Piano Liguori

Piano Liguori: Il Borgo Dove il Tempo Si è Fermato ai Primi del '900

Hai il Passaporto dell'Isola d'Ischia? Allora preparati a timbrare il posto dove Ischia smette di fingere. Dove non ci sono hotel a 5 stelle, piscine termali, boutique di lusso. Dove l'unica cosa che puoi fare è camminare. Sudare. Arrampicarti su sentieri stretti. E arrivare, dopo un'ora di salita, in un borgo contadino che sembra uscito da un film neorealista.

Piano Liguori non è un'attrazione turistica. È un frammento di anima. Un luogo della memoria. Un borgo che nel 2025 conta ancora una trentina di abitanti che vivono come si viveva cent'anni fa: attingendo acqua dal pozzo, riscaldandosi con il camino, coltivando terrazzamenti a strapiombo sul mare che fanno venire le vertigini solo a guardarli.

È il posto dove capisci cosa significa davvero "agricoltura eroica". Cosa vuol dire lavorare la terra quando la terra non vuole essere lavorata. Cosa significa resistere quando tutti gli altri se ne sono andati.

E soprattutto: è il posto dove mangi il coniglio all'ischitana più buono della tua vita, su una terrazza panoramica a 325 metri sul mare, servito da una famiglia che produce tutto quello che ti mette nel piatto. Dalla vigna all'uva. Dall'uva al vino. Dalla terra ai carciofi. Dai carciofi alla frittura.

Questa è la storia di Piano Liguori. Il borgo più sconosciuto di Ischia. E forse per questo il più vero.

Il Versante Dimenticato: Il Sud-Est dell'Isola che Nessuno Conosce

Piano Liguori si trova nel versante sud-orientale dell'isola. Il più antico da un punto di vista geologico. E forse - proprio per questo - il meno conosciuto e frequentato.

Mentre Ischia Porto brucia di turisti, mentre Forio si riempie di locali alla moda, mentre Sant'Angelo diventa un salotto chic, il versante sud-est rimane selvaggio. Autentico. Dimenticato.

È la zona tra Campagnano e Barano. Tra la Baia di Cartaromana e Punta San Pancrazio. Dove i terrazzamenti coltivati a vite scendono ripidissimi verso il mare, sostenuti da "parracine" - muretti a secco di nera lava locale costruiti centinaia di anni fa da contadini che sfidavano la gravità.

Un paesaggio artificiale. Creato da eroici agricoltori in secoli di lavoro. Pietra su pietra. Terrazzo su terrazzo. Vigna su vigna.

Piano Liguori è il cuore di questo paesaggio. Un piccolo villaggio contadino a 325 metri sul livello del mare, circa 2,5 km dal centro di Ischia Porto. Ma sembrano 100 chilometri. Perché Piano Liguori non è raggiungibile in auto. Solo a piedi. E chi non può camminare, non può arrivarci.

Per questo il villaggio si è progressivamente spopolato. Le case si sono abbandonate. I giovani se ne sono andati. E sono rimaste solo trenta persone. Testarde. Ostinate. Innamorate della loro terra.

La Storia: Da Borgo Ricco a Borgo Abbandonato

Piano Liguori non è sempre stato un borgo dimenticato. Per secoli è stato il fondo agricolo dei ricchi possidenti di Ischia Ponte. La zona dove le famiglie benestanti del Borgo di Celsa coltivavano le loro terre. Dove i contadini lavoravano dall'alba al tramonto per produrre vino, olio, frutta, verdura.

Era una zona ricca. Fertile. Strategica.

Poi è arrivato il boom turistico. Gli anni '50, '60, '70. Ischia è diventata una delle mete più prestigiose d'Italia. Servivano hotel. Servivano strade. Servivano collegamenti.

E Piano Liguori - irraggiungibile in auto, lontano dal mare, senza elettricità né acqua corrente - è diventato improvvisamente inutile.

