Castello Aragonese

Il Castello Aragonese: Quando un'Isola Nasce sull'Isola
Hai il Passaporto dell'Isola d'Ischia in mano? Allora preparati a timbrare quella che probabilmente è la tappa più iconica di tutte. Non perché te lo dice la guida turistica, ma perché il Castello Aragonese è Ischia stessa - quella sagoma scura che si staglia contro il cielo quando arrivi dal mare, quel profilo che riconosci in ogni cartolina, in ogni foto, in ogni ricordo che ti porti a casa.
La vera storia del Castello non sta nelle cartoline. Sta nel fatto che questo scoglio è più antico dell'isola stessa - o almeno, è nato prima che l'isola diventasse quello che conosciamo oggi. Trecentomila anni fa, quando ancora non c'era nessuno a chiamarla Ischia, un'eruzione vulcanica fece emergere dal mare questo isolotto. E lì, nel tempo, si sono stratificati 2.500 anni di storia.
Venticinque Secoli in un Solo Luogo
Nel 474 a.C., quando i Greci chiamavano ancora Ischia "Pithecusa", Gerone di Siracusa capì che quello scoglio era il posto perfetto per costruire una fortezza. Non si sbagliava. Nei secoli successivi, il Castrum Gironis divenne il rifugio sicuro ogni volta che qualcuno decideva di invadere l'isola - e fidati, è successo spesso. Visigoti, Vandali, Arabi, Normanni, Svevi, Angioini... la lista è lunga, e ogni volta gli ischitani sapevano dove andare.
Nel 1441 arrivò Alfonso D'Aragona e trasformò quella fortezza medievale nel castello che vedi oggi. Costruì un ponte (all'epoca di legno, oggi c'è una strada in pietra), rafforzò le mura, creò una vera cittadella fortificata dove la gente viveva, lavorava, pregava.
Nel '500 il Castello era un piccolo mondo a sé - pare che ci vivessero quasi 1.900 famiglie, con conventi, chiese, persino l'abitazione della poetessa Vittoria Colonna. Michelangelo venne a trovarla qui, l'Ariosto passò a salutare. Non era una fortezza isolata, era un centro culturale, un'isola nell'isola.
Quando la Storia Si Fa Buia (e Poi Torna la Luce)
Poi, come spesso succede, arrivarono tempi meno felici. Nel '600 la peste colpì anche il Castello, e gli ischitani pregarono San Giovanni della Croce che, secondo la tradizione, li salvò miracolosamente. Nel 1799, durante la Repubblica Partenopea, il Castello divenne un carcere politico - un destino triste per un posto nato per proteggere la gente. Le guerre tra Borboni e Francesi lo ridussero in rovina, e per decenni rimase lì, abbandonato, a sgretolarsi lentamente.
Nel 1860, quando Garibaldi entrò a Napoli e Ischia si unì al Regno d'Italia, il carcere fu finalmente chiuso. Ma il Castello rimase in rovina fino al 1912, quando successe una cosa rara: fu messo all'asta e lo comprò un privato, Nicola Ernesto Mattera.
Da allora, la famiglia Mattera si occupa di questo monumento - e non con soldi pubblici, ma con i proventi dei biglietti e delle attività culturali. È uno dei pochi esempi in Italia di monumento completamente autosufficiente. Dal 1965 hanno iniziato restauri enormi, e dalla fine degli anni '90 gran parte del Castello è visitabile.
Cosa Vedrai Quando Sali (Spoiler: Molto)
Oggi, quando sali al Castello, ti ritrovi a camminare attraverso 25 secoli di storia. Puoi farlo a piedi attraversando il ponte in pietra che collega l'isolotto a Ischia Ponte, oppure prendere l'ascensore scavato nella roccia vulcanica - sì, c'è un ascensore dentro il monte, ed è un'esperienza a sé.
Una volta su, le terrazze panoramiche ti regalano scorci che non trovi da nessun'altra parte: tutta Ischia sotto di te, il Golfo di Napoli, il Vesuvio, Capri in lontananza, Procida che galleggia sull'acqua. Vedi quello che vedevano i guardiani di 2.500 anni fa quando scrutavano l'orizzonte in cerca di vele nemiche.
