Cantine Antonio Mazzella

Cantine Antonio Mazzella: La Viticoltura Eroica che Non Si Arrende
Quando Vendemmiare Significa Scendere
C'è un luogo a Ischia dove le regole della viticoltura sembrano capovolte. Qui per vendemmiare si scende, non si sale. I vigneti si aggrappano a pendenze che superano il cinquanta per cento, terrazze vertiginose che guardano il mare da 150 metri di altitudine, sul versante sud dell'isola dove il Golfo di Napoli si apre fino a Policastro in uno spettacolo che toglie il fiato.
Benvenuti nel mondo delle Cantine Antonio Mazzella, dove da oltre ottant'anni si pratica quella che gli esperti chiamano "viticoltura eroica" e che chi la vive quotidianamente chiama più semplicemente "lavoro duro". Ma è un lavoro che vale ogni goccia di sudore, perché produce vini carichi di storia, di identità, di quel carattere irripetibile che solo la fatica e il rispetto per la terra sanno regalare.
Tre Generazioni, Un Unico Impegno
La storia inizia nel 1940, quando Nicola Mazzella decide di piantare vigne su terreni che la maggior parte della gente considerava inutilizzabili. Zone aride, abbandonate, raggiungibili solo a piedi attraverso antichi sentieri che si arrampicano tra la roccia e la macchia mediterranea. Ma Nicola aveva la visione e la tenacia degli uomini di mare - perché a Campagnano, il piccolo borgo ai piedi del Monte Vezzi dove è nato, si è sempre stati un po' contadini e un po' marinai.
Suo figlio Antonio ha ampliato e perfezionato il lavoro del padre, trasformando quelle aree difficili in vigneti produttivi, senza mai cedere alla tentazione di semplificare o meccanizzare troppo. Perché c'è un limite oltre il quale la semplificazione diventa banalizzazione, e Antonio questo limite lo ha sempre rispettato.
Oggi sono Nicola junior e sua sorella Vera, terza generazione della famiglia, a portare avanti questa tradizione con lo stesso spirito dei nonni e del padre. "Zone disagiate e difficili - racconta Antonio con le mani ancora ruvide dal contatto con l'uva pigiata - tenere viva la tradizione costa fatica e impegno, e le giovani generazioni non sempre capiscono l'importanza di una risorsa unica come la nostra terra".
Eppure loro resistono, continuano, tramandano. Perché sanno che quando un vigneto come questi viene abbandonato, non si perde solo la produzione di vino. Si perde un pezzo di paesaggio, di identità, di memoria collettiva.
I Vigneti Impossibili
Immaginate dieci ettari sparsi in piccoli appezzamenti esposti a sud-est, raggiungibili esclusivamente a piedi attraverso sentieri che si inerpicano tra le pinete e la vegetazione mediterranea. Terrazze strappate alla natura con secoli di lavoro paziente, sostenute dalle antiche parracine in pietra vulcanica che disegnano architetture di sopravvivenza e bellezza.
Le vigne crescono ad alberello basso su pergola di castagno, come si faceva un tempo e come ancora oggi si deve fare su questi terreni impossibili. Biancolella e Forastera - le uve bianche tipiche dell'isola - insieme al Piedirosso per i rossi, danno vita a grappoli che assorbono il sole, la brezza marina, i sali minerali di questa terra vulcanica che non dimentica mai la sua origine di fuoco.
Le pendenze estreme costringono a usare monorotaie dove possibile, ma spesso anche quelle non bastano. E allora si trasporta tutto a mano, a spalla, gradino dopo gradino, proprio come facevano i nonni e i bisnonni. La raccolta, la pigiatura e la torchiatura sono ancora manuali, praticate in piccole grotte scavate nel morbido lapillo tufaceo, dove la temperatura rimane costante e l'umidità è quella giusta per far maturare il vino con calma.
Il Viaggio Via Mare: Un'Unicità nel Panorama Vinicolo
Ma c'è un dettaglio che rende le Cantine Mazzella uniche anche nel già particolare panorama della viticoltura ischitana: il trasporto del vino via mare.
Dalle cantine scavate nel tufo, il mosto viene caricato in appositi contenitori e sistemato su piccole barchette di legno che dalla Baia di San Pancrazio navigano fino all'antico Borgo di Ischia Ponte. Da lì, il prezioso carico viene trasferito a Campagnano, il borgo adagiato ai piedi del Monte Vezzi dove la famiglia Mazzella ha la sua cantina principale.