I giovani sono emigrati. Molti verso gli Stati Uniti. C'è una lapide nella Chiesa dell'Annunziata a Campagnano, datata agosto 1926, che racconta tutto:

"La fede e l'amore dei devoti di New York Brooklyn Princeton e California alla VERGINE ANNUNZIATA gloriosa patrona del paesello natìo dolce visione nella terra lontana questo pavimento di marmo hanno offerto solenne attestato d'imperituro affetto."

Erano emigrati in America. Ma non avevano dimenticato il loro borgo. E mandavano soldi per la chiesa. Per il pavimento di marmo. Per restare legati a quel posto che avevano lasciato ma che continuava a chiamarli.

Oggi: 30 Persone che Vivono Come nel 1900

Nel 2025, a Piano Liguori vivono ancora una trentina di persone. Famiglie di agricoltori. Che hanno scelto di restare. O che sono tornati. Perché non sapevano vivere altrove.

Vivono come si viveva ai primi del '900:

  • Attingono acqua dal pozzo (non c'è acquedotto)
  • Si riscaldano con braciere o camino (non c'è riscaldamento centralizzato)
  • Coltivano la terra per mangiare (non comprano al supermercato)
  • Producono vino e olio (come facevano i nonni)
  • Coltivano fagioli "zampognari" (una varietà locale che cresce solo qui)

La sera, a Piano Liguori, non ci sono luci artificiali. Solo stelle. E il silenzio. Un silenzio che a Ischia Porto non esiste più.

Il Sentiero: Come Arrivare a Piano Liguori (Due Percorsi, Due Difficoltà)

Piano Liguori si raggiunge a piedi. Ci sono due percorsi:

PERCORSO 1: DA CAMPAGNANO (Facile - Consigliato per Tutti)

Punto di partenza: Piazza di Campagnano, frazione collinare del Comune di Ischia
Come arrivare a Campagnano:

  • In bus: Linee 8, C12, C13 da Ischia Porto
  • In auto: Parcheggio nella piazza di Campagnano (vicino alla Chiesa dell'Annunziata)

Il percorso:

  1. Dalla piazza, imbocca la stradina laterale alla Chiesa di Santa Maria Annunziata (accanto alla torre dell'orologio)
  2. La strada è asfaltata all'inizio, poi diventa sterrata
  3. È tutta in salita, con tornanti
  4. Lungo il percorso trovi panchine dove fermarti
  5. Dopo circa 45-60 minuti arrivi a Piano Liguori

Difficoltà: T/E (Turistica/Escursionistica)
Dislivello: +230 metri circa
Lunghezza: ~2,5 km
Tempo: 1 ora in salita, 45 minuti in discesa
Attrezzatura: Scarpe da trekking (o almeno sportive con suola scolpita), acqua, cappello

Cosa vedi lungo il percorso:

  • Case rurali diroccate
  • Vigneti e orti terrazzati a picco sul mare
  • Cantine scavate nel tufo
  • Vedute sulla Baia di Cartaromana e sul Castello Aragonese
  • Falchi pellegrini che volteggiano sulle pareti rocciose

PERCORSO 2: DALLO SCHIAPPONE (Difficile - Solo per Escursionisti Esperti)

Punto di partenza: Vatoliere (Comune di Barano), via Chiesa di Sant'Antuono
Passaggio obbligato: Chiesa della Madonna di Montevergine allo Schiappone

Il percorso:

  1. Da Vatoliere, costeggia la Chiesa di Sant'Antuono
  2. Salita severa fino alla Chiesa della Madonna di Montevergine
  3. Da lì inizia il sentiero vero: "U Malupasso" e la Scarrupata di Barano
  4. Sentiero stretto, a strapiombo sul mare
  5. Attraversi Monte Vezzi (392 metri - duomo vulcanico)
  6. Arrivi a Piano Liguori dall'altro lato

Difficoltà: E/EE (Escursionistica/Escursionistica per Esperti)
Dislivello: +230 metri
Lunghezza: ~6 km (anello completo)
Tempo: 4-5 ore (incluse soste)
ATTENZIONE: Assolutamente sconsigliato a chi soffre di vertigini. In alcuni punti il sentiero è larghissimo pochi centimetri, con strapiombi sul mare.

