Festa Patronale di San Vito
Festa di San Vito e Basilica del Patrono: Quando Forio Si Ferma per Quattro Giorni
Passaporto dell'Isola d'Ischia alla mano? Bene, perché questa è una di quelle tappe che puoi timbrare solo quattro giorni all'anno – dal 14 al 17 giugno – quando Forio si ferma e celebra il suo patrono con una devozione che non è folklore turistico, ma identità pura.
La Festa di San Vito non è un evento. È il momento dell'anno per Forio. Quattro giorni di riti religiosi, processioni via terra e via mare, fuochi pirotecnici che illuminano il porto, fiera sul lungomare, concerti, messe continue dalla mattina alla sera. La città intera partecipa: negozianti che chiudono bottega per seguire la processione, pescatori che portano la statua in mare, bambini vestiti da piccoli santi, nonne che pregano in basilica.
San Vito – martire siciliano, patrono contro fulmini, epilessia, e mal di denti (una triade curiosa ma efficace) – è celebrato nella Basilica Pontificia di San Vito, cuore spirituale di Forio da oltre 700 anni.
Piazza San Vito, Forio. Se sei a Ischia a metà giugno, questa è una tappa obbligatoria. Non per curiosità antropologica, ma per capire cosa significa appartenenza a un luogo.
La Basilica: Sette Secoli in Piazza
Le Origini (1306)
La prima testimonianza scritta della chiesa risale al 1306 – una bolla vescovile che la riconosce come parrocchia. Vuol dire che probabilmente esisteva già da tempo, ma solo in quell'anno viene ufficialmente documentata.
Siamo nel Trecento. Forio è un borgo di pescatori e contadini, esposto alle incursioni saracene, protetto dalle torri che iniziano a sorgere. La chiesa di San Vito diventa punto di riferimento spirituale e comunitario.
L'Ampliamento (1735-1740)
Nel XVIII secolo la chiesa viene ampliata e ristrutturata per accogliere una popolazione in crescita. Servono più spazio, più altari, più capacità. I lavori durano cinque anni, e quando finiscono Forio ha una chiesa degna del suo patrono.
La Facciata (XIX Secolo)
La facciata che vediamo oggi è ottocentesca, in stile pignolesco – quello stile neoclassico napoletano sobrio ma elegante, con linee pulite e proporzioni armoniose.
I campanili "a cappello cinese": Due torri campanarie gemelle con cupole particolari che ricordano (vagamente) i tetti delle pagode orientali. Non è un caso: lo stile era di moda a Napoli nell'Ottocento, influenzato dalle mode esotiche europee.
La campana più grande di Ischia: Nel campanile di destra c'è una campana enorme, fusa con il bronzo dei cannoni di Castel Nuovo (Napoli). Dono del re Ferdinando II di Borbone nel 1852. I cannoni che dovevano difendere Napoli diventano campana che chiama alla preghiera. Simbolismo forte.
Basilica Pontificia (1988)
Nel 1988 la chiesa viene elevata al rango di Basilica Pontificia – titolo onorifico concesso dal Papa a chiese di particolare importanza storica, artistica, o devozionale.
Per Forio è stato un riconoscimento importante: la loro chiesa non è solo parrocchia, è basilica. Piccola promozione che riempie d'orgoglio.
Gli Interni: Arte Sacra Stratificata
Entri nella basilica e capisci subito che non è una chiesa moderna asettica. È un archivio vivente di arte sacra accumulata in sette secoli.
L'Architettura: Croce Latina Barocca
Pianta a croce latina: Navata centrale che si incrocia con il transetto, abside semicircolare. Classico schema cattolico, ma arricchito da decorazioni barocche.
Stucchi di Cesare Starace (XVIII secolo): Cornici, cartigli, angeli, volute che decorano pareti e soffitti. Starace era uno stuccatore napoletano abilissimo – i suoi lavori sono ovunque in Campania. A Forio ha lasciato alcuni dei suoi migliori.
