Corsa dell'Angelo

Corsa dell'Angelo: Quando Forio Fa Volare la Resurrezione

Passaporto dell'Isola d'Ischia alla mano? Bene, perché questa è una di quelle tappe che puoi timbrare solo un giorno all'anno – la domenica di Pasqua – quando Corso Umberto I si trasforma in palcoscenico sacro e migliaia di persone trattengono il fiato aspettando che l'Angelo corra.

La Corsa dell'Angelo non è uno spettacolo teatrale. È una sacra rappresentazione pasquale tra le più antiche e suggestive della Campania – un dramma sacro che rievoca l'annuncio della Resurrezione con tre statue barocche che "recitano" il Vangelo senza parole.

L'Angelo corre. La Madonna incredula resta ferma, velata di nero. Il Cristo Risorto aspetta dall'altra parte del Corso. L'Angelo corre ancora, insiste, annuncia. Alla terza corsa, il velo della Madonna cade – lei ha capito, ha creduto – e corre verso il Figlio risorto. Campane, mortaretti, coriandoli, applausi, lacrime.

È teatro popolare, è liturgia vissuta, è emozione collettiva pura. Tradizione seicentesca dell'Arciconfraternita Santa Maria Visitapoveri, tramandata senza interruzione da oltre 400 anni.

Domenica di Pasqua 2026 (5 aprile), dopo la Messa delle 10:30. Corso Umberto I, Forio. Se sei a Ischia in quel periodo, non perderla. Non è folklore: è identità.

Cos'È (Spiegato Senza Teologia Pesante)

La Corsa dell'Angelo racconta il momento in cui la Madonna viene informata della Resurrezione.

I Vangeli dicono che le donne andarono al sepolcro, lo trovarono vuoto, e un Angelo annunciò loro: "È risorto, non è qui." Ma la Madonna? Come lo scoprì?

La tradizione popolare ha colmato quel silenzio evangelico con una scena teatrale: l'Angelo corre tre volte tra la Madonna e il Cristo Risorto, annunciando la notizia incredibile. La Madonna, vestita a lutto (il velo nero del dolore per il Figlio morto), all'inizio non crede. Troppo dolore, troppo bello per essere vero.

Ma alla terza corsa, qualcosa scatta. Il velo cade. Lei crede. E corre.

È una narrazione emotivamente potentissima: il passaggio dal lutto alla gioia, dall'incredulità alla fede, dal nero al bianco. E Forio la racconta ogni anno con statue di legno che diventano vive per 20 minuti.

Le Origini: Seicento e l'Arciconfraternita Visitapoveri

Le prime tracce documentate della Corsa dell'Angelo risalgono al 1618. Quasi sicuramente esisteva già da prima, ma quella è la prima testimonianza scritta.

Organizzata dall'Arciconfraternita Santa Maria Visitapoveri – confraternita laica cattolica fondata nel 1600, con sede in Piazza Municipio. Il nome dice tutto: "Visita Poveri" – l'obiettivo era assistere i bisognosi, i malati, gli emarginati. Opere di carità cristiana concreta.

Ma le confraternite non facevano solo assistenza: organizzavano anche la vita devozionale della comunità. Processioni, riti, sacre rappresentazioni. La Corsa dell'Angelo era (ed è) una di queste.

Perché "Corsa"? Perché l'Angelo letteralmente corre – viene portato di corsa dai confratelli che lo tengono in spalla, simulando il movimento rapido, urgente, dell'annuncio. Non è una processione lenta e solenne: è una corsa frenetica, tre volte, avanti e indietro.

La tradizione non si è mai interrotta. Nemmeno durante le guerre, nemmeno durante la pandemia (con adattamenti). Più di 400 anni di continuità. Per Forio, è patrimonio identitario tanto quanto la Chiesa del Soccorso.

Le Statue: Capolavori Barocchi che Diventano Attori

I protagonisti della Corsa sono quattro statue di legno – capolavori della scultura sacra napoletana barocca.

