Chiesa di San Ciro e la Sorgente del'Acqua

Chiesa di San Ciro al Ciglio - Dove l'Acqua dell'Epomeo Scende in Chiesa

Hai il Passaporto dell'Isola d'Ischia? Allora preparati a timbrare la chiesa dove l'acqua non è benedetta. È sorgiva. Quella che scende direttamente dal Monte Epomeo e sgorga accanto alla facciata. Quella che per secoli ha dissetato il borgo del Ciglio. Quella che unisce la montagna alla preghiera, la geologia alla fede, il tufo verde alla sete.

La Chiesa di San Ciro non è grande. Non è famosa. Non ha affreschi barocchi o ori luccicanti.

Ma ha l'acqua.

E a Ischia - isola vulcanica dove l'acqua dolce è sempre stata ricchezza e sopravvivenza - avere una sorgente accanto alla chiesa non è dettaglio.

È benedizione.

1661: Quando Agostino Iacono Costruì una Chiesa per Due Santi

Siamo nel 1661. Il Ciglio è un borgo contadino. Case scavate nel tufo. Vigneti terrazzati. Parracine che salgono verso l'Epomeo. Poche famiglie. Vita dura.

Un uomo - Agostino Iacono - decide di costruire una chiesa.

Non per vanità. Non per lasciare il nome ai posteri. Ma perché un borgo senza chiesa è un borgo senza cuore. Senza punto di riferimento. Senza luogo dove ritrovarsi quando la vita si fa troppo pesante.

Dedica la chiesa a San Giacomo e alla Madonna Assunta.

San Giacomo - l'apostolo pellegrino. Quello del Cammino di Santiago. Il protettore dei viandanti. Perfetto per un borgo di contadini che ogni giorno salivano e scendevano sentieri impossibili tra vigna e casa.

Madonna Assunta - la festa del 15 agosto. Il culto mariano più diffuso nel Sud Italia. La protezione materna quando tutto il resto manca.

La chiesa viene costruita - come tutto al Ciglio - in tufo verde. Blocchi estratti dall'Epomeo. Trasportati a valle con gli asini. Incastrati con maestria.

Piccola. Essenziale. Solida.

E accanto - particolare non casuale - la sorgente. L'acqua che scende dall'Epomeo. Che sgorga fresca e pulita tutto l'anno. Che disseta uomini e animali. Che è vita.

San Ciro: Il Medico Martire Che Guariva Gratis

Ma la chiesa assume nel tempo anche il titolo di San Ciro.

E qui la storia si fa interessante.

San Ciro (IV secolo d.C.) non è un santo qualunque. È un medico. Alessandria d'Egitto. Medico brillante. Ma con una peculiarità: cura gratuitamente i poveri. Non chiede denaro. Solo fede.

Durante le persecuzioni di Diocleziano viene arrestato. Torturato. Martirizzato insieme al suo compagno Giovanni.

Diventa protettore contro le malattie. Invocato per febbri, epidemie, dolori, mali oscuri.

E a Ischia - isola dove le epidemie arrivavano dal mare, dove la malaria uccideva, dove la medicina era lusso per pochi - avere San Ciro protettore significava avere speranza concreta.

Soprattutto in un borgo come il Ciglio. Lontano dal porto. Lontano dai medici. Dove se ti ammalavi eri nelle mani di Dio.

San Ciro diventava il medico che non c'era. Il guaritore invisibile. La preghiera che faceva da medicina.

E la sorgente accanto alla chiesa - acqua pulita, acqua fresca, acqua curativa - diventava quasi un'estensione del santo medico.

Acqua che guarisce. Acqua che purifica. Acqua che salva.

28 Luglio 1883: Quando Anche San Ciro Crollò

28 luglio 1883. Ore 21:25.

Il terremoto che devasta Ischia.

Ne abbiamo già parlato nell'articolo della Madonna della Mercede. Ma qui al Ciglio l'effetto è devastante.

La piccola chiesa di San Ciro - costruita in tufo verde, già fragile per struttura - crolla.

Pareti lesionate. Volta crollata. Facciata spaccata.

A Serrara Fontana muoiono 28 persone. Le chiese di Fontana e Serrara sono gravemente danneggiate. San Ciro non è da meno.

E per anni rimane lì. Ferita. Abbandonata. Pericolante.

Il borgo continua a vivere. La sorgente continua a sgorgare. Ma la chiesa è solo un mucchio di pietre e preghiere dimenticate.

Don Vincenzo Mattera: Il Parroco Che Ricostruì con le Mani

Passano anni. Decenni.

Poi arriva Don Vincenzo Mattera. Primi anni del '900.

Parroco. Ma soprattutto uomo testardo che non accetta che un borgo resti senza chiesa.

Raccoglie fondi. Pochi. Pochissimi. Il Ciglio non è borgo ricco. Ma ogni famiglia mette qualcosa. Pietra. Lavoro. Sudore.

E Don Vincenzo ricostruisce San Ciro.

Sempre in tufo verde. Sempre piccola. Sempre essenziale.