È un espediente logistico nato dalla necessità - i vigneti sono letteralmente inaccessibili su strada - ma è diventato parte dell'identità stessa di questi vini. Quante etichette al mondo possono dire che il loro vino ha viaggiato sul mare prima di arrivare in bottiglia?
Campagnano: Il Cuore Pulsante
Campagnano non è un caso che sia diventato il centro operativo delle Cantine Mazzella. Questo piccolo borgo nel comune di Ischia, dolcemente adagiato ai piedi del Monte Vezzi, è da sempre celebre per la produzione di vini di qualità, in particolare Biancolella e Forastera.
Qui, dove la famiglia Mazzella ha le sue radici, la cultura vitivinicola è stata tramandata di generazione in generazione non come un lavoro ma come un'identità. I viticoltori di Campagnano sono sempre stati anche uomini di mare, capaci di leggere il cielo per capire quando vendemmiare e quando navigare, gente abituata a convivere con la fatica e con la bellezza di questa terra difficile ma generosa.
I Vini: Grandi Nettari da Rese Basse
L'azienda Mazzella lavora con circa 30 conferitori, un terzo dei quali familiari, per mettere insieme la produzione sparsa nei vari appezzamenti. Il risultato sono rese basse ma qualità altissima: vini di grande personalità che si esauriscono quasi completamente nel mercato locale, tanto sono apprezzati da chi li conosce.
Biancolella
Il vino simbolo dell'isola e il fiore all'occhiello della produzione Mazzella. Giallo paglierino, profumo floreale con sfumature di banana, fresco e delicato con quella leggera sapidità che ricorda il mare. Si serve tra gli 8° e i 10°C ed è perfetto con i piatti di pesce della tradizione ischitana.
Forastera
L'altro grande bianco dell'isola, più strutturato e complesso della Biancolella. Un vino che sa raccontare la mineralità del suolo vulcanico e la brezza marina che accarezza i grappoli.
Per'e Palummo (Piedirosso)
Il rosso dell'isola, ottenuto dal vitigno Piedirosso coltivato tra Ischia e Barano, nelle zone di Grotta di Terra e Monte Barano a quote tra 300 e 500 metri. Vinificato in rosso con macerazione delle bucce da 3 a 5 giorni, è un vino mediterraneo che sa di terra e di sole.
Nero 70
Una selezione particolare ottenuta da vendemmia tardiva (seconda settimana di novembre in surmaturazione). Un vino di carattere che dimostra la capacità dell'azienda di sperimentare pur rimanendo fedele alla tradizione.
Spumante Extra Dry Villa Campagnano
Con metodo Charmat, profumo intenso di frutta esotica con note speziate e floreali. Una dimostrazione che anche su un'isola tradizionalmente vocata ai vini fermi si può osare con successo.
Grappe e Distillati
L'azienda Mazzella produce anche grappe di qualità, distillando le vinacce dei propri vini. Un modo per non sprecare nulla e per offrire un prodotto completo che accompagni il cliente dalla vendemmia al dopo pasto.
La Filosofia: Custodire l'Identità Contadina
Quello che rende speciali le Cantine Antonio Mazzella non è solo la qualità dei vini - che è indiscutibile - ma la filosofia che li sostiene. Nicola junior e Vera, come prima di loro Antonio e come prima ancora il nonno Nicola, si dicono fieri di custodire l'identità contadina dell'isola.
"Coltivare la terra qui è fatica quotidiana", dice Antonio con quella semplicità che solo chi lavora davvero la terra possiede. Ma è una fatica che ha senso, che produce bellezza oltre che vino, che mantiene vivo un paesaggio che altrimenti verrebbe divorato dalla vegetazione spontanea o, peggio ancora, dal cemento.
La loro è una tradizione che sa dialogare con il presente senza snaturarsi. Non c'è nostalgia passatista né rifiuto della modernità. C'è semplicemente la consapevolezza che alcuni metodi - la vendemmia manuale, la pigiatura tradizionale, il rispetto dei tempi di maturazione - non sono solo folklore ma necessità enologica quando si lavora con vigneti così particolari.
Un Patrimonio da Scoprire (e da Preservare)
I vini Mazzella non li troverete facilmente fuori dall'isola. La produzione è limitata e la domanda locale già assorbe la maggior parte delle bottiglie. "Per conoscere questi vini è necessario recarsi sul posto", ammettono in famiglia. Ed è giusto così.