Visiti la Chiesa dell'Immacolata con le sue maioliche che raccontano secoli di fede e arte. Scendi nel cimitero delle monache Clarisse, dove le suore venivano "sedute" dopo la morte in nicchie scavate nel tufo - un rituale che ti fa capire quanto diverso fosse il mondo di pochi secoli fa, e quanto la morte facesse parte della vita quotidiana.
Cammini tra i resti del Convento delle Clarisse, della Cattedrale dell'Assunta (la prima cattedrale di Ischia), della Carcere Borbonico. Ogni pietra ha una storia, ogni angolo nasconde un dettaglio che ti fa fermare e pensare.
Informazioni Pratiche (Quelle Che Servono Davvero)
Dove si trova: Ischia Ponte, proprio di fronte al borgo antico. Lo vedi appena esci dal porto di Ischia - è impossibile non notarlo.
Come ci arrivi:
- In autobus: Linea 7 dal porto di Ischia, 15 minuti
- In taxi o con navetta dall'hotel: 20-30 minuti a seconda da dove parti
- A piedi: Se alloggi a Ischia Porto/Ponte, 30-35 minuti di passeggiata lungo il lungomare con vista spettacolare
Quando è aperto: Tutti i giorni, tutto l'anno.
- Inverno: 9:00-16:00
- Estate: 9:00-20:00 (L'ultimo biglietto è sempre emesso un'ora prima della chiusura)
Quanto costa (2026):
- Adulti: €10
- Gruppi: €9
- Ragazzi 10-14 anni: €6
- Bambini fino a 9 anni: gratis
Telefono per info: Tel. da inserire se disponibile
Quanto tempo ci vuoi: Calcola almeno 2 ore se vuoi vedere tutto con calma. Se poi ti fermi a prendere qualcosa al bar panoramico o ti perdi a guardare il mare dalle terrazze, facile che ne passi 3-4. Non è un posto da visitare di fretta.
Perché Andarci (Davvero)
Perché il Castello Aragonese non è "un'attrazione turistica". È il cuore storico di Ischia, il luogo dove si sono rifugiati gli ischitani per secoli, dove hanno vissuto, pregato, pianto, festeggiato. È stratificazione pura: Greci, Romani, Bizantini, Normanni, Svevi, Aragonesi, Borboni... tutti hanno lasciato un segno qui.
Va bene per famiglie (i bambini adorano i passaggi segreti e le storie di cavalieri), per coppie (il tramonto dalle terrazze è uno di quelli da ricordare), per chi ama la storia, per chi ama la fotografia, per chi semplicemente vuole capire cos'è Ischia oltre le terme e il mare.
Non è una di quelle cose che fai "perché devi spuntare la lista". È una di quelle esperienze che ti resta addosso, che ti fa capire che stai camminando dove hanno camminato migliaia di persone prima di te, attraverso guerre, pestilenze, rivoluzioni, rinascite.
Il Tuo Timbro sul Passaporto
Se hai il Passaporto dell'Isola d'Ischia, il Castello Aragonese è probabilmente la tappa più importante da timbrare. Non solo perché è il monumento simbolo dell'isola, ma perché qui dentro c'è condensata tutta la storia di Ischia - quella vera, non quella delle brochure.
E già che sei a Ischia Ponte, fermati a fare un giro nel borgo antico, vai a vedere il Museo del Mare o la Cattedrale dell'Assunta. Magari fermati a mangiare in uno dei ristoranti sul lungomare dove servono ancora il coniglio all'ischitana come facevano le nonne.
Non hai ancora il Passaporto? Prendilo sul sito ufficiale di Eccellenze Ischitane. È il modo migliore per esplorare l'isola seguendo un filo rosso fatto di autenticità, non di luoghi comuni. Ogni timbro è una storia, ogni storia è un pezzo di Ischia che diventa tuo.
Castello Aragonese - Ischia Ponte, 80077 Ischia (NA) | Aperto tutto l'anno









