Il coniglio all'Ischitana

Il Coniglio all'Ischitana: Un Rito Domenicale che Profuma di Storia
Viaggiatore! Sei possessore del Passaporto dell'Isola d'Ischia? Questa è una tappa da timbrare assolutamente.
C'è un profumo che invade le case ischitane ogni domenica. È il profumo del tempo che rallenta, delle famiglie che si riuniscono, di un tegame di coccio - 'o tiano - che sobbolle piano sul fuoco. Dentro, il coniglio all'ischitana racconta una storia che viene da lontano, molto lontano.
Tremila Anni in Un Piatto
Immagina: siamo nel 3000 a.C., i Fenici navigano il Mediterraneo e portano i primi conigli su quest'isola verde. Poi arrivano i Siracusani nel 470 a.C., conquistatori ma anche buongustai, e davanti all'invasione dei conigli selvatici inventano una ricetta che diventerà leggenda.
Da allora, nulla è cambiato. O meglio, tutto è rimasto preziosamente uguale.
Il Segreto Inizia nei Vigneti
I conigli ischitani non sono conigli qualsiasi. Crescono liberi nelle buche scavate tra i filari delle vigne, nutrendosi di foglie di vite e fagioli locali. Questo alimentazione naturale rende la loro carne incredibilmente tenera e saporita. È il suolo vulcanico, l'aria di mare, la dieta genuina: ogni boccone sa di territorio.
La Ricetta che Unisce le Generazioni
La domenica mattina, nelle cucine ischitane, si ripete un gesto antico:
Il coniglio viene marinato nel vino bianco - rigorosamente Biancolella, il vino principe dell'isola. Poi rosola nell'olio con aglio e un pizzico di peperoncino. Infine, nel tegame di coccio - 'o tiano, mai cambiato da secoli - cuoce lentamente con i pomodorini del piennolo (quelli che si conservano appesi tutto l'inverno), altro vino, e un bouquet di erbe aromatiche: basilico, timo, maggiorana che profumano di macchia mediterranea.
Il risultato? Una carne che si stacca dall'osso, un sugo che grida di essere raccolto con pane casereccio o, meglio ancora, condisce bucatini e pappardelle in un primo piatto che è poesia.
Dove Assaggiare l'Autenticità
Il Bracconiere - Serrara Fontana (il tempio del coniglio)
A 480 metri sul Monte Epomeo, con i tramonti più belli dell'isola come cornice, Il Bracconiere è il numero uno per il coniglio all'ischitana. Non è solo la location rustica o la vista mozzafiato: sono le pappardelle al sugo di coniglio dello Chef Leonardo che ti fanno chiudere gli occhi dal piacere.
L'antipasto ischitano è talmente generoso che potresti quasi saziarti con quello, le porzioni sono abbondanti, i prezzi onesti. Le recensioni parlano chiaro: "memorabile". Prenota, perché questo posto lo conoscono tutti.
Altri Custodi della Tradizione
- Peppina di Renato a Forio: carne tenerissima, erbe locali raccolte a mano, abbinamenti con vini a km0
- Da Gennaro a Ischia: tradizionale cottura nel coccio, come facevano le nonne
- Romantica Resort e Casa Pappagallo: ricette autentiche tramandate di generazione in generazione
Le Varianti del Territorio
Oltre alla ricetta classica, troverai il coniglio:
- Alla cacciatora con più pomodoro e vino rosso
- Fritto o arrostito per chi ama i sapori più decisi
- Sempre accompagnato da patate o fagioli locali, perché qui il km0 non è una moda, è tradizione
Perché È Un'Eccellenza Ischitana
Non è nostalgia o campanilismo. È geografia: il suolo vulcanico di Ischia conferisce alla carne un sapore che non trovi altrove. È cultura: il coniglio all'ischitana è simbolo dell'identità contadina e marinara dell'isola, un piatto che unisce la terra (i vigneti, le erbe) e il mare (il sale nell'aria, il pesce negli altri giorni della settimana).
È ritualità: il pranzo domenicale con il coniglio è un momento sacro, dove le generazioni si mescolano, dove si parla, si ride, si sta insieme. Assaggiare questo piatto significa sedersi a quella tavola, anche solo per un'ora.
Possessori del Passaporto dell'Isola d'Ischia: timbrate questo rito domenicale. Non è solo cibo, è appartenenza.
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Prossima tappa da sognatore: Il Bracconiere a Serrara Fontana. Prenota il tavolo vicino alla finestra e aspetta il tramonto con le pappardelle fumanti davanti.