Perché questi non sono vini da grande distribuzione né da enoteca di tendenza. Sono vini che hanno senso solo se li bevi sull'isola che li ha generati, possibilmente dopo aver visto i vigneti impossibili da cui provengono, dopo aver ascoltato le storie di chi li produce, dopo aver capito cosa significa praticare la viticoltura eroica.
Visitare le Cantine Mazzella
Una visita alle Cantine Mazzella non è una semplice degustazione. È un'immersione in un mondo dove il tempo ha un altro valore, dove la fatica è parte integrante della qualità, dove ogni bottiglia racconta generazioni di impegno e passione.
Antonio, Nicola e Vera accompagnano personalmente i visitatori tra le grotte scavate nel tufo dove il vino matura, raccontando con orgoglio e senza retorica la storia della loro famiglia e dei loro vini. E, se il mare è calmo, potrete anche assistere al carico delle barchette che trasportano il prezioso mosto dalla Baia di San Pancrazio.
Informazioni Pratiche
Sede: Via Serbatorio 2, 80070 Ischia (NA)
Telefono: +39 081 901541
Email: ischiavini@ischiavini.it
Sito web: www.ischiavini.it
Degustazioni: Su prenotazione. È possibile degustare i vini accompagnati da prodotti tipici locali.
Come arrivare: Da Ischia Porto, seguire le indicazioni per Campagnano. La cantina si trova nel borgo, ai piedi del Monte Vezzi.
Acquisto vini: Possibile direttamente in cantina. Molti ristoranti dell'isola hanno i vini Mazzella in carta, ma la disponibilità è limitata.
Il Futuro: Proseguire con lo Stesso Impegno
"I progetti futuri - spiegano in famiglia - saranno quelli di proseguire sempre con lo stesso impegno e la stessa serietà la produzione dei pregiati vini locali, evidenziando i naturali valori di questa terra."
Non ci sono piani di espansione aggressiva né ambizioni di diventare un marchio internazionale. C'è semplicemente la volontà di continuare a fare bene quello che si fa da tre generazioni, di tramandare ai figli e ai nipoti non solo una cantina ma un modo di vivere e di lavorare, di preservare un pezzo di paesaggio e di cultura materiale che altrimenti rischierebbe di scomparire.
In un'epoca di omologazione e di produzione di massa, le Cantine Antonio Mazzella rappresentano una forma di resistenza. La resistenza di chi crede ancora che la qualità richieda tempo, che la bellezza nasca dalla fatica, che l'autenticità non si possa simulare né accelerare.
Una Bottiglia di Storia
Quando stappate una bottiglia di Biancolella o di Per'e Palummo delle Cantine Mazzella, state bevendo molto più di un vino. State assaporando il risultato di ottant'anni di lavoro familiare, di vigneti conquistati alla montagna gradino dopo gradino, di vendemmie fatte a mano su pendenze impossibili, di mosti trasportati via mare su barchette di legno, di cantine scavate nel tufo dove il tempo scorre diversamente.
State bevendo l'Ischia autentica, quella che non compare nelle brochure patinate ma che resiste nei suoi borghi di pietra, nei suoi sentieri di montagna, nei suoi piccoli appezzamenti terrazzati dove qualcuno continua a credere che valga la pena di faticare per produrre qualità.
State bevendo la prova che la viticoltura eroica non è solo una definizione tecnica o una categoria di mercato, ma una scelta di vita. La scelta di chi ha deciso che la propria terra, per quanto difficile e ostica, merita di essere coltivata, rispettata, raccontata.
E ogni sorso di questi vini profumati e minerali, freschi e carichi di personalità, è un piccolo atto di resistenza contro l'omologazione. Un brindisi alla tenacia di chi non si arrende, di chi continua a salire e scendere per sentieri ripidi carichi di ceste d'uva, di chi sceglie la qualità sulla quantità, l'autenticità sulla convenienza.
Perché Ischia, come dicono i Mazzella con orgoglio, non è solo terme e spiagge. È anche - e forse soprattutto - terra di produzione, identità agricola, cultura del lavoro ben fatto. E finché ci saranno famiglie come i Mazzella disposte a sudare tra i filari e a tramandare questo sapere, l'isola non perderà la sua anima contadina.
Anche se vendemmiare significa scendere anziché salire.






