Ventotene

Ventotene: L'Isola dove Nacque l'Idea di Europa
A soli 50 minuti da Ischia, l'isola più piccola e tranquilla dell'arcipelago pontino. Tra storia millenaria, acque cristalline e il luogo dove fu scritto il Manifesto che immaginò l'Unione Europea
Se Ponza è la perla glamour dell'arcipelago pontino, Ventotene è il suo gioiello nascosto, la sorellina più piccola e riservata, quella che custodisce segreti antichi e storie che hanno cambiato la Storia con la S maiuscola. A meno di un'ora di aliscafo da Ischia, quest'isola vulcanica di appena 2,8 km di lunghezza ti accoglie con la sua dimensione intima, il suo mare trasparente, e un'aura contemplativa che ha affascinato Romani, esuli, patrioti e visionari.
Come Raggiungere Ventotene da Ischia
Gli stessi aliscafi SNAV che collegano Ischia a Ponza fanno prima scalo a Ventotene, rendendola facilmente raggiungibile da Casamicciola Terme. Anzi, Ventotene è ancora più vicina: la prima fermata del viaggio nell'arcipelago pontino.
Partenze e Orari
Durante la stagione estiva (giugno-settembre), le partenze dal porto di Casamicciola sono programmate 2-3 volte a settimana, generalmente venerdì, sabato e domenica.
Gli orari indicativi sono:
- Partenza mattutina: ore 09:00, arrivo a Ventotene intorno alle 09:50
- Partenza pomeridiana: ore 16:15, arrivo a Ventotene intorno alle 17:05
Durata e Prezzi
La traversata è rapidissima: solo 50 minuti circa. La distanza tra Ischia e Ventotene è di appena 20 miglia nautiche (circa 37 km).
I prezzi partono indicativamente da 23€ e possono arrivare fino a circa 70€ per la sola andata, a seconda del periodo e della disponibilità. I bambini fino a 2 anni viaggiano gratis, riduzioni fino agli 11 anni.
Consigli Pratici
- Prenota con anticipo per i weekend estivi
- Presentati al porto almeno 30 minuti prima
- Bagaglio a mano: max 50x35x20 cm, peso max 9 kg
- Non è possibile imbarcare veicoli (e a Ventotene non ti servono!)
- Animali domestici ammessi (circa 10€, in trasportino se di piccola taglia)
- In caso di mare mosso le corse potrebbero essere sospese
Ventotene: Piccola, Tranquilla, Straordinaria
Ventotene è davvero minuscola: 2,8 km di lunghezza per 800 metri di larghezza, con un punto più alto di appena 139 metri sul livello del mare. Praticamente pianeggiante, la si gira comodamente a piedi – non servono auto, scooter o mezzi particolari. Conta poco più di 700 abitanti, che diventano qualche migliaio d'estate quando arrivano turisti, velisti e appassionati del mare.
A differenza di Ponza, Ventotene non ha mai conosciuto il turismo di massa. È rimasta ferma nel tempo, preservando quell'atmosfera di separatezza che i Greci chiamavano "Pandataria" (dispensatrice di ogni cosa) e che i Romani usarono proprio per il suo isolamento: un luogo perfetto dove confinare chi doveva restare lontano da tutto e da tutti.
Un'Isola di Esiliati e Visionari
La storia di Ventotene è una storia di confino, ma anche di resistenza e visione. Fu qui che i Romani esiliarono le nobildonne scomode della famiglia imperiale. La prima fu Giulia, figlia dell'imperatore Augusto, mandata qui nel 2 a.C. per aver violato le leggi sulla moralità imposte dal padre. Dopo di lei arrivarono Agrippina Maggiore (madre di Caligola), Ottavia (prima moglie di Nerone) e tante altre donne di alto rango.
Secoli dopo, i Borbone trasformarono la vicina isoletta di Santo Stefano in un carcere di sicurezza per gli oppositori politici del Regno di Napoli. Durante il Risorgimento vi furono rinchiusi i patrioti che lottavano per l'unità d'Italia.
