Terme Comunali

Terme Comunali di Ischia: Quando Curarsi Era un Diritto, Non un Lusso
Hai il Passaporto dell'Isola d'Ischia? Allora preparati a timbrare un luogo che racconta una storia diversa da quella dei parchi termali glamour pieni di turisti in costume. Questo è il posto dove per secoli gli ischitani - e i napoletani poveri - venivano a curarsi davvero. Senza pagare un biglietto d'ingresso. Senza spa e cocktail bar. Solo acqua termale, fango, inalazioni. E la speranza di guarire.
Le Terme Comunali di Ischia non sono un parco giochi. Sono un pezzo di storia sociale dell'isola - quella che nessuno ti racconta quando ti vendono il weekend alle terme con aperitivo in piscina.
1588: Quando un Medico Calabrese Scoprì che Ischia Era una Farmacia Naturale
Prima di parlare delle Terme Comunali, dobbiamo fare un passo indietro di oltre quattro secoli. Napoli, 1588. Un medico e filosofo calabrese di nome Giulio Iasolino pubblica un libro destinato a cambiare per sempre la storia di Ischia: "De rimedi naturali che sono nell'isola di Pithecusa, hoggi detta Ischia".
Non era il primo a parlare delle acque ischitane - già i Greci le conoscevano, i Romani le usavano, e nel Rinascimento diversi studiosi ne avevano scritto. Ma Iasolino fece qualcosa di diverso: le catalogò tutte. Girò l'isola fonte per fonte, stufa per stufa, fumarola per fumarola. Studiò le proprietà terapeutiche di ogni sorgente. Osservò i malati che si curavano. Annotò tutto.
Il suo trattato diventò il testo di riferimento per due secoli. E mise nero su bianco quello che gli ischitani sapevano da sempre: questa isola è una miniera di salute. 103 sorgenti termali, 67 fumarole, il più grande bacino idrotermale d'Europa. Non male per un'isoletta di 46 km quadrati.
Ma c'era un problema: fino agli inizi del 1600, le terme rimanevano roba da ricchi