Il faro di Punta Imperatore
Faro di Punta Imperatore: La Sentinella Solitaria Dove Lucia Illuminò la Storia
Passaporto dell'Isola d'Ischia alla mano? Bene, perché questa è una di quelle tappe che ti fa capire cosa significa solitudine necessaria, vedetta sul mare, e resilienza al femminile scritta nella pietra.
Il Faro di Punta Imperatore non è un faro qualunque. È un gigante solitario aggrappato a una falesia a 164 metri sul livello del mare – uno dei fari più alti e potenti del Mediterraneo. Dal 1884 la sua lanterna (visibile fino a 22 miglia nautiche) guida i naviganti che passano a ovest di Ischia, scrutando il mare aperto con la stessa ostinazione di sempre.
Ma questo non è solo un articolo su un faro. È la storia di Lucia Capuano – la prima donna farista d'Italia, vedova trentenne con sette figli, che negli anni '30 si ritrovò sola a gestire il faro dopo la morte del marito, e che ottenne una dispensa speciale per continuare un lavoro riservato esclusivamente agli uomini. Vissuta in quel cilindro di pietra durante la guerra, ha cresciuto i figli tra turni notturni e manutenzione della lanterna, diventando leggenda vivente.
E oggi? Oggi il faro è diventato un hotel di charme (aperto nel 2023) con quattro camere tematiche, un ristorante gourmet dedicato proprio a Lucia, e una terrazza da cui guardare alcuni dei tramonti più belli del Mediterraneo – quelli dove, se sei fortunato, può apparire il raggio verde.
Via Punta Imperatore, Panza. Da Campotese 30 minuti di salita. Vale ogni passo.
Le Origini: 1867-68, Quando il Mare Aveva Bisogno di Luce
La Costruzione: Camillo d'Errico e la Sfida Verticale
Siamo tra il 1867 e il 1868. Il Regno d'Italia è giovane (unificazione appena compiuta nel 1861), il Mediterraneo è una via commerciale vitale, e le coste italiane hanno bisogno di fari potenti per guidare i bastimenti.
L'ingegnere Camillo d'Errico progetta e costruisce il faro di Punta Imperatore su una delle posizioni più spettacolari (e difficili) della costa campana: una falesia verticale a 164 metri sul mare.
Non è un'altezza qualunque. La maggior parte dei fari sta a livello del mare o poco sopra. Punta Imperatore è una vedetta naturale – da lassù la lanterna può illuminare il mare per decine di chilometri, avvistare le navi molto prima che si avvicinino alla costa.
Struttura: Torre cilindrica in pietra vulcanica (tufo locale), lanterna in cima con ottica di Fresnel (quelle lenti circolari che amplificano la luce), alloggi per il farista e la famiglia. Tutto progettato per resistere a venti fortissimi, mareggiate che sbattono contro la scogliera sottostante, tempeste mediterranee che durano giorni.
Illuminazione originale: Lanterna a olio di colza – combustibile vegetale che bruciava lento, emetteva una luce gialla costante, richiedeva manutenzione continua (pulizia lenti, rifornimento olio, accensione manuale al tramonto).
Il farista saliva ogni sera i 155 scalini, accendeva la lanterna, la sorvegliava tutta la notte, la spegneva all'alba. Sette giorni su sette, 365 giorni all'anno. Niente ferie, niente riposo. Il mare non dorme mai, il faro nemmeno.
1884: Entrata Ufficiale in Servizio
Nel 1884 il faro di Punta Imperatore entra ufficialmente in funzione come parte della rete di segnalazione marittima italiana. Diventa uno dei fari più antichi e potenti del Mediterraneo.
Da quella notte, la luce non si è mai spenta. Attraverso guerre, tempeste, terremoti, cambi di regime – la lanterna ha continuato a girare, a illuminare, a proteggere.
1923: L'Elettrificazione
Nel 1923 arriva l'elettricità. La vecchia lanterna a olio di colza viene sostituita con una lampada elettrica molto più potente. La portata luminosa si estende, la manutenzione si semplifica (anche se resta lavoro duro).
Ma il farista resta necessario. Qualcuno deve sorvegliare, riparare guasti, segnalare malfunzionamenti. Il faro non è automatico – è umano.
