Borgo Di Celsa

Il Borgo di Celsa: Dove i Pescatori Si Ribellarono ai Frati
Hai il Passaporto dell'Isola d'Ischia in mano? Allora preparati a timbrare il luogo dove è nata Ischia - quella vera, storica, fatta di pietra vulcanica e stratificazioni sociali. Perché il Borgo di Celsa (o Borgo dei Gelsi, come preferisci) non è "un pittoresco villaggio di pescatori con casette colorate". È molto di più. È il primo insediamento abitato dell'isola, il cuore pulsante da cui è partita tutta la storia ischitana. Ed è anche il posto dove, nel 1600, i pescatori si sono rotti le scatole dei frati prepotenti e hanno deciso di costruirsi la loro chiesa. Con i soldi della pesca. Di padre in figlio. Ancora oggi.
Se questa non è Ischia autentica, non so cosa lo sia.
I Gelsi, i Frati e la Seta (Perché Si Chiama Celsa)
Partiamo dal nome. Nel Medioevo, questo borgo che si sviluppò a ridosso del Castello Aragonese - allora chiamato Insula Minor - era semplicemente "il Borgo di Mare". Niente di poetico, solo geografia pura.
Poi, nel XIII secolo, arrivarono i frati agostiniani. E i frati, oltre a pregare, avevano capito una cosa: la seta rendeva parecchio. Così piantarono enormi distese di gelsi (alberi di gelso, quelli che servono per i bachi da seta) tutt'attorno al loro convento e all'attuale Cattedrale di Ischia Ponte. Il profumo dei gelsi in fiore invadeva l'aria, la produzione di seta fioriva, il commercio era redditizio.
E il Borgo prese il nome da quegli alberi: Borgo dei Gelsi, o Celsa dal latino. Un nome che racconta mestieri, commerci, economia reale. Non folklore turistico.
Quando gli Aristocratici Scesero dal Castello (E Costruirono Palazzi)
Per secoli, il Castello Aragonese fu l'unico posto sicuro dove vivere. Le incursioni dei pirati erano frequenti, brutali, e chi poteva permetterselo stava chiuso dentro le mura della fortezza. Le famiglie aristocratiche vivevano lassù, protette, lontane dal mare e dai suoi pericoli.
Ma nel 1700, quando finalmente le incursioni cessarono (o almeno si fecero più rare), successe una cosa interessante: gli aristocratici abbandonarono il Castello e scesero nel Borgo. E non scesero per mescolarsi con i pescatori - scesero per costruire i loro palazzi nobiliari, grandi, imponenti, a mostrare chi comandava davvero.
Oggi, quando cammini lungo il corso principale di Ischia Ponte, vedi questa bipolarità ancora intatta: da una parte i grandi palazzi patrizi con portoni monumentali e stemmi di famiglia; dall'altra le piccole case colorate dei pescatori, strette tra i vicoli, affacciate sul mare. Non è un caso. È geografia sociale fossilizzata nella pietra.
Ci sono anche le torri di avvistamento, gli edifici pubblici, le chiese. Ma è quel contrasto architettonico che ti racconta tutto: ricchi e poveri, nobili e pescatori, chi comandava e chi remava. Letteralmente.
La Chiesa dei Pescatori (Quella Che Non Dovresti Perdere)
Ed è proprio in questo contesto che succede la storia più bella - quella che ti fa capire che a Ischia la gente non stava zitta quando subiva soprusi.
Nel 1600, i frati agostiniani della Cattedrale di Santa Maria Assunta si comportavano da padroni. Sopraffazione sui ceti più deboli, niente mutuo soccorso, i pescatori trattati come cittadini di serie B. Così i pescatori - gente abituata a remare contro le correnti, a tirar su reti pesanti, a sopravvivere alle tempeste - decisero una cosa: ci costruiamo la nostra chiesa. Con i nostri soldi. Senza chiedere permesso ai frati.
E la costruirono. Con i proventi della pesca. Si chiama Chiesa dello Spirito Santo, ed è ancora oggi di proprietà dei pescatori - proprietà che si tramanda di padre in figlio, generazione dopo generazione. È una cosa rarissima in Italia, forse unica: una chiesa di proprietà privata delle famiglie di pescatori, non della diocesi, non dello Stato.
Quando entri nella Chiesa dello Spirito Santo, non stai entrando in un monumento turistico. Stai entrando in un atto di ribellione sociale cristallizzato nella pietra. E questo lo senti.
La Baia di Cartaromana e L'Isola dei Morti
Ma il Borgo di Celsa non si capisce tutto da terra. Bisogna vederlo anche dal mare - magari con una guida locale che ti porta in barca nella splendida Baia di Cartaromana, dove il Castello Aragonese si riflette nell'acqua e capisci perché questo posto ha affascinato artisti, poeti, viaggiatori per secoli.
