Borgo di Noia e sentiero Pizzi Bianchi

BORGO DI NOIA E SENTIERO DEI PIZZI BIANCHI - Quando la Grecia Incontra la Cappadocia (A Ischia)
Hai il Passaporto dell'Isola d'Ischia? Bene. Perché ora ti porto in un posto che - tecnicamente - non dovrebbe esistere.
Un borgo greco. A 435 metri sul mare. Che ti porta in Turchia. Senza muoverti da Ischia.
Sì, hai letto bene.
Noia: il borgo con nome greco che significa "parte alta".
Pizzi Bianchi: pinnacoli di argilla bianca che sembrano usciti dalla Cappadocia.
E in mezzo: un sentiero che - giurano le guide locali - è il più difficile dell'isola. Il più pericoloso. Il più sbalorditivo.
Non è per tutti. Assolutamente non è per tutti.
Ma se hai le gambe giuste, le scarpe giuste, la testa giusta: è l'Ischia che non sapevi nemmeno esistesse.
Borgo di Noia: La Grecia Contadina di Serrara Fontana
Frazione di Fontana. Via Pompeo Trofa. Comune di Serrara Fontana.
Piccolo. Bianco. Silenzioso.
Il nome tradisce tutto: "Noia" viene dal greco "ανωγεων" (pronuncia: a no gheon) che significa "parte alta".
Stesso nome di Anogeia - uno dei due comuni di Creta senza sbocco sul mare.
Ma qui - paradosso - il mare c'è eccome. Quello dei Maronti. E ci arrivi scendendo Via Casale, la mulattiera che attraversa i Pizzi Bianchi.
Storia: Quando i Greci Costruivano Quassù
Periodo ellenistico (III-I secolo a.C.): dietro l'attuale abitato di Noia c'era un insediamento greco.
Trovata moltissima ceramica. Soprattutto "sigillata chiara" - quella fine, pregiata, importata.
Reperti datati fino al IV secolo d.C.
Poi: Medioevo. Noia diventa villaggio importante. Il vescovo d'Ischia ci costruisce un rifugio.
Perché? Perché quando arrivavano i pirati saraceni - e arrivavano spesso, soprattutto nel '500 - bisognava scappare. In alto. Tra i monti.
E Noia era perfetta: alta, nascosta, difficile da raggiungere.
Il vescovo non era scemo.
Architettura: Il Bianco Mediterraneo
Case dipinte a calce.
Archi.
Edicole votive ad ogni angolo.
Stradine anguste, irte, che salgono e scendono senza logica apparente.
Architettura contadina. Non marinara. Qui il mare era lontano. Qui si lavorava la terra.
E lo capisci da tutto: dalle parracine (muri a secco), dai terrazzamenti, dalle cantine scavate nel tufo, dai vigneti eroiciche salgono fin dove sembra impossibile.
Tufo verde. Ovunque. Monte Epomeo sopra. Mare sotto.
Dialetto: Quando il Greco Non è Mai Morto
Il linguista tedesco Kaden Woldemar - nel 1883 - scrisse che il dialetto di Serrara Fontana era "il più oscuro d'Italia".
Mescolato con greco antico, latino, spagnolo.
Le donne di Noia - le "Noiane" - parlavano (e in parte parlano ancora) con lemmi greci che nessuno capisce.
Lui - fiorentino, grammatiche perfette, metodi efficaci - si arrese.
"Qui l'italiano dell'Italia centrale si sente perduto. Qui viene offerto un lessico ignoto."
Oggi? Il dialetto resiste. Soprattutto tra gli anziani.
Ma anche i giovani - quando vogliono che i turisti non capiscano - tirano fuori qualche parola greca.
Funziona sempre.
Cosa Vedere a Noia Oggi
Poco. Nel senso: non ci sono monumenti.
Noia è il monumento. Il borgo stesso.
Da vedere:
- Le case bianche addossate
- Via Casale che scende verso i Pizzi Bianchi
- Presidio Croce Rosa Italiana - ben visibile dalla strada provinciale
- Belvedere informale - da vari punti vista mare verso Sant'Angelo
- Chiesa Santa Maria della Mercede (poco distante, a Fontana)
Ma soprattutto: l'atmosfera. Il silenzio. La sensazione di essere fuori dal tempo.
Qui non ci sono negozi di souvenir. Non ci sono ristoranti turistici. Non ci sono autobus ogni 10 minuti.
Ci sono vecchi che parlano greco. Vigne impossibili. Gatti. Silenzio.
E - se sei fortunato - qualche noiana che ti guarda dalla finestra chiedendosi chi sei e cosa ci fai quassù.
