Museo Diocesano

Museo Diocesano: Dove un Bombardamento del 1809 Divenne Memoria
Hai il Passaporto dell'Isola d'Ischia? Allora preparati a timbrare il museo che non dovrebbe esistere. Quello nato da una tragedia. Quello che custodisce i frammenti di una Cattedrale bombardata e saccheggiata. Quello dove un sarcofago del IV secolo - sopravvissuto a 1600 anni di storia - ti racconta che il cristianesimo a Ischia è più antico di quanto pensi.
Il Museo Diocesano di Ischia non è un museo turistico. Non è un museo pensato per le foto su Instagram. È un luogo della memoria. Un posto dove ogni oggetto ha una storia. E dietro ogni storia c'è una chiesa, una famiglia, una donazione, un salvataggio.
È il museo che custodisce ciò che è sopravvissuto. Al tempo. Alle cannonate. Ai saccheggi. Alle dispersioni. Agli eventi naturali che per secoli hanno devastato quest'isola.
E quando esci, capisci una cosa: che a Ischia la fede non è folklore. È resistenza. È radice. È identità.
Giugno 1809: Quando le Cannonate Inglesi Distrussero l'Antica Cattedrale
Per capire il Museo Diocesano, devi prima capire cosa successe nel giugno 1809.
Siamo sul Castello Aragonese. Lì sopra - da secoli - c'è l'antica Cattedrale dell'Assunta. Il cuore religioso di Ischia. Il luogo dove per generazioni gli ischitani hanno pregato, si sono sposati, hanno battezzato i figli.
Ma nel 1809, Ischia è nel mezzo di una guerra. Anglo-borbonici contro francesi. Il Castello è sotto assedio. E le navi inglesi cominciano a bombardarlo.
Le cannonate colpiscono la Cattedrale. I muri crollano. Il tetto si sfonda. Gli altari vengono distrutti. Le opere d'arte danneggiate. E poi arrivano i saccheggi. I soldati che entrano e portano via quello che possono. Le dispersioni. Il caos.
Quando finisce, della Cattedrale restano solo macerie.
Ma qualcosa si salva. Le suppellettili e alcuni marmi - quelli risparmiati dalle cannonate, dai saccheggi, dalle dispersioni - vengono raccolti. E il 17 gennaio 1810, il Re concede ai canonici la chiesa agostiniana di Santa Maria della Scala nel Borgo di Celsa (Ischia Ponte), perché venga adattata a nuova Cattedrale.
I frammenti dell'antica Cattedrale vengono trasferiti lì. E lì rimangono. Per quasi due secoli. Sparsi. Dimenticati. Inutilizzati.
Fino a quando qualcuno decide che quegli oggetti meritano un museo.
1962-1995: L'Idea che Non Riusciva a Nascere
L'idea del Museo Diocesano non è recente. È del Vescovo Dino Tomassini (1962-1970). Che guarda tutte quelle suppellettili liturgiche non più utilizzate - calici, ostensori, pianete, paramenti - e pensa: "Se non le proteggiamo, si perdono per sempre."
Ma non riesce a realizzare il museo. Mancano i fondi. Mancano gli spazi. Manca il tempo.
Passa il testimone. Ma l'idea resta lì. Sopita. In attesa.
Fino al 5 marzo 1995, quando il Vescovo Antonio Pagano (1984-1997) firma il decreto che fonda ufficialmente l'ente Museo Diocesano di Ischia. Destina alcune sale del Palazzo del Seminario a museo. Le fa restaurare radicalmente.
Il suo successore, Mons. Filippo Strofaldi, porta a termine i lavori. E finalmente, nel 2000, il Museo Diocesano viene inaugurato.
Ma la storia non finisce qui.
2019: La Rinascita Moderna (Con un Sarcofago che Torna dai Musei Vaticani)
Nel 2019, il Vescovo Pietro Lagnese decide di rivoluzionare il museo. Vuole renderlo moderno. Accessibile. Privo di barriere architettoniche. Un museo del XXI secolo che custodisce opere del IV secolo.