Cristo Risorto, San Giovanni Evangelista, Madonna

Realizzate tra il 1756 e il 1757 da uno scultore napoletano anonimo (o meglio, non identificato con certezza – le attribuzioni variano).

Cristo Risorto: Veste bianca, vessillo della vittoria sulla morte, espressione serena e trionfante. Non è il Cristo sofferente della Crocifissione: è il Vincitore.

Madonna Addolorata: Vestita di nero (il lutto), velo nero sul volto (l'incredulità, il dolore che acceca). Espressione dolente, mani giunte. Quando il velo cade, sotto c'è il volto di una madre che ritrova il figlio.

San Giovanni Evangelista: Il discepolo amato, presente ai piedi della Croce. Accompagna la Madonna, la consola, testimonia.

Sono statue processional – fatte per essere portate in spalla, leggere ma solide, con espressioni studiate per essere viste da lontano.

L'Angelo: Francesco Mollica, 1620

La statua più antica e preziosa: realizzata intorno al 1620 dallo scultore Francesco Mollica.

Legno dorato, ali spiegate, veste svolazzante che simula il movimento della corsa. Espressione gioiosa, annunciatrice. È un capolavoro.

Problema: Una statua così preziosa non può essere portata di corsa tre volte per Corso Umberto – troppo rischio di danni, cadute, usura. Così l'originale è custodito in una teca nella chiesa dell'Arciconfraternita Visitapoveri, e per la Corsa si usa una copia fedele.

Ma i foriani sanno che l'originale è lì, che veglia, che benedice. La copia corre, l'originale protegge.

Il Rito: Passo dopo Passo (La Coreografia Sacra)

La Corsa dell'Angelo ha una coreografia precisa, tramandata identica da secoli. È un copione sacro che non si improvvisa.

1. Dopo la Messa (Ore 10:30 circa)

Le statue escono dalla chiesa dell'Arciconfraternita Visitapoveri (Piazza Municipio) e vengono portate a spalla dai confratelli (membri della confraternita, vestiti con il saio tradizionale) fino a Corso Umberto I.

Il Corso è il cuore di Forio: via principale, larga, lunga, perfetta per la rappresentazione.

Posizionamento iniziale:

  • Madonna Addolorata + San Giovanni Evangelista: Una estremità del Corso, davanti all'Istituto Nautico
  • Cristo Risorto: Estremità opposta, a distanza di circa 100-150 metri
  • Angelo: Inizia dalla parte del Cristo

La folla si dispone ai lati del Corso, lasciando libera la strada centrale. Silenzio. Attesa.

2. La Prima Corsa: L'Incredulità

L'Angelo parte di corsa dal Cristo verso la Madonna. I confratelli che lo portano corrono veloce, simulando l'urgenza dell'annuncio.

Arriva davanti alla Madonna, si inchina profondamente (i portatori abbassano la statua in un gesto di riverenza), come a dire: "È risorto! Non piangere più!"

La Madonna resta ferma, velata. Non reagisce. Non ci crede. Il dolore è troppo grande, l'annuncio troppo bello per essere vero.

L'Angelo torna indietro verso il Cristo.

La folla mormora, prega, qualcuno canta sottovoce il "Regina Coeli" (inno mariano pasquale).

3. La Seconda Corsa: L'Insistenza

L'Angelo riparte. Corre di nuovo verso la Madonna. Più veloce, più insistente.

Arriva, si inchina ancora più profondamente. Come a dire: "È vero! Credimi! Vieni a vedere!"

La Madonna resta immobile. Il velo nero non si muove. L'incredulità resiste.

L'Angelo torna indietro. La tensione sale. La folla canta più forte: "Regina coeli, laetare, alleluia..." ("Regina del cielo, rallegrati, alleluia...").

4. La Terza Corsa: La Rivelazione

L'Angelo parte per la terza volta. Questa è quella decisiva. I portatori corrono ancora più veloce. La folla trattiene il fiato.

