Casa D'ambra 

Casa D'Ambra: Quando Luchino Visconti Disegnava Etichette e Centotrenta Anni di Vigneti sul Mare

1888: Don Ciccio e la Napoli Assetata di Vino Ischitano

Nella Napoli di fine Ottocento, il vino di Ischia è uno dei prodotti più apprezzati. La città borbonica, ancora affollata e pulsante nonostante l'unificazione, beve vino ischitano nelle osterie del porto, nelle case borghesi, nei palazzi nobiliari. E quel vino arriva dall'isola su velieri carichi di botti, trasportato da commercianti che conoscono il valore di quelle uve cresciute sul tufo vulcanico.

Francesco D'Ambra, detto Don Ciccio, nasce nel 1863 da una famiglia di viticoltori ischitani. Ma lui non si accontenta di coltivare la vigna e vendere l'uva ai commercianti. Intuisce che il futuro sta nel commercio diretto, nel costruire un ponte stabile tra l'isola e il mercato napoletano, poi regionale, poi - perché no - internazionale.

Nel 1888, a 25 anni, Francesco fonda la sua attività commerciale. Non ha grandi capitali né vigneti estesi. Ha però visione imprenditoriale, capacità di tessere relazioni, e quella determinazione tranquilla di chi sa cosa vuole. Compra vino dai piccoli produttori dell'isola, lo commercia sulla terraferma, reinveste i profitti nell'attività.

Gli affari prosperano. Prosperano così bene che Francesco può permettersi di avviare e sviluppare una grande azienda a Ischia nell'antica Villa Garavini, che diventa la sede storica dell'impresa. Una villa ottocentesca che ancora oggi appare nelle etichette dei vini D'Ambra, con la sua palma iconica, il cielo azzurro, il mare sullo sfondo.

La vendita si estende ai maggiori mercati regionali, poi si allarga verso l'estero. Ischia, all'epoca, produce 250.000 ettolitri di vino all'anno - una quantità che oggi sembra incredibile se si pensa ai pochi ettari rimasti coltivati. Era un'altra isola, un'altra economia, un'altra civiltà: quella in cui la vite era "la pianta più utile e più propagata", come scriveva lo storico Giuseppe D'Ascia.

1952-1955: La Seconda Generazione e la Nascita del Biancolella in Bottiglia

Francesco muore lasciando un'azienda solida, un nome rispettato, tre figli pronti a raccogliere il testimone. Nel 1952, Mario, Michele e Salvatore - la seconda generazione - trasformano la ditta Francesco D'Ambra in D'Ambra Vini d'Ischia S.p.A. e iniziano una serie di trasformazioni che ne faranno un'azienda vitivinicola modello.

I tre fratelli hanno caratteri diversi ma complementari:

  • Mario, il più avventuriero e vivace, si occupa delle vendite
  • Michele, più introverso, quello che da sempre accompagnava il padre sul calesse, contratta con i contadini per l'acquisto delle migliori uve dell'isola
  • Salvatore, il più giovane, aveva studiato enologia ed è lui che vinifica

È proprio Salvatore - il padre di Andrea, l'attuale proprietario - a decidere che è arrivato il momento di dare un'identità ben definita al vino. Non più solo commercio di vino sfuso comprato da terzi, ma produzione propria con un marchio riconoscibile.

Nel 1955 arriva la svolta fondamentale: si abbandona definitivamente il commercio di vino sfuso e inizia la loro vera produzione. Nasce il Biancolella D'Ambra in bottiglia, il vino che diventerà il simbolo dell'azienda e dell'isola intera.

Si vinificano e imbottigliano anche Forastera e Per'e Palummo, con impianti moderni per l'epoca. Si acquistano vigneti nelle zone più rinomate dell'isola, reimpiantando soltanto varietà locali. Si costruisce un nuovo stabilimento.

L'azienda non è più un commercio di vino altrui. È diventata un produttore con una precisa identità territoriale.

