Tour Portoni di Forio
Portoni Antichi di Forio: I Guardiani Silenziosi che Fermarono i Pirati
Passaporto dell'Isola d'Ischia alla mano? Bene, perché questa è una di quelle tappe che non si timbrano in un punto preciso. Si timbrano camminando, con il naso all'insù e gli occhi spalancati, cercando i dettagli che tutti vedono ma pochi guardano davvero.
I portoni antichi del centro storico di Forio non sono "belle porte vecchie da fotografare." Sono capolavori di architettura difensiva e decorativa – legno massiccio che ha resistito 500 anni, pietra vulcanica scolpita a mano, picchiotti di ferro battuto con forme che raccontano storie, stemmi di famiglie nobili che controllavano il commercio del vino.
XVI secolo. Barbarossa e Dragut terrorizzano le coste tirreniche. Forio costruisce 13 torri e trasforma il tessuto urbano in trappola: vicoli a labirinto + portoni blindati = sistema difensivo integrato. I pirati entrano nei vicoli stretti, si perdono, i portoni si chiudono alle spalle, le torri danno l'allarme. Trappola medievale.
Oggi quei portoni sono ancora lì. Li vedi camminando per i Vicoli Saraceni (articolo già fatto), per Via Luigi Quercia, Via Casa Patalano, Via Costantino. Legno consunto, piperno grigio scuro, tufo verde dell'Epomeo, ferri battuti arrugginiti. Alcuni sono ancora abitati – famiglie che vivono dietro portoni cinquecenteschi come se niente fosse. Altri sono musei, B&B, case-vacanza.
Ma tutti raccontano la stessa storia: Forio che si difende, che resiste, che sopravvive. E che lo fa con stile – perché anche la difesa può essere bella.
Architettura Difensiva che Diventa Arte
I Materiali: Legno, Piperno, Tufo Verde
Legno massiccio: Porte spesse 5-10 centimetri, fatte con assi di castagno o quercia inchiodate a mano. Resistenti ai colpi d'ariete (lo strumento che i pirati usavano per sfondare), alle asce, al fuoco (il legno brucia, ma lentamente se è così spesso).
Molti portoni conservano ancora il legno originale – 400-500 anni, scuro quasi nero per l'ossidazione, consumato dalle mani di migliaia di persone che l'hanno aperto e chiuso. Passaci la mano sopra (con rispetto): senti le venature, i buchi dei chiodi originali, le crepe del tempo.
Piperno: Pietra vulcanica grigio scura estratta dalle cave dei Campi Flegrei (zona Napoli). Dura, compatta, resistente. Usata per i portali arcuati – l'arco di pietra che sostiene il peso del muro sopra la porta.
Molti portali hanno bugne (blocchi di pietra lavorati a sporgere leggermente, creando un effetto tridimensionale) che davano prestigio e solidità. Le bugne non sono solo estetiche: rendono più difficile scalare il muro.
Tufo verde dell'Epomeo: Pietra vulcanica locale, più chiara e morbida del piperno. Usata per decorazioni, cornici, stemmi. Facile da scolpire (si lavora con scalpello e martello), ma resistente una volta asciugata.
Ferri battuti: Cerniere, chiavistelli, picchiotti, borchie decorative. Tutto fatto a mano da fabbri locali, ogni pezzo unico. Alcuni ferri hanno forme geometriche semplici, altri sono vere opere d'arte (volute, foglie, animali stilizzati).
I Picchiotti: Bussare con Stile (e Simbolo)
Il picchiotto è quella maniglia di ferro che usi per bussare al portone (prima dei campanelli elettrici). Ma a Forio (e in tutta l'architettura mediterranea antica) i picchiotti non sono solo funzionali: sono simbolici.
Forme tipiche:
Mano umana: Il picchiotto più comune. Una mano di ferro che stringe un anello. Significato: accoglienza, ospitalità. "La mia mano ti apre la porta."
Testa di leone: Simbolo di forza, protezione. Il leone che ruggisce scaccia gli spiriti maligni (e i malintenzionati reali).
Testa di ariete/capra: Protezione contro il malocchio. Gli animali cornuti erano considerati apotropaici (che tengono lontano il male).
Delfino: Simbolo marino, protezione per i pescatori. Forio vive di mare, il delfino è animale sacro.
Chiodi anti-aratro: Alcuni portoni hanno grosse borchie di ferro conficcate nel legno, disposte a griglia. Non sono decorative: servivano a impedire che un ariete (lo strumento d'assedio, non l'animale) sfondasse la porta. I chiodi sporgenti bloccavano l'impatto, distribuivano la forza.
