Murales Di Jorit presso Liceo G. Buchner

Il Murale di Jorit al Liceo Buchner: Quando Ischia si è Guardata allo Specchio
Hai il Passaporto dell'Isola d'Ischia? Allora preparati a timbrare un posto che non è una spiaggia, non è un castello, non è una fonte termale. È un murale sulla facciata di una scuola. Un volto di donna che ha diviso l'isola in due. Che ha fatto esplodere insulti razzisti, dibattiti politici, lettere a Papa Francesco. Che è stato vandalizzato due anni dopo per una foto dell'artista con Vladimir Putin.
Il murale di Jorit al Liceo Scientifico "Giorgio Buchner" di Ischia Porto non è solo un'opera d'arte. È uno specchio. E quando Ischia ci si è guardata dentro, nel maggio 2022, molti non hanno sopportato quello che hanno visto.
Questa è la storia di un'opera che ha costretto un'isola - abituata a vendersi come "verde, accogliente, aperta" - a fare i conti con il proprio razzismo. E con il fatto che anche qui, a pochi metri dal mare, sotto il sole del Mediterraneo, c'è chi non vuole vedere un volto africano sul muro di una scuola.
Maggio 2022: Arriva Jorit e Ischia Scopre di Avere un Problema
Primavera 2022. Il Liceo Statale "Giorgio Buchner" di Ischia Porto viene selezionato per il progetto "RBTE - Right Between the Eyes", finanziato dalla Regione Campania nell'ambito del programma "Scuola Viva". Cinque scuole campane, cinque murales di Jorit Agoch - street artist napoletano di Quarto, 31 anni, famoso per i suoi volti giganti sui palazzi di Napoli: Maradona a San Giovanni a Teduccio, San Gennaro a Forcella, Ael (la bambina rom) a Ponticelli.
Jorit arriva a Ischia con due assistenti e comincia a lavorare sulla facciata del liceo. Sotto gli occhi di 70 studenti del corso artistico dell'istituto. Come sempre, non rivela subito chi sarà il soggetto del murale. Ma le linee prendono forma, i colori si stendono, e dopo qualche giorno è chiaro: è il volto di una donna. Una donna giovane. Con tratti africani. Con due strisce rosse sulle guance - la firma di Jorit, ispirata ai rituali di scarificazione che segnano il passaggio dall'infanzia all'età adulta nelle tribù africane.
E su alcune chat di studenti del Buchner comincia a circolare un messaggio:
"Iniziamo a costituire il comitato di vandalizzazione per questo vergognoso murale. No alla negra sul Buchner."
Con tanto di sondaggio. Che raggiunge il 99% di "sì".
La Reazione: Quando il Razzismo Esce allo Scoperto
Jorit denuncia tutto sui social. Pubblica gli screenshot. Facebook lo censura per "contenuti inappropriati" - gli insulti razzisti che lui stava denunciando. Deve ripubblicare il post togliendo le parole offensive.
La preside del Buchner, Assunta Barbieri, prende posizione immediata: "Leggere quelle parole arroganti e piene di odio mi ha lasciato senza fiato. A Jorit posso solo chiedere scusa e ringraziarlo per l'opera d'arte meravigliosa che ci sta regalando."
Lo studente autore del post perde il ruolo di rappresentante d'istituto.
La Polizia di Stato apre un'indagine.
E Ischia si spacca. Tra chi difende l'opera come messaggio di inclusione e chi la attacca. Tra chi vede razzismo e chi vede "solo una battuta". Tra chi vuole il murale e chi lo vorrebbe cancellato.
Jorit risponde con una frase semplice, devastante: "Mi rendo conto che una parte del mondo è rimasta ancora al colore della pelle come discriminante. L'unica cosa che determina il valore di una persona è il cervello. E voi lo tenete piccolo piccolo."
La Domanda: Chi è Lei?
Quando le polemiche cominciano a placarsi, nasce una seconda controversia: chi è la donna del murale?
Jorit, dopo settimane di silenzio, lo rivela: è Santa Restituta. La santa patrona di Lacco Ameno. La vergine e martire che, secondo la leggenda, nel IV secolo arrivò a Ischia dal Nord Africa su una barca - il suo corpo, martirizzato a Cartagine, affidato al mare dentro un'arca che approdò miracolosamente nella baia di San Montano.