L'Etichetta di Luchino Visconti: Quando il Cinema Incontra il Vino

Ma serve un'etichetta. Il vino ha un nome - Biancolella - e ha una qualità indiscutibile. Manca solo l'immagine, quella cosa che lo renderà riconoscibile sugli scaffali, che racconterà visivamente cosa c'è dentro la bottiglia.

L'ideazione viene affidata all'artista ischitano Aniellantonio Mascolo, che realizza uno schizzo ricco di elementi: il palazzo D'Ambra, una palma, il sole, il torchio da cui fuoriesce il succo dell'uva, il mare con i velieri, il carro con le botti, uomini e donne al lavoro. Un'immagine barocca, piena, traboccante di simboli del mondo vitivinicolo ischitano.

Ma quando Salvatore D'Ambra mostra lo schizzo a Luchino Visconti, il grande regista italiano che ha una casa a Ischia - la celebre Colombaia - e che è diventato amico della famiglia, la risposta è netta.

Visconti scrive una lettera che diventerà storica, e che Andrea D'Ambra oggi conserva con orgoglio:

"Eccomi a te. Il mio parere sull'etichetta che mi mandi da vedere è che sia un po' tetra e troppo piena di cose. È una questione di gusto e il gusto è un fatto terribilmente personale. A me personalmente piace di più una cosa lineare – quasi vuota – in cui campeggi la vostra casa – il cielo – il mare di Ischia e le scritte necessarie. Eccoti il mio parere."

La lettera inizia con una premessa raffinata e autoironica: "Caro Salvatore, il gusto è una cosa tremendamente personale"- Visconti sa di essere un esteta, sa che il suo parere potrebbe essere considerato snob, e con quella frase disinnesca ogni possibile malinteso.

Salvatore ascolta il consiglio. L'etichetta viene "asciugata": rimane la vecchia casa madre - Villa Garavini - sullo sfondo, la palma simbolica in primo piano, il cielo azzurro, il mare di Ischia, le scritte essenziali. Una litografia pulita, elegante, moderna. Quella che ancora oggi, con piccole varianti, rappresenta il Biancolella D'Ambra.

Ma il legame tra i D'Ambra e Visconti va oltre il semplice consiglio estetico. Il regista ha una vera predilezione per il Biancolella - alcune foto di scena scattate sui suoi set lo ritraggono con la bottiglia coperta da un bicchiere capovolto, gesto tipico di chi vuole proteggere il vino dagli insetti durante le pause delle riprese.

E l'amicizia più forte è con zia Jolanda, sorella di Salvatore: donna estroversa, di cultura, con una forte personalità, diventa la confidente del regista, la persona che cerca per prima ogni volta che sbarca a Ischia. "Avevano una grande complicità" - racconta Andrea - "e fu anche grazie a lei che frequentava gli amici del regista, attori e sceneggiatori italiani e stranieri, che il vino D'Ambra si fece strada e si affermò".

Quando Mario D'Ambra, nel periodo dell'inaugurazione della Colombaia, invia a Visconti un dono, lo accompagna con un biglietto che rivela tutta l'ironia e l'affetto ischitano:

"Siamo contenti di salutarti ischitano e lo facciamo inviandoti 25 bottiglie di Biancolella, escludendo i più simbolici pane e fichi secchi".

Un regalo a un "consumatore d'eccezione" che contribuirà, con il suo prestigio e la sua passione, a far conoscere il vino dell'isola ben oltre i confini campani.

1966: La Seconda DOC d'Italia

Il 12 luglio 1963, il Parlamento italiano approva la legge 930 sulla Denominazione di Origine Controllata dei vini italiani. È una rivoluzione: per la prima volta, l'Italia si dota di un sistema di tutela e valorizzazione delle proprie produzioni vitivinicole basato sul legame con il territorio.

Nel 1966, grazie all'iniziativa e all'impegno dei fratelli Mario, Michele e Salvatore D'Ambra, i vini d'Ischia ottengono il riconoscimento come vini a Denominazione di Origine Controllata. È la seconda DOC riconosciuta in Italia, un risultato storico che testimonia la qualità e la rilevanza della viticoltura ischitana nel panorama nazionale.

