Belvedere e Bosco di Zaro

Belvedere San Josemaría Escrivá e Bosco di Zaro: Dove Visconti Guardava il Mare

Passaporto dell'Isola d'Ischia in mano? Perfetto, perché questa è una di quelle tappe che ti fa capire perché Forio ha sempre attratto artisti, registi, sognatori in fuga dal mondo.

Il Belvedere San Josemaría Escrivá (chiamato fino al 2013 semplicemente "Belvedere Zaro") è una terrazza panoramica sospesa sul mare con vista su Chiaia, San Francesco, la Chiesa del Soccorso illuminata dal faro, e il Monte Epomeo che svetta alle spalle. Gratuito, aperto 24 ore, zero folla (tranne al tramonto in alta stagione).

Ma il vero tesoro è il Bosco di Zaro che lo circonda: un polmone verde di macchia mediterranea dove si nasconde La Colombaia, la villa di Luchino Visconti – il regista del neorealismo italiano che qui trovò rifugio, ispirazione, e forse anche l'amore vero (quello che il conformismo sociale non gli permetteva di vivere apertamente).

Vico Capercia 81, Forio. Aperto sempre. La Colombaia riaperta dal 2023 come centro culturale/museo (dopo anni di battaglie legali tra eredi e Comune).

Questa non è una tappa turistica standard. È un pezzo di cinema italiano, di storia LGBTQ+ non dichiarata, di bellezza naturale che ha ispirato capolavori.

Il Belvedere: Da Zaro a San Josemaría Escrivá

Fino al 2013 questo posto si chiamava semplicemente "Belvedere Zaro" – dal nome del quartiere/bosco circostante.

12 aprile 2013: Il Comune di Forio lo intitola a San Josemaría Escrivá (1902-1975), fondatore dell'Opus Dei. Cerimonia ufficiale, targa commemorativa.

Chi era Escrivá? Prete spagnolo nato in Aragona, infanzia segnata dalla morte di tre sorelle, nel 1928 fonda l'Opus Dei – prelatura personale della Chiesa cattolica (riconosciuta ufficialmente nel 1982) il cui carisma è "santificare il lavoro quotidiano". Vuol dire: non serve essere monaco o suora per essere santo, basta fare bene il proprio lavoro – medico, operaio, madre di famiglia – vivendolo come vocazione.

Escrivá è stato il primo santo del XX secolo tra quelli che univano laicità e sacerdozio. Controverso per alcuni (l'Opus Dei ha sempre suscitato dibattiti), venerato per altri.

Perché intitolargli un belvedere a Forio? Probabilmente per la presenza dell'Opus Dei sull'isola, o per una richiesta specifica della comunità cattolica locale. Non è chiaro, ma il nome ufficiale è questo dal 2013.

Detto questo, i foriani continuano spesso a chiamarlo semplicemente "Belvedere Zaro" – perché le abitudini linguistiche sono dure a morire, e perché il bosco circostante si chiama così da sempre.

Il Panorama: Perché Vale la Salita

Arrivi al belvedere (a piedi, 5-10 minuti di salita tranquilla da Forio centro), ti affacci, e capisci.

Vista a 180 gradi sul mare:

  • Spiagge di Chiaia e San Francesco distese sotto di te, sabbia chiara e acqua turchese
  • Forio con le sue cupole: San Gaetano che svetta, il Torrione medievale, la Chiesa del Soccorso bianca aggrappata alla roccia
  • Il faro del Soccorso che al tramonto si accende e crea quella luce calda che ha fatto piangere generazioni di romantici
  • Monte Epomeo (789 metri) che domina l'orizzonte alle spalle, gigante verde di tufo
  • Il mare aperto verso ovest, dove il sole scende ogni sera regalando tramonti che sembrano dipinti male da quanto sono perfetti

Quando andarci:

Tramonto (ovvio): Il momento classico. Il sole cala dietro il mare, il cielo esplode in arancione/rosso/viola, la Chiesa del Soccorso si illumina, il faro si accende. Poesia pura. In alta stagione (luglio-agosto) rischi di trovare folla, ma ne vale la pena.

Alba: Pochi ci pensano, ma l'alba da qui è magica. Luce blu che diventa oro, silenzio assoluto, zero gente. Se sei tipo da svegliarti presto, provaci.