La Storia di Lucia Capuano: La Prima Donna Farista d'Italia
E qui arriviamo al cuore emotivo di questa storia.
Francesco "a'lanterna" De Falco: Il Farista che Morì in Servizio
Anni '30. Il farista di Punta Imperatore si chiama Francesco De Falco, soprannominato "a'lanterna" (il lampionaio) dai pescatori di Panza.
Vive nel faro con la moglie Lucia Capuano e i loro sette figli. Vita dura, isolata, ma dignitosa. Francesco fa il suo lavoro con dedizione: ogni sera sale gli scalini, accende la lanterna, veglia sul mare.
Poi, improvvisamente, muore. Le fonti non specificano la causa esatta – potrebbe essere stato un incidente durante la manutenzione (caduta dagli scalini, folgorazione, infarto), o una malattia. Ma muore in servizio, lasciando Lucia vedova a 30 anni con sette bocche da sfamare.
Lucia Capuano: "Dammi il Faro, Ci Penso Io"
Siamo negli anni '30. Una donna vedova con sette figli, in Italia fascista, ha poche opzioni:
- Tornare dalla famiglia d'origine (se c'è, se la accoglie)
- Risposarsi rapidamente
- Finire in miseria
Lucia sceglie la quarta opzione: "Datemi il lavoro di mio marito. Faccio io la farista."
Problema: Il ruolo di guardiano del faro è riservato esclusivamente agli uomini. Sempre stato così. È un lavoro fisicamente duro (155 scalini ogni giorno, manutenzione della lanterna, turni notturni), considerato inadatto alle donne.
Ma Lucia insiste. Conosce il faro meglio di chiunque – ci ha vissuto per anni, ha visto suo marito lavorare, sa cosa fare. E soprattutto: deve mantenere sette figli. Non ha scelta.
Presenta domanda ufficiale. Le autorità marittime sono scettiche. Ma alla fine, vista la situazione eccezionale, concedono una dispensa speciale: Lucia Capuano diventa la prima donna farista d'Italia.
Vivere e Lavorare nel Faro: Guerra, Fatica, Dignità
Lucia si ritrova a gestire il faro da sola. Ogni sera sale gli scalini, accende la lanterna, controlla che tutto funzioni. Di notte fa i turni di sorveglianza. Di giorno pulisce le lenti, sistema i meccanismi, rifornisce il combustibile (poi l'elettricità).
E nel frattempo: cresce sette figli. In un faro isolato, a 164 metri sul mare, senza supermercati vicini, senza asili nido, senza aiuti esterni.
Arriva la Seconda Guerra Mondiale. Il Mediterraneo diventa teatro di guerra. Il faro di Punta Imperatore è strategico: serve alle navi italiane, ma anche (potenzialmente) a quelle nemiche. Lucia continua a lavorare, sotto bombardamenti, con la paura costante che una bomba colpisca il faro.
8 settembre 1943: L'Italia si arrende, inizia il caos. Le truppe tedesche occupano Ischia, poi arrivano gli Alleati. Forio viene bombardata (13 morti civili, li abbiamo ricordati). Il faro resiste.
Lucia resiste.
Cresce i figli uno per uno, li manda a scuola (quando può), li sfama con quello che ha, li protegge. Non abbandona mai il faro. È il suo lavoro, la sua casa, la sua dignità.
L'Eredità: Lo Spettacolo "Lucì" (2008)
La storia di Lucia Capuano è stata tramandata oralmente per decenni. Poi, nel 2008, sua nipote Lucianna De Falco (figlia di uno dei sette figli) ne ha fatto uno spettacolo teatrale intitolato "Lucì".
Non è uno spettacolo professionale con attori famosi. È teatro popolare, fatto da ischitani per ischitani (e per chiunque voglia ascoltare). Racconta la vita di Lucia – il dolore della vedovanza, la lotta per ottenere il lavoro, la fatica quotidiana, la guerra, i figli che crescono, la forza di una donna che non si è mai arresa.
Lo spettacolo è stato rappresentato più volte a Forio e in altre località campane. Non è mai diventato un blockbuster, ma ha fatto il suo lavoro: ha salvato la memoria di Lucia dall'oblio.