Successivamente, le nuove denominazioni estendono la protezione ai vitigni più diffusi: Biancolella, Forastera e Per'e Palummo (Piedirosso) ottengono ciascuno la propria DOC monovitigno, accanto all'Ischia Bianco e all'Ischia Rosso che sono invece blend.

Non è solo un riconoscimento burocratico. È la certificazione ufficiale che quei vitigni, quelle tecniche, quel terroir, producono vini di qualità distintiva, meritevoli di tutela.

Gli Anni '80: Mario e la Conquista dei Mercati

Nel 1984, Mario D'Ambra diventa unico proprietario della D'Ambra Vini e riconduce l'azienda a una nuova conquista di mercati nazionali ed esteri. È il fratello più estroverso, quello che sa vendere, quello che ha il carisma e la visione per portare i vini ischitani lontano dall'isola.

Mario è un personaggio. Tiene relazioni importanti, frequenta il mondo della cultura, dell'arte, dello spettacolo. È grazie a lui - e a zia Jolanda - che la rete di Visconti diventa anche una rete commerciale: attori, registi, sceneggiatori italiani e stranieri scoprono il Biancolella e ne diventano ambasciatori informali.

Sotto la sua guida, Casa D'Ambra si consolida come la più importante realtà vitivinicola dell'isola, con una gamma di etichette che consente di apprezzare le eccellenze di questa antica terra.

La Terza e Quarta Generazione: Continuità e Innovazione

Alla morte di Mario, succedono i tre nipoti: Riccardo, Andrea e Corrado - la terza generazione - che continuano l'attività ispirandosi ai principi di una maggiore selezione delle vigne e a prodotti sempre più caratteristici.

Nel 2000, la proprietà passa all'enologo Andrea D'Ambra, il più giovane dei nipoti di Mario, che prende le fila di una tradizione di famiglia iniziata 112 anni prima dal bisnonno Francesco.

Andrea è un enologo preparato, un grande ricercatore con una formazione eccezionale e un rigore scientifico che applica alla vinificazione senza mai perdere di vista l'identità territoriale. "A quel punto" - racconta riferendosi agli anni Novanta - "serviva qualcuno con preparazione enologica solida, e io mi ero formato proprio per questo".

Il viso intenso, fortemente espressivo, esaltato dal sole dell'isola, Andrea D'Ambra incarna perfettamente l'equilibrio tra tradizione e innovazione che è la cifra stilistica di Casa D'Ambra. Da un lato il rispetto profondo per la storia familiare, per il territorio, per i vitigni autoctoni. Dall'altro la volontà di sperimentare, migliorare, crescere.

Oggi, Andrea è affiancato dalle figlie Marina e Sara - la quarta generazione. Marina si occupa della gestione economica dell'azienda, Sara è enologa. "Le mie figlie rappresentano la quarta generazione" - dice con orgoglio - "e portano avanti una storia di radici profonde e spirito innovativo".

Quattro generazioni. 136 anni di attività ininterrotta. Una continuità familiare rara nel panorama vitivinicolo italiano, dove spesso le aziende si disperdono dopo la seconda o terza generazione per divisioni ereditarie o mancanza di interesse dei discendenti.

Il Territorio: I Vigneti del Mare

"Storia e destino del vino di Ischia sono indissolubilmente legati al mare" - così Casa D'Ambra definisce il proprio rapporto con il territorio.

Non è retorica. È descrizione precisa di una geografia unica: viti abbarbicate sul tufo verde di formazione marina, vigneti che scendono fino alla costa, brezze saline che accarezzano i grappoli, quella mineralità che il suolo vulcanico regala al vino.

Di tufo verde sono anche le "parracine" - i muretti a secco - che da secoli delimitano i lembi di terra dove si snodano i vigneti ischitani "come lunghe braccia ossute". Un paesaggio agricolo antico, faticosamente costruito generazione dopo generazione, terrazzamento dopo terrazzamento.

