Festa di Santa Restituta

La Festa di Santa Restituta: Quando il Mare Restituisce una Santa e Lacco Ameno Si Ferma

Hai il Passaporto dell'Isola d'Ischia in mano? Allora preparati per una delle date che scandiscono davvero il ritmo dell'anno sull'isola. Non è una sagra, non è un evento turistico, non è nemmeno "folklore" nel senso sminuente del termine. È la Festa di Santa Restituta, e se pensi che sia "solo una festa religiosa" stai sottovalutando quanto profondamente una storia di mare, fede, fuoco e accoglienza possa entrare nelle ossa di un'intera comunità.

Dall'8 al 18 maggio, Lacco Ameno si trasforma. Le luminarie accendono il corso, le bancarelle profumano di torrone e noccioline, i giovani si radunano per le prove della rappresentazione, i devoti sgranano rosari nella Basilica. Ma il vero cuore pulsante sono tre serate: il 16, il 17 e il 18 maggio. Quelle in cui migliaia di persone – ischitani, turisti, curiosi, credenti e non credenti – convergono verso Lacco Ameno per assistere a qualcosa che si ripete da secoli: l'arrivo di una martire africana che il mare ha restituito intatta.

È la festa che inaugura l'estate ischitana. Quella dopo la quale l'isola sa che la bella stagione è ufficialmente iniziata.

La Storia: Africa del Nord, Anno 304, Quando Dire "Credo" Costava la Vita

Per capire Santa Restituta bisogna tornare indietro di 1.700 anni, nella Tunisia romana. Siamo nel 304 d.C., sotto l'imperatore Diocleziano che ha appena scatenato la decima persecuzione anticristiana. L'editto è chiaro: niente riunioni religiose, niente testi sacri, niente celebrazioni. Chi disobbedisce, paga con la vita.

Restituta era una giovane donna originaria di Cartagine (o forse di Biserta, sulla costa tunisina) formatasi alla scuola di San Cipriano, il vescovo locale. Faceva parte di un gruppo di circa cinquanta cristiani che continuarono a riunirsi clandestinamente ad Abitina, nella casa di Ottavio Felice, per celebrare l'Eucaristia domenicale. Furono sorpresi dai soldati romani, arrestati, interrogati, torturati. Il 12 febbraio 304, davanti al proconsole Anulino a Cartagine, riconfermarono la loro fede. Tutti. Compresa Restituta.

La condanna fu il martirio. Secondo la tradizione raccontata in tardive Passiones medievali, Restituta – già stremata dalle torture – fu legata e posta su una barca carica di stoppa intrisa di resina e pece. I carnefici la portarono al largo e diedero fuoco alla barca.

Poi successe qualcosa che la leggenda chiama "miracolo" e che la storia lascia in sospeso tra fede e mistero.

La Leggenda: Quando le Fiamme Sbagliano Bersaglio

Il fuoco divorò la barca dei carnefici, non quella di Restituta. La giovane martire, secondo il racconto, rimase illesa mentre le fiamme annientavano i suoi aguzzini. Un angelo apparve per guidare la barca attraverso il Mediterraneo, e Restituta – esausta, serena – chiese al Signore di poter finalmente riposare in pace. Le fu concesso.

La barca, spinta da correnti e provvidenza, navigò per giorni fino ad approdare all'isola di Aenaria – l'antico nome di Ischia – in una località chiamata "Ad Ripas", l'odierna Baia di San Montano a Lacco Ameno.

Nel luogo viveva una matrona cristiana di nome Lucina. Fu avvisata in sogno da un angelo: "Vai alla spiaggia. C'è una barca. C'è una santa che ha viaggiato per te."

Lucina si svegliò, scese verso il mare, e trovò la barca arenata sulla sabbia. Dentro, il corpo intatto di Restituta. E tutt'intorno – questo è il dettaglio che anche i più scettici trovano poetico – sbocciarono spontaneamente migliaia di gigli bianchi (Lilium Candidum), come se la terra stessa volesse accogliere chi era arrivata da tanto lontano.

Lucina radunò la popolazione. Insieme diedero sepoltura alla martire alle falde di Monte Vico, in un luogo chiamato Eraclius – un antico santuario dedicato a Ercole che divenne così una delle prime basiliche paleocristiane d'Italia.

Quella barca. Quel corpo. Quella spiaggia. Quei gigli. È da lì che nasce tutto.

Vinicio Capossela e la Madonna delle Conchiglie: Quando la Musica Incontra la Devozione

Nel 2011, Vinicio Capossela registrò nell'isola d'Ischia l'album Marinai, Profeti e Balene. Tra i brani c'è La Madonna delle Conchiglie, una canzone struggente ispirata proprio alla storia di Santa Restituta.