Cosa vedi lungo questo percorso:

  • La Scarrupata di Barano: pareti rocciose che mostrano strati di materiali vulcanici (tufo, pomici, lapilli, ceneri bianche, roccia trachitica)
  • Monte Vezzi: duomo vulcanico di 392 metri con castagneto sulla sommità
  • Punta San Pancrazio con la chiesetta a strapiombo sul mare
  • Panorami su Capri, Procida, Costiera Sorrentina

Consiglio: Se non sei un escursionista esperto, fai il percorso da Campagnano. È bellissimo, accessibile, sicuro. E ti godi Piano Liguori senza rischiare la vita.

Il Ristorante Piano Liguori: Dove la Famiglia Trani Resiste

Dopo un'ora di camminata, sudato e stanco, arrivi a Piano Liguori. E la prima cosa che vedi è il ristorante della famiglia Trani.

Non è un ristorante normale. È una terrazza panoramica ricavata dai terrazzamenti agricoli. Con vista su Capri, sulla Costiera Sorrentina, su Procida. Con il mare blu sotto di te e il cielo sopra.

E dentro c'è Raffaele Trani. E sua madre. E il fratello. Che ti accolgono come se fossi di famiglia.

La Famiglia Trani: Gli Ultimi Custodi

La famiglia Trani è una delle poche che ha scelto di restare. Di non mollare. Di continuare a coltivare quella terra impossibile. Di produrre vino, olio, verdure. E di aprire un ristorante per chi arriva fin quassù.

Raffaele Trani è l'anima del posto. Parla tedesco (molti turisti tedeschi vengono qui). Coltiva la vigna a Punta San Pancrazio - uno dei posti più belli e inaccessibili dell'isola. Produce vino con i vitigni autoctoni ischitani: Biancolella, Forastera, Per' e Palumm (Piedirosso).

E quando gli chiedi perché resta qui, in un posto così difficile, lui risponde guardando il mare: "Perché ogni giorno questo paesaggio mi ripaga di tutta la fatica."

Cosa Mangi al Ristorante Piano Liguori

Tutto quello che mangi viene dalla terra che vedi intorno:

  • Bruschette con datterini dell'orto (dicono sia la migliore bruschetta che abbiano mai mangiato)
  • Carciofi fritti (appena colti)
  • Pasta aglio e olio (con aglio selvatico che cresce sui sentieri)
  • Pasta con ragù di coniglio (tradizione ischitana)
  • Coniglio all'ischitana (il piatto forte)
  • Carne alla brace
  • Verdure dell'orto (lattuga, rucola, radicchio, con erbe selvatiche che non hai mai assaggiato)
  • Vino della casa (prodotto da Raffaele)
  • Olio della casa (dalle olive di San Pancrazio)
  • Frittelle dolci di fiori di zucca (per dessert)
  • Limoncello fatto in casa

Prezzi: Bassissimi. Cucina vera, porzioni generose, prezzi da trattoria.

Prenotazione: Consigliata (soprattutto weekend e agosto). Tel. 081 989062 o cerca "Ristorante Piano Liguori" su Facebook.

Orari: Pranzo (di solito 12:00-15:00). Verifica prima di andare.

Il Borgo Abbandonato: Case di Pietra e Sogni di Albergo Diffuso

Dietro il ristorante ci sono le case abbandonate del borgo. Costruzioni in pietra lavica. Con tetti crollati. Muri coperti di edera. Scale esterne a collo d'oca. Porte socchiuse che ti invitano a entrare.

È un borgo fantasma. Ma un fantasma bellissimo.

Nel 2012, l'associazione P.I.D.A. (Premio Ischia Internazionale di Architettura) ha organizzato un workshop per la rigenerazione di Piano Liguori. L'idea era trasformarlo in un albergo diffuso: recuperare le case abbandonate, mantenerle fedeli all'architettura originale, e farne piccoli alloggi per turisti che cercano autenticità.