Niente decorazioni barocche. Niente ori. Niente marmi.

Solo tufo. Preghiera. Semplicità.

La facciata viene risistemata. L'interno rifatto. Le statue restaurate. L'altare ricostruito.

E la chiesa rinasce.

Come è sempre successo a Ischia. Terremoti. Frane. Pirati. Povertà. Ma la gente ricostruisce. Sempre. Testardamente.

Perché una chiesa non è un edificio. È identità collettiva. È il luogo dove riconosci che non sei solo. Che altri prima di te hanno pregato qui. E altri dopo di te pregheranno.

La Sorgente dell'Epomeo: L'Acqua Che È Ricchezza Vera

Esci dalla chiesa. Guarda a destra.

Vedi quella piccola fontanella? Quel rigagnolo che scorre?

È l'acqua dell'Epomeo.

Documentata già nell'800 da Giuseppe D'Ascia - medico, storico, naturalista che dedicò anni a studiare Ischia. Nei suoi scritti cita espressamente "la sorgente presso la Chiesa di San Ciro al Ciglio, che scende dalle pendici dell'Epomeo".

Non è acqua termale. Non è calda. Non è sulfurea.

È acqua dolce. Fresca. Pulita.

Sgorga tutto l'anno. Anche d'estate quando il sole spacca le pietre. Anche in inverno quando la montagna è avvolta dalla nebbia.

È l'acqua che ha dissetato generazioni di contadini. Che ha riempito le giare delle case rupestri. Che ha abbeverato gli asini carichi di tufo. Che ha lavato i panni delle donne.

È l'acqua che - ancora oggi - scorre libera accanto alla chiesa. Senza rubinetti. Senza pompe. Solo gravità e geologia.

Perché l'Epomeo è serbatoio naturale. Le piogge penetrano nella roccia vulcanica. Scendono attraverso canali sotterranei. E riemergono a valle come sorgenti.

E una di queste sorgenti è qui. Accanto a San Ciro.

Montagna e preghiera. Geologia e fede. Acqua e vita.

Non è retorica. È geografia sacra. È il modo in cui per secoli la gente ha letto il territorio: dove c'è acqua c'è benedizione.

2011: Il Restauro che Restituisce Bellezza

Passano decenni. La chiesa resiste. Ma il tempo lavora. Intonaci che si staccano. Umidità che sale. Crepe che si allargano.

Nel 2011 arriva un progetto di restauro.

Promosso da:

  • Associazione Culturale Ixion (associazione locale che tutela il patrimonio storico ischitano)
  • Flora D'Andrea (studiosa e promotrice culturale)
  • Fondazione Emmiddio Mele (fondazione che sostiene progetti culturali a Ischia)

Non è restauro invasivo. Non stravolgono. Non modernizzano.

Puliscono. Consolidano. Restituiscono dignità.

L'intonaco viene rifatto rispettando i colori originali. Le statue vengono ripulite. L'altare viene restaurato. Il tetto viene messo in sicurezza.

E San Ciro torna a splendere. Nella sua semplicità.

Perché non serve lusso per avere bellezza. Serve rispetto. Cura. Amore per quello che è sempre stato.

Vicolo Pedicuozzo e la Pietra Martone: Dove la Roccia Diventa Mistica

Accanto alla chiesa parte un vicolo.

Non ha nome ufficiale sulle mappe. Ma tutti al Ciglio lo chiamano Vicolo Pedicuozzo.

È un sentiero stretto. Lastricato in pietre irregolari. Che sale tra case rupestri e muri a secco.

Dove porta?

Verso la Pietra Martone.

Un mega blocco di tufo verde. Enorme. Incastrato nel costone. Visibile da lontano. Punto di riferimento per chi sale dall'Epomeo o scende verso Panza.

Il vicolo è suggestivo. Quasi mistico. Stretto tra muri alti. Ombreggiato. Silenzioso.

Quando lo percorri hai la sensazione di entrare in un'altra epoca. Dove il tempo si è fermato. Dove la modernità non è arrivata.

È un vicolo che merita di essere percorso. Lentamente. Con rispetto per le case che lo delimitano (molte ancora abitaate).

Perché al Ciglio - come in pochi altri posti a Ischia - il passato non è passato. È presente. È vivo. È sotto i tuoi piedi ad ogni passo.

La Chiesa Oggi: Tufo Verde e Statue Settecentesche

Entri in San Ciro.

L'interno è semplice. Una navata unica. Soffitto a volta. Pareti bianche. Niente decorazioni eccessive.

Tre statue in legno policromo del XVIII secolo:

  • San Giacomo (l'apostolo pellegrino con bastone e conchiglia)
  • San Ciro (il medico martire)
  • Madonna Assunta (Maria che sale al cielo)

Statue popolari. Non capolavori d'arte. Ma espressioni di fede sincera. Volti dipinti con cura. Vesti dorate. Mani benedicenti.

L'altare è in marmo semplice. Sobrio. Funzionale.

Non ci sono affreschi. Non ci sono ori. Non ci sono lampadari barocchi.

