Borgo di Sant'Alessandro

Il Borgo di Sant'Alessandro: Dove un Bambino Tedesco Scoprì Pithecusa
Hai il Passaporto dell'Isola d'Ischia in mano? Allora preparati a timbrare un posto che conoscono in pochi, ma che ha dato a Ischia la sua storia - quella vera, quella con la S maiuscola. Perché il Borgo di Sant'Alessandro non è solo "un angolo incantevole con architettura mediterranea". È il posto dove Giorgio Buchner - il più grande archeologo che Ischia abbia mai avuto - trascorse la sua vita e da dove partì per rivoluzionare gli studi sulla Magna Grecia.
È il borgo dove, ogni 26 agosto da più di trent'anni, parte una sfilata storica che attraversa duemilacinquecento anni di storia ischitana in costumi d'epoca. Ed è anche il borgo dove scendi verso la Spiaggia degli Inglesi - quella baia riservata che i primi turisti britannici dell'isola amavano così tanto da darle il loro nome.
Ma soprattutto, è uno di quei posti dove il tempo sembra essersi fermato - e non in modo turistico, in modo vero. Appena sotto l'arteria stradale principale dell'isola, a poche centinaia di metri dal porto, c'è questo borgo silenzioso, fatto di volte ad arco, colori pastello, vicoli stretti che sono il risultato di costruzioni vicine senza un disegno urbanistico, ma con una grazia e un'armonia incredibili. Cortili all'ingresso, finestre moresche, giardini che sono sempre orti domestici. Architettura vera, non scenografia.
Giorgio Buchner e la Villa sulla Collina
Nel 1943, quando l'Europa era in fiamme e il nazismo aveva preso il controllo della Germania, un professore di zoologia di fama internazionale - Paul Buchner - decise che non poteva più restare. Era sposato con Massimiliana Coppa, pittrice veneta, e insieme avevano un figlio, Giorgio. Paul era inviso ai nazisti (la scienza e il nazismo non vanno d'accordo), così la famiglia Buchner fece una cosa semplice: lasciò tutto e si trasferì a Ischia.
Costruirono una villa sulla collina di Sant'Alessandro, dominante il porto dell'isola. E fu lì che il giovane Giorgio - ancora bambino - iniziò a frequentare gli ischitani, ad ascoltare le storie del posto, a camminare per l'isola. Un giorno lesse un libro dello storico tedesco Julius Beloch, "Storia e topografia antica di Napoli e dintorni", dove c'era un breve passaggio sulla probabilità dell'esistenza di una necropoli greca in località San Montano a Lacco Ameno.
Un indizio. Una frase. E Giorgio Buchner capì che quella sarebbe stata la sua vita: trovare quella necropoli, dimostrare che Ischia era stata molto più di un "antico scalo greco" come credevano tutti gli archeologi dell'epoca.
Si laureò a Roma in paletnologia con una tesi sulla preistoria di Ischia. Nel 1949 ottenne la delega per l'isola dalla Soprintendenza archeologica di Napoli. E nel 1952 iniziò a scavare a San Montano. Contro tutti - perché i fondi andavano a Pompei, Ercolano, Paestum, non a un'isoletta che "tanto non aveva niente di importante". Buchner cercava finanziamenti privati, soprattutto dall'America, e continuava a scavare.
Nel 1955 trovò la Coppa di Nestore - una kotyle alta una decina di centimetri, datata 725 a.C., con una delle prime iscrizioni in alfabeto greco. E con quella coppa, Buchner dimostrò quello che tutti negavano: Ischia fu la prima colonia della Magna Grecia, il primo insediamento greco sulle coste tirreniche. Non Cuma. Ischia. Pithecusa.
Buchner visse tutta la vita a Sant'Alessandro, nella villa sulla collina. Morì a Ischia il 4 febbraio 2005, dopo aver restituito all'isola la sua storia - quella che era stata sepolta da eruzioni vulcaniche, terremoti, bradisismi. Oggi la Coppa di Nestore e tutti i reperti che trovò sono custoditi nel Museo Archeologico di Pithecusae a Lacco Ameno. Ma tutto è partito da qui, da Sant'Alessandro, da quella villa sulla collina dove un bambino tedesco decise di dedicare la vita a un'isola che non era nemmeno la sua.
La Sfilata del 26 Agosto: Duemilacinquecento Anni in Costume
Nel 1981, i residenti e gli ospiti abituali di Sant'Alessandro fondarono una Pro Loco. L'obiettivo iniziale era semplice: ristrutturare la piccola chiesa del borgo, restituirle l'originaria architettura. Ma poi decisero di fare qualcosa di più ambizioso: organizzare una sfilata in costumi d'epoca per rappresentare l'intera vicenda storica dell'isola, dai primi colonizzatori greci fino alla dominazione borbonica.
Da più di trent'anni ormai, ogni 26 agosto - giorno di ricorrenza di Sant'Alessandro - al calar del sole parte un corteo fastoso dal Castello Aragonese. Oltre duecento figuranti attraversano tutto il corso principale del comune di Ischia fino ad arrivare nel borgo. Sul luogo viene poi celebrata una messa nella piccola chiesetta, seguita dai classici festeggiamenti con degustazione di prodotti tipici e accompagnamento musicale.
