Pietra dell'acqua e Croce Bocca di Serra

Pietra dell'Acqua - Dove i Contadini Scavarono la Montagna per Sopravvivere

Hai il Passaporto dell'Isola d'Ischia? Allora preparati a timbrare un luogo che non è panorama. Non è escursione facile. Non è "instagrammabile".

È necessità. Scolpita nel tufo verde. Scavata con le mani. Costruita per non morire di sete. Per coltivare il grano a 720 metri di altezza - dove i pirati non arrivavano ma l'acqua nemmeno.

La Pietra dell'Acqua è un mega blocco di tufo sul Monte della Guardia - la seconda vetta più alta dell'Epomeo. Che i contadini di Serrara Fontana - nei secoli scorsi - hanno trasformato in cisterna.

Hanno scavato dentro. Hanno creato canali. Hanno ricavato vasche. Tutto a mano. Tutto con picconi e scalpelli. Tutto con la fatica che serviva per non abbandonare quei campi.

Perché lassù - a 720 metri - coltivavano il grano Carosella. Spiga turgida. Gambo dritto. Resistente agli inverni rigidi. Con cui facevano il pane. E con cui facevano cappellini, ventagli, borse, ceste - l'arte di intrecciare la paglia che le donne di Lacco Ameno avevano perfezionato.

Non è monumento. È sopravvivenza.

Il Sentiero: Cresta dell'Isola

Per arrivare alla Pietra dell'Acqua devi camminare. Non c'è strada carrabile. Non c'è funivia. Solo piedi.

Punto di partenza: Ristorante Il Bracconiere (Serrara Fontana) o Via Nuova Falanga (dopo il cimitero di Serrara).

Da lì: sentiero. Mulattiera antica. Che sale. Attraverso boschi dei Frassitelli e della Falanga. Tra lecci altissimi. Querce. Castagni.

Il sentiero si chiama "Cresta dell'Isola". Perché corre lungo la cresta - la spina dorsale - dell'Epomeo.

Tempo: 25 minuti dal Bracconiere. 45 minuti dal cimitero se sei a piedi senza auto.

Difficoltà: T (Turistica). Facile. Ma serve scarpe da trekking. Non ciabatte.

E serve voglia. Di vedere. Di capire. Di sentire.

Monte della Guardia: L'Osservatorio Contro i Pirati

La Pietra dell'Acqua non è solo cisterna.

È anche - probabilmente - osservatorio.

Anni 1500. Ischia sotto costante attacco piratesco. Saraceni. Turchi. Barbareschi. Che arrivavano dal mare. Saccheggiavano. Rapivano. Distruggevano.

Le famiglie si rifugiavano in alto. Sulla montagna. Dove i pirati non salivano.

E i massi - quelli scavati per farci case - diventavano anche sistema difensivo.

Sulla sommità: fori e ganci. Che servivano per torce e fiaccole. Per illuminare. Ma soprattutto per segnalare.

Il linguaggio dei fuochi. Da Napoli alle torri d'avvistamento sulla costa. Alle zone alte dell'Epomeo. Pietra dell'Acquacompresa.

Da qui - 720 metri di altezza - era ben visibile la costa flegrea. Si vedeva Pozzuoli. Baia. Capo Miseno.

E quando il fuoco si accendeva sulla costa - segnale di pericolo - il fuoco si accendeva anche qui. E correva di torre in torre. Di altura in altura.

Allarme. I pirati stanno arrivando.

La Cisterna: Ingegneria Contadina

Ma la vera funzione della Pietra dell'Acqua era più semplice: acqua.

I contadini dovevano coltivare le zone alte. Perché erano più sicure. Lontane dal mare. Lontane dai pirati.

Ma lassù non c'era acqua. Le sorgenti erano più in basso. Le piogge non bastavano.

Allora: scavarono.

Presero quel mega blocco di tufo verde. E lo trasformarono.