Perché Lucia Capuano non è solo "la prima donna farista d'Italia" (titolo tecnico). È simbolo di emancipazione femminile ante litteram – una donna che negli anni '30, in pieno fascismo patriarcale, si è presa un lavoro maschile per necessità e l'ha fatto con dignità fino alla fine.
Non ha mai chiesto medaglie. Ha solo chiesto di poter lavorare.
Dal Faro Operativo all'Hotel di Charme: 2023
Lucia Capuano muore (l'anno esatto non è specificato nelle fonti, probabilmente negli anni '60-'70). I figli si disperdono. Il faro continua a funzionare, ma viene progressivamente automatizzato. Non serve più un farista residente: sensori, timer, controlli remoti fanno tutto.
Il faro diventa un edificio vuoto, simbolico, funzionale ma disabitato.
2023: Floatel e il Restauro
Nel 2023 succede qualcosa di inaspettato: il faro viene dato in concessione a Floatel, società tedesca specializzata nel recupero e nella trasformazione di fari storici europei in strutture ricettive di charme.
L'idea è semplice: i fari sono edifici straordinari – architetture funzionali, posizioni spettacolari, storia affascinante – ma spesso abbandonati. Perché non trasformarli in hotel, mantenendo intatta l'identità?
Restauro conservativo: Floatel restaura Punta Imperatore rispettando l'architettura originale. Niente stravolgimenti, niente design invasivo. Pietra vulcanica pulita, intonaci rifatti, infissi restaurati. L'esterno resta identico.
Apertura: luglio 2023. Il Faro di Punta Imperatore riapre come mini-hotel di charme con quattro camere tematiche.
Le Quattro Camere: Venti del Mediterraneo
Grecale, Libeccio, Maestrale, Scirocco – i quattro venti principali del Mediterraneo. Ogni camera prende il nome da uno di loro.
Design: Minimal naturale. Pareti bianche, legno chiaro, tessuti naturali. Foto d'epoca alle pareti (alcune ritraggono proprio Lucia Capuano e la sua famiglia). Vintage senza essere kitsch. Comfort moderno (bagno privato, aria condizionata, wifi) ma atmosfera d'epoca.
La particolarità: Stai dormendo a 164 metri sul livello del mare, in un cilindro di pietra costruito nel 1867, con vista a 360 gradi. È come dormire sulla prua di una nave ancorata al cielo.
Prezzi (indicativi): €300-500 a notte a seconda della stagione e della camera. Non è economico, ma nemmeno proibitivo per un'esperienza così unica.
Il Ristorante "Lucia Capuano": Cucina Ischitana Gourmet
Al piano terra del complesso (non nella torre vera e propria, ma nell'edificio annesso) c'è il Ristorante Lucia Capuano – dedicato alla prima farista.
Chef: Antonio Monti, chef ischitano che ha lavorato in ristoranti stellati ma è tornato a casa per fare cucina del territorio rielaborata.
Menu: Cucina ischitana contemporanea. Crudi di pesce locale, piatti ispirati alle acque termali (utilizzo di erbe e verdure che crescono vicino alle fumarole), reinterpretazioni di piatti poveri contadini. Zero turismo mordi-e-fuggi, zero spaghetti allo scoglio banali.
Esempi (menu cambia stagionalmente):
- Crudo di scampi di Ischia con gel di limone e finocchietto selvatico
- Risotto mantecato con brodo di cernia e zafferano dell'Epomeo
- Coniglio all'ischitana rivisitato (cotto a bassa temperatura, servito con purea di patate affumicate)
- Dolce: Variazione sulla pastiera con crema di ricotta termale e agrumi canditi
Vini: Ovviamente Casa D'Ambra (Frassitelli, Biancolella, Per'e Palummo). Ma anche etichette campane meno note, scelte con cura.
Atmosfera: Tavoli con vista mare, servizio rilassato ma professionale, prezzi onesti per la qualità (antipasto+primo+secondo+dolce+vino: €60-80 a persona circa).
Rooftop Bar: Aperitivi con Vista Golfo di Napoli
Sulla terrazza del faro (accessibile agli ospiti dell'hotel e, in alcuni orari, anche a esterni con prenotazione) c'è un rooftop bar per aperitivi al tramonto.