Cantoria con organo dorato: Sopra l'ingresso principale, la cantoria (balcone per i cantori) ospita un organo antico con cassa dorata. Sullo stemma: i simboli di Forio. Non è solo strumento musicale, è dichiarazione d'identità.
Il Polittico (XV-XVI Secolo, Ridipinto nel 1600)
Una delle opere più antiche: polittico a più pannelli raffigurante la Madonna delle Grazie, vari santi, scene dell'Annunciazione e della Crocifissione.
Originale del Quattrocento-Cinquecento, ma ridipinto nel 1600 dal pittore ischitano Cesare Calise (lo stesso delle opere che abbiamo visto al Museo del Torrione). Non sappiamo quanto dell'originale sia rimasto, quanto sia stato rifatto. Ma il polittico resta testimonianza di una devozione continua.
La Pala dell'Altare Maggiore: Alfonso Di Spigna (1745)
Dietro l'altare maggiore campeggia una pala monumentale: 4 metri per 2,65 metri. Dipinta da Alfonso Di Spigna nel 1745.
Soggetto: La Vergine in gloria circondata da angeli, con San Vito e Santa Caterina d'Alessandria ai lati. Sullo sfondo, riconoscibilissimo, il panorama di Forio – torri, case, mare. È una pala devozionale ma anche un documento visivo della città settecentesca.
Di Spigna non era il Caravaggio del suo tempo, ma sapeva fare il suo mestiere: composizione equilibrata, colori caldi, espressioni devote ma non sdolcinate.
La Statua Argentea di San Vito (1787)
Il vero tesoro della basilica: la statua processionale di San Vito in argento e rame, realizzata nel 1787 dall'orafo Nicola Del Giudice su bozzetto del grande scultore napoletano Giuseppe Sammartino (quello della Cappella Sansevero, del Cristo Velato).
Sammartino disegna, Del Giudice realizza. Il risultato è una statua preziosa, raffinata, che esce solo durante la festa patronale per la processione. Il resto dell'anno è custodita gelosamente.
San Vito è rappresentato giovane (era adolescente quando venne martirizzato), con la palma del martirio e gli attributi iconografici che lo identificano.
Quando la statua esce in processione il 15 giugno, caricata sulle spalle dei portatori, Forio trattiene il fiato. È sacra, è preziosa, è loro.
La Lapide del Sagrato: 8 Settembre 1943
Fuori, sul sagrato, c'è una lapide che ricorda le 13 vittime innocenti del bombardamento alleato dell'8 settembre 1943.
Quel giorno – il giorno dell'armistizio italiano – gli Alleati bombardarono Forio per colpire le truppe tedesche. 13 civili morirono, tra cui bambini. La lapide li ricorda, uno per uno.
Non è retorica patriottica. È memoria dolorosa, necessaria. La chiesa custodisce anche questo: il lutto collettivo, la preghiera per chi non c'è più.
San Vito: Il Patrono Contro Tutto
San Vito (San Vitus in latino) è un martire cristiano del IV secolo, originario della Sicilia. Giovanissimo – secondo la tradizione aveva 12-15 anni – venne torturato e ucciso durante le persecuzioni di Diocleziano.
Patrono contro:
- Fulmini e temporali (protezione dai pericoli atmosferici, importante per una comunità di pescatori)
- Epilessia (la "danza di San Vito" è il nome antico dell'epilessia e di disturbi neurologici simili)
- Mal di denti (patronato più insolito, ma molto sentito in epoche pre-odontoiatriche)
Per una comunità come Forio – pescatori esposti alle tempeste, contadini che lavoravano sotto il sole vulcanico, gente che soffriva senza antibiotici né anestesia – San Vito era una protezione necessaria.
La devozione non è mai venuta meno. Ancora oggi, il 15 giugno, Forio si ferma per onorare il suo patrono.
Il Programma della Festa (14-17 Giugno 2026, Indicativo)
La festa si articola su quattro giorni intensi. Il programma può variare leggermente di anno in anno, ma la struttura resta la stessa.