Un progetto coraggioso. Che voleva salvare Piano Liguori senza snaturarlo. Senza farlo diventare un villaggio turistico finto-contadino.

Per ora è rimasto un progetto. Le case sono ancora lì, abbandonate. Ma l'idea è bella. E forse un giorno qualcuno la realizzerà davvero.

Informazioni Pratiche (Quelle Che Servono Davvero)

Posizione: 325 metri s.l.m., Comune di Ischia, tra Campagnano e Barano

Come arrivarci:

  • SOLO A PIEDI (non ci sono strade carrozzabili)
  • Percorso consigliato: Da Campagnano (1 ora in salita)
  • Percorso per esperti: Dallo Schiappone (4-5 ore, vertigini proibite)

Quando andare:

  • Primavera (marzo-maggio): Fiori, erbe selvatiche, temperature perfette
  • Autunno (settembre-novembre): Vendemmia, colori autunnali, clima ideale
  • Estate: Evita le ore più calde (11:00-16:00). Parti presto la mattina.
  • Inverno: Possibile, ma più freddo e umido

Cosa portare:

  • Scarpe da trekking (OBBLIGATORIE)
  • Almeno 1 litro d'acqua
  • Cappello e occhiali da sole
  • Crema solare
  • Snack/frutta secca
  • Giacca antivento (in cima fa sempre più fresco)
  • Bastoncini da trekking (consigliati)
  • Macchina fotografica (i panorami sono da urlo)

Servizi disponibili:

  • Ristorante Piano Liguori (unico punto ristoro)
  • Panchine lungo il sentiero
  • NO bagni pubblici sul sentiero
  • NO fontane d'acqua (porta la tua)
  • NO copertura telefonica affidabile in tutti i punti

Difficoltà:

  • Percorso Campagnano: T/E (fattibile per chiunque cammini regolarmente)
  • Percorso Schiappone: E/EE (solo escursionisti esperti, no vertigini)

Durata:

  • Andata e ritorno da Campagnano: 2,5-3 ore (con pausa pranzo: 4-5 ore)
  • Anello completo (Campagnano → Piano Liguori → Monte Vezzi → Scarrupata → Piano Liguori → Campagnano): 4-5 ore

Consiglio: Parti da Campagnano, pranzi al ristorante Trani, torni a Campagnano. È perfetto così.

Il Tuo Timbro sul Passaporto

Piano Liguori non è su Instagram. Non è nelle guide turistiche internazionali. Non è nei tour organizzati. Non lo trovi su TripAdvisor tra le "Top 10 cose da fare a Ischia".

Ed è proprio per questo che merita il timbro sul tuo Passaporto.

Perché Piano Liguori è Ischia vera. Quella che esisteva prima degli hotel a 5 stelle. Prima delle terme a pagamento. Prima che Ischia diventasse una meta turistica da milioni di visitatori l'anno.

È l'Ischia dei contadini. Dei terrazzamenti impossibili. Del vino fatto in casa. Del coniglio cucinato come cent'anni fa. Delle famiglie che resistono quando tutti gli altri se ne vanno.

È un posto dove arrivi sudato, con le gambe che tremano per la salita. E mangi il pranzo più buono della tua vita, su una terrazza con vista su Capri, servito da persone che hanno coltivato tutto quello che ti mettono nel piatto.

È un posto dove il tempo si è fermato. E capisci che forse dovremmo fermarlo più spesso, il tempo. Che forse la modernità non è sempre progresso. Che forse c'era qualcosa di giusto, nella vita lenta di Piano Liguori.

Non hai ancora il Passaporto? Prendilo sul sito ufficiale di Eccellenze Ischitane. Ogni timbro è una storia, ogni storia è un pezzo di Ischia che diventa tuo.

Piano Liguori Frazione di Ischia, 325 m s.l.m. Comune di Ischia (NA)

Accesso: Solo a piedi da Campagnano (1 ora) o dallo Schiappone (percorso esperto)
Ristorante Piano Liguori: Tel. 081 989062 - Prenotazione consigliata

Dove si trova 

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