Spritz, cocktail autorali, vini locali, stuzzichini gourmet. Tutto servito con vista su:
- Golfo di Napoli
- Procida
- Capri (nelle giornate limpide)
- Sorrento
- Costa di Citara
- Il mare aperto a perdita d'occhio
Orario magico: 18:00-20:00, quando il sole cala e la luce si fa dorata. Se sei fortunato (cielo limpidissimo, orizzonte libero, post-maestrale), puoi vedere il raggio verde – quel bagliore smeraldo di 1-2 secondi che appare quando l'ultimo spicchio di sole tocca l'orizzonte.
Punta Imperatore è uno dei posti migliori di Ischia per cacciare il raggio verde. Altezza elevata, vista sgombra, aria pulita. Le probabilità restano basse, ma non nulle.
La Vista Impareggiabile: Cosa Vedi da 164 Metri
Salire a Punta Imperatore significa guadagnarsi una vista che pochi altri punti dell'isola offrono.
Verso Sud-Ovest: Costa Selvaggia
- Baia di Citara con le sue acque turchesi
- Pietra della Nave (lo scoglio della Baia di Scannella che sembra una prua di nave – secondo alcuni, uno dei luoghi evocati nell'Odissea di Omero quando Ulisse passa davanti all'isola delle Sirene)
- Scogli, grotte, insenature dove il mare si infrange con violenza
Verso Nord: Procida e Oltre
- Procida con le sue case color pastello
- Vivara (l'isolotto collegato a Procida)
- Capo Miseno sulla costa flegrea
- Golfo di Napoli che si apre ampio
Verso Est: Capri e Sorrento (Giornate Limpide)
- Capri con i Faraglioni visibili
- Penisola Sorrentina che chiude il golfo
- Monte Faito che svetta
Verso L'Entroterra: Epomeo e Forio
- Monte Epomeo che domina l'isola (789 metri)
- Forio distesa sulla costa, con le sue torri e le cupole delle chiese
- Bosco di Zaro verde scuro
- Terrazzamenti di vigneti che scendono verso il mare
I Tramonti: Quando il Cielo Prende Fuoco
Ma la vera magia sono i tramonti.
A Punta Imperatore il sole tramonta direttamente sul mare aperto, senza ostacoli. Il cielo si tinge di arancione, rosso, viola, rosa. Le nuvole si illuminano dal basso. Il mare riflette i colori come uno specchio liquido.
E poi, nell'ultimo istante – se sei fortunatissimo, se il cielo è perfetto, se gli dèi del mare ti sorridono – può apparire il raggio verde.
Un bagliore smeraldo di 1-2 secondi, proprio quando l'ultimo pezzetto di sole scompare sotto l'orizzonte. Effetto ottico rarissimo, atmosfera che scompone la luce come un prisma, verde che emerge perché rosso e arancio vengono assorbiti.
Lucia Capuano l'avrà visto centinaia di volte, in trent'anni di tramonti dal faro. Per lei era probabilmente un segnale: "Tutto bene, la giornata finisce, la lanterna si accende, il mare è sotto controllo."
Per noi oggi è magia da inseguire, fotografia impossibile da catturare, momento da vivere con gli occhi aperti e il telefono spento.
Come Visitare / Soggiornare
Indirizzo: Via Punta Imperatore, 80075 Panza - Forio (NA)
Come arrivare:
- Da Campotese: 30 minuti di salita a piedi (sentiero segnato, non difficile ma ripido – scarpe da trekking consigliate)
- In auto/scooter: Strada asfaltata fino a pochi metri dal faro, poi breve tratto pedonale
- Bus: Linee che servono Panza/Campotese, poi salita a piedi
Accesso:
- 155 scalini interni per salire alla lanterna e alla terrazza panoramica (gli ospiti dell'hotel li fanno, i visitatori esterni dipende dalle politiche di accesso)
Soggiornare:
- Prenotazioni: www.floatel.de oppure tramite booking/airbnb
- Prezzi: €300-500 a notte (varia per stagione e camera)
- Minimo soggiorno: Di solito 2 notti in alta stagione
- Periodo: Aperto da aprile/maggio a ottobre (verifica, dipende dagli anni)
Ristorante Lucia Capuano:
- Aperto anche a non-ospiti dell'hotel
- Prenotazione obbligatoria (posti limitati)
- Pranzo e cena
- Prezzi: €60-80 a persona per menu completo + vino
Rooftop Bar:
- Aperto agli ospiti sempre
- Aperto a esterni su prenotazione in alcuni orari (verifica disponibilità)
- Aperitivo al tramonto: €15-25 a persona
Visite guidate:
- Alcune associazioni locali (Pro Loco Panza, guide turistiche abilitate) organizzano visite guidate al faro con racconto della storia di Lucia Capuano
- Durata: 1-2 ore
- Verificare disponibilità
Perché Andarci
Perché Punta Imperatore non è "un faro carino da fotografare." È un luogo stratificato di storia, fatica, bellezza, e trasformazione.