"La madonna delle conchiglie / è arrivata restituita dal mare / senza carte, senza la scorta / senza permesso, senza passaporto / E di un fuggiasco così come era / ne abbiamo fatto la madonna nera."

Capossela coglie tutto: l'arrivo senza documenti, l'accoglienza incondizionata, la trasformazione di una "straniera" in patrona. La canzone diventa così un ponte tra passato e presente, tra i martiri cristiani del IV secolo e i migranti che oggi attraversano il Mediterraneo. Santa Restituta – "restituita dal mare" – è la Madonna dei naviganti, di chi fugge, di chi spera, di chi approda.

La canzone fu registrata anche dal Castello Aragonese, a 80 metri d'altezza, con il solo accompagnamento di conchiglie suonate dal jazzista Mauro Ottolini. È uno dei tributi più potenti che un artista contemporaneo abbia dedicato a Ischia.

Anche il poeta francese Alphonse de Lamartine, nel 1844, compose Le lis du golfe de Santa Restituta dans l'île d'Ischia(Il giglio del golfo di Santa Restituta nell'isola d'Ischia), affascinato dalla leggenda dei gigli bianchi.

La Festa: Undici Giorni per Una Storia che Dura da Secoli

La festa vera inizia l'8 maggio con l'apertura del novenario: messe solenni, processioni, rosari. Le strade di Lacco Ameno si riempiono di luminarie, bancarelle di dolciumi e giochi, giostre per i bambini. L'atmosfera è quella tipica delle feste patronali del Sud Italia: sacro e profano che convivono senza contraddizioni, devozione autentica e allegria popolare che si intrecciano.

Ma è tra il 16 e il 18 maggio che succede tutto.

16 Maggio: La Sacra Rappresentazione nella Baia di San Montano

La sera del 16 maggio, nella Baia di San Montano, si svolge la Sacra Rappresentazione del Martirio e dello Sbarco di Santa Restituta "Ad Ripas". È un evento che dal 1968 – anno della sua prima edizione – attira migliaia di spettatori sulla spiaggia.

L'idea nacque dall'intuizione di Don Pietro Monti, rettore del Santuario di Santa Restituta, che volle dare forma teatrale alla leggenda. Da allora, ogni anno, l'Associazione Culturale "Le Ripe" (fondata nel 2001) organizza questa rappresentazione con il contributo di decine di giovani lacchesi che ne sono i veri protagonisti.

La rappresentazione è riconosciuta come Patrimonio Culturale Immateriale della Regione Campania – un titolo che certifica il valore storico, antropologico e identitario di questo evento.

Sul palco naturale della spiaggia, mentre il sole tramonta e il cielo assume quel blu intenso che solo il Mediterraneo sa regalare, vengono messi in scena:

  • L'arresto di Restituta e dei suoi compagni martiri
  • L'interrogatorio davanti al proconsole Anulino
  • Le torture e la condanna
  • L'incendio della barca
  • L'apparizione dell'angelo
  • L'approdo sulla spiaggia di San Montano
  • L'arrivo di Lucina e del popolo per accogliere il corpo della santa

Il momento più spettacolare è l'incendio della barca: una vera imbarcazione viene data alle fiamme in mare mentre la statua lignea di Santa Restituta – adornata con oggetti preziosi offerti dai devoti – viene portata a riva in processione, accompagnata dalle grida di Lucina: "Donne, uomini, sacerdoti, accorrete! Venite a contemplare il dono del Signore!"

La sabbia della baia è cosparsa di gigli bianchi, esattamente come racconta la leggenda. Le fiammelle portate dai fedeli illuminano la scena al crepuscolo. È un mix di teatro, devozione, storia e emozione collettiva che lascia il segno.

Dopo la rappresentazione, la statua viene portata in processione fino alla Basilica di Santa Restituta. Si conclude con l'inno alla Santa, l'esposizione eucaristica e la benedizione.

17 Maggio: La Processione via Mare (Il Giorno Clou)

Il 17 maggio è la solennità di Santa Restituta, il dies natalis che celebra il suo martirio.

La giornata inizia alle 6 del mattino con le messe solenni. Alle 10:30, nella Basilica, si tiene la Celebrazione Eucaristica presieduta dal Vescovo di Ischia e concelebrata da tutto il clero diocesano.

Ma il momento più atteso è la processione via mare.