Crearono una grande cisterna interna. Scavata nel cuore della pietra.

Scavarono un canale - anch'esso nella roccia - che convogliava l'acqua piovana verso la cisterna.

Dalla cisterna l'acqua confluiva in vasche ricavate tutt'intorno. Dove si abbeveravano i contadini. E gli animali. Muli. Asini. Capre.

Ingegneria senza ingegneri. Idraulica senza calcoli. Solo esperienza. Necessità. Manualità.

E quella cisterna funzionò. Per decenni. Per secoli. Irrigò i campi. Dis setò le famiglie. Permise di coltivare il grano Carosella fino agli anni '50 del 1900.

Il Grano Carosella: Quando l'Epomeo Era Campo di Grano

Oggi - guardando i boschi che ricoprono il Monte della Guardia - è impossibile immaginarlo.

Ma fino agli anni '50 quei pendii erano coltivati. Intensamente.

Grano Carosella. Varietà antica. Resistente. Spiga robusta. Gambo che non si piegava al vento.

Seminato in autunno. Raccolto in estate. Con le mani. Con le falci. Con la fatica di sempre.

E quella paglia - "nettata", "inzolfata", "pulita" - veniva venduta alle donne di Lacco Ameno. Che l'arte di intrecciare la paglia l'avevano perfezionata.

Cappellini. Ventagli. Borse. Ceste. Bomboniere.

Artigianato povero. Che sopravvive ancora oggi - grazie alla famiglia Monti di Lacco Ameno - anche se la paglia di Serrara è stata sostituita dalla raffia del Madagascar.

Ma la Pietra dell'Acqua resta. Testimone silenzioso di quando l'Epomeo non era solo bosco. Ma campo coltivato. Dove il grano cresceva. E la vita era possibile.

Il Paesaggio Oggi: Terrazzamenti Abbandonati

Oggi - camminando verso la Pietra dell'Acqua - vedi i terrazzamenti.

Ai due lati del sentiero. Coperti di felci e rovi. Invasi dalla vegetazione.

Ma se guardi bene: vedi le parracine. I muri a secco. Le delimitazioni dei campi. Gli scalini scavati nella roccia.

Tutto abbandonato. Dagli anni '50. Quando il turismo esplose. E i contadini lasciarono i campi. Per lavorare negli hotel. Alle terme. Nelle spiagge.

Non è nostalgia. È realtà.

Quei campi - faticosi, poveri, duri - non davano più da vivere. Il turismo sì.

E così l'Epomeo tornò bosco. Le vigne divennero macchia mediterranea. I terrazzamenti si coprirono di verde.

Ma la Pietra dell'Acqua resta. A ricordare. Che una volta - non tanto tempo fa - l'isola viveva di terra. Non di mare.

Come Arrivare: Sentiero Ben Segnalato

Punto di partenza 1: Ristorante Il Bracconiere (Via Nuova Falanga, Serrara Fontana)

  • Lascia l'auto alla fine della strada carrabile
  • Segui la mulattiera verso Monte Epomeo
  • Dopo 1 km (~25 minuti): arrivo

Punto di partenza 2: Cimitero di Serrara

  • Scendi dal bus alla fermata cimitero
  • Segui indicazioni Ristorante Bracconiere
  • Poi come sopra
  • Aggiungi 1,5 km (~20 minuti extra)

Sentiero: Segnalato dal CAI (Club Alpino Italiano). Impossibile perdersi.

Difficoltà: T (Turistica) - facile Dislivello: 150m circa Durata: 45 minuti andata / 45 minuti ritorno Scarpe: da trekking (obbligatorio)

Il sentiero prosegue oltre la Pietra dell'Acqua. Arriva fino all'Eremo di San Nicola sulla vetta dell'Epomeo. Oppure scende verso Chiesa Santa Maria al Monte (Forio).

Perché Merita il Timbro sul Tuo Passaporto

La Pietra dell'Acqua non è bella.