"Santa Restituta è una santa migrante," scrive la preside Barbieri. "Venuta dal Nord Africa su una barca. In lei ognuno può vedere l'accoglienza delle isole, l'inclusione, l'integrazione, l'autodeterminazione dei popoli, la forza delle donne, la speranza delle mamme che ieri come oggi salgono sui barconi perché vogliono un destino diverso per i propri figli."
Una cittadina ischitana, Daniela Scotti (ex presidente del consiglio d'istituto del Buchner), scrive addirittura una lettera a Papa Francesco invitandolo a Ischia per vedere il murale.
Ma c'è chi non ci crede. Chi dice che quel volto non è Santa Restituta. Che quella kefiah (il copricapo arabo) non è un velo da santa ma un simbolo politico. Che quella donna dai tratti nordafricani rappresenta la Palestina, non una martire cristiana. Che Jorit ha "usato" il nome di Santa Restituta solo per giustificare un'opera con un messaggio politico pro-palestinese.
Le controversie si sovrappongono. Arte. Religione. Politica. Identità. Razzismo. Accoglienza. Tutto insieme, tutto mischiato, tutto urlato sui social e nelle chat.
Marzo 2024: Il Tentativo di Vandalismo e la Foto con Putin
Due anni dopo, marzo 2024, Jorit si fa fotografare con Vladimir Putin a un forum della gioventù a Sochi, in Russia. Sul palco, davanti a tutti, chiede: "Presidente Putin, posso farmi una foto con lei per dimostrare all'Italia che lei è umano come tutti e la propaganda su di lei non è vera?"
La foto fa il giro d'Italia. Le polemiche esplodono. Jorit viene definito "utile idiota" (Carlo Calenda), viene accusato di essere filo-putinista, di aver tradito i valori dell'arte e della pace.
E qualcuno a Ischia reagisce. Il giorno dopo, il murale sul Buchner viene imbrattato con vernice bianca. Sotto, su una balaustra, compare una bandiera dell'Ucraina.
La preside Barbieri: "Non c'è mai fine all'orrore, all'ignoranza, all'incultura e all'odio. Hanno attentato a un murale che ha forti significati pacifisti, proprio nei giorni in cui la nostra scuola è protagonista di un percorso di condanna di ogni tipo di guerra."
Gli studenti del Buchner scrivono una lettera aperta a Jorit: "Quella foto con Putin ci fa male. Perché ti sei schierato con chi manda in carcere e a morire gli oppositori. Con chi ha occupato militarmente l'Ucraina. Caro Jorit, l'arte deve essere libera di esprimersi."
Il murale viene ripulito. Ma le divisioni rimangono.
Perché Questo Murale Merita il Timbro sul Passaporto
Perché racconta qualcosa di vero su Ischia. Qualcosa che le brochure turistiche non dicono. Qualcosa che i video su Instagram nascondono.
Che Ischia - come tutta Italia, come tutta Europa - non è immune dal razzismo. Che anche qui, su quest'isola che si vende come "accogliente" e "aperta", ci sono persone che non vogliono vedere un volto africano sul muro di una scuola. Che usano la parola "negra" come insulto. Che organizzano "comitati di vandalizzazione".
E che questo non è qualcosa da nascondere, da rimuovere, da dimenticare. È qualcosa da affrontare. Da guardare in faccia. Da elaborare.
Il murale di Jorit non è bello perché tutti lo amano. È importante perché ha fatto esplodere tensioni che erano già lì, sotto la superficie. Ha costretto Ischia a fare i conti con se stessa.
Santa Restituta o Donna Palestinese? Entrambe. Nessuna. Non Importa.
La verità è che non importa chi sia davvero quella donna. Importa cosa rappresenta.
Se è Santa Restituta, allora rappresenta la storia di Ischia: un'isola che per millenni è stata terra di approdi, di passaggi, di contaminazioni. Greci dall'Eubea, Romani, Bizantini, Aragonesi, Borboni. E santi che arrivano dal mare, dal Nord Africa, e diventano patroni.
Se è una donna palestinese, allora rappresenta la questione del nostro tempo: i confini, le guerre, i migranti, i barconi, le morti nel Mediterraneo. Le madri che salgono su una barca perché vogliono un futuro diverso per i figli.
Ma forse è entrambe. O forse è semplicemente una donna. Con la pelle scura, gli occhi azzurro cielo, due strisce rosse sulle guance. Una donna che ti guarda. Che ti costringe a guardarla. Che non puoi ignorare.
E se la tua prima reazione davanti a quel volto è stata "no alla negra sul Buchner", allora il problema non è il murale. Il problema sei tu.
Jorit, Putin e le Contraddizioni dell'Artista
La foto con Putin ha complicato tutto. Ha dato argomenti a chi voleva attaccare Jorit. Ha deluso molti di quelli che lo difendevano. Ha trasformato l'artista che parlava di giustizia sociale in qualcuno che stringe la mano a un dittatore.
Possiamo separare l'opera dall'artista? Forse sì. Forse no. Forse non importa.
Quello che importa è che quel murale è lì. Sulla facciata del Liceo Buchner. E continuerà a essere lì. E continuerà a dividere, a provocare, a far discutere.
E forse è proprio questo il compito dell'arte. Non farti stare comodo. Non confermare quello che già pensi. Ma metterti davanti a qualcosa che ti disturba, che ti costringe a pensare, che ti obbliga a prendere una posizione.
Informazioni Pratiche (Quelle Che Servono Davvero)
Dove si trova: Liceo Statale "Giorgio Buchner", Via Leonardo Mazzella, Ischia Porto
Come ci arrivi:
- A piedi: dal porto di Ischia 15 minuti a piedi, zona centro
- In bus: tutte le linee che transitano per Ischia Porto
- In auto: parcheggio nelle strade limitrofe
Quando vederlo:
- Sempre - è sulla facciata esterna della scuola
- Visibile 24/7 dalla strada
Cosa aspettarsi:
- Murale gigante su facciata del liceo
- Volto di donna con tratti africani
- Due strisce rosse sulle guance (firma di Jorit)
- Opera realizzata nel maggio 2022
- Restaurata dopo tentativo di vandalismo (marzo 2024)
Cosa NON aspettarsi:
- Non è un'attrazione turistica "ufficiale"
- Non ci sono spiegazioni, targhe, pannelli informativi
- Non puoi entrare nel liceo per vederlo da vicino
- È un murale che divide ancora oggi - preparati a sentire opinioni contrastanti
Il Tuo Timbro sul Passaporto
Il murale di Jorit al Liceo Buchner non è come il Castello Aragonese o la Fonte di Nitrodi. Non è un monumento del passato. È un pezzo di Ischia oggi. Di Ischia vera, con le sue contraddizioni, le sue divisioni, i suoi problemi.
È un murale che ha costretto un'isola a guardarsi allo specchio. E molti non hanno sopportato quello che hanno visto.
Ma noi di Eccellenze Ischitane non evitiamo gli specchi. Non nascondiamo le crepe. Non fingiamo che Ischia sia solo mare cristallino e terme rilassanti.
Ischia è anche questo: un volto africano su un muro che ha fatto esplodere insulti razzisti. Un'opera d'arte che divide. Una comunità che discute, si spacca, si confronta.
E forse è proprio questo a renderla umana. Vera. Viva.
Se non sei mai andato a vedere il murale, vacci. Guardalo. E chiediti: cosa vedi? Santa Restituta? Una donna palestinese? Una rifugiata? Una migrante? Una santa? Una madre?
O semplicemente una persona. Con la pelle scura. Che ti guarda negli occhi.
E se questo ti disturba, bene. L'arte deve disturbare. Altrimenti è solo decorazione.
Non hai ancora il Passaporto? Prendilo sul sito ufficiale di Eccellenze Ischitane. Ogni timbro è una storia, ogni storia è un pezzo di Ischia che diventa tuo.
Murale di Jorit - Santa Restituta Liceo Statale "Giorgio Buchner" Via Leonardo Mazzella 80077 Ischia Porto (NA)
Visibile 24/7 dalla strada - accesso libero