È la storia di Lucia Capuano che ti ricorda che l'emancipazione femminile non è iniziata negli anni '70 – è iniziata molto prima, con donne che hanno lottato per dignità e sopravvivenza senza chiedere applausi.
È l'architettura funzionale che diventa poesia: un cilindro di pietra che resiste da 150 anni, che ha visto tempeste, guerre, cambi epocali, e che ancora oggi fa quello per cui è nato – proteggere i naviganti.
È la vista che spacca: 164 metri sul mare, panorama a 360 gradi, tramonti che sembrano dipinti male da quanto sono perfetti.
È la trasformazione intelligente: da edificio abbandonato a hotel di charme, senza snaturare l'identità. Floatel ha fatto un lavoro eccellente – ha restaurato, non stravolto.
Va bene per:
- Viaggiatori che cercano esperienze uniche (dormire in un faro storico)
- Appassionati di storia marittima e architettura funzionale
- Romantici (coppia al tramonto sul rooftop bar = proposta di matrimonio assicurata)
- Fotografi (vista pazzesca, luce incredibile)
- Cacciatori di raggio verde (probabilità basse ma non zero)
- Foodie (ristorante Lucia Capuano vale il viaggio)
Non va bene per:
- Famiglie con bambini piccoli (155 scalini ripidi, niente spazi gioco)
- Chi cerca resort con piscina e animazione
- Chi ha paura delle altezze (la terrazza panoramica è vertiginosa)
- Chi vuole prezzi da ostello (€300+ a notte non sono per tutti)
Il Tuo Timbro sul Passaporto
Se hai il Passaporto dell'Isola d'Ischia, il Faro di Punta Imperatore è una di quelle tappe che meritano un timbro speciale. Scrivi "dormito a 164m sul mare" o "tramonto da Lucia" o "raggio verde cercato (ma non visto ancora)" – il dettaglio che rende l'esperienza tua.
Se hai la fortuna di soggiornare, chiedi allo staff di timbrare il passaporto con il timbro ufficiale del faro (se ce l'hanno). Se solo visiti o ceni, va benissimo lo stesso – il timbro è simbolico, l'esperienza è reale.
Non hai ancora il Passaporto? Lo trovi sul sito di Eccellenze Ischitane. È il modo migliore per esplorare l'isola seguendo storie vere, non solo cartoline patinate. Ogni timbro è una scoperta, ogni scoperta è un pezzo di Ischia che diventa tuo.
Prossima tappa consigliata: Baia di Scannella (10 minuti in auto, sentiero a piedi se sei allenato) – la cala rocciosa selvaggia sotto Punta Imperatore, con la famosa Pietra della Nave. Dopo aver visto il mare dall'alto del faro, scendi a toccarlo. Due prospettive, stesso mare.
Faro di Punta Imperatore - Via Punta Imperatore, 80075 Panza - Forio (NA) | Costruito 1867-68 | Altezza: 164m sul livello del mare | Hotel dal 2023 (Floatel) | 4 camere: €300-500/notte | Ristorante Lucia Capuano (prenotazione obbligatoria) | Rooftop bar aperitivi | 155 scalini interni | Vista: Citara, Procida, Golfo Napoli, tramonti epici | Storia: Lucia Capuano, prima donna farista d'Italia (anni '30) | Info: www.floatel.de