Ma fu durante il Ventennio fascista che Ventotene visse forse il suo capitolo più significativo. Qui furono confinati molti antifascisti – socialisti, comunisti, azionisti – tra cui Sandro Pertini, Giuseppe Di Vittorio, Umberto Terracini, e soprattutto Altiero Spinelli ed Eugenio Colorni.
Fu proprio qui, nel carcere di Santo Stefano, che nel 1941 Spinelli e Colorni scrissero il Manifesto di Ventotene, il documento visionario che per primo immaginò gli Stati Uniti d'Europa come soluzione ai nazionalismi che avevano portato alla guerra. Quel manifesto è oggi considerato il testo fondante dell'Unione Europea.
Il Porto Romano: Un Capolavoro di Ingegneria
La prima meraviglia che ti accoglie a Ventotene è il Porto Romano, ancora perfettamente funzionante dopo duemila anni. Si tratta di un bacino artificiale scavato completamente nel tufo vulcanico: per realizzarlo, i Romani asportarono circa 60.000 metri cubi di roccia, un'impresa colossale per l'epoca.
Il porto, rivolto a est per proteggersi dai venti dominanti, ospitava le navi mercantili e da guerra. Oggi la struttura moderna si è perfettamente integrata con quella antica: le grotte scavate dai Romani ospitano negozi, uffici turistici, diving center e ristoranti, mentre le enormi bitte di pietra che tenevano ancorate le navi sono ancora visibili e utilizzate.
Passeggiare lungo il porto significa camminare tra passato e presente, tra tufo millenario e vita moderna, con le barche dei pescatori che ondeggiano dove un tempo attraccavano le navi imperiali.
La Peschiera Romana: Itticoltura d'Avanguardia
Ai piedi del faro, poco distante dal porto, si trova la Peschiera Romana, un altro esempio straordinario dell'ingegno romano. Risalente al I secolo d.C., era un complesso di vasche scavate nel tufo per l'allevamento dei pesci destinati alle tavole della corte imperiale.
Tre vasche separate da saracinesche con minuscoli fori garantivano il ricambio d'acqua ma impedivano il passaggio dei pesci. Ogni vasca aveva una funzione specifica: riproduzione, alimentazione, e pulizia. Un modello di acquacoltura all'avanguardia che funzionava grazie agli schiavi.
Oggi parte della peschiera è sommersa (il livello del mare si è alzato nei secoli), il che la rende ancora più affascinante da ammirare sia dall'alto che con maschera e pinne.
Villa Giulia: La Residenza Imperiale degli Esiliati
Sul promontorio di Punta Eolo, nella parte settentrionale dell'isola, si ergono i resti di Villa Giulia, una delle residenze imperiali di Ottaviano Augusto. Fu progettata come villa di villeggiatura, con porto privato, peschiera, terme complete (calidarium, frigidarium, tepidarium) e ambienti degradanti verso il mare in perfetta armonia con il paesaggio.
Ma la villa divenne presto luogo di esilio per le donne scomode della famiglia imperiale. Giulia, figlia di Augusto, fu la prima ad abitarla – qui ebbe anche un figlio. Il panorama da Punta Eolo è mozzafiato: il mare si apre a 360 gradi, e si vede chiaramente l'isolotto di Santo Stefano con il suo carcere borbonico.
Il Museo Archeologico di Ventotene organizza visite guidate a Villa Giulia – conviene prenotare in anticipo.
Le Cisterne Romane: Ingegneria Idraulica Perfetta
Ventotene, a differenza di Ischia, non ha sorgenti di acqua dolce. Fu un problema enorme per secoli, risolto dai Romani con due enormi cisterne per la raccolta dell'acqua piovana.
Le due cisterne principali ancora visitabili sono:
- Cisterna di Villa Stefania (circa 700 mq): esempio perfetto di sistema di raccolta, completamente stuccata e intatta, con pareti in cocciopesto (materiale impermeabile e resistentissimo)
- Cisterna dei Detenuti (circa 1.200 mq): utilizzata poi come prigione in epoca borbonica, le sue pareti sono coperte di graffiti e murales dei carcerati che la abitarono
Entrambe si raggiungono a piedi da Piazza Castello in pochi minuti. Visitarle significa entrare letteralmente nelle viscere della storia.