Come Arrivare a Noia
BUS:
- Linea CS: da Ischia Porto, Casamicciola, Lacco Ameno, Forio, Sant'Angelo
- Linea CD: da Ischia Porto, Barano
Fermata: Presidio Croce Rosa Italiana (Via Pompeo Trofa)
Riconoscibile: grande croce di ferro sul lato strada. Piazzola ambulanze.
In auto/scooter: Da qualsiasi punto dell'isola: segui indicazioni per Serrara Fontana. Supera Serrara centro, continua verso Fontana. Poco dopo il cimitero vedi la piazzola con croce + ambulanze. Sei arrivato.
Parcheggio: dove trovi. Non c'è parcheggio ufficiale. Piazzola ambulanze OK se non ingombri.
Il Sentiero dei Pizzi Bianchi: La Cappadocia Ischitana
Ed eccoci al piatto forte.
Il sentiero che - dicono le guide - cambia la percezione che hai di Ischia.
Perché tutti conoscono il mare. Le terme. Il Castello. L'Epomeo.
Pochi conoscono questo.
Cosa Sono i Pizzi Bianchi
Pinnacoli di argilla bianca.
Alti dai 5 ai 15 metri. Stretti. Affilati. Candidi.
Formati da millenni di erosione. Acqua che scende. Vento che soffia. Tufo che si sbriciola.
Risultato: un paesaggio alieno. Lunare. Surreale.
Il giornalista Gianni Mura - che di posti ne ha visti - li paragonò alla Cappadocia.
"Guglie. Pinnacoli scolpiti dal vento. Pareti sheere piene di nidi di uccelli."
Lo scrittore inglese Norman Douglas - anni '30 - li descrisse come "scorza di melone troppo maturo".
Geologicamente: roccia piroclastica stratificata. Depositi vulcanici. Tufo bianco alternato a strati più scuri.
Dal punto di vista scientifico: un geosito unico. Paragonabile solo alle piramidi di terra del Göreme National Park in Turchia.
Dal punto di vista umano: ti si para davanti, improvviso, dopo aver camminato tra vigneti e querce.
E ti dici: "Ma che ca***...?"
Il Sentiero: CAI 505
Sentiero CAI numero 505.
Classificazione: EE (Escursionisti Esperti).
Traduzione: non è una passeggiata.
Dati tecnici:
- Partenza: Borgo di Noia (~435m s.l.m.)
- Arrivo: Spiaggia dei Maronti / Fumarole / Sant'Angelo (~0-3m s.l.m.)
- Distanza: 5-6 km
- Dislivello: ~430m (TUTTO IN DISCESA)
- Tempo percorrenza: 4-5 ore (con soste)
- Difficoltà: EE - Escursionisti Esperti
- Tipo percorso: Traversata (punto partenza ≠ punto arrivo)
Perché EE e non E?
Perché c'è un tratto - dopo i Pizzi Bianchi - dove il sentiero diventa ripidissimo.
Pendenza 40-50%. Terreno friabile. Scivoloso. Stretto.
Attrezzato con corde fisse. Ma le corde - dicono le recensioni recenti - non sono sempre in buone condizioni.
E il terreno - tufo bianco che si sbriciola - non perdona.
Il Percorso Passo per Passo
PARTENZA: Borgo di Noia
Dalla piazzola Croce Rosa Italiana, scendi verso sinistra (guardando il mare).
Imbocchi Via Casale. Stradina sterrata che scende.
I primi 500 metri: carrabile. Larga. Tranquilla.
Paesaggio: vigneti terrazzati. Querce. Lecci. Cantine scavate nel tufo.
Agricoltura eroica. Viti su pendenze impossibili. Muri a secco che sembrano sfidare la gravità.
Respiri. Guardi il panorama. Sant'Angelo in fondo. Mare turchese.
Pensi: "Bello ma non capisco tutto 'sto hype."
Poi.
COMPARSA DEI PIZZI BIANCHI (dopo ~20 minuti)
Giri un tornante.
E davanti a te: il nulla.
Nel senso: sparisce tutto. La macchia mediterranea. Il verde. Le querce.
Compare: bianco.
Pinnacoli candidi. Altissimi. Stretti. Uno accanto all'altro come dita di una mano gigante.
Paesaggio lunare. Spoglio. Agavi robuste qua e là. Silenzio assoluto.
Ti fermi. Fai 50 foto. Nessuna rende l'idea.
Continui. Il sentiero si stringe. Ora cammini tra i pinnacoli.
Muri di argilla bianca ai lati. Alte 10-15 metri. Verticali.
