, spontaneamente, cominciò a crescere un sottobosco.
Mirti, ginestre, eriche, corbezzoli. Piante grasse come agavi e yucche - sopravvissute all'aridità originaria. E poi, miracolosamente, orchidee selvatiche. Tante varietà di orchidee che la pineta venne chiamata anche "Pineta delle Orchidee".
Dove c'era solo lava morta, Gussone aveva creato un bosco.
Da Pineta a Pineta degli Atleti: Quando il Verde Diventa Palestra
Nel corso del '900, la pineta creata da Gussone venne divisa in diverse aree pubbliche. Una parte divenne la Pineta Nenzi Bozzi (la "Pineta dei Fiori"), un'altra la Pineta Mirtina, un'altra ancora la Pineta Villari (la "Pineta dei Ragazzi").
E poi c'era la Pineta di Fondo Bosso - quella più frequentata dagli sportivi ischitani che la sceglievano per correre, per allenarsi, per respirare aria pura lontano dal traffico del centro.
A un certo punto qualcuno ebbe un'idea: perché non trasformarla ufficialmente in una palestra all'aperto? Così vennero installati attrezzi in legno per esercizi di stretching, sbarre, panche. E la pineta divenne la "Pineta degli Atleti".
Negli ultimi anni l'amministrazione comunale ha rinnovato completamente l'area fitness. Oggi ci sono attrezzi professionali in acciaio, attrezzature per bodyweight training, aree per corsa e allenamento funzionale. Ogni attrezzo ha un codice QR che spiega come usarlo. È la prima area fitness pubblica dell'isola d'Ischia - e funziona benissimo.
Cosa Trovi Oggi nella Pineta degli Atleti
L'ingresso principale è su Via Michele Mazzella, nel quartiere Fondo Bosso. Appena entri, ti colpisce il contrasto: sei nel centro di Ischia Porto, a due passi dal traffico, dai negozi, dalle case. Ma dentro la pineta sembra di essere in un altro mondo.
Al centro della pineta ci sono querce secolari - non solo pini. Alberi enormi, con tronchi larghi, che fanno un'ombra fresca anche a mezzogiorno d'agosto. Il terreno è ancora brullo in alcuni punti - ricordo della lava originaria. Ma tra le rocce laviche spuntano piante grasse, yucche, agavi. E tutto intorno il sottobosco mediterraneo: corbezzoli, mirti, eriche, ginestre che in primavera riempiono l'aria di profumo.
Ci sono sentieri per correre - circa 1,1 km di percorso pianeggiante, perfetto per chi fa jogging. Ci sono le attrezzature per l'allenamento - sbarre per trazioni, panche, attrezzi per esercizi a corpo libero. Ci sono aree ombreggiate dove fare stretching o yoga. E c'è un'area giochi per bambini con altalene e scivoli.
La Pineta degli Atleti è il posto dove gli ischitani vengono ad allenarsi prima di andare al lavoro. Dove i runner fanno i loro giri. Dove le mamme portano i bambini a giocare. Dove gli anziani vengono a passeggiare al fresco. È un pezzo di vita locale, non un'attrazione turistica.
Perché la Pineta degli Atleti Merita il Timbro sul Passaporto
Perché racconta una storia che pochi conoscono: come un'isola vulcanica trasforma la distruzione in vita. Come la lava di un'eruzione diventa, cinque secoli dopo, un bosco. Come un botanico geniale può far rinascere il verde dove tutto era morto.
Perché è un esempio di come il patrimonio pubblico può funzionare: un parco gratuito, accessibile a tutti, ben tenuto, usato davvero dalla gente del posto. Non un'area abbandonata - ma un luogo vivo, frequentato, amato.
E perché ti ricorda che Ischia non è solo terme e spiagge. È anche questo: spazi verdi nel cuore della città, dove puoi correre all'ombra di alberi secolari cresciuti su una colata lavica di 700 anni fa.
Informazioni Pratiche (Quelle Che Servono Davvero)
Dove si trova: Via Michele Mazzella, quartiere Fondo Bosso, Ischia Porto
Come ci arrivi:
- A piedi: dal porto di Ischia 10 minuti a piedi
- In bus: tutte le linee che transitano per il centro di Ischia Porto
- In auto: parcheggio nelle strade limitrofe (Via Sogliuzzo, Via Foschini)
Quando andarci:
- Mattina presto (7:00-9:00): per correre o allenarsi prima del lavoro, quando l'aria è fresca
- Pomeriggio (16:00-19:00): per evitare il caldo di mezzogiorno
- Tutto l'anno: la pineta è aperta sempre, ingresso libero
Cosa aspettarsi:
- Area fitness all'aperto con attrezzi professionali (gratuita)
- Sentieri per correre/camminare (circa 1 km)
- Area giochi per bambini
- Ombra fresca sotto pini e querce secolari
- Niente bar, niente servizi - porta acqua e asciugamano
Cosa NON aspettarsi:
- Non è un parco termale o un'attrazione turistica
- Non ci sono fontanelle d'acqua o bagni pubblici
- Non è una pineta "selvaggia" - è nel centro urbano
Il Tuo Timbro sul Passaporto
La Pineta degli Atleti non ti farà dire "wow" come il Castello Aragonese o la Baia di Sorgeto. Non è spettacolare. Non è instagrammabile. Ma ti fa capire qualcosa di importante: Ischia è un'isola che sa trasformare la distruzione in vita.
Dove il fuoco aveva ucciso tutto, oggi crescono pini alti 20 metri. Dove la lava aveva sepolto un'intera città, oggi i bambini giocano sull'altalena. Dove 700 anni fa c'era solo morte vulcanica, oggi c'è vita - verde, profumata, piena di gente che corre, si allena, respira.
E forse è questo il vero spirito di Ischia: la capacità di rinascere. Sempre.
Non hai ancora il Passaporto? Prendilo sul sito ufficiale di Eccellenze Ischitane. Ogni timbro è una storia, ogni storia è un pezzo di Ischia che diventa tuo.
Pineta degli Atleti Via Michele Mazzella - Fondo Bosso 80077 Ischia Porto (NA)
Ingresso libero - aperto tutto l'anno