L'Angelo arriva davanti alla Madonna, si inchina una terza volta.

E in quel momento – il velo nero cade.

Qualcuno (un confratello nascosto) tira via il velo. Il volto della Madonna appare: non più dolente, ma speranzoso.

Lei ha capito. Lei crede.

5. L'Incontro: Campane, Coriandoli, Commozione

Appena il velo cade, succede tutto insieme:

  • Le campane di tutte le chiese di Forio iniziano a suonare a festa
  • I mortaretti esplodono (quei piccoli fuochi d'artificio rumorosi)
  • I coriandoli piovono dai balconi
  • La folla applaude, urla, piange
  • La Madonna corre (viene portata di corsa dai confratelli) verso il Cristo Risorto

L'incontro: Madonna e Cristo si incontrano al centro del Corso. Si inchinano l'uno verso l'altra. È il momento culminante: la Madre ritrova il Figlio risorto. Gioia pura.

San Giovanni Evangelista li affianca. L'Angelo vola (simbolicamente) verso il campanile della Chiesa di San Gaetano, dove viene issato come segno di vittoria.

Altre statue escono dalle chiese (Immacolata, San Gaetano) per completare la scena trionfale.

Il Corso esplode di gioia. Gente che si abbraccia, che piange di commozione, che canta. Non è finzione teatrale: è emozione reale.

Il Momento della Rivelazione (Il Climax che Spacca)

Il momento in cui il velo cade è pura catarsi collettiva.

Per chi è foriano, per chi ha visto la Corsa da bambino tenuto in braccio dal nonno, per chi la vive ogni anno, quel momento è identità incarnata.

Non importa se sei credente praticante o agnostico: quando il velo cade e le campane suonano, qualcosa ti prende. È il passaggio simbolico dal dolore alla gioia, dalla morte alla vita. È universale.

Le nonne piangono. I bambini saltano. I turisti restano spiazzati (nel senso buono: non si aspettavano tanta intensità). I fotografi cercano disperatamente di catturare l'attimo (impossibile: è troppo rapido, troppo emotivo).

È teatro popolare sacro al suo massimo: niente parole, solo gesti, statue di legno che diventano vive, una comunità che si riconosce.

L'Atmosfera Pasquale Foriana

La Corsa dell'Angelo non è isolata. È il culmine della Settimana Santa foriana.

Venerdì Santo: Processione della Passione, Cristo morto portato in spalla, Via Crucis per le strade. Atmosfera di lutto, silenzio, raccoglimento.

Sabato Santo: Attesa, preparazione.

Domenica di Pasqua: ESPLOSIONE. La Corsa dell'Angelo è il momento della gioia che rompe il lutto.

Corso Umberto I è gremito: famiglie foriane, turisti, curiosi, devoti. Balconi pieni di gente che aspetta di lanciare coriandoli. Bar che offrono caffè gratis ai confratelli prima della Corsa.

Dolci pasquali ovunque: Pastiera napoletana (la torta di grano e ricotta), agnelli di pasta di mandorle, casatiello (torta salata con uova sode e salumi). Profumo di cannella, arancia candita, lievito.

Bande musicali che suonano marce trionfali dopo la Corsa.

È Pasqua mediterranea: sacra e profana insieme, devota e festosa, commozione e coriandoli.

Perché Andarci (Se Capiti nel Periodo Giusto)

Perché la Corsa dell'Angelo ti mostra un'Ischia che pochi vedono. Non è la spiaggia, non sono le terme, non è il limoncello.

È l'Ischia rituale, teatrale, emotivamente intensa – quella che sa ancora usare il corpo (le statue portate in spalla, la corsa, gli inchini) per raccontare storie che le parole non bastano a dire.

È uno degli ultimi esempi di teatro sacro popolare vivente in Italia. Non è rievocazione storica in costume (tipo quelle medievali turistiche). È rito vivo, trasmesso senza interruzione da 400 anni, che continua a commuovere.