Quando cammini per i vicoli, fermati davanti a ogni portone e guarda il picchiotto. Ognuno è diverso. Ognuno racconta una storia, una credenza, un desiderio di protezione.
Stemmi e Date Incise: Il Libro di Pietra
Sopra molti portoni (o ai lati) trovi stemmi scolpiti – simboli araldici delle famiglie nobili o mercantili che abitavano il palazzo.
Cosa raccontano gli stemmi:
- Casato di appartenenza (ogni famiglia aveva il suo simbolo – leone, torre, stella, croce, ecc.)
- Alleanze matrimoniali (stemma diviso in due: metà padre, metà madre)
- Attività economica (botti di vino, navi, grappoli d'uva per i mercanti vinicoli)
- Titoli nobiliari (corone, scudi, motti in latino)
Date incise: Molti portoni hanno l'anno di costruzione scolpito nel piperno o nel tufo. Le date più comuni vanno dal 1500 al 1700 – periodo di massimo splendore di Forio come centro mercantile.
Forio esportava vino in tutto il Mediterraneo (e oltre). Le famiglie che controllavano il commercio vinicolo costruivano palazzi nobiliari con portoni monumentali per mostrare il loro status. Non era solo ostentazione: era marketing – "Questa famiglia è potente, fa affari sicuri."
Gli stemmi e le date trasformano i portoni in un "libro di storia aperto" – cammini per i vicoli e leggi i secoli passati incisi nella pietra.
Androni Profondi: Il Segreto Oltre la Porta
Molti portoni non danno direttamente sulla strada interna. C'è un androne – un corridoio coperto, profondo a volte 5-10 metri, che conduce al cortile interno.
Funzione difensiva: L'androne crea uno spazio cuscinetto. Se i pirati sfondano il portone esterno, si trovano in un corridoio stretto e buio dove i difensori possono attaccarli facilmente. Non è ancora dentro la casa – è una zona grigia, controllabile.
Funzione abitativa: L'androne protegge dal sole estivo e dalla pioggia invernale. È fresco d'estate, riparato d'inverno. Molte famiglie ci tenevano attrezzi agricoli, botti di vino, carri.
Cortili interni nascosti: Oltre l'androne, dietro i portoni chiusi, molti palazzi hanno cortili con giardini, alberi di aranci e limoni, pozzi, scale esterne. Dall'esterno non si vede niente – solo il portone chiuso. Ma dentro c'è un microcosmo verde e profumato.
È l'architettura mediterranea classica: facciata austera, interno rigoglioso. Non mostrare tutto, custodire la bellezza dentro.
Se un portone è aperto (alcuni palazzi sono B&B, case vacanza, o semplicemente abitazioni con abitanti gentili), sbircia dentro con rispetto. A volte vedi giardini incredibili, pozzi antichi, scale di pietra decorate con maioliche.
Esempi Iconici: I Portoni da Non Perdere
Palazzo Patalano: Il Mastodontico
Il più famoso, il più fotografato, il più impressionante.
Dove: Via Casa Patalano (ovviamente).
Caratteristiche:
- Portone enorme – alto almeno 4-5 metri, largo abbastanza da far passare un carro trainato da buoi
- Legno massiccio scuro quasi nero
- Portale in piperno con bugne pronunciate
- Stemma della famiglia Patalano scolpito sopra l'arco
- Picchiotti in ferro battuto a forma di mano
Storia: Palazzo nobiliare della famiglia Patalano, una delle più influenti di Forio tra '500 e '700. Mercanti di vino, armatori, proprietari terrieri. Il palazzo è stato abitato fino a pochi decenni fa, poi venduto/affittato.
Curiosità: Per un periodo è stato dimora dell'artista Bolivar (pseudonimo – il vero nome non è chiarissimo), pittore/scultore che aveva trasformato alcune stanze in atelier. Non so se ci vive ancora, ma il palazzo ha quell'aura bohémien che piace agli artisti.
Il portone è spesso chiuso, ma se è aperto, l'androne è spettacolare: lungo, buio, con luce in fondo che illumina il cortile interno.
Palazzo Pezzillo: Nobiltà Discreta
Dove: Centro storico, vicino a Piazza Municipio (cerca le indicazioni locali, non è segnalato turisticamente).
Caratteristiche:
- Portone più piccolo di Palazzo Patalano, ma raffinato
- Tufo verde lavorato con decorazioni floreali
- Stemma della famiglia Pezzillo (altro casato mercantile importante)
- Picchiotto a testa di leone
Stato: Ancora abitato da discendenti della famiglia (o affittato). Non sempre visitabile, ma il portone si vede dalla strada.