Non è spettacolare. Non è scenografica.

È umile. Come erano umili i contadini che l'hanno scavata.

Ma ti fa capire una cosa fondamentale: Ischia - prima del turismo - era fatica.

Era campi scavati nella roccia. Era acqua cercata dove non c'era. Era grano coltivato a 720 metri perché più in basso i pirati ti portavano via tutto.

Era necessità che diventava ingegneria. Era sopravvivenza che diventava arte.

E quella cisterna scavata nel tufo - con i suoi canali, le sue vasche, la sua semplicità geniale - è il simbolo perfetto di quel mondo.

Un mondo che non c'è più. Ma che va ricordato. Perché senza quella fatica - senza quei contadini che scavavano cisterne e coltivavano grano a 700 metri di altezza - Ischia oggi non esisterebbe.

Merita il timbro sul Passaporto. Non per la bellezza. Ma per la verità.

Croce di Bocca di Serra - Dove il Cielo Incontrò la Terra (8 Marzo 1947)

Hai il Passaporto dell'Isola d'Ischia? Allora preparati a timbrare un luogo che nessuno cerca. Che pochi conoscono. Che non compare nelle guide turistiche.

Ma che racconta una tragedia. Che segna una memoria. Che custodisce tredici anime.

La Croce di Bocca di Serra - chiamata in dialetto ischitano "à roc e fierr" (la croce di ferro) - si trova lungo il sentiero che porta alla Pietra dell'Acqua.

Su una collina. Tra i boschi dei Frassitelli. Dove l'8 marzo 1947 un aereo dell'aviazione britannica precipitò. Schiantandosi contro le rocce.

13 vittime. Tra militari e civili.

E quella croce - di ferro appunto - fu posta lì. A ricordare. A segnare il punto. A dire: qui il cielo incontrò la terra. Violentemente. Tragicamente.

8 Marzo 1947: Il Giorno Che il Cielo Cadde

Era un giorno qualsiasi. Marzo 1947. Due anni dopo la fine della guerra.

Un aereo dell'aviazione britannica sorvolava il Mediterraneo. Forse era un volo di ricognizione. Forse trasportava qualcuno. Forse era solo di passaggio.

Non lo sappiamo con certezza.

Sappiamo solo che - per ragioni che rimangono oscure - quell'aereo perse quota. Si avvicinò troppo all'isola. E si schiantòcontro le rocce di Bocca di Serra.

L'impatto fu devastante. Nessuno sopravvisse.

13 persone morirono. Militari britannici. Forse qualche civile. Tutti giovani. Tutti con famiglie lontane che non li avrebbero più rivisti.

Gli isolani - quelli che vivevano sui pendii dell'Epomeo - sentirono il boato. Videro il fumo. Accorsero.

Ma non c'era niente da fare.

Solo corpi. Lamiere. Fuoco. E silenzio.

La Croce: Memoria di Ferro

Dopo la tragedia qualcuno - non sappiamo chi - decise di porre una croce.

Di ferro. Semplice. Essenziale.

Non una targa ufficiale. Non un monumento pomposo. Solo una croce.

"À roc e fierr" in dialetto. La croce di ferro.

Piantata lì. Sul luogo dell'impatto. A segnare. A ricordare. A dire: qui 13 persone hanno perso la vita.

E quella croce è ancora lì.

Arrugginita. Battuta dal vento. Dalla pioggia. Dal tempo.

Ma ferma. Eretta. Testimone silenzioso.

Il Sentiero: Tra Pietra dell'Acqua e Frassitelli

La Croce di Bocca di Serra si trova lungo il sentiero della Pietra dell'Acqua.

Parti dal Ristorante Il Bracconiere (Bocca di Serra, Serrara Fontana). Segui il sentiero verso il Monte della Guardia.

Dopo circa 15 minuti di cammino: la croce.

Sul sentiero che collega Bocca di Serra alla Pietra dell'Acqua. E che prosegue verso i Frassitelli.