Il Carcere di Santo Stefano: Il Panopticon del Mediterraneo
L'escursione al Carcere di Santo Stefano è una delle esperienze più intense e significative che si possano fare a Ventotene. L'isolotto dista meno di un miglio marino e le visite guidate partono la mattina (generalmente ore 10:30) con piccole imbarcazioni dal porto.
Il carcere fu costruito dai Borbone nel 1795 su progetto di Francesco Carpi, seguendo il modello del Panopticon – il carcere ideale teorizzato dal filosofo Jeremy Bentham nel 1791. La struttura è a ferro di cavallo, con una torre di sorveglianza centrale che permetteva a un solo guardiano di controllare tutte le 99 celle contemporaneamente.
L'edificio è a picco sul mare, ma i detenuti potevano guardare solo verso l'interno: il mare era negato, aumentando il senso di isolamento e oppressione psicologica.
Qui furono rinchiusi anarchici (come Gaetano Bresci, assassino del re Umberto I), patrioti risorgimentali, e durante il fascismo gli oppositori del regime: Sandro Pertini (futuro Presidente della Repubblica), Umberto Terracini, Giuseppe Di Vittorio, e tanti altri che fecero la storia della Repubblica Italiana.
Il carcere rimase in funzione fino al 1965. Oggi è visitabile (anche se periodicamente chiuso per lavori di restauro) ed è un luogo di memoria potentissimo. Il piccolo cimitero accanto, con croci di legno senza nome, testimonia le sofferenze e le morti di chi non ce la fece.
Importante: le visite sono limitate (max 25 persone al giorno) e vanno prenotate con anticipo presso l'InfoPoint al porto di Ventotene o sul sito www.riservaventotene.it (tel. 0771 85345).
Le Spiagge di Ventotene: Poche ma Stupende
A differenza di Ponza, Ventotene ha solo due spiagge facilmente accessibili via terra. Ma sono due gemme.
Cala Nave La spiaggia più grande e frequentata, situata nella zona nord-orientale dell'isola di fronte a Santo Stefano. Sabbia scura finissima, mare trasparente e cristallino. Ci sono sia una parte libera che una attrezzata. Si raggiunge comodamente a piedi dal centro in pochi minuti.
Da qui si ammirano i due faraglioni chiamati "Nave di Terra" e "Nave di Fuori", lo Scoglietello, e naturalmente l'isola di Santo Stefano con il suo carcere.
Cala Rossano Più piccola e intima, si affaccia sul porto. Anche qui sabbia dai colori tenui e acqua limpidissima nonostante la vicinanza con il porto. Perfetta per chi cerca tranquillità.
Altre Cale (Raggiungibili Solo via Mare) Le altre calette dell'isola – Parata Grande, Parata della Postina, Cala Battaglia, la Spiaggia delle Piscine – sono accessibili solo con i taxi-boat che partono dal porto (circa 5€ a tratta) o noleggiando un gommone.
Poco distante da Cala Nave ci sono anche gli Scogli del Faro, piattaforme naturali di tufo perfette per prendere il sole e tuffarsi.
L'Area Marina Protetta: Paradiso dei Sub
Dal 1997, Ventotene e Santo Stefano sono parte di un'Area Marina Protetta che tutela uno degli ecosistemi marini più ricchi e incontaminati del Mediterraneo. Per chi ama le immersioni, Ventotene è un paradiso assoluto: ci sono più di 30 spot per tutti i livelli.
I punti d'immersione più spettacolari sono:
- Secca dell'Archetto: tunnel subacqueo ricco di spugne, triglie, anemoni
- Le Sconciglie: scogli neri e aguzzi, habitat di cernie, saraghi e salpe
- Relitto del Santa Lucia: piroscafo passeggeri affondato nel 1943 dall'aviazione inglese, diviso in due tronconi a circa 45 metri di profondità. Una delle immersioni più suggestive d'Italia
- Punta dell'Arco: interesse naturalistico e archeologico, con resti di ancore borboniche
- Punta Eolo: relitti romani e fauna marina spettacolare
La zona di mare di fronte a Santo Stefano è riserva integrale: vietata pesca e navigazione, si può accedere solo con escursioni guidate autorizzate. Proprio per questo i fondali sono eccezionali.
