La Chiesa del Soccorso
Chiesa del Soccorso: Il Faro Bianco dei Marinai
Hai già il Passaporto dell'Isola d'Ischia? Perfetto, questa è una di quelle tappe che timbri col sorriso. Quella che poi riguardi nelle foto e dici "ecco, questo è stato uno dei momenti migliori."
Perché la Chiesa del Soccorso non è "una chiesa da vedere". È un posto dove ci vai, ti siedi sul parapetto del piazzale, guardi il mare sottostante, e capisci perché Forio ha questo rapporto viscerale con l'acqua salata.
Una piccola chiesa bianca aggrappata alla roccia, a strapiombo sul Tirreno. Semplice, quasi spoglia, ma con una storia che profuma di tempeste, preghiere sussurrate, miracoli marinari e tramonti che ti spezzano il cuore.
Dove Si Trova (E Come Non Perdersi)
Sul promontorio di Punta del Soccorso, nella parte occidentale di Forio. Dal centro storico sono 10-15 minuti a piedi, salendo per scalinate e vicoli che sembrano disegnati apposta per farti arrivare lassù col fiato sospeso (in tutti i sensi).
A piedi: Dal Corso Umberto I o da Piazza Municipio segui le indicazioni per "Chiesa del Soccorso", passando per Via Luigi Quercia o Via Nuova Marina (zona ZTL). Non è una passeggiata pianeggiante, ma ne vale ogni gradino.
In auto/scooter: Parcheggio a pagamento (strisce blu) in Via Nuova Marina, poi 5 minuti a piedi.
In bus: Le linee CS/CD fermano in centro Forio, poi prosegui a piedi verso il promontorio.
Consiglio pratico: metti scarpe comode. I vicoli di Forio non perdonano i tacchi alti.
Una Storia Che Parte da Lontano
Siamo nel 1350 circa. Su questo promontorio gli eremitani di Sant'Agostino costruiscono un convento. Nel 1652 viene soppresso, ma la chiesa resta. Cambia nome (ufficialmente è Santa Maria della Neve), si arricchisce di cappelle laterali, sopravvive al terremoto del 1883 che ne riduce la cupola.
Ma la vera trasformazione avviene nel tempo, gradualmente, spontaneamente: i pescatori di Forio la fanno loro.
Ogni volta che tornavano vivi da una tempesta, lasciavano un ex voto. Ogni volta che il mare li risparmiava, portavano un ringraziamento. La chiesa diventa un santuario marinaro, un faro spirituale per chi vive di pesca e navigazione.
Ancora oggi, quando entri, vedi modellini di velieri appesi al soffitto. Non sono decorazioni: sono preghiere di legno, testimonianze di notti passate in mezzo alle onde chiedendo protezione.
La Scalinata Che Vale il Viaggio
Prima ancora di entrare in chiesa, c'è una scalinata in piperno (la pietra vulcanica scura) decorata con maioliche settecentesche policrome. Santi, scene della Passione, motivi floreali – ogni mattonella racconta qualcosa.
Il sagrato è a semicerchio, con un parapetto rivestito di maioliche che fa da cornice alla facciata bianca. Gotico, rinascimentale, barocco: tutto mischiato in un'armonia che funziona proprio perché non cerca la perfezione.
Ma il vero spettacolo è sul retro: il piazzale a strapiombo sul mare. Vista che spacca. Nelle giornate limpide, al tramonto, se sei fortunato vedi il "raggio verde" – quel bagliore che appare un attimo prima che il sole sparisca completamente sotto l'orizzonte. È uno dei punti più fotografati di Ischia, e quando ci arrivi capisci perché.
Dentro: Il Crocifisso Che Non Voleva Andarsene
L'interno è sobrio, navata unica, luce che entra da piccole aperture. E quei velieri ex voto che oscillano leggeri dal soffitto, come imbarcazioni fantasma che vegliano sui fedeli.
La cappella di sinistra custodisce una storia bellissima: un crocifisso ligneo catalano del Quattrocento, ritrovato in mare dopo un naufragio. I marinai provarono a portarlo via, più volte. Ma ogni volta succedeva qualcosa di strano: la porta scompariva, o si chiudeva da sola. Il segno era chiaro: quel crocifisso doveva restare lì, a proteggere l'isola e i naviganti.
Miracolo o leggenda? Non importa. Quello che conta è che ancora oggi quel Cristo ligneo è lì, a ricordarci che certe cose non partono, restano. Fanno la guardia.
Tra le altre opere: una pala di Sant'Agostino attribuita a Cesare Calise, medaglioni di marmo dall'antica cattedrale, quindici puttini in cartapesta che reggono i simboli della Passione, la statua lignea della Madonna del Soccorso (1743), San Luigi Gonzaga in legno policromo. Nella sacrestia, una vasca quattrocentesca e tele del 1554.
Non è il Louvre. Ma ha qualcosa che i grandi musei non hanno: l'autenticità di un posto che serve davvero alla comunità che lo circonda.
Matrimoni, Tramonti e Momenti Veri
La Chiesa del Soccorso è una delle location più richieste per matrimoni a Ischia. E quando la vedi capisci perché le coppie impazziscono per questo posto: il mare sotto, il bianco della chiesa, la luce del tramonto che fa diventare tutto oro.
Informazioni pratiche:
- Ingresso libero
- Aperta durante il giorno (per gli orari delle messe meglio verificare sul posto)
- Il piazzale esterno è sempre accessibile
- Momento migliore: pomeriggio inoltrato, verso il tramonto
Anche se non ti sposi, anche se non sei particolarmente religioso, vale la pena arrivarci verso le 17-18, sedersi sul parapetto (rispettando il luogo ovviamente), e guardare il sole che scende. È una di quelle cose che fai da solo o in due, non serve il gruppo numeroso.
Perché Andarci
Perché la Chiesa del Soccorso non è solo un edificio sacro: è un'esperienza sensoriale completa.
Il profumo di salsedine che sale dal basso, il suono delle onde che si infrangono sugli scogli, la luce che cambia colore sul mare, le maioliche che brillano al sole pomeridiano, i velieri di legno che raccontano storie di paura e salvezza.
È la memoria vivente di un'isola che ha sempre vissuto guardando il mare, con devozione e rispetto. È Forio nella sua essenza più pura.
Il Tuo Timbro sul Passaporto
Se hai il Passaporto dell'Isola d'Ischia, questa è una di quelle tappe che meritano non solo il timbro, ma anche qualche riga di note personali. Scrivi che ora era, che luce c'era, cosa hai sentito.
Non hai ancora il Passaporto? Prendilo sul sito di Eccellenze Ischitane. È il modo migliore per esplorare l'isola seguendo un filo rosso fatto di autenticità, non di checklist da turista mordi-e-fuggi. Ogni timbro è una storia, ogni storia è un pezzo di Ischia che diventa tuo.
Chiesa del Soccorso (Santa Maria della Neve) - Punta del Soccorso, 80075 Forio (NA) | Ingresso libero | Sempre accessibile dall'esterno