È un punto panoramico. Si vede tutta la costa occidentale dell'isola. Forio. Panza. Il mare aperto.

È un punto silenzioso. Dove il bosco si apre. E il cielo sembra più vicino.

E in quel silenzio - guardando quella croce arrugginita - capisci cosa significa memoria.

Bocca di Serra: Il Luogo

Bocca di Serra non è un borgo. Non è una frazione ufficiale.

È un luogo. Un toponimo. Una località.

Sta tra Serrara e Fontana. Dove la montagna si apre. Dove la cresta dell'Epomeo inizia a scendere verso la costa.

"Bocca" perché è un'apertura. Un varco. Un passaggio.

"Serra" dalla serratura della montagna. Dalla forma del crinale.

Da lì passano i sentieri. Verso i Frassitelli. Verso la Pietra dell'Acqua. Verso l'Epomeo.

E lì - il Ristorante Il Bracconiere - è il punto di partenza per molte escursioni.

Ma è anche - per sempre - il luogo dove 13 vite finirono.

Perché Merita il Timbro sul Tuo Passaporto

La Croce di Bocca di Serra non è "bella".

Non è un'attrazione. Non è un belvedere "wow". Non è un posto dove tutti vogliono fare la foto.

Ma è importante.

Perché ti ricorda che Ischia - oltre alla bellezza, alle terme, alle spiagge - ha anche storia tragica.

Ha avuto guerre. Bombardamenti. Incidenti. Morti.

E quella croce - arrugginita, dimenticata dai più, battuta dal vento - custodisce una memoria che non va persa.

13 persone che non torneranno mai a casa. 13 famiglie che hanno pianto. 13 vite che si sono spente qui - lontano da casa - contro le rocce di un'isola che probabilmente non conoscevano nemmeno.

Merita il timbro sul Passaporto. Non per la bellezza. Ma per il rispetto.

Non hai ancora il Passaporto? Prendilo sul sito ufficiale di Eccellenze Ischitane. Ogni timbro è una storia. Ogni storia è un pezzo di Ischia che diventa tuo.

Informazioni Pratiche (Pietra dell'Acqua e Croce di Bocca di Serra)

Punto di partenza:

  • Ristorante Il Bracconiere, Via Nuova Falanga, Serrara Fontana
  • Oppure: Cimitero di Serrara (+ 1,5 km a piedi)

Come arrivarci:

  • In auto: Via Nuova Falanga, parcheggio alla fine strada carrabile
  • In bus: Linee CD/CS fermata "Cimitero Serrara"

Sentiero:

  • Croce Bocca di Serra: 15 min dal Bracconiere
  • Pietra dell'Acqua: 25 min dal Bracconiere
  • Prosecuzione Eremo San Nicola: +45 min

Difficoltà: T (Turistica) - facile Dislivello: 150m Lunghezza: 3-4 km andata/ritorno Durata totale: 2-3 ore (con soste)

Equipaggiamento:

  • Scarpe da trekking (obbligatorio)
  • Acqua (almeno 1L)
  • Cappello/crema solare
  • Bastone da trekking (consigliato)

Periodo migliore:

  • Primavera (marzo-maggio): clima perfetto
  • Autunno (settembre-novembre): colori del bosco
  • Estate: solo mattina presto (caldo eccessivo)
  • Inverno: possibile ma può esserci fango

Segnaletica: Ottima (CAI)

Note:

  • Sentiero ben mantenuto
  • Non adatto a passeggini/carrozzine
  • Possibile con bambini >6 anni abituati a camminare
  • Nessun servizio sul percorso (portare tutto necessario)

Combinabile con:

  • Bosco dei Frassitelli (belvedere)
  • Eremo di San Nicola (Monte Epomeo)
  • Chiesa Santa Maria al Monte (Forio)
  • Bosco della Falanga

Dove si trova 

Pietra dell'Acqua 

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