L'ordine della sfilata segue quello delle diverse dominazioni: i coloni euboici di Pithecusa; gli Angioini e gli Aragonesi (con giusto risalto al cenacolo letterario della poetessa Vittoria Colonna); il Settecento di Carlo III che dall'isola mosse i primi passi alla conquista del Regno di Napoli; la breve stagione francese con Gioacchino Murat; il periodo borbonico dominato dalla figura di Ferdinando II.
Partecipano anche ospiti importanti: gli sbandieratori Torri Metelliani di Cava de' Tirreni, i "Mammuttones" figuranti del carnevale di Mamoiada in Sardegna, il gruppo folkloristico scozzese di Aberdeen, e il locale gruppo della 'ndrezzata di Buonopane.
Non è folklore turistico. È memoria viva. È un borgo che ogni anno si veste dei suoi duemilacinquecento anni di storia e li porta in giro per le strade dell'isola.
La Spiaggia degli Inglesi: Il Paradiso Esposto a Nord
E poi c'è la spiaggia. La Spiaggia degli Inglesi, situata proprio sotto il borgo di Sant'Alessandro, deve probabilmente il suo nome al fatto di essere stata una delle mete preferite dai primi turisti britannici che frequentavano l'isola - quelli di fine '800, inizio '900, quando Ischia era ancora un segreto per pochi.
È una piccola baia di circa 200 metri, caratterizzata da ciottoli e sabbia, definita spesso "un angolo di paradiso riparato". Ma la sua particolarità è un'altra: è esposta a nord. Cosa significa? Che riceve il sole direttamente solo tra le 11:00 e le 16:00, il che la rende ideale per chi cerca refrigerio nelle ore più calde, o per famiglie con bambini che non vogliono stare sotto il "sol leone" tutto il giorno.
Il fondale è basso, l'atmosfera è tranquilla, è molto meno caotica delle spiagge vicino al porto. Ospita un ristorante ed è in parte attrezzata con lettini e ombrelloni, mantenendo comunque un'atmosfera riservata.
Purtroppo l'erosione marina negli ultimi anni l'ha compromessa parecchio - come sta succedendo a molte spiagge di Ischia - ma rimane comunque uno di quei posti dove gli ischitani vanno volentieri, soprattutto fuori stagione.
Informazioni Pratiche (Quelle Che Servono Davvero)
Dove si trova: A poche centinaia di metri dal porto di Ischia, appena sotto l'arteria stradale principale (Via Baldassare Cossa, l'ex SS 270).
Come ci arrivi:
- Da una strada secondaria alle spalle della banchina olimpica del porto (quella di attracco dei traghetti)
- Da Via Baldassare Cossa, il tratto che arriva fino al parco termale Oasi Castiglione
- A piedi dal porto di Ischia: 10 minuti
Per la Spiaggia degli Inglesi: Si raggiunge tramite una stradina dal porto o un sentiero pedonale con scalini, immerso nella vegetazione. In alternativa, via mare con taxi boat.
Quando andarci:
- Il borgo: tutto l'anno, ma soprattutto una mattina di maggio o giugno, "al tempo delle rose", quando la luce particolare di Ischia illumina questa contrada esposta a nord senza asfissiarla di calore
- La sfilata: 26 agosto, nel tardo pomeriggio. Il corteo parte dal Castello Aragonese.
- La spiaggia: d'estate, ma ricorda che il sole diretto c'è solo tra le 11:00 e le 16:00
Perché Andarci (Davvero)
Perché Sant'Alessandro è una di quelle tappe che ti fanno capire che Ischia è molto più di una località balneare. È un'isola dove le esigenze della modernità convivono con angoli dove il tempo sembra essersi fermato.
È il posto dove è nata la scoperta archeologica più importante del '900 per la Magna Grecia. È il borgo dove ogni anno si ricostruisce tutta la storia ischitana in costume. È la contrada dove puoi camminare tra vicoli stretti e cortili moreschi sentendo solo il silenzio, nonostante la strada principale sia lì sopra.
Va bene per chi cerca autenticità vera, per chi vuole vedere come si vive a Ischia lontano dai percorsi turistici, per chi apprezza l'architettura spontanea - quella che nasce dalle necessità, non da un progetto. Va bene per chi vuole una spiaggia tranquilla esposta a nord, diversa dalle solite.
E se ti capita di essere a Ischia il 26 agosto, quella sfilata è un'esperienza che non dimentichi. Non è uno spettacolo messo su per i turisti - è un borgo che celebra la sua storia e quella dell'intera isola.
Il Tuo Timbro sul Passaporto
Se hai il Passaporto dell'Isola d'Ischia, Sant'Alessandro è una di quelle tappe che aggiunge profondità al tuo viaggio. Non è il monumento più famoso, non è quello che tutti visitano. Ma è il posto dove capisci che Ischia ha dato i natali (o meglio, adottato) uno dei più grandi archeologi del '900, che ha restituito all'isola la sua storia antica.
E già che sei lì, scendi alla Spiaggia degli Inglesi se è estate, cammina per i vicoli silenziosi, fermati a guardare i cortili. Tutto parla di vita autentica, di tempo che scorre lento, di bellezza non progettata.
Non hai ancora il Passaporto? Prendilo sul sito ufficiale di Eccellenze Ischitane. È il modo migliore per esplorare l'isola seguendo un filo rosso fatto di autenticità, non di luoghi comuni. Ogni timbro è una storia, ogni storia è un pezzo di Ischia che diventa tuo.
Borgo di Sant'Alessandro - 80077 Ischia (NA)