Sosta consigliata: qui. Davanti ai Pizzi. Contemplazione.
EREMO DI DON ANDREA
Nascosto tra i pinnacoli: piccolo eremo rupestre.
Scavato nel tufo. Finestra che guarda verso i Maronti.
Oggi: abbandonato. Parzialmente crollato. Visibile solo la finestra + parte della struttura.
Storia: rifugio di eremiti. Forse Don Andrea (da cui il nome), figura leggendaria di cui si sa poco.
Altri dicono: rifugio di briganti e latitanti.
Norman Douglas annotò che nel canyon dei Pizzi Bianchi trovavano rifugio "chi aveva problemi con la giustizia, aspettando il momento propizio per fuggire sul continente."
Oggi: testimonianza silenziosa di una vita nascosta, difficile, lontana da tutto.
DISCESA VERSO CAVASCURA
Dopo i Pizzi: il sentiero peggiora.
Diventa strettissimo. Ripidissimo. Il tufo si sbriciola sotto i piedi.
Attraversi la Valle di Olmitello. Sorgente d'acqua (sorgente Olmitello) che scorre a valle.
Vegetazione cambia: agavi possenti, macchia mediterranea fitta.
Poi: il canyon si stringe. Forra.
Pareti altissime. Sentiero largo un metro. Pendenza pazzesca.
Tratto con corde:
Circa 200 metri. Pendenza 40-50%.
Corde fisse (in teoria). Aiutano a non scivolare.
PROBLEMA ATTUALE (da recensioni 2023-2025):
- Corde non sempre in buone condizioni
- Trave di legno (che facilitava passaggio) spostata, inutilizzabile
- Terreno eroso, sentiero dimezzato in alcuni punti
- Rischio scivolamento ALTO
Molti escursionisti - anche esperti - si fermano qui. Considerano troppo rischioso proseguire.
Altri continuano. Ma servono: esperienza, caschetto, corde proprie (non fidarsi di quelle fisse).
ARRIVO: CAVASCURA / MARONTI
Se superi il tratto con corde: arrivi a Cavascura.
Bacino idrotermale. Terme naturali. Grotte scavate nella roccia.
Atmosfera: "divisa tra ginestra assolata e antri oscuri" (Gianni Mura).
Da qui: scelta.
- Fermata terme: Cavascura spa. €20. Relax meritato.
- Continua spiaggia: 300 metri, arrivi a Maronti. Sabbia nera. Mare. Fumarole.
- Sali Sant'Angelo: Via Petrelle (mulattiera), 40-50 min, arrivi al borgo.
Attrezzatura OBBLIGATORIA
Non è una passeggiata domenicale. Serve:
OBBLIGATORIO:
- Scarponi da trekking con suole scolpite (NO scarpe normali, NO sneakers, MAI sandali)
- Acqua (minimo 1,5L - NON ci sono fonti lungo il percorso)
- Bastoncini da trekking (fondamentali in discesa)
- Caschetto (consigliato CAI per tratto con corde)
CONSIGLIATO:
- Corde proprie (quelle fisse non sempre affidabili)
- Guanti (aiutano con le corde)
- Pantaloni lunghi (rovi, piante spinose)
- Giacca a vento (temperature cambiano)
- Snack energetici
- Telefono carico (ma segnale intermittente)
Quando Andare
Periodo IDEALE:
- Primavera (Marzo-Maggio): temperatura perfetta, vegetazione verde
- Autunno (Settembre-Novembre): meno caldo, luce bellissima
DA EVITARE:
- Estate (Giugno-Agosto): caldo eccessivo, sole diretto su canyon bianco = forno
- Dopo pioggia: terreno PERICOLOSISSIMO. Tufo bagnato = saponetta. Non scherziamo.
- Inverno: freddo, umido, vegetazione spoglia
Orario consigliato:
Partenza mattina presto (8:00-9:00). Arrivi a Cavascura per pranzo. Tempo per decidere se fermarti o continuare.
Difficoltà REALE: Parola alle Guide
Le guide locali sono unanimi:
"Mai da soli. Mai senza esperienza. Mai senza equipaggiamento."
Francesco Mattera (CAI Isola d'Ischia): "È il sentiero più difficile dell'isola. Richiede preparazione tecnica, non solo fisica."
Agostino Iacono (Associazione Epomeo in sella): "Bellissimo ma pericoloso. Se non sei sicuro, meglio con guida."
Statistiche incidenti: non ufficiali, ma ogni anno ci sono scivolamenti, cadute (per fortuna mai gravi ma comunque...).
Regola d'oro: se hai dubbi, NON andare. O vai con guida.