E vuole fare una cosa straordinaria: portare a Ischia, per la prima volta nella storia, uno dei sarcofagi paleocristiani più importanti dei Musei Vaticani.
Nasce così la mostra "TEMPO DIVINO. I Sarcofagi di Bethesda e l'avvento del Salvatore nel Mediterraneo antico", realizzata in collaborazione con i Musei Vaticani e il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN).
Per la prima volta, due sarcofagi di Bethesda del IV secolo vengono esposti uno accanto all'altro:
- Uno appartiene alla Diocesi di Ischia (sostanzialmente integro, rimasto sull'isola per 1600 anni)
- Uno appartiene ai Musei Vaticani (rinvenuto durante la costruzione della cinquecentesca Basilica di San Pietro, restaurato nel '700)
La mostra viene presentata prima ai Musei Vaticani (2019), poi torna a Ischia (2021). E il sarcofago vaticano resta esposto a Ischia per mesi prima di tornare a Roma.
È un evento storico. Che dice una cosa chiarissima: Ischia non è periferica. Ischia è centrale nella storia del cristianesimo mediterraneo.
Il Palazzo del Seminario: 1740, Quando i Vescovi Formavano i Preti
Il Museo Diocesano si trova nel Palazzo del Seminario, Via Seminario 26, Ischia Ponte. All'ingresso del caratteristico borgo.
Il palazzo fu acquistato nel 1740 dal Vescovo Nicola Antonio Schiaffinati per istituirvi il Seminario - il luogo dove si formavano i futuri sacerdoti della diocesi.
È un edificio sobrio. Pianta ad "L". Facciata alta a due piani. Finestre rettangolari. Un unico balcone con elegante decorazione a doppio timpano sul fornice d'ingresso.
Per secoli è stato il cuore della formazione ecclesiastica ischitana. Poi, nel corso del '900, ha cambiato funzione. E oggi ospita il museo.
Le Due Sedi: Ischia Ponte (Arte Sacra) e Lacco Ameno (Archeologia)
Il Museo Diocesano è articolato in due sedi:
- Sede di Ischia Ponte (Palazzo del Seminario): Sezione di arte sacra (marmi, sculture, dipinti, argenti, paramenti)
- Sede di Lacco Ameno (Basilica di Santa Restituta): Sezione archeologica (scavi dell'antica Pithecusae, necropoli, fornaci ellenistiche)
Noi ci concentriamo sulla sede di Ischia Ponte - quella dell'arte sacra - perché è la più visitata e quella che racconta direttamente la storia religiosa dell'isola.
Il Nuovo Allestimento: Piano Terra e Quarto Piano
Il museo oggi è distribuito su due piani:
PIANO TERRA: I Marmi e il Sarcofago di Bethesda
Entri e ti ritrovi davanti ai marmi. Frammenti architettonici. Capitelli. Colonne. Epigrafi. Pezzi di altari. Resti dell'antica Cattedrale sul Castello.
Ogni frammento racconta una storia di distruzione e salvataggio. Di qualcuno che, tra le macerie del 1809, ha detto: "Questo lo salviamo. Questo non lo lasciamo perdere."
Ma il pezzo forte è uno solo: il Sarcofago di Bethesda.
Un coperchio di sarcofago paleocristiano del IV-V secolo d.C. Sostanzialmente integro. Con cinque scene evangelichescolpite in rilievo.
La scena principale raffigura il miracolo della piscina di Bethesda (o Betzata): Gesù che guarisce il paralitico alla piscina di Gerusalemme. Un miracolo raccontato nel Vangelo di Giovanni.
È un pezzo rarissimo. Uno dei pochi sarcofagi paleocristiani integri conservati in Campania. E testimonia che il cristianesimo a Ischia ha radici profondissime - molto più antiche di quanto la gente pensi.