Torre dell'Avvocato Morgera: Portone-Torrione
Dove: Zona Vicoli Saraceni, collegata a una delle torri difensive minori.
Particolarità: Il portone fa parte di una torre quadrata – serviva sia come abitazione nobiliare che come punto di difesa. Architettura ibrida: palazzo + fortino.
Caratteristiche:
- Portone rinforzato con borchie anti-ariete
- Feritoie sui lati (per sparare/lanciare pietre dall'alto)
- Stemma quasi illeggibile (consumato dal tempo)
Oggi è proprietà privata, ma la torre è visibile dall'esterno.
Altri Portoni Sparsi: La Caccia al Tesoro
Il bello di Forio è che ogni vicolo nasconde portoni bellissimi. Non c'è una mappa ufficiale, non c'è un percorso segnato. Devi camminare, perderti, alzare gli occhi.
Via Luigi Quercia: Almeno 5-6 portoni seicenteschi, alcuni con stemmi, altri semplici ma eleganti.
Via Costantino: Portoni affacciati sul mare (quando sbucano le visuali), con picchiotti a delfino.
Vico Torrione: Vicolo strettissimo con portoni laterali – alcuni così bassi che devi abbassare la testa per immaginare di entrare (la gente era più bassa 500 anni fa).
Via Sant'Antonio Abate: Portoni con edicole votive integrate – nicchia scavata nel muro accanto alla porta, con statuetta di santo (protezione divina + architettonica).
Non cercare online "i 10 portoni più belli di Forio." Non esistono classifiche ufficiali. Esci e guarda. Quello che trovi tu, quello che ti colpisce, è il tuo portone preferito.
I Vicoli Saraceni: Il Labirinto che Custodisce i Portoni
I portoni non stanno isolati. Fanno parte del sistema difensivo integrato dei Vicoli Saraceni (articolo già fatto – collegamento diretto).
Dedalo difensivo (1500):
- Stradine anguste (2-3 metri di larghezza massima) dove non si corre in formazione
- Curve a gomito che impediscono di vedere cosa c'è oltre
- Uscite multiple verso le torri di difesa
- Portoni che si chiudono alle spalle degli invasori, trasformando i vicoli in trappole
I pirati entravano, si perdevano, i difensori chiudevano i portoni, le torri davano l'allarme. Sistema geniale che ha funzionato per secoli.
Edicole votive: Nicchie nei muri con statuette di santi – San Vito (patrono di Forio) è il più frequente. Le edicole servivano:
- Protezione divina (il santo veglia sul vicolo)
- Segnaletica familiare ("Gira a destra dopo l'edicola di San Vito" – in un'epoca senza numeri civici)
- Identità di quartiere (ogni rione aveva i suoi santi preferiti)
Chiese nascoste: Camminando per i vicoli incontri:
- Chiesa di San Gaetano (barocca, cupola colorata)
- Basilica di San Vito (patrono – articolo già fatto)
- Chiesa del Soccorso (bianca a picco sul mare – articolo già fatto)
I vicoli collegano tutto: portoni, chiese, torri, piazze. È un organismo urbano vivo – non museo a cielo aperto, ma città abitata che conserva la memoria.
Perdersi è consigliato. Entra nei vicoli senza Google Maps. Cammina sul basolato consumo (le pietre levigate da secoli di passi). Ascolta il mare in sottofondo (Forio è piccola, il mare è sempre vicino). Guarda i giardini oltre i muri alti (bouganvillee fucsia che spuntano, limoni che profumano).
Quando ti perdi davvero, chiedi a qualche foriano: "Scusi, per tornare a Piazza Municipio?" Ti indicano, magari ti accompagnano un pezzo di strada, magari ti raccontano una storia sul vicolo dove sei finito.
Tour Guidati: Gli Esperti che Aprono i Portoni
Alcuni portoni sono sempre chiusi. Abitazioni private, palazzi non visitabili, cortili gelosamente custoditi.
Ma durante eventi speciali (sagre, festival, giornate del FAI – Fondo Ambiente Italiano) o con tour guidati organizzati, alcuni proprietari aprono i portoni e fanno vedere l'interno.