Alternative (Se Pizzi Bianchi Troppo Tosto)
OPZIONE 1: Solo fino ai Pizzi (andata/ritorno)
Da Noia scendi solo fino ai pinnacoli. Ti godi lo spettacolo. Risali. 2-3 ore totali. Difficoltà E (media). Fattibile per più gente.
OPZIONE 2: Via Andrea Mattera
Strada asfaltata (SP 480) che da Belvedere Serrara scende a Sant'Angelo. Panorama simile ma strada comoda. Fattibile anche in bus.
OPZIONE 3: Guida organizzata
Pro Loco Panza organizza escursioni guidate ai Pizzi Bianchi (evento "Andar per Sentieri"). Con guida + gruppo + sicurezza.
Il Timbro sul Passaporto
Quale timbro meriti dopo Noia e Pizzi Bianchi?
Dipende.
Se hai fatto solo Noia: timbro sul borgo greco. Perché hai visto l'Ischia contadina, autentica, fuori dal turismo.
Se hai fatto fino ai Pizzi (andata/ritorno): timbro sui pinnacoli. Perché hai visto un angolo di Turchia a Ischia.
Se hai fatto tutto il sentiero fino a Cavascura: timbro EE - Escursionista Esperto. Perché hai affrontato il sentiero più difficile dell'isola. E sei arrivato.
Ma il timbro vero - quello che conta - te lo dà il silenzio tra i pinnacoli bianchi.
Quando ti fermi. Guardi in alto. Vedi quelle guglie altissime. Il cielo azzurro sopra.
E capisci che Ischia - quella vera - non è solo mare e terme.
È anche questo: montagna, canyon, boschi, borghi greci, mulattiere impossibili.
È l'altra Ischia. Quella che - se non cerchi - non trovi mai.
Non hai ancora il Passaporto? Prendilo sul sito ufficiale di Eccellenze Ischitane. Questo timbro - giuriamo - vale doppio.
Informazioni Pratiche (Borgo di Noia e Sentiero Pizzi Bianchi)
BORGO DI NOIA:
Posizione:
Via Pompeo Trofa, Frazione Fontana, Comune Serrara Fontana
Quota: ~435m s.l.m.
Come arrivare:
- Bus CS: Ischia Porto → Casamicciola → Lacco Ameno → Forio → Serrara → Fontana → Fermata Presidio Croce Rosa
- Bus CD: Ischia Porto → Barano → Fontana → Fermata Presidio Croce Rosa
- Auto/Scooter: da ovunque verso Serrara Fontana, superare Serrara centro, poco dopo cimitero cercare piazzola con croce + ambulanze
Punto di riferimento: Grande croce di ferro, presidio ambulanze Croce Rosa Italiana
Cosa vedere:
- Borgo contadino con architettura mediterranea
- Case bianche a calce, archi, edicole votive
- Via Casale (inizio sentiero Pizzi Bianchi)
- Vista panoramica verso Sant'Angelo e mare
- Chiesa Santa Maria della Mercede (poco distante)
Servizi:
Nessuno. Borgo residenziale. Portare acqua/cibo se si fa sentiero.
SENTIERO DEI PIZZI BIANCHI (CAI 505):
Classificazione: EE - Escursionisti Esperti
Percorso completo:
- Partenza: Noia (435m)
- Tappe: Pizzi Bianchi (230m) → Cavascura (30m) → Maronti/Fumarole (0-2m) → eventuale Sant'Angelo (3m)
- Arrivo: Vari punti possibili (Cavascura, Maronti, Sant'Angelo)
- Lunghezza: 5-6 km
- Dislivello: -430m (tutto discesa)
- Tempo: 4-5 ore (con soste)
Difficoltà REALE:
- Primi 2 km (Noia → Pizzi Bianchi): E - Media, fattibile
- Tratto Pizzi Bianchi → Cavascura: EE - Molto difficile, corde, rischio scivolamento
ATTREZZATURA OBBLIGATORIA:
- Scarponi trekking suole scolpite
- Bastoncini trekking
- Acqua minimo 1,5L
- Caschetto (per tratto corde)
- Pantaloni lunghi
- Giacca a vento
- Snack energetici
ATTREZZATURA CONSIGLIATA ESPERTI:
- Corde proprie (quelle fisse non sempre OK)
- Guanti
- Kit primo soccorso
- GPS/traccia scaricata
PERIODO MIGLIORE:
- IDEALE: Marzo-Maggio, Settembre-Novembre
- EVITARE: Estate (troppo caldo), dopo pioggia (pericolosissimo), inverno (umido/freddo)
ORARIO CONSIGLIATO:
Partenza 8:00-9:00 (arrivo Cavascura per pranzo)
ACQUA:
- Sorgente Olmitello presente a valle ma meglio portare scorta
- NON fonti lungo percorso
SEGNALETICA:
Segnavia CAI bianco-rosso (intermittente, non sempre chiaro)
PUNTI CRITICI:
- Tratto con corde (200m dopo Pizzi Bianchi): pendenza 40-50%, terreno friabile
- Corde fisse non sempre in buone condizioni
- Trave legno (facilitava passaggio) spostata/inutilizzabile dal 2023
- Sentiero eroso, ristretto in alcuni punti
ALTERNATIVE SICURE:
Opzione 1 - Solo Pizzi Bianchi A/R:
- Da Noia scendi solo fino ai pinnacoli
- Godi spettacolo, fai foto
- Risali stesso percorso
- Tempo: 2-3h totali
- Difficoltà: E (media, fattibile)
Opzione 2 - Via Andrea Mattera:
- Strada asfaltata SP 480
- Belvedere Serrara → Sant'Angelo
- Panorama simile, zero rischi
- Fattibile anche in bus
Opzione 3 - Guida organizzata:
- Pro Loco Panza: "Andar per Sentieri" (eventi stagionali)
- CAI Ischia: escursioni guidate
- Guide private: contattare Comune Serrara Fontana
SERVIZI LUNGO PERCORSO:
A Noia (partenza):
Nessuno (borgo residenziale)
A Cavascura (tappa intermedia):
- Terme di Cavascura: spa termale, €20, vasche scavate roccia, sauna naturale
- Orari: generalmente 9:00-18:00 (estate), chiuso bassa stagione
- Tel. da verificare sul posto
A Maronti/Fumarole (arrivo):
- Spiaggia dei Maronti: stabilimenti, bar, ristoranti
- Fumarole: spiaggia libera, fenomeni termali
- Taxi boat per Sant'Angelo (5 min, ogni 15 min fino 19:00)
A Sant'Angelo (arrivo alternativo):
- Borgo completo: bar, ristoranti, hotel, bus
- Piazza centrale
- Collegamenti bus per tutta isola
RIENTRO A NOIA:
Problema: percorso è traversata (partenza ≠ arrivo)
Soluzioni:
- Taxi: da Sant'Angelo/Maronti a Noia (~15-20€)
- Bus: da Sant'Angelo linea CS fino Noia (fermata Croce Rosa)
- Auto seconda: lasciare una macchina a valle (serve due auto)
- Navetta organizzata: se vai con gruppo/Pro Loco
SICUREZZA - REGOLE TASSATIVE:
- MAI da soli (minimo 2 persone, meglio 3-4)
- MAI senza esperienza escursionistica (se primo trekking, NON iniziare da qui)
- MAI dopo pioggia (terreno diventa saponetta)
- MAI in condizioni meteo dubbie
- Comunicare a qualcuno dove vai e quando torni
- Telefono carico (segnale presente ma intermittente)
- Se hai dubbi, torna indietro (nessuno ti giudica, la montagna non perdona)
EMERGENZE:
- 112 - Numero unico emergenze
- 118 - Emergenza sanitaria
- Croce Rosa Italiana ha presidio a Noia (punto partenza)
COMBINABILE CON:
- Cavascura terme (€20, relax post-sentiero)
- Bagno Maronti/Fumarole
- Pranzo Sant'Angelo
- Visita Sant'Angelo borgo
- Chiesa Santa Maria della Mercede (Fontana, vicino Noia)
PER CHI È ADATTO:
- Escursionisti con esperienza sentieri difficili
- Buona condizione fisica
- Nessun problema vertigini
- Nessun problema ginocchia/caviglie (discesa lunga)
- Età consigliata: 16-65 anni (con esperienza)
PER CHI NON È ADATTO:
- Principianti trekking
- Chi soffre vertigini
- Problemi articolari (ginocchia, caviglie)
- Bambini sotto 14 anni
- Over 70 (salvo ottima forma fisica)
- Chi cerca "passeggiata panoramica"
NOTE IMPORTANTI:
- Sentiero richiede manutenzione periodica (non sempre garantita)
- Condizioni possono cambiare dopo eventi meteo
- Verificare condizioni attuali presso CAI Ischia o guide locali prima partenza
- Recensioni recenti (2023-2025) segnalano tratto corde in condizioni critiche
- Se non sicuri, optare per Opzione 1 (solo fino Pizzi A/R) o Opzione 2 (Via Andrea Mattera)