Maltempo: Quando il mare è in tempesta, la vista è drammatica. Onde che si infrangono sugli scogli, kite surfer che sfidano il vento, cielo grigio che pesa sull'acqua. Non è romantico nel senso classico, ma è potente.

Ora blu (crepuscolo): Quel momento tra il tramonto e la notte piena, quando il cielo è blu elettrico e le luci della città si accendono una a una. Fotograficamente è oro.

Il Bosco di Zaro: Polmone Verde e Sentieri Nascosti

Il belvedere è solo un punto di un ecosistema più grande: il Bosco di Zaro, polmone verde di Forio.

Flora: Macchia mediterranea classica – pini marittimi, agavi che sembrano esplose, fichi d'India con pale carnose, lecci che fanno ombra. Profumo di resina, mirto, mare. Sentieri che si inerpicano tra la vegetazione, silenziosi e freschi anche d'estate.

Connessioni: Il bosco collega i Giardini La Mortella (il capolavoro botanico di Lady Walton) con La Colombaia (la villa di Visconti) e con il santuario di Zaro. Puoi fare un percorso trekking che unisce natura, arte, storia.

Escursioni organizzate: La Pro Loco di Forio organizza periodicamente escursioni guidate: "Bosco di Zaro + Villa Colombaia Visconti". Durata 2-3 ore, con guida che racconta storia e natura. Verifica disponibilità sul loro sito o sui social.

Non è un bosco monumentale tipo Foresta Nera. Ma per un'isola mediterranea piccola come Ischia, è un gioiello verde da preservare.

Villa Visconti "La Colombaia": Il Buen Retiro del Regista

E qui arriviamo al cuore emotivo di Zaro: La Colombaia, la villa dove Luchino Visconti visse per quasi trent'anni.

La Storia della Villa

Fine '800: La villa viene costruita dalla famiglia Patalano (Luigi Patalano). Poi passa al barone Fassini.

1949: Luchino Visconti – già regista affermato del neorealismo italiano (Ossessione, La terra trema) – arriva a Ischia, vede La Colombaia, se ne innamora. La compra.

Inizia una ristrutturazione importante con l'architetto Giorgio Pes. Visconti non vuole una villa moderna asettica: vuole un'opera d'arte abitabile. Importa pavimenti antichi da ville campane in rovina, compra mobili e oggetti d'antiquariato a Londra e Parigi, mescola stile liberty con influenze neoclassiche. Il risultato è un'abitazione raffinata, eclettica, personale.

Gli Anni d'Oro (1950-1970)

La Colombaia diventa il buen retiro di Visconti – il rifugio dove scappa dal conformismo romano, dalle pressioni del sistema cinematografico, dai giudizi sociali sulla sua omosessualità (allora reato in Italia).

Qui porta attori, amici, amanti. Alain Delon, Burt Lancaster, Helmut Berger (suo compagno), Maria Callas. Feste raffinate, cene lunghe, conversazioni notturne sul terrazzo guardando il mare.

Visconti lavora anche: legge sceneggiature, prepara i film, si ispira. C'è chi dice che alcuni elementi di Rocco e i suoi fratelli siano nati qui, guardando le dinamiche famigliari ischitane. Non è provato, ma è plausibile.

La Colombaia è stata per Visconti quello che Capri era per Axel Munthe, o Taormina per Truman Capote: un posto dove poter essere sé stesso, senza maschera sociale.

La Morte e le Ceneri

1976: Visconti muore a Roma. Le sue ceneri, insieme a quelle della sorella Uberta, vengono portate a La Colombaia e sparse nel giardino. Non c'è una tomba monumentale, non c'è una lapide vistosa. Solo un albero, un angolo di verde, una presenza silenziosa.

Per Visconti, La Colombaia non era solo una casa di vacanza. Era casa, punto.

Le Battaglie Legali e la Riapertura

Dopo la morte di Visconti, iniziano anni di controversie tra gli eredi e il Comune di Forio. Chi deve gestire la villa? Deve diventare museo pubblico o restare proprietà privata? Può essere venduta?

Battaglie legali, cause, appelli. La Colombaia resta chiusa per decenni, si degrada, diventa quasi un fantasma.

2023: Finalmente viene riaperta come centro culturale e museo. Non è ancora completamente restaurata, non è un museo "finito" con didascalie perfette e percorsi obbligati. Ma è aperta, visitabile, viva.