Chi organizza:
- Associazione Vicoli Saraceni (quella che gestisce l'evento natalizio "Andar per Cantine" nei vicoli illuminati – articolo già fatto su Andar per Cantine, ma in quel caso per le cantine, qui per i palazzi)
- Guide turistiche abilitate locali (cercale su proloco.forio.it o chiedi in hotel)
- Pro Loco di Forio
- Eccellenze Ischitane (eventualmente – se organizzano tour tematici)
Cosa vedi con i tour:
- Cortili interni normalmente chiusi
- Pozzi antichi ancora funzionanti
- Scale esterne decorate con maioliche
- Giardini pensili con agrumi secolari
- Leggende raccontate dai proprietari o dalle guide (storie di fantasmi, amori proibiti, tesori nascosti, invasioni sventate)
Costo: Di solito €10-15 a persona per un tour di 1,5-2 ore. Include visita + racconto + accesso a luoghi normalmente chiusi.
Prenotazione: Obbligatoria (gruppi a numero chiuso). Verifica calendario sul sito della Pro Loco o sui social delle associazioni.
Se non riesci a fare un tour guidato, va bene lo stesso. Cammina da solo, guarda i portoni dall'esterno, immagina le storie. L'immaginazione è gratis.
Perché Forio Incanta (E Non È Retorica)
Patrimonio Vivo, Non Museo
I portoni di Forio non sono in un museo. Sono lì, nella vita quotidiana. Gente che esce al mattino per andare a comprare il pane, che rientra la sera con la spesa, che chiude il portone cinquecentesco come se fosse una porta IKEA.
È patrimonio vivo – usato, abitato, consumato. Non restaurato alla perfezione con fondi europei (alcuni sì, altri no). Non protetto da vetri e allarmi. Semplicemente lì, parte del tessuto urbano.
Nobiltà Passata, Semplicità Presente
I palazzi gentilizi raccontano un tempo in cui Forio era ricca – commercio del vino, traffici marittimi, famiglie potenti che costruivano dimore monumentali.
Oggi Forio non è più quel centro mercantile. È un borgo turistico-residenziale, tranquillo, un po' fuori dai circuiti mainstream. I palazzi nobiliari sono diventati case normali, B&B, negozi.
Ma la memoria resta – negli stemmi, nei portoni, nelle storie raccontate dai vecchi al bar.
Atmosfera Unica: Vicoli Pastello + Jet Set Anni '60
I vicoli sono dipinti color pastello: giallo ocra, rosa cipria, azzurro cielo, verde salvia. Tradizione mediterranea – i colori tengono lontano il calore, riflettono la luce, creano atmosfera.
E poi c'è il Bar Internazionale (storico – aperto dagli anni '60) che fu frequentato dalla jet set internazionale: attori, registi, scrittori che venivano a Ischia (Visconti, Moravia, altri). Oggi è un bar normale, ma ha quell'aura vintage che piace agli amanti del retro.
Forio ha stratificazione: difesa medievale + nobiltà mercantile + dolce vita anni '60 + vita quotidiana contemporanea. Tutto convive, senza conflitti.
Il Tuo Timbro sul Passaporto
Se hai il Passaporto dell'Isola d'Ischia, i Portoni Antichi di Forio sono una di quelle tappe che timbri camminando. Non c'è un punto preciso – è un percorso diffuso.
Scrivi "Palazzo Patalano visto" o "picchiotto a leone – Via Luigi Quercia" o "perso nei vicoli, trovato portone seicentesco con stemma cancellato" – il dettaglio personale che rende l'esperienza tua.
Se fai un tour guidato e entri in un cortile privato, chiedi al proprietario di firmarti il passaporto (se è disponibile). Diventa un ricordo unico.
Non hai ancora il Passaporto? Lo trovi sul sito di Eccellenze Ischitane. È il modo migliore per esplorare l'isola anche attraverso l'architettura minore – non solo i grandi monumenti, ma i dettagli urbani che raccontano storie. Ogni timbro è una scoperta, ogni scoperta è un pezzo di Ischia che diventa tuo.
Prossima tappa consigliata: Torre Torrione (articolo già fatto) – il portone più antico e centrale di Forio, parte del sistema difensivo. Dopo aver visto i portoni civili, vai a vedere la torre militare. Stessa epoca, stessa funzione, stessa pietra. Forio che si difende, sempre.
Portoni Antichi di Forio - Centro Storico, 80075 Forio (NA) | Epoca: XVI-XVIII secolo | Materiali: legno massiccio, piperno, tufo verde, ferro battuto | Esempi: Palazzo Patalano, Palazzo Pezzillo, Torre Avv. Morgera | Simboli: picchiotti (mano, leone, delfino), stemmi nobiliari, date incise | Collegamento: Vicoli Saraceni (articolo dedicato) | Tour guidati: Pro Loco Forio, Associazione Vicoli Saraceni | Accesso: libero dalla strada, alcuni interni visitabili con tour organizzati