14 Giugno: Vigilia
Messe durante il giorno. La basilica è aperta dalla mattina, c'è un via vai continuo di fedeli che accendono candele, pregano, lasciano ex voto.
Sera: Piazzale San Vito – Rappresentazione storica della vita del santo e della comunità foriana. Non è un teatro professionale, è una messa in scena popolare con attori locali, costumi fatti in casa, passione genuina. I bambini interpretano i piccoli santi, gli adulti i martiri, i vecchi i saggi. È una tradizione che si tramanda.
15 Giugno: SAN VITO (Il Giorno Clou)
Messe continue dalla mattina alla sera. La basilica non chiude mai, c'è sempre qualcuno che prega.
Mattina: Banda musicale che gira per le strade di Forio, svegliando la città con marce trionfali. Non è un concerto raffinato, è schiamazzo festoso.
Pomeriggio: La Grande Processione
La statua argentea di San Vito viene portata fuori dalla basilica, caricata sulle spalle dei portatori (un onore riservato a pochi, tramandato spesso di padre in figlio).
La processione attraversa le strade del centro storico: Piazza San Vito → Via Roma → Corso Umberto → Lungomare → Porto → ritorno.
Migliaia di persone seguono. Chi cammina direttamente dietro la statua, chi si affaccia dai balconi lanciando petali, chi prega, chi piange di commozione. La banda suona, i fuochi scoppiettano, i bambini corrono.
Non è ordinata come una processione tedesca. È caotica, viva, emotiva. È Forio che si riconosce.
Ore 18:00: Fuochi pirotecnici dal porto. Il cielo esplode di colori, il mare riflette le luci, la folla applaude. Non sono i fuochi di Capodanno anonimo – sono i fuochi per San Vito, e questo fa la differenza.
16 Giugno: Processione a Mare
Commemorazione dei caduti in mare: L'Associazione Nazionale Marinai d'Italia (ANMI) organizza la processione via mare.
La statua di San Vito (o una sua replica) viene portata su una barca decorata, seguita da decine di imbarcazioni di pescatori. Escono dal porto, girano davanti alla costa, gettano una corona di fiori in mare per ricordare i pescatori foriani morti in mare.
È un momento toccante. Il mare che dà e toglie, San Vito che protegge (quando può).
Sera: Concerto in Piazza Municipio. Musica popolare, band locali o regionali, atmosfera festosa. La piazza si riempie, la gente balla, beve, chiacchiera. La devozione si mescola alla festa civile.
17 Giugno: Chiusura
Messa solenne con esposizione delle reliquie (se presenti – alcune basiliche custodiscono frammenti ossei o oggetti attribuiti al santo).
Reposizione della statua argentea: La statua viene riportata dentro la basilica, riposta nel suo luogo sicuro. Un momento malinconico: la festa finisce, San Vito torna a riposare, l'anno prossimo si ricomincia.
Mezzanotte: Fuochi finali dal porto. L'ultimo spettacolo pirotecnico chiude ufficialmente la festa. Dopo, Forio torna alla normalità.
L'Atmosfera: Devozione Vera, Non Folklore
Ecco il punto cruciale: la Festa di San Vito non è organizzata per i turisti.
Certo, arrivano visitatori. Certo, ci sono bancarelle, mercatini, fiera sul lungomare con prodotti locali e cibi di strada. Ma il cuore della festa è comunitario.
Sono i foriani che chiudono i negozi per seguire la processione. Sono le famiglie che si tramandano il ruolo di portatori della statua. Sono le nonne che pregano il rosario in basilica da ore. Sono i pescatori che decorano le barche con bandiere e lumini per la processione a mare.
Se arrivi da fuori, sei benvenuto. Ma sei ospite, non cliente. Nessuno ti intrattiene, nessuno ti spiega passo-passo. O ti immergi nell'atmosfera, capisci i gesti, ti commuovi – oppure resti spettatore confuso.