La statua di Santa Restituta viene imbarcata su un traghetto che parte dal pontile di Lacco Ameno, costeggia Punta Caruso e prosegue verso Casamicciola Terme. Durante la traversata, pescherecci e imbarcazioni private scortano la Santa con bandiere, suoni di sirene e canti. È uno spettacolo commovente: il mare si riempie di barche, il cielo si colora di fuochi pirotecnici sparati in segno di saluto.

All'arrivo a Casamicciola, in Piazza Marina, il Vescovo accoglie la Santa con un discorso ai fedeli e impartisce la benedizione con la reliquia della Santa. Poi la processione riparte via mare per tornare a Lacco Ameno all'imbrunire, dove migliaia di persone attendono sulla marina per accoglierla.

18 Maggio: La Processione via Terra e il Saluto Finale

L'ultimo giorno, la statua di Santa Restituta attraversa le vie di Lacco Ameno in processione terrestre. I fedeli la accompagnano cantando e pregando, mentre la strada si copre di petali di fiori lasciati al suo passaggio.

Uno dei momenti più toccanti della giornata è la visita all'Ospedale Anna Rizzoli di Lacco Ameno, dove Santa Restituta porta il suo messaggio di conforto a chi sta affrontando momenti difficili. È un gesto che lega la dimensione religiosa a quella umana, comunitaria.

La sera, alle 23:00 circa, la statua viene deposta dal trono. Si intona per l'ultima volta l'inno alla Santa. Tra la commozione generale, i lacchesi salutano "la nostra Santa Restituta" fino all'anno prossimo.

E poi, come da tradizione, il cielo si illumina con lo spettacolo pirotecnico finale – uno dei più ricchi dell'isola – che chiude ufficialmente i festeggiamenti.

Lacco Ameno, Culla del Cristianesimo Ischitano

Non è un caso che Lacco Ameno venga definita la "culla del cristianesimo" di Ischia. La Basilica di Santa Restituta sorge sui resti di un'antica basilica paleocristiana del V secolo, costruita su un precedente santuario dedicato a Ercole (l'"Eraclius" citato nella Passio).

Nel sottosuolo della Basilica è stato ritrovato un battistero paleocristiano dove si amministrava il Sacramento del Battesimo per immersione – prova concreta della vitalità di quella prima comunità cristiana ischitana.

Le reliquie di Santa Restituta rimasero a Lacco Ameno fino al IX secolo, quando furono trasferite a Napoli per proteggerle dalle incursioni arabe. Oggi sono custodite nella Basilica di Santa Restituta all'interno del Duomo di Napoli, mentre a Lacco Ameno rimangono alcune reliquie e due statue lignee della Santa: un busto policromo del 1711 e una statua dorata del XVI secolo.

Perché Andarci (Davvero)

Perché la Festa di Santa Restituta è una di quelle esperienze che ti fa capire cosa significa "sentirsi parte di una comunità", anche se sei un forestiero. Non è un evento costruito per i turisti. È una festa che Lacco Ameno celebra per sé stessa, per i suoi morti, per i suoi vivi, per la sua identità. E tu, se ci vai, vieni accolto – esattamente come fu accolto il corpo di Restituta 1.700 anni fa.

È un mix di emozioni difficili da descrivere: la devozione sincera dei fedeli, la bellezza della rappresentazione teatrale al tramonto, il silenzio commosso durante la processione via terra, l'esplosione di gioia durante i fuochi d'artificio finali.

E poi c'è il mare. Sempre il mare. Che in questa festa non è solo sfondo, ma protagonista. È il mare che ha portato Restituta, il mare che la scorta in processione, il mare che lega Africa e Italia, passato e presente, fuga e accoglienza.

Va bene per tutti: per chi cerca spiritualità, per chi ama il teatro e la cultura popolare, per chi vuole semplicemente vivere un pezzo di Ischia autentica. Se porti con te figli o nipoti, la rappresentazione della barca in fiamme e l'arrivo dei gigli li terrà incantati (e probabilmente ne parleranno per settimane).

Informazioni Pratiche (Quelle Che Servono Davvero)

Dove: Lacco Ameno. La rappresentazione del 16 maggio si tiene nella Baia di San Montano. Le processioni del 17 e 18 maggio partono dalla Basilica di Santa Restituta (Piazza Santa Restituta, centro di Lacco Ameno).

