La Cestovia a Ischia

La Cestovia di Ischia: Storia di un Sogno Sospeso tra Cielo e Mare

Quando l'isola sognava di volare: la straordinaria avventura della funivia che collegava Ischia Porto al Montagnone

C'è stato un tempo in cui Ischia guardava al futuro con gli occhi rivolti verso l'alto. Era il 1957 quando venne inaugurata la cestovia che collegava Ischia Porto al Montagnone: una serie di cavi e piloni d'acciaio che disegnavano una linea sospesa nel cielo dell'isola, portando residenti e turisti a bordo di piccoli cestelli a due posti.

Ancora oggi, percorrendo alcune strade dell'isola, è possibile scorgere i resti di quei piloni d'acciaio, testimoni silenziosi di un'epoca in cui Ischia osava immaginare una mobilità diversa, pionieristica per quei tempi.

Un'Idea Nata dall'Incontro di Due Visionari

La cestovia nacque dalla sinergia di due menti che credevano nel potenziale di Ischia. Da una parte l'ingegnere Micancelli di Roma, che aveva investito sull'isola acquistando un hotel del cinema ed Eccelso. Dall'altra il sindaco di Ischia, Vincenzo Telese, determinato a rilanciare l'isola e la sua attrattività.

Il successo di quest'opera fu tale che la cestovia divenne un vero e proprio simbolo di Ischia, tanto da essere rappresentata sulle cartoline dell'epoca. Il cinema se ne accorse subito: la funivia compare in "Suor Letizia" con Anna Magnani del 1956 e in "Vacanze a Ischia" del 1957, immortalando quel gioiello di ingegneria che faceva guardare Ischia con orgoglio al proprio futuro.

I Progetti Mai Realizzati: Una Rete di Funivie per Tutta l'Isola

Il successo della cestovia ispirò sogni ancora più ambiziosi. Altri progettisti volevano ampliare la rete con tre nuove funivie che avrebbero rivoluzionato completamente la mobilità ischitana:

  • Una linea che avrebbe collegato Ischia Porto con la vetta del Monte Epomeo e Sant'Angelo in soli 13 minuti
  • Due ulteriori collegamenti dalla vetta del Monte Epomeo verso Casamicciola e Lacco Ameno

Immaginate: l'intera isola connessa da una rete di funivie, il Monte Epomeo come fulcro centrale di un sistema di trasporto innovativo. Ma questi tre progetti furono definitivamente accantonati a causa di difficoltà amministrative e burocratiche legate al fatto che il territorio è suddiviso in sei diversi comuni, ciascuno con le proprie competenze e priorità.

La Fine di un'Era: Incidente e Chiusura

Molti sono erroneamente convinti che la cestovia fu definitivamente chiusa a causa di un incidente. È vero che l'11 luglio del 1961 si verificò un episodio drammatico: un perno si sfilò e una delle vetture cadde da un'altezza di circa 6 metri. Fortunatamente non ci furono vittime, ma nell'impatto restarono feriti un ischitano e un turista inglese.

Tuttavia, nonostante la gravità dell'accaduto, la cestovia continuò a funzionare ancora per diversi anni. La chiusura definitiva arrivò solo nel 1970, per un motivo completamente diverso: permettere la costruzione della strada statale 270, quella che tutti conosciamo come "la sopraelevata".

Doveva essere una chiusura temporanea. Il servizio doveva essere ripristinato una volta completati i lavori stradali. Ma quel giorno non arrivò mai, e la cestovia restò solo un ricordo sospeso tra le nuvole della memoria collettiva.

Il Ritorno del Sogno: Le Proposte Contemporanee

Di recente, l'idea di una nuova rete di funivie ha fatto di nuovo capolino, in particolare durante un talk organizzato a Villa Arbusto dal PISA (Premio Internazionale Ischia d'Architettura), preludio alla nuova edizione che si è tenuta tra il 30 settembre e il 5 ottobre del 2024.

Durante l'incontro sono intervenuti 12 diversi esperti che hanno presentato proposte per aiutare Ischia a risolvere il problema della mobilità – particolarmente spinoso in estate – e per supportare la sua transizione ecologica. Tra questi, Domenico Pizzi e Daniele Sandri hanno immaginato una nuova infrastruttura di collegamento costituita proprio da una rete di funivie che dovrebbero collegare diversi punti dell'isola.

Una Lezione dal Passato per il Futuro

La storia della cestovia di Ischia ci insegna qualcosa di importante: a volte le soluzioni più innovative vengono accantonate non per mancanza di visione, ma per questioni burocratiche, amministrative o semplicemente perché il momento storico non è ancora maturo.

Chissà se le nuove proposte verranno mai realizzate. Nel frattempo, quei piloni d'acciaio ancora visibili lungo alcune strade dell'isola continuano a raccontare la storia di quando Ischia osava guardare in alto, sognando un modo diverso di muoversi tra mare e montagna, tra terra e cielo.

Conosci altre storie o ricordi legati alla funivia di Ischia? Condividili con noi sui social di Eccellenze Ischitane.

    Prodotti da Acquistare 

    Categories

    Vuoi diventare un Timbro Point

    Compila il modulo e inviaci la tua richiesta. Il servizio è gratuito.