C'è solo tufo verde. Alle pareti. Alla base. Nelle fondamenta.

Lo stesso tufo dell'Epomeo. Delle case rupestri. Delle parracine. Del paesaggio intero.

È chiesa fatta della stessa materia del territorio. Non imposta dall'esterno. Ma cresciuta dal basso. Dalla roccia. Dalla terra. Dal sudore dei contadini che l'hanno costruita.

E proprio per questo è autentica.

Perché Merita il Timbro sul Tuo Passaporto

San Ciro al Ciglio non è la Basilica di San Pietro. Non è il Duomo di Milano. Non è nemmeno la Chiesa del Soccorso a Forio.

È una chiesetta di borgo. Piccola. Quasi invisibile.

Ma ha tre elementi che la rendono unica:

1. La sorgente dell'Epomeo. Acqua che scende dalla montagna e sgorga accanto alla chiesa. Benedizione geologica prima ancora che spirituale.

2. Il tufo verde. Interamente costruita con la roccia dell'isola. Non pietra importata. Non marmi esotici. Solo tufo verde. Identità materica.

3. La storia di resilienza. Fondata nel 1661. Distrutta nel 1883. Ricostruita nei primi del '900. Restaurata nel 2011. Sempre lì. Sempre fedele a se stessa.

Quando sei davanti a San Ciro. Quando tocchi il tufo verde della facciata. Quando bevi l'acqua della sorgente. Quando percorri il Vicolo Pedicuozzo verso la Pietra Martone.

In quel momento stai vivendo Ischia contadina. Quella che non sta nelle cartoline. Quella che non fa trending su Instagram. Quella che esiste da secoli e continua a esistere - silenziosa, testarda - mentre intorno tutto cambia.

È chiesa viva. Non museo. La domenica si celebra messa. La gente viene a pregare. Non turisti. Abitanti.

E questa - forse - è la cosa più preziosa.

Un luogo che non è spettacolo. Ma vita.

Informazioni Pratiche

Dove si trova: Via Provinciale, località Ciglio Tra Panza e Serrara, sulla strada principale Impossibile non vederla (piccola chiesa in tufo verde con sorgente accanto)

Come arrivarci:

  • In auto/scooter: Strada provinciale Panza-Serrara - parcheggio sulla strada (attenzione al traffico)
  • In bus: Linee CD/CS (Circolare Destra/Sinistra) - fermata "Ciglio"
  • A piedi dal Belvedere di Serrara: 15-20 minuti in discesa

Quando visitarla:

  • Sempre accessibile esternamente
  • Interno: Messe domenicali (orari variabili - chiedere in loco)
  • Chiesa attiva - rispetta orari liturgici

Durata visita:

  • 10-15 minuti (chiesa e sorgente)
  • 30-45 minuti (con Vicolo Pedicuozzo e esplorazione borgo)
  • Combinabile con: Casa sul Masso, parracine, Belvedere Serrara

Cosa vedere:

  • Facciata in tufo verde
  • Interno semplice con statue XVIII secolo
  • Sorgente dell'Epomeo (accanto alla chiesa - acqua potabile)
  • Vicolo Pedicuozzo (sentiero suggestivo verso Pietra Martone)
  • Borgo rupestre circostante

Note:

  • Chiesa attiva - silenzio e rispetto
  • Abbigliamento decoroso per l'interno
  • La sorgente è accessibile liberamente (puoi bere)
  • Vicolo Pedicuozzo: rispetta proprietà private
  • Nessun servizio turistico (bar, bagni, ristoranti) direttamente in loco
  • Borgo autentico - zero commercializzazione

Nelle vicinanze:

  • Casa sul Masso (50 metri)
  • Parracine storiche (tutto intorno)
  • Belvedere di Serrara (5 min auto / 20 min a piedi)
  • Chiesa Madonna della Mercede, Fontana (5 min auto)

Festa patronale:

  • Data variabile (generalmente estate)
  • Celebrazioni semplici, non turistiche
  • Festa di borgo, partecipazione locale

Il Tuo Timbro sul Passaporto

La Chiesa di San Ciro al Ciglio è il posto dove capisci che sacro e quotidiano non sono separati.

L'acqua che sgorga dall'Epomeo e arriva in chiesa. Il tufo verde che è montagna e preghiera insieme. Il borgo che vive intorno senza palcoscenico turistico.

Non è monumentale. Non è spettacolare.

Ma è vera.

E quando bevi l'acqua della sorgente. Quando tocchi il tufo verde della facciata. Quando percorri il Vicolo Pedicuozzo immerso nel silenzio del borgo.

In quel momento stai toccando Ischia autentica.

Quella che non si vende. Quella che si custodisce. Quella che si tramanda.

Non hai ancora il Passaporto? Prendilo sul sito ufficiale di Eccellenze Ischitane. Ogni timbro è una storia. Ogni storia è un pezzo di Ischia che diventa tuo.

Chiesa di San Ciro Via Provinciale, località Ciglio 80070 Forio/Serrara Fontana (NA)

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