Quando: Dall'8 al 18 maggio di ogni anno. I momenti clou sono:

  • 16 maggio (sera): Sacra Rappresentazione del Martirio e dello Sbarco nella Baia di San Montano (ore 21:00 circa)
  • 17 maggio: Processione via mare da Lacco Ameno a Casamicciola e ritorno
  • 18 maggio: Processione via terra per le strade di Lacco Ameno, fuochi pirotecnici finali (ore 23:00 circa)

Come arrivare:

  • In bus da Ischia Porto: linee 1, 2, CS (15-20 minuti)
  • In bus da Forio: linee CD, CS (10 minuti)
  • In auto/scooter: segui la strada principale dell'isola (ex SS 270). Attenzione: il 16, 17 e 18 maggio parcheggiare a Lacco Ameno è quasi impossibile. Valuta di arrivare presto o di usare i mezzi pubblici.
  • Per la Baia di San Montano (16 maggio): c'è un parcheggio a pagamento a 5 minuti a piedi dalla baia. Il 16 sera si riempie presto. Alternativa: parcheggia al centro di Lacco Ameno e cammina per 15 minuti lungo la strada panoramica.

Quanto costa: Tutto gratuito. La Sacra Rappresentazione, le processioni, le messe solenni, i fuochi d'artificio: tutto ad accesso libero.

Quanto tempo serve:

  • Se vuoi solo assistere alla rappresentazione del 16 maggio: calcola almeno 3 ore (arrivo in anticipo per trovare posto sulla spiaggia + rappresentazione + processione finale).
  • Se vuoi vivere l'intera esperienza (16-17-18 maggio): ti consigliamo di basarti a Lacco Ameno per almeno due notti. Puoi combinare la festa con visite al Museo Archeologico di Pithecusae (a 5 minuti a piedi dalla Basilica) e al Santuario di Santa Restituta con la cripta paleocristiana.

Consigli:

  • Il 16 sera, sulla spiaggia di San Montano, porta una coperta o un telo da mare per sederti. Arriva almeno un'ora prima dell'inizio per avere una buona visuale.
  • Il 17 e 18 maggio, se vuoi seguire le processioni, indossa scarpe comode. Si cammina parecchio.
  • Durante i tre giorni di festa, i ristoranti e bar di Lacco Ameno sono affollati. Prenota con anticipo se vuoi mangiare fuori.

Un Po' di Storia (Quella Vera, Non Quella da Dépliant)

La diffusione del culto di Santa Restituta in Italia e nel Mediterraneo è legata alla persecuzione vandalica del 429 in Nord Africa, quando il re vandalo Genserico scatenò una feroce repressione contro i cristiani. Vescovi ed esuli cartaginesi fuggirono via mare portando con sé le reliquie dei martiri locali, tra cui quelle di Santa Restituta.

È così che il culto si diffuse a:

  • Lacco Ameno (Ischia) – dove si ritiene sia approdata la barca con il corpo della Santa
  • Napoli – dove le reliquie furono trasferite nel IX secolo e sono oggi custodite nel Duomo
  • Cagliari – dove nella chiesa di via Sant'Efisio è conservata una statua della Santa e alcune reliquie rinvenute nel 1614
  • Palermo, Montalcino, Calenzana (Corsica) – altri luoghi di culto legati agli esuli africani

La Rappresentazione del Martirio e dello Sbarco, come detto, nacque nel 1968 per intuizione di Don Pietro Monti e fu poi portata avanti dal Professor Giovanni Castagna, dalla professoressa Marta Scandiuzzi e dall'Associazione "Le Ripe" fondata nel 2001. Nel 2024 è stata ufficialmente riconosciuta come Patrimonio Culturale Immateriale della Regione Campania.

Il Tuo Timbro sul Passaporto

Se hai il Passaporto dell'Isola d'Ischia, la Festa di Santa Restituta è una tappa che non puoi saltare. Non perché "si deve fare" (quella logica da checklist la lasciamo ai tour operator), ma perché è uno degli eventi che ti fa capire l'anima di Ischia: fede e mare, accoglienza e memoria, sacro e popolare che si intrecciano senza contraddizioni.

È il timbro che racconta la storia più antica dell'isola, quella che lega Africa ed Europa, cristianesimo e cultura mediterranea, leggenda e devozione ancora viva oggi.

Non hai ancora il Passaporto? Prendilo sul sito ufficiale di Eccellenze Ischitane. È il modo migliore per esplorare l'isola seguendo un filo rosso fatto di autenticità, non di luoghi comuni. Ogni timbro è una storia, ogni storia è un pezzo di Ischia che diventa tuo.

Festa di Santa Restituta – Lacco Ameno | 8-18 maggio (clou 16-17-18) | Ingresso gratuito

Dove si trova 

Festa di Santa Restituta

Vuoi diventare un Timbro Point

Compila il modulo e inviaci la tua richiesta. Il servizio è gratuito.