Da lì vedi la Torre Guevara (o Torre di Michelangelo, se preferisci la leggenda romantica), il prospetto settentrionale del Borgo con quella convivenza perfetta tra classi sociali diverse, e poi... la chiesina medievale di Sant'Anna.
Piccola, bianca, quasi nascosta tra gli scogli. Con l'annesso cimitero colerico - dove seppellivano le vittime del colera per evitare contagi. Arnold Böcklin, pittore simbolista svizzero, la vide e ne rimase così colpito che la usò come ispirazione per il suo dipinto più famoso: "L'isola dei morti". Quella atmosfera sospesa tra vita e morte, tra pietra e mare, tra sacro e tragico.
E sotto il livello del mare, proprio lì, nascosto dalle onde, c'è l'antico insediamento romano di Aenaria. Resti di ville, terme, mosaici - tutto sommerso dal bradisisma, quel movimento geologico che a Ischia fa salire e scendere la terra rispetto al mare. La storia letteralmente sepolta dall'acqua.
Informazioni Pratiche (Quelle Che Servono Davvero)
Dove si trova: Ischia Ponte, il Borgo si sviluppa tutto attorno al Castello Aragonese.
Come ci arrivi:
- In autobus: Linea 7 dal porto di Ischia, 15 minuti
- A piedi da Ischia Porto: 30-35 minuti di passeggiata lungo il lungomare
- In taxi/scooter: 10-15 minuti dal porto
Cosa vedere:
- Chiesa dello Spirito Santo (quella dei pescatori - cerca l'orario delle messe per entrare)
- Cattedrale di Santa Maria Assunta (quella dei frati)
- I vicoli storici tra case di pescatori e palazzi nobiliari
- Il corso principale con i palazzi patrizi
- La Baia di Cartaromana (meglio dal mare)
- Chiesina di Sant'Anna e cimitero colerico (visibile bene dal mare)
Tour consigliati:
- Passeggiata guidata nei vicoli storici per cogliere la stratificazione sociale
- Giro in barca con guida locale per vedere il prospetto dal mare, la Baia di Cartaromana, Sant'Anna e i resti sommersi di Aenaria
Quando andarci: Tutto l'anno, ma d'estate puoi abbinare la visita al Borgo con un bagno nella Baia di Cartaromana. Fuori stagione è ancora più autentico - incontri gli ischitani veri, non solo i turisti.
Perché Andarci (Davvero)
Perché il Borgo di Celsa è Ischia nella sua essenza più pura: storia stratificata, contrasti sociali ancora visibili nell'architettura, storie di ribellione popolare, tradizioni che si tramandano da secoli, geologia che riscrive la geografia, arte che nasce dall'osservazione diretta dei luoghi.
Non è "carino" o "pittoresco". È denso. Ogni vicolo racconta qualcosa, ogni pietra ha una sua ragione d'essere, ogni contrasto architettonico è una narrazione sociale.
Va bene per chi vuole capire davvero Ischia, per chi non si accontenta del mare e delle terme, per chi cerca autenticità vera - quella che non si finge, che non si mette in scena per i turisti. È il posto dove ancora oggi i pescatori escono la mattina presto con le barche, dove le famiglie aristocratiche vivono nei loro palazzi centenari, dove le chiese raccontano rivalità secolari.
Se vuoi Ischia Instagram, vai altrove. Se vuoi Ischia vera, parti da qui.
Il Tuo Timbro sul Passaporto
Se hai il Passaporto dell'Isola d'Ischia, il Borgo di Celsa è la tappa che ti fa capire dove è nata l'isola. Non geograficamente (quello è il vulcano), ma culturalmente, socialmente, storicamente. È il primo insediamento, il luogo dove si sono stratificate tutte le dominazioni che hai studiato a scuola e che qui smettono di essere solo nomi sui libri.
E già che sei qui, sali al Castello Aragonese se non l'hai ancora fatto, passa dalla Torre Guevara, fermati a mangiare in uno dei ristoranti dove servono ancora il pesce appena pescato. Tutto è a portata di passeggiata.
Non hai ancora il Passaporto? Prendilo sul sito ufficiale di Eccellenze Ischitane. È il modo migliore per esplorare l'isola seguendo un filo rosso fatto di autenticità, non di luoghi comuni. Ogni timbro è una storia, ogni storia è un pezzo di Ischia che diventa tuo.
Borgo di Celsa - Ischia Ponte, 80077 Ischia (NA)