Va bene per:

  • Appassionati di tradizioni religiose autentiche
  • Studiosi di antropologia culturale
  • Fotografi documentaristi (con rispetto – non invadere lo spazio sacro)
  • Viaggiatori che cercano esperienze emotive forti
  • Famiglie (i bambini vengono coinvolti naturalmente)
  • Chiunque voglia capire cosa significa identità comunitaria

Non va bene per:

  • Chi cerca eventi leggeri e spensierati
  • Chi non sopporta la folla
  • Chi vuole solo mare e relax
  • Chi ha bisogno di capire tutto razionalmente

Se ti capita di essere a Ischia per Pasqua, verifica la data esatta (Pasqua è mobile, cade tra fine marzo e fine aprile) e vai. Arriva almeno un'ora prima per trovare un posto decente lungo il Corso.

Informazioni Pratiche

Dove: Corso Umberto I, 80075 Forio (NA)

Quando: Domenica di Pasqua, ogni anno (data mobile)

  • Pasqua 2026: 5 aprile
  • Orario: Dopo la Messa delle 10:30 (circa ore 11:00-11:30, ma può variare)

Durata: Circa 30-40 minuti (dalla preparazione iniziale al finale trionfale)

Ingresso: Gratuito (è una sacra rappresentazione pubblica)

Organizzazione: Arciconfraternita Santa Maria Visitapoveri

Come seguirla:

  • Posizionati lungo Corso Umberto I almeno 1 ora prima
  • I posti migliori: ai lati del Corso, a metà strada tra i due estremi (vedi bene tutte le corse)
  • Porta: scarpe comode, acqua, cappello (se c'è sole), pazienza (la folla è tanta)

Rispetto richiesto:

  • È un rito religioso vero, non uno spettacolo
  • Non attraversare il Corso durante le corse
  • Spegni il cellulare (o almeno silenzioso) durante i momenti salienti
  • Se fotografi, non usare flash, non invadere lo spazio
  • Applaudi alla fine, ma durante le corse silenzio

Eventi collegati:

  • Venerdì Santo: Processione della Passione (due giorni prima)
  • Lunedì di Pasquetta: Tradizionalmente gite fuori porta, pic-nic, relax post-Pasqua

Il Tuo Timbro sul Passaporto

Se hai il Passaporto dell'Isola d'Ischia e riesci a timbrare la Corsa dell'Angelo, sei tra i fortunati. È una di quelle tappe stagionali rarissime – un solo giorno all'anno – che rendono il passaporto davvero speciale.

Scrivi "velo caduto - campane suonate - pianto di gioia" o "Pasqua 2026 - Corso Umberto gremito" – il dettaglio emotivo che ti ha colpito. Magari chiedi a un confratello di firmarti la pagina come testimone (dopo la Corsa, quando sono più rilassati).

Non hai ancora il Passaporto? Lo trovi sul sito di Eccellenze Ischitane. È il modo migliore per esplorare l'isola seguendo il calendario delle feste vere, non solo i luoghi fissi. Ogni timbro è una storia, ogni storia è un pezzo di Ischia che diventa tuo.

Prossima tappa consigliata: Arciconfraternita Santa Maria Visitapoveri (sede in Piazza Municipio) – se riesci a visitarla nei giorni successivi alla Pasqua, puoi vedere da vicino la statua originale dell'Angelo di Mollica (1620)custodita nella teca. È un capolavoro che vale il viaggio da solo.

Corsa dell'Angelo - Domenica di Pasqua (5 aprile 2026) | Corso Umberto I, 80075 Forio (NA) | Orario: dopo Messa 10:30 (circa 11:00-11:30) | Organizzazione: Arciconfraternita Santa Maria Visitapoveri | Ingresso gratuito | Sacra rappresentazione autentica, non evento turistico | Info: Comune di Forio, Arciconfraternita Visitapoveri


Dove si trova 

Corsa dell' Angelo



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