È democrazia devozionale: tutti dentro, nessuno escluso, ma nessuno al centro. Il centro è San Vito.
Migliaia di persone – turisti e foriani insieme – riempiono le strade. Ma i protagonisti sono sempre gli abitanti. È la loro festa, la loro identità, il loro momento dell'anno.
Perché Andarci (Se Capiti nel Periodo Giusto)
Perché la Festa di San Vito ti mostra un'Ischia che non sta nelle brochure turistiche. Non è la spiaggia, non sono le terme, non è il limoncello.
È l'Ischia devota, comunitaria, identitaria – quella che sa ancora chi è, che si riconosce in un santo martire siciliano morto 1700 anni fa.
È uno degli ultimi momenti in cui una comunità mediterranea si ferma davvero per quattro giorni, mettendo la devozione prima del business.
Va bene per:
- Appassionati di feste patronali autentiche
- Fotografi documentaristi (con rispetto)
- Viaggiatori che cercano identità locale
- Famiglie (i bambini vengono coinvolti naturalmente)
- Chiunque voglia capire cosa significa appartenenza a un luogo
Non va bene per:
- Chi cerca eventi organizzati con programma preciso stampato
- Chi non sopporta la folla e il caos festivo
- Chi vuole solo spiaggia e relax
- Chi ha bisogno che tutto sia spiegato
Se ti capita di essere a Ischia a metà giugno, verifica le date esatte (possono variare leggermente) e vai. Portati dietro rispetto, curiosità, e voglia di lasciarti travolgere.
Informazioni Pratiche
Dove: Basilica Pontificia di San Vito, Piazza San Vito, 80075 Forio (NA)
Quando: 14-17 giugno ogni anno (date fisse)
Orari basilica: Aperta tutto il giorno durante la festa. Resto dell'anno: mattina e pomeriggio (verificare)
Ingresso: Gratuito (è una chiesa, non un museo)
Eventi principali:
- 15 giugno pomeriggio: Grande processione via terra
- 15 giugno ore 18:00: Fuochi pirotecnici
- 16 giugno mattina: Processione via mare
- 17 giugno mezzanotte: Fuochi finali
Dove seguire la processione: Qualsiasi punto lungo il percorso (centro storico, lungomare, porto). Arriva almeno 30 minuti prima per trovare posto.
Cosa portare: Scarpe comode (camminerai), acqua, pazienza (la folla è tanta), rispetto (è una festa religiosa vera).
Il Tuo Timbro sul Passaporto
Se hai il Passaporto dell'Isola d'Ischia e riesci a timbrare la Festa di San Vito, sei fortunato. È una di quelle tappe stagionali rare – solo quattro giorni all'anno – che rendono il passaporto davvero speciale.
Scrivi "15 giugno - processione seguita" o "fuochi di San Vito visti dal porto" – il dettaglio che ti ha toccato. Magari chiedi a qualche foriano di firmarti la pagina come testimone. Diventa un ricordo vero.
Non hai ancora il Passaporto? Lo trovi sul sito di Eccellenze Ischitane. È il modo migliore per esplorare l'isola seguendo il calendario delle feste vere, non solo i luoghi fissi. Ogni timbro è una storia, ogni storia è un pezzo di Ischia che diventa tuo.
Prossima tappa consigliata: Chiesa del Soccorso (5 minuti a piedi da Piazza San Vito). Dopo aver vissuto la devozione marinara a San Vito, vai a vedere l'altra chiesa iconica di Forio – quella bianca a picco sul mare con i tramonti leggendari. Due anime spirituali di Forio, a pochi passi di distanza.
Festa di San Vito - 14-17 giugno ogni anno | Basilica Pontificia di San Vito, Piazza San Vito, 80075 Forio (NA) | Eventi principali: processione via terra (15/6 pomeriggio), fuochi (15/6 ore 18:00), processione via mare (16/6 mattina) | Ingresso gratuito | Festa patronale autentica, non evento turistico | Info: Comune di Forio, Parrocchia San Vito
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San Vito
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