QUARTO PIANO: Dipinti, Sculture, Argenti e Paramenti
Sali al quarto piano e incontri il cuore della collezione. Cinque sezioni tematiche:
1. DIPINTI
La collezione pittorica include opere su tavola e olio su tela dal XVI al XX secolo:
- San Tommaso d'Aquino orante - tavola attribuita a Pedro de Aponte (inizio XVI secolo)
- San Giorgio e il drago - siglato e datato "H B 1598", probabilmente opera di Ippolito Borghese (considerata una delle opere più pregiate del museo)
- Altre opere di scuola napoletana e campana
Dipinti che raccontano la devozione ischitana. I santi venerati sull'isola. Le storie bibliche che per secoli hanno accompagnato la vita dei fedeli.
2. SCULTURE
Statue lignee. Busti. Reliquiari antropomorfi. Opere che venivano portate in processione. Che venivano vestite, adornate, venerate.
3. ARGENTI
Questa sezione è straordinaria. Perché custodisce pezzi unici:
- Ostensori del XVIII secolo (per l'esposizione dell'Eucaristia)
- Il Calice donato da Papa Giovanni Paolo II durante la sua storica visita pastorale del 5 maggio 2002 (un pezzo che vale tanto per il valore simbolico quanto per quello artistico)
- Brocca e Navicella dell'episcopato di Giuseppe d'Amante
- Croce astile e Croce pettorale in oro e cammei del XX secolo
- "Braccio di Sant'Andrea" - reliquiario donato dalla famiglia Cossa all'antica Cattedrale
- Instrumentum pacis con uno dei rari esemplari di punzone custoditi a Ischia
Oggetti che raccontano la ricchezza - non economica, ma simbolica e spirituale - della Chiesa ischitana.
4. PARAMENTI SACRI
La sezione dei tessuti è una delle più affascinanti. Perché ti fa capire quanto fosse importante l'arte della seta napoletana:
- Pianeta del 1565 (dono del cardinale Virgilio Noè)
- Pianete del XVII e XIX secolo in velluto con motivi ornamentali elaborate
- Il Seggio papale realizzato in loco dalla ditta Santangelo d'Ischia in occasione della visita di San Giovanni Paolo II (2002)
Le pianete (paramenti liturgici usati dal presbitero per presiedere l'Eucaristia) mostrano una maestria artigianale incredibile. Ricami. Filati preziosi. Colori che dopo secoli mantengono la loro intensità.
5. MANUFATTI VARI
Reliquiari. Oggetti devozionali. Piccoli tesori della devozione personale e domestica. Pezzi del XIX e XX secolo che raccontano come la fede ischitana fosse intimamente legata alla vita quotidiana.
1179: L'Inizio della Cronotassi dei Vescovi di Ischia
Il museo custodisce anche le mitre e le pianete dei vescovi che si sono succeduti nella Diocesi di Ischia dal 1179 a oggi.
Quasi 850 anni di storia episcopale. Vescovi che hanno governato la diocesi. Che hanno resistito a terremoti, eruzioni, bombardamenti, epidemie. Che hanno tenuto unita la comunità ischitana nei momenti più bui.
E le loro mitre - i copricapi cerimoniali - sono lì. A testimoniare una continuità che attraversa i secoli.
77 Edifici Sacri: Il Campionario di un'Isola di Fede
Gli oggetti esposti al Museo Diocesano sono solo un campionario del ricco patrimonio artistico e liturgico conservato nelle 77 chiese, basiliche, cappelle e oratori disseminati sull'isola.
Il museo ti dà un'idea. Ma per capire davvero quanto sia profonda la radice religiosa di Ischia, dovresti visitare:
- La Basilica di Santa Restituta a Lacco Ameno (con gli scavi paleocristiani)
- La Cattedrale di Santa Maria Assunta a Ischia Ponte
- La Chiesa del Soccorso a Forio
- La Chiesa di San Vito a Forio
- Decine di altre chiesette sparse nei borghi
Ogni chiesa ha una storia. Ogni altare ha un ex voto. Ogni Madonna ha una processione. Ogni Santo ha una festa.