Si possono vedere le stanze dove Visconti dormiva, lavorava, riceveva ospiti. I pavimenti originali, i mobili (alcuni), gli oggetti personali (quelli rimasti). L'atmosfera è quella sospesa delle case-museo: senti la presenza di chi ci ha vissuto, anche se non c'è più.

Come Visitare La Colombaia

Accesso: Sentieri pedonali attraverso il Bosco di Zaro. Sono sentieri irregolari, a tratti ripidi – non asfaltati, non facilissimi. Serve un minimo di allenamento, scarpe da trekking.

Orari: Variabili. Meglio verificare sul sito del Comune di Forio o della Pro Loco prima di andare. Non è aperta tutti i giorni come un museo statale.

Visite guidate: Consigliate. Le guide locali raccontano aneddoti, storie, retroscena che non trovi scritti da nessuna parte. La Pro Loco organizza tour combinati Bosco di Zaro + Colombaia.

Biglietto: Da verificare (probabilmente simbolico o gratuito, essendo centro culturale comunale).

Perché Andarci

Perché il Belvedere e La Colombaia ti mostrano due facce di Forio: quella romantica naturale (il panorama, il bosco, il mare) e quella culturale-artistica (Visconti, il cinema, la storia LGBTQ+ sotterranea).

Il belvedere è per tutti: gratuito, sempre aperto, facile da raggiungere. Ci vai al tramonto con il tuo partner, ci vai da solo a pensare, ci vai con amici a bere una birra guardando il mare. È democratico.

La Colombaia è per chi vuole scavare più a fondo: capire chi era Visconti oltre i film, vedere dove ha vissuto, immaginare le serate con Delon e Berger, sentire l'eco di una vita artistica vissuta con intensità.

Va bene per:

  • Romantici (belvedere al tramonto è un classico)
  • Appassionati di cinema italiano
  • Estimatori di Visconti
  • Trekker (sentieri del Bosco di Zaro)
  • Fotografi (panorama + architettura liberty)
  • Chiunque cerchi un pezzo di Ischia culturale, non solo balneare

Non va bene per:

  • Chi ha fretta (La Colombaia richiede tempo)
  • Chi ha problemi di mobilità (sentieri ripidi)
  • Chi cerca solo spiagge

È un'esperienza verticale, culturale, emotiva. Sali in quota fisicamente, ma sali anche nella storia del cinema, nella memoria di un'isola che ha accolto artisti in fuga.

Informazioni Pratiche

Belvedere San Josemaría Escrivá:

  • Vico Capercia 81, Forio
  • Aperto 24/7, gratuito
  • Come arrivare: da Forio centro, bus direzione Zaro (5-10 minuti) + salita a piedi Vico Capercia. Parcheggio nelle vicinanze.

Villa Visconti "La Colombaia":

  • Accesso: sentieri pedonali dal Bosco di Zaro (irregolari/ripidi)
  • Orari: variabili, verificare Comune di Forio o Pro Loco
  • Visite guidate: Pro Loco Forio ("Bosco Zaro + Colombaia Visconti")

Collegamento con altre tappe:

  • Giardini La Mortella: 5 minuti a piedi dal Bosco di Zaro (percorso panoramico)

Il Tuo Timbro sul Passaporto

Se hai il Passaporto dell'Isola d'Ischia, il Belvedere e La Colombaia sono tappe da timbrare con cura. Scrivi "tramonto da Zaro" o "casa di Visconti" – il momento che ti ha toccato.

Non hai ancora il Passaporto? Lo trovi sul sito di Eccellenze Ischitane. È il modo migliore per esplorare l'isola dall'alto – geograficamente e culturalmente. Ogni timbro è una scoperta, ogni scoperta è un pezzo di Ischia che porti a casa.

Prossima tappa consigliata: Giardini La Mortella (5 minuti dal Bosco di Zaro). Dopo aver visto dove viveva Visconti, vai a vedere il capolavoro botanico di Lady Walton. Due mondi artistici diversi, stessa zona, stessa passione per la bellezza.

Belvedere San Josemaría Escrivá - Vico Capercia 81, 80075 Forio (NA) | Aperto 24/7 | Gratuito | Villa Visconti "La Colombaia" - Accesso da Bosco di Zaro | Orari variabili, verificare | Visite guidate: Pro Loco Forio

Dove si trova 

Belvedere di Zaro

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