Giardini Ravino 

Giardini Ravino: Il Deserto che Guarda il Mare

Hai il Passaporto dell'Isola d'Ischia? Bene, perché questa è una di quelle tappe che ti sorprende. Non te l'aspetti. Pensi "un altro giardino" e invece ti trovi in un deserto messicano a picco sul Tirreno, con cactus alti tre metri e pavoni che ti guardano tipo "sì, vivo qui, e allora?"

I Giardini Ravino sono 6.000 metri quadri di piante grasse, succulente, agavi giganti e flora desertica che non dovrebbe esistere su un'isola mediterranea. Eppure eccola lì, a Citara (Forio), che cresce rigogliosa grazie alla passione maniacale di un capitano di marina che 40 anni fa ha deciso di trasformare un tetto e poi un vigneto arido in una delle collezioni botaniche più ricche d'Europa.

Non è La Mortella. Non ha la raffinatezza british né i concerti di musica classica. È più ruvido, più diretto, più "fatto in casa" – ma proprio per questo funziona. È autenticità pura, famiglia che gestisce con amore, natura esotica che si mescola alla macchia mediterranea come se fosse sempre stata lì.

La Storia: Quando la Passione Diventa Parco

Tutto inizia sul tetto di Villa Ravino. Il capitano Giuseppe D'Ambra torna dai suoi viaggi per mare con cactus, piante grasse, semi esotici. Li mette sul tetto. Crescono. Ne compra altri. Crescono ancora. 40 anni di raccolta ossessiva, metodica, amorevole.

All'inizio del 2000 capisce che il tetto non basta più. Prende un antico vigneto su terreno arido – uno di quei pezzi di terra che a Ischia nessuno sa più cosa farci – e lo trasforma in giardino "in piena terra". Vuol dire: niente vasi, niente serra. Le piante vanno nel suolo vulcanico e se la devono cavare.

Funziona. Nel 2005 inaugura ufficialmente i Giardini Ravino. Oggi la gestione è ancora familiare: la moglie Edith, i figli, le nuore. È un progetto ecosostenibile vero, non dichiarato solo su Instagram: riciclo dell'acqua, valorizzazione di un terreno che altrimenti resterebbe abbandonato, zero sprechi.

Cosa Trovi: 3.000 Esemplari, 400 Specie, Zero Noia

Non è un giardino dove passeggi distratto. È un posto dove guardi. Davvero. Perché ogni curva del sentiero ti presenta qualcosa che non hai mai visto prima.

I Protagonisti Assoluti: I Cactus

  • Cereus colonnari: Alti come alberi, verticali, imponenti. Sembrano sculture ma sono vivi.
  • Echinocactus (detti "cuscino della suocera"): Rotondi, spinosi, perfetti. Se ti siedi sopra capisci perché si chiamano così.
  • Selenicereus rampicanti: Si arrampicano, si attorcigliano, creano forme impossibili.
  • Espostoa lanuginosi: Ricoperti di peluria bianca tipo "vecchietto del deserto". Toccabili (con delicatezza).

Il Cast di Supporto:

Agavi monumentali che sembrano esplose in slow motion, aloe dalle foglie carnose, fichi d'India che qui crescono come erbacce (belle), palme esotiche, agrumi che portano profumo mediterraneo in mezzo al deserto botanico.

E poi le ninfee nei laghetti, le rose damascene che sbucano tra le spine, le erbe aromatiche che profumano i sentieri.

I Sentieri:

Terrazze, scalinate, curve che ti portano dal "deserto messicano" alla macchia mediterranea senza soluzione di continuità. È un viaggio geografico fatto in 6.000 metri quadri. E funziona perché nessuno ti spiega dove finisce il Messico e inizia Ischia: te ne accorgi camminando.

Gli Abitanti Liberi:

Pavoni che passeggiano tra i cactus come fossero a casa loro (lo sono). Conigli che saltellano. Caprette che brucano tranquille. Nessuno è in gabbia, nessuno è lì per fare scena. Vivono, punto.

Il Cactus Lounge Café: Quando Anche il Cocktail È Botanico

C'è una terrazza panoramica chiamata "Grusonii" (dal nome scientifico di un cactus sferico gigante) dove hanno aperto un café. Non è il solito bar turistico con menù plastificato.

Qui trovi cocktail a base di frutti di cactus, passiflora, menta, tequila (opzionale, ma dai). Prodotti dell'orto biologico del giardino. Puoi berli guardando il mare, circondato da piante che sembrano venute da un altro pianeta.

È uno di quei posti dove ti siedi, ordini qualcosa di strano che non hai mai provato, e ti godi il momento senza fretta.

Bonus: C'è anche la Sala Moby Dick, un'ex cisterna trasformata in spazio per mostre e conferenze. Perché a Ischia anche le cisterne hanno una seconda vita.

Informazioni Pratiche (Senza Fronzoli)

Dove: Citara, Forio. Dalla SS 270 direzione Forio-Citara. Con i mezzi pubblici, linee CS o 2, fermata Citara. Parcheggio nelle vicinanze.

Quando è aperto: Marzo-novembre, lunedì/mercoledì/venerdì/sabato/domenica, 10:00-19:00. (Chiuso martedì e giovedì.)

Quanto costa (2026):

  • Intero: €10
  • Ridotto: €5 (bambini 6-12 anni, residenti)
  • Gratis sotto i 6 anni

Quanto tempo serve: 1-2 ore. Dipende da quanto ti fermi a fotografare, a leggere le targhette delle piante, a bere un cactus cocktail.

Va bene per famiglie (i bambini impazziscono per pavoni e caprette), coppie (tramonti da quella terrazza sono qualcosa), appassionati di botanica (ovvio), fotografi (Instagram ti ringrazierà).

Perché Ravino È Diverso

Perché ti mostra un'Ischia che non conoscevi. Dopo le terme fumanti dei Giardini Poseidon (che sono a 5 minuti da qui, tra l'altro), dopo la spiaggia di Citara, dopo il mare azzurro, arriva questo: un pezzo di deserto che guarda il Mediterraneo.

È natura esotica che convive con quella locale senza prevaricare. È gestione familiare che si sente nell'attenzione ai dettagli. È ecosostenibilità praticata, non dichiarata a parole.

È perfetto da abbinare a una giornata alle terme: mattina ai Giardini Poseidon, pomeriggio ai Giardini Ravino, tramonto dalla terrazza del Café. Forio ti avrà regalato acqua, fuoco, terra e cielo in un solo giorno.

Il Tuo Timbro sul Passaporto

Se hai il Passaporto dell'Isola d'Ischia, i Giardini Ravino sono una di quelle tappe che meritano il timbro e magari una foto con un cactus alto tre metri alle spalle.

Non hai ancora il Passaporto? Lo trovi sul sito di Eccellenze Ischitane. È il modo migliore per esplorare l'isola seguendo un filo rosso fatto di luoghi autentici, non di trappole turistiche. Ogni timbro è un pezzo di Ischia che diventa tuo.

Prossima tappa consigliata: A 10 minuti da qui c'è la Baia di Sorgeto, dove sorgenti termali bollenti sbucano direttamente in mare. Se Ravino è il deserto, Sorgeto è l'oasi – letteralmente.

Giardini Ravino - Via Provinciale Panza-Forio, 80075 Forio (NA) | Aperto marzo-novembre, lun/mer/ven/sab/dom 10:00-19:00 | www.giardiniravino.it

Dove si trova 

Giardino Ravino 

Prodotti Eccellenze Ischitane

Categories

Vuoi diventare un Timbro Point?

Compila il modulo e inviaci la tua richiesta. Il servizio è gratuito.