Il Museo Diocesano è la porta d'ingresso. Ma è solo l'inizio.
Perché Visitare il Museo Diocesano (Anche Se Non Sei Credente)
Non serve essere cattolici - o anche solo credenti - per apprezzare il Museo Diocesano. Perché questo museo racconta qualcosa che va oltre la religione: racconta l'identità di Ischia.
Visitare il Museo Diocesano significa:
- Capire che Ischia ha una storia millenaria di cristianesimo (dal IV secolo a oggi)
- Vedere cosa è sopravvissuto al bombardamento del 1809
- Ammirare l'arte sacra napoletana e campana dal XVI al XX secolo
- Riconoscere che ogni oggetto è stato salvato da qualcuno - un vescovo, un canonico, una famiglia - che ha detto "questo non lo lasciamo perdere"
- Toccare con mano (metaforicamente) 850 anni di storia episcopale
E soprattutto: capire che la fede a Ischia non è turismo. È radice. È identità. È qualcosa che ha tenuto unita questa comunità per secoli.
Informazioni Pratiche
Dove si trova:
Palazzo del Seminario, Via Seminario 26, 80077 Ischia Ponte (NA)
All'ingresso del Borgo di Ischia Ponte
Come arrivarci:
- A piedi: Dal porto di Ischia, 15-20 minuti lungo Corso Vittoria Colonna fino a Ischia Ponte
- In bus: Tutte le linee che arrivano a Ischia Ponte
- In auto: Parcheggio nelle vicinanze di Ischia Ponte (a pagamento)
Orari (verificare prima della visita):
- Martedì e Sabato: 10:00-12:00 | 17:00-19:00
- Venerdì: 17:00-19:00
- Domenica: 10:00-12:00 (Alcune fonti riportano anche lunedì e mercoledì 10:00-13:00 - verificare)
Prenotazione:
OBBLIGATORIA
- WhatsApp: 333 1745489
- Email: mudis@chiesaischia.it
- Facebook: Museo Diocesano Ischia (MUDIS)
Biglietto:
Informazioni da verificare (contributo libero o biglietto simbolico)
Durata visita:
1 ora - 1 ora e mezza
Accessibilità:
Il nuovo allestimento (2019) è privo di barriere architettoniche - accessibile a persone con mobilità ridotta
Lingue:
Italiano. Visite guidate su prenotazione.
Note importanti:
- Il museo custodisce oggetti sacri - si richiede abbigliamento rispettoso
- Fotografare solo se autorizzato
- Silenzio e rispetto per chi sta pregando (il Seminario è un luogo religioso attivo)
Il Tuo Timbro sul Passaporto
Il Museo Diocesano non è nelle guide turistiche internazionali. Non è tra le "Top 10 cose da fare a Ischia". Non ha milioni di follower.
Ed è proprio per questo che merita il timbro sul tuo Passaporto.
Perché il Museo Diocesano è onestà storica. È la storia vera di Ischia. Quella che parte dal IV secolo. Che attraversa 1600 anni. Che sopravvive a bombardamenti, saccheggi, terremoti, eruzioni.
È un museo che non nasconde le tragedie. Non finge che tutto sia sempre andato bene. Ti mostra i frammenti. Le macerie. Ciò che è rimasto.
E ti dice: "Guarda. Questo è sopravvissuto. Grazie a qualcuno che ha deciso di salvarlo."
Non hai ancora il Passaporto? Prendilo sul sito ufficiale di Eccellenze Ischitane. Ogni timbro è una storia, ogni storia è un pezzo di Ischia che diventa tuo.
Museo Diocesano di Ischia (MUDIS)
Palazzo del Seminario
Via Seminario, 26
80077 Ischia Ponte (NA)
Contatti:
WhatsApp: 333 1745489
Email: mudis@chiesaischia.it
Facebook: Museo Diocesano Ischia
Prenotazione obbligatoria






