La Sentinella 

La Sentinella: la collina dove Ischia inventò il turismo

Per due secoli la parte alta di Casamicciola fu il centro del mondo termale europeo. Qui dormirono Murat, Garibaldi, Lamartine, Ibsen. Qui nacque il primo osservatorio sismologico della rete nazionale italiana. Qui, il 28 luglio 1883, tutto finì in novanta secondi. E qui, tra palazzi signorili, terme abbandonate e un panorama che toglie il fiato, resta la memoria di una grandezza che Ischia non ha ancora del tutto metabolizzato.

Per capire la Sentinella bisogna fare un esercizio mentale: dimenticare l'Ischia che conosciamo. Dimenticare Forio, Sant'Angelo, il Negombo, i Giardini Poseidon. Perché c'è stato un tempo — lungo, dal Seicento alla fine dell'Ottocento — in cui parlare di turismo a Ischia significava parlare di una cosa sola: Casamicciola. E parlare di Casamicciola significava parlare della parte alta. Della collina. Della Sentinella.

Qui c'erano i migliori alberghi dell'isola. Qui c'erano le terme più rinomate. Qui arrivavano gli ospiti illustri da tutta Europa. Il turismo di massa non era ancora stato inventato, e quello che esisteva era un turismo termale, colto, aristocratico, che sceglieva Casamicciola per la qualità delle sue acque e per la bellezza dei suoi luoghi. La Sentinella ne era il vertice — geografico e simbolico.

Gli alberghi della Sentinella

Lo storico locale Giuseppe D'Ascia, nel 1864, descriveva gli alberghi di Casamicciola alta con un entusiasmo che oggi suona quasi incredibile. La Grande Sentinella, dove aveva alloggiato Gioacchino Murat. La Piccola Sentinella, nota per comodità e buon servizio. La Villa Souvé, lussuosa e in posizione eccezionale. La Villa Zavota, dove nel luglio 1864 si trasferì Giuseppe Garibaldi dopo aver lasciato la casa Manzi alla Marina, e dove ricevette le delegazioni che tre o quattro vapori al giorno scaricavano sulla costa — molti visitatori ripartivano senza essere riusciti a vedere l'eroe dei due mondi.

D'Ascia parlava di alberghi che non erano inferiori a quelli di una capitale europea. Non avevano il vantaggio del cocchio aristocratico, scriveva, ma avevano villette ricche di fiori, giardini piantati a frutti pregiati, stradoni coperti da pergolati, arginati da piante fiorite e agrumeti. Erano provvisti di gabinetti di bagni e docce. Offrivano al forestiere tutto ciò che serviva per sollevare lo spirito dalle pesanti cure, per migliorar la salute, o per meditare alla vista della campagna.

Non erano solo alberghi. Erano il centro di una vita culturale e mondana che oggi a Ischia non ha equivalenti. Alphonse de Lamartine soggiornò più volte a Casamicciola e ne trasse ispirazione per la sua opera. Henrik Ibsen visse qui e scrisse parte del Peer Gynt — una lapide a Piazza Marina lo ricorda. Garibaldi venne a curare la ferita dell'Aspromonte nelle acque termali del Gurgitello e della Rita. E il giovane Benedetto Croce — sedicenne, in vacanza con la famiglia — sopravvisse al terremoto del 1883 che uccise i suoi genitori e la sorella. Tutti passarono dalla Sentinella. Tutti respirarono quest'aria.

Il terremoto e il dopo

Il 28 luglio 1883 la Sentinella e tutta Casamicciola alta furono rase al suolo. Il terremoto — uno dei più catastrofici della storia italiana, oltre 2.500 vittime — spostò il baricentro del paese dalla collina alla marina. La parte bassa divenne il nuovo centro. La Sentinella non si riprese mai del tutto.

Ma dalla catastrofe nacque qualcosa di importante. Il governo italiano, scosso dall'evento, decise di costruire il primo osservatorio sismologico della rete nazionale. E lo costruì qui, sulla collina della Sentinella. La sede demaniale fu decretata nel 1885, anche se la costruzione si protrasse a lungo — nel frattempo l'osservatorio fu provvisoriamente installato nel porto di Ischia, nell'antica Reggia.

Direttore fu nominato Giulio Grablovitz, triestino, scienziato geniale e ostinato. Grablovitz ideò e costruì nel 1885 un dispositivo rivoluzionario: la vasca sismica. Un pozzetto scavato nel pavimento per circa un metro e mezzo, pieno d'acqua, con uno speciale galleggiante collegato a un registratore. Un sistema così sensibile che nel 1906 registrò il terremoto di San Francisco, a migliaia di chilometri di distanza. L'Osservatorio di Casamicciola fu classificato "del primo ordine" — il più attrezzato della rete.

Grablovitz diresse l'osservatorio con passione fino a quando un decreto fascista lo soppresse nel 1923. Fu riaperto dopo la Seconda Guerra Mondiale, ma senza ritrovare i vecchi ritmi scientifici. Al centenario del terremoto, nel 1983, fu restaurato e valorizzato. Oggi è sede del Museo Civico e conserva la vasca sismica, strumenti storici, un archivio fotografico e pannelli didattici sui terremoti. Il panorama dalla terrazza dell'Osservatorio — il porto di Casamicciola, la costa fino a Lacco Ameno, le baie di San Montano e Monte Vico — è uno dei più belli dell'isola, e uno dei meno conosciuti.