I vigneti D'Ambra sono sparsi nelle zone più vocate dell'isola. L'azienda gestisce:

  • 4 ettari nella località Frassitelli, il vigneto storico e simbolo dell'azienda
  • 1 ettaro a Montecorvo
  • 6 ettari in conduzione assieme a viticoltori locali nelle zone più vocate

Ma il cuore pulsante della produzione è il rapporto con i conferitori: Casa D'Ambra acquista ogni anno circa 5.000 quintali di uva da 150 viticoltori ischitani, di cui 120 associati in Cooperativa.

Non è semplice outsourcing produttivo. È un modello cooperativo che permette di preservare il tessuto agricolo dell'isola: tanti piccoli coltivatori che mantengono vive le loro vigne terrazzate, che continuano a praticare viticoltura in condizioni difficili, che trovano in Casa D'Ambra un partner stabile e affidabile.

Viticoltura Eroica: Quando Vendemmia Significa Fatica

"La nostra è una viticoltura 'eroica' condotta in condizioni orografiche difficili, con costi di produzione altissimi" - spiega Andrea con la calma dinamica di chi sa prendersi i propri tempi e ha un sano rapporto con la vita.

"Tieni conto che nel vigneto Frassitelli, prima dell'introduzione della monorotaia, una persona di buona prestanza riusciva a portare 10 cassette al giorno. Con questo sistema abbiamo abbattuto in maniera determinante i tempi, ma permangono situazioni lavorative dure."

Terrazzamenti con pendenze importanti. Muretti a secco che richiedono manutenzione continua. Accesso difficile per i mezzi meccanici. Raccolta rigorosamente manuale delle uve, trasportate in piccole casse per garantirne l'integrità.

È il prezzo della qualità, ma anche della preservazione del paesaggio. Quei vigneti eroici sono un patrimonio culturaleprima ancora che agricolo: testimoniano secoli di lavoro umano, di modellamento del territorio, di adattamento intelligente a condizioni difficili.

Il Campo Sperimentale: Salvare i Vitigni Perduti

Nel 1995, Casa D'Ambra istituisce un campo sperimentale nella tenuta Frassitelli: una sorta di banca genetica per la ripresa delle varietà scomparse.

È un progetto ambizioso e visionario: recuperare vitigni antichi che rischiavano l'estinzione, studiarli, capire se possono tornare a vivere nel panorama viticolo ischitano.

Così Guarnaccia e Guarnaccello, la Coda di Cavallo e Streppa Rossa, Rillottola e Don Lunardo (o San Lunardo), e poi la Catalanesca, l'Uva Romana, l'Uva Procidana, l'Uva Coglionara - nomi che raccontano storie contadine, caratteristiche delle uve, luoghi di provenienza - tornano a essere coltivati, studiati, vinificati sperimentalmente.

Non tutti questi vitigni entreranno nella produzione commerciale. Ma la loro preservazione è importante in sé: sono patrimonio genetico, testimonianza della biodiversità vitivinicola che caratterizzava l'isola prima che il turismo riducesse drasticamente la superficie vitata.

È un progetto che va oltre la semplice logica aziendale. È responsabilità culturale, consapevolezza che chi ha la fortuna di possedere terra e conoscenze ha anche il dovere di preservare e tramandare.

La Cantina: Tremila Metri Quadrati ai Piedi dell'Epomeo

La cantina Casa D'Ambra è un edificio moderno incastonato in un anfiteatro naturale alle pendici del Monte Epomeo. Si sviluppa su una superficie di 3.500 metri quadrati e al suo interno si articolano tutte le fasi della produzione: vinificazione, stoccaggio in serbatoi di acciaio, affinamento in botti piccole e grandi per i vini rossi, imbottigliamento, magazzino dei prodotti finiti.

L'intera struttura è condizionata con temperatura ottimale per la conservazione e maturazione dei vini. Non si lascia nulla al caso: ogni fase del processo è seguita personalmente dall'enologo Andrea D'Ambra, che applica il rigore scientifico appreso negli studi ma sempre nel rispetto del territorio e della tradizione.

Gli attuali processi di vinificazione e affinamento hanno contribuito a esaltare le due caratteristiche distintive dei vini D'Ambra: la delicatezza dei profumi e quel gusto da sempre definito "ammandorlato" - quella nota di mandorla che caratterizza i bianchi dell'isola, soprattutto la Biancolella, e che deriva dalla combinazione tra vitigno, terroir e tecnica di vinificazione.