Cosa Vedere Ancora: Museo, Chiesa e Rampe Colorate
Museo Archeologico Ospitato nel Castello Borbonico (oggi Municipio) in Piazza Castello, conserva reperti provenienti da recuperi subacquei: ancore in pietra e piombo, anfore, resti di carichi di navi romane. Aperto tutti i giorni tranne il lunedì (mattina 11:00-12:30, sabato pomeriggio 17:00-19:00).
Museo della Migrazione e Osservatorio Ornitologico Uno dei pochi in Europa dedicati alla migrazione degli uccelli. Ventotene è tappa fondamentale per migliaia di uccelli nei loro viaggi tra Africa ed Europa. Il museo ospita esemplari e documenta questo fenomeno straordinario.
Chiesa di Santa Candida Dedicata alla patrona dell'isola, costruita in epoca borbonica. Il 20 settembre si celebra la festa di Santa Candida con dieci giorni di festeggiamenti, processione, lancio di mongolfiere di carta velina e fuochi d'artificio sul mare.
Le Rampe Colorate Sei rampe di scale coloratissime collegano il porto romano al centro storico. Un colpo d'occhio meraviglioso, assolutamente instagrammabile.
Piazza Castello La piazza principale, con il castello borbonico, bar, ristoranti, e la bellissima libreria indipendente "L'Ultima Spiaggia", fornitissima di volumi sulla storia dell'isola, nautica e fumetti.
Consigli Pratici per Visitare Ventotene
Come Muoversi: l'isola si gira benissimo a piedi. È piccolissima e praticamente pianeggiante. Non servono mezzi.
Quanto Tempo Serve: Ventotene può essere visitata in giornata, ma l'ideale è fermarsi almeno una notte per viverne l'atmosfera serale e godersi il tramonto con calma.
Dove Dormire: l'offerta alberghiera è limitata. Conviene prenotare con largo anticipo (anche mesi prima per l'estate) oppure optare per case vacanza e appartamenti privati.
Cosa Portare: costume, maschera e pinne, scarpe comode, crema solare, giacca leggera per la sera.
Quando Andare: giugno-settembre per i collegamenti diretti da Ischia. Settembre è perfetto: meno affollato, mare ancora caldo, atmosfera più tranquilla.
Cosa Mangiare: la cucina di Ventotene è quella "povera" delle isole: pesce fresco, legumi, lenticchie di Ventotene (presidio Slow Food), verdure locali. Prova il "casatiello" (rustico ripieno) e le "zeppole di San Giuseppe".
Ventotene e Ischia: Due Isole, Due Anime
Se Ischia è l'isola del benessere termale, dei giardini rigogliosi, della vita mondana e delle spiagge attrezzate, Ventotene è l'esatto opposto: piccola, brulla, essenziale, contemplativa. Ma proprio in questa differenza sta il suo fascino.
Ventotene ti rallenta, ti fa camminare con calma tra rovine romane e ricordi di resistenza, ti fa tuffare in un mare così trasparente da sembrare irreale, ti fa riflettere sulla Storia guardando le celle del carcere dove uomini coraggiosi immaginarono un'Europa unita mentre il mondo bruciava.
Arrivare a Ventotene da Ischia è come fare un salto temporale: dai colori sgargianti e la vivacità ischitana alla sobrietà di un'isola dove il tempo sembra essersi fermato, dove la natura è più selvaggia, dove la storia parla più forte.
E quando tornerai a Ischia, con negli occhi il mare turchese di Cala Nave e nel cuore il silenzio contemplativo di Ventotene, capirai che hai vissuto due facce diverse dello stesso mare, due anime complementari del nostro Tirreno.
Hai visitato Ventotene da Ischia? Raccontaci la tua esperienza sui social di Eccellenze Ischitane! E se stai programmando la visita, ricorda di prenotare in anticipo sia il traghetto SNAV che l'escursione al Carcere di Santo Stefano.