Una passeggiata nella Casamicciola che fu

La Sentinella non è un singolo punto: è un percorso. Una passeggiata che inizia dalla Basilica di Santa Maria Maddalena — la chiesa che il Parroco Santo Don Giuseppe Morgera fece costruire dopo il terremoto — e sale verso la collina attraversando una Casamicciola che non somiglia a nessun'altra parte dell'isola.

Si passa per i rioni baraccati, costruiti dopo il 1883 con tecniche antisismiche all'avanguardia per l'epoca, per dare un tetto ai senzatetto. Si passa per palazzi signorili che conservano la memoria degli alberghi ottocenteschi. Si arriva alla zona della Rita, dove le Antiche Terme dei fratelli Castagna — oggi dismesse — sono una testimonianza straordinaria di un'epoca in cui il termalismo aveva uno spazio autonomo rispetto all'industria alberghiera: stabilimenti dedicati esclusivamente a docce, bagni, fanghi, inalazioni, stufe, massaggi. Niente camere, niente ristoranti. Solo la cura.

Da Cava La Rita si risale fino a Piazza Maio — il cuore della vecchia Casamicciola, l'epicentro del terremoto, il luogo dove sorgeva la chiesa originaria di Santa Maria Maddalena. Una lapide segna il punto. Da qui, in pochi minuti si raggiunge il belvedere di Santa Barbara, e da lì la Sentinella con l'Osservatorio Geofisico.

Lungo il percorso si incontrano le tracce di una storia industriale che pochi conoscono. Le cave di Fontana, Senigallia e Leccie, da cui per secoli venne estratta l'argilla che alimentava l'industria locale della terracotta — attiva fino agli anni Cinquanta del Novecento. La cava Fasaniello, detta cava Bubù, che lo scrittore danese Vilhelm Bergsøe mise al centro della novella "La Pietra Cantante." E le fangaie di Montecito, da cui venivano estratti i fanghi per le cure termali. E ancora, in Piazza Maio, il ricordo dell'antica fabbrica di alunite — un minerale che dalla fine del Cinquecento ai primi del Settecento veniva estratto sul Monte Cito e lavorato in loco.

Non è una passeggiata da cartolina. È una passeggiata nella stratificazione di un territorio — dove ogni cento metri cambia l'epoca storica, cambia la funzione dello spazio, cambia il racconto.

Perché la Sentinella è un'eccellenza ischitana

Per due ragioni opposte e complementari. La prima è ciò che la Sentinella è stata: il luogo dove Ischia ha inventato il turismo, secoli prima che il resto dell'isola si aprisse ai visitatori. Il primo comune a intuire il potenziale delle acque termali. Il primo a costruire alberghi degni di una capitale. Il primo ad attrarre intellettuali, scrittori, patrioti da tutta Europa.

La seconda è ciò che la Sentinella è oggi: un luogo che ha bisogno di essere riscoperto. Le terme della Rita sono chiuse. L'Osservatorio ha vissuto decenni di abbandono prima del restauro. Molti palazzi portano ancora i segni dei terremoti, quello del 1883 e quello del 2017. Eppure, tutto è ancora leggibile. La storia è ancora lì — nelle facciate, nelle cave, nei panorami, nella topografia stessa del quartiere.

La Sentinella non chiede restauri cosmetici. Chiede attenzione. Chiede che qualcuno salga la collina, guardi il panorama dall'Osservatorio, cammini tra le vie dove camminavano Lamartine e Garibaldi, e si renda conto che questa parte di Casamicciola contiene una densità di storia che pochi luoghi a Ischia possono eguagliare. È una Casamicciola che i turisti non vedono — perché i turisti restano sulla marina, bevono un caffè a Piazza Marina, e proseguono. Ma chi sale, chi si prende il tempo di percorrere queste strade, trova qualcosa che nessuna guida racconta abbastanza: il luogo dove tutto è cominciato.

La Sentinella Casamicciola Terme (NA) — parte alta del comune

Raggiungibile a piedi dalla Marina di Casamicciola (circa 15-20 minuti in salita, percorso su strada). Servita dalle linee bus EAV.

Percorso consigliato: Basilica di Santa Maria Maddalena → Via Sentinella → Antiche Terme La Rita → Piazza Maio → Belvedere di Santa Barbara → Osservatorio Geofisico.

Osservatorio Geofisico: Via Sentinella, fondato nel 1885. Sede del Museo Civico. All'interno: vasca sismica di Grablovitz (1885), strumenti storici, archivio fotografico, pannelli didattici. Panorama spettacolare sulla Marina e sul Porto di Casamicciola. Verificare orari e apertura prima della visita.

Nelle vicinanze: Basilica di Santa Maria Maddalena, Chiesa dell'Immacolata (via Castanito), belvedere di Santa Barbara, cave storiche di argilla, fangaie di Montecito.


    Dove si trova 

    Casamicciola 

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