I Vini: La Gamma Completa

La produzione Casa D'Ambra copre l'intera gamma dei vini ischitani, dai bianchi freschi ai rossi strutturati, dal passito ai distillati.

I Bianchi Simbolo

TENUTA FRASSITELLI - Ischia Biancolella DOC Il vino icona dell'azienda. Biancolella 100% proveniente dalla tenuta storica più prestigiosa di Casa D'Ambra. Vigneto a conduzione eroica, esposizione ottimale, raccolta manuale rigorosa. Il Frassitelli è il Biancolella nella sua espressione più alta: giallo paglierino luminoso, delicate note floreali di ginestra, cenni di frutta tropicale, spunti salati, finale ammandorlato. Piacevole e scorrevole al sorso, con una dinamica gustativa avvolta da una cornice marina inconfondibile.

ISCHIA BIANCOLELLA DOC La versione "classica" del vitigno simbolo: Biancolella 85%, Forastera, San Lunardo e Uva Rilla 15%. Blend che rispetta la tradizione dell'isola dove le vigne erano sempre consociate. Giallo paglierino luminoso, aromi di frutta gialla e note floreali al naso, al palato pieno e gradevolmente secco con finale ammandorlato.

ISCHIA FORASTERA DOC Forastera 100%, il vitigno che prende il nome dal fatto di essere "forestiero", cioè non originario dell'isola ma perfettamente acclimatato. Più strutturata della Biancolella, con note di albicocca, pesca, erbe aromatiche e spunti salati. Carattere fresco e sapido.

ISCHIA BIANCO DOC Il blend storico: Biancolella 50%, Forastera 50%. Rappresenta la sintesi equilibrata delle due anime bianche dell'isola.

FALANGHINA IGT Campania Falanghina 100%, il vitigno campano per eccellenza vinificato con la competenza D'Ambra. Fresco, aromatico, versatile.

I Rossi di Carattere

VIGNA DEI MILLE ANNI - Ischia Per'e Palummo DOC Il rosso più ambizioso di Casa D'Ambra. Per'e Palummo 85%, Cabernet Sauvignon e Aglianico 15%. Il nome racconta una storia affascinante: si tratta di un vino prodotto in una tenuta che era stata abbandonata e che Casa D'Ambra ha recuperato e riportato a nuovo splendore.

In queste terre vengono coltivati i vitigni autoctoni e internazionali che, dopo anni di affinamento, danno origine a questo rosso dalla forte personalità e dalla storia singolare. Un progetto di recupero territoriale che diventa vino di prestigio.

ISCHIA ROSSO RISERVA MARIO D'AMBRA DOC Omaggio a Mario D'Ambra, il fratello visionario che ha portato i vini ischitani sui mercati internazionali. Per'e Palummo 50%, Guarnaccia 50%. Affinamento prolungato, struttura importante, capacità di invecchiamento.

ISCHIA PER'E PALUMMO DOC Per'e Palummo 100% (Piedirosso), il rosso tradizionale dell'isola nella sua espressione pura. Rosso mediterraneo, non troppo alcolico ma di bella struttura, tannini gentili, quella sapidità che lo rende perfetto con il coniglio all'ischitana.

AGLIANICO IGT Campania Aglianico 100%, il grande rosso del Sud vinificato con la competenza D'Ambra. Struttura, complessità, eleganza.

Il Passito

GOCCE D'AMBRA - Epomeo Bianco IGT Passito Uva Rilla 100%, antico vitigno quasi dimenticato che trova nel passito la sua espressione più nobile. Dolce ma non stucchevole, con acidità che bilancia gli zuccheri, profumi intensi di frutta secca e miele. Perfetto con formaggi erborinati o dolci a base di mandorla.

Il Distillato

ACQUAVITE DI UVA BIANCOLELLA Distillata dalle vinacce del Biancolella, rappresenta il completamento della gamma e la volontà di valorizzare ogni aspetto della produzione. Aromatica, pulita, elegante.

Enaria: Quando Ischia era "Terra dei Vini"

C'è un dettaglio storico che Casa D'Ambra ama ricordare: in epoca romana, Ischia veniva chiamata Enaria, che significa "terra dei vini".

Non Pithecusa (terra delle scimmie o dei vasai, a seconda delle interpretazioni). Non Aenaria (terra di Enea). Enaria: il vino come elemento distintivo, come caratteristica principale dell'identità insulare.

Quella vocazione vitivinicola risale al 700 a.C., quando i primi coloni ellenici portarono a Ischia la cultura della vite. Per 2.700 anni, ininterrottamente, su quest'isola si è coltivata la vigna e prodotto vino.

Casa D'Ambra è custode di questa storia millenaria. Ogni bottiglia che esce dalla cantina di Frassitelli porta con sé non solo 136 anni di tradizione familiare, ma 27 secoli di cultura vitivinicola.

La Crisi degli Anni '60: Duemila Ettari Perduti

Ma quella tradizione millenaria ha rischiato di spezzarsi. La cultura vitivinicola ischitana, un tempo molto rigogliosa, ha subito un forte ridimensionamento negli anni Sessanta.

Lo sviluppo del turismo ha portato al progressivo abbandono della vigna in favore delle attività commerciali e alla perdita di circa 2.000 ettari di vigneti, trasformati in terreni edificabili per hotel, pensioni, case vacanza.

Dai 250.000 ettolitri di vino prodotti all'anno alla fine dell'Ottocento, si è passati a poche migliaia di ettolitri. Dalle migliaia di ettari vitati, ne sono rimasti poche centinaia.

Le poche vigne rimaste rappresentano un prezioso patrimonio da tutelare e preservare. E Casa D'Ambra è da sempre impegnata nel recupero e ripristino dei vigneti storici dell'isola, con l'obiettivo di portare avanti le antiche tradizioni.

Non è solo un discorso economico. È un discorso di identità culturale. Senza i vigneti, Ischia perde un pezzo fondamentale della propria storia. Le parracine crollano, i terrazzamenti si sgretolano, il paesaggio si imbruttisce, la memoria si cancella.

Casa D'Ambra, insieme alle altre cantine dell'isola, rappresenta la resistenza contro questo impoverimento. La dimostrazione che agricoltura e turismo possono convivere, anzi che l'una arricchisce l'altro.

L'Innovazione nella Tradizione

"L'innovazione vista come ricerca nella tradizione, come un risalire nel tempo sino agli albori della storia vitivinicola di Ischia, per scoprire alcune pratiche dei nostri antenati che, adeguatamente rivisitate, possano portare un contributo altamente innovativo nel panorama vinicolo."

Questa è la filosofia di Casa D'Ambra sintetizzata in una frase. Non innovazione come rottura con il passato, ma come ricerca delle radici. Non sperimentazione fine a se stessa, ma recupero intelligente di saperi antichi.

Il campo sperimentale per i vitigni dimenticati. Il recupero della Vigna dei Mille Anni. Le fascette di garanzia (invece della produzione a lotti) per tutelare produttori e consumatori. Le pratiche agricole a basso impatto ambientale. L'attenzione alla sostenibilità.

Andrea D'Ambra lo spiega con chiarezza: "Dobbiamo difendere il nostro vino e lo abbiamo fatto con la legge senza ricorrere a denunce. Abbiamo chiesto al Ministero di lavorare a fascette e non a lotto e i risultati si sono visti subito. La fascetta diventa una garanzia per i produttori e per i consumatori."

È un approccio lucido e alto alla viticoltura, un rispetto profondo per il vino che in lui coincide con il rispetto per una storia di famiglia che ha segnato momenti importanti per Ischia.

La Novità del 2019: Cosmetici all'Uva

Nel 2019, Casa D'Ambra ha lanciato una linea di cosmetici a base di uve rosse. Non è una diversificazione casuale: la conoscenza profonda delle uve, delle loro proprietà antiossidanti, dei benefici dei polifenoli contenuti nelle bucce, ha suggerito questa applicazione.

È l'ennesima dimostrazione di come la tradizione vitivinicola possa generare innovazione: dalle uve al vino, dal vino ai cosmetici, in un percorso che valorizza completamente la materia prima.

Informazioni Pratiche

Sede: Via Mario D'Ambra, 16 - 80075 Forio d'Ischia (NA)
Telefono: +39 081 907246
Fax: +39 081 908190
Email: info@dambravini.com
Sito web: www.dambravini.com

Visite e degustazioni: Casa D'Ambra organizza tour e degustazioni nella tenuta Frassitelli e nella cantina principale. Prenotazione necessaria tramite sito web.

Acquisto vini: Direttamente in cantina, online sul sito (con spedizioni nazionali e internazionali), presso enoteche e ristoranti selezionati.

Come arrivare: Da Ischia Porto o Forio, seguire le indicazioni per la zona di Frassitelli/Montecorvo. La cantina principale e la tenuta Frassitelli sono facilmente raggiungibili in auto.

Centotrenta Anni di Famiglia, Duemila Settecento Anni di Vino

Quando stappate una bottiglia di Frassitelli o di Vigna dei Mille Anni di Casa D'Ambra, state bevendo 136 anni di storia familiare. State assaporando la visione di Don Ciccio che nel 1888 ha scommesso sul commercio del vino ischitano. State gustando il coraggio di Salvatore che negli anni Cinquanta ha abbandonato il vino sfuso per creare un'identità di marca.

State brindando all'eleganza di Luchino Visconti che con poche righe ha disegnato l'etichetta iconica del Biancolella. State omaggiando la determinazione di Mario che ha portato i vini dell'isola sui mercati internazionali. State celebrando la competenza di Andrea che continua a vinificare con rigore scientifico e passione artigianale.

State bevendo il futuro di Marina e Sara, quarta generazione che porta avanti radici profonde e spirito innovativo.

Ma state bevendo anche 2.700 anni di cultura vitivinicola. Perché quella Biancolella che profuma di ginestra e sa di mare, quel Per'e Palummo che accompagna perfettamente il coniglio all'ischitana, quel passito di Uva Rilla che chiude dolcemente il pasto, sono i discendenti diretti dei vini che i Greci di Pithecusa producevano nel 700 a.C.

Quando i Romani chiamavano quest'isola Enaria - terra dei vini - non facevano riferimento generico. Parlavano di vini veri, vini buoni, vini che attraversavano il mare per raggiungere la terraferma e i mercati dell'Impero.

E oggi, mentre Ischia è conosciuta principalmente come destinazione balneare e termale, mentre i vigneti sono stati sostituiti da alberghi, mentre la superficie vitata si è ridotta a poche centinaia di ettari, Casa D'Ambra continua a raccontare Enaria.

Continua a coltivare vigneti eroici su terrazzamenti faticosi. Continua a vinificare uve autoctone con tecniche moderne ma rispettose. Continua a recuperare vitigni perduti nel campo sperimentale. Continua a gestire una cooperativa di 150 viticoltori che mantengono vive le loro piccole vigne.

Continua a preservare il paesaggio delle parracine, quelle lunghe braccia ossute di tufo verde che delimitano i vigneti. Continua a difendere l'identità culturale dell'isola contro l'omologazione turistica.

Quattro generazioni. Centotrenta sei anni. Una cantina che è diventata istituzione, simbolo della viticoltura ischitana, custode della memoria liquida di Enaria.

E quella litografia pulita ed elegante sull'etichetta del Biancolella - Villa Garavini sullo sfondo, la palma simbolica, il cielo azzurro, il mare - continua a raccontare la stessa storia che Luchino Visconti aveva intuito dovesse essere raccontata: il vino come espressione del luogo.

Nient'altro di superfluo. Solo la casa, il cielo, il mare di Ischia. E il vino che da quel mare, da quel cielo, da quella terra vulcanica, nasce e parla.

Dal 1888 a oggi. Da Don Ciccio a Marina e Sara. Da Enaria a Casa D'Ambra.

La storia continua. Bottiglia dopo bottiglia. Vendemmia dopo vendemmia. Generazione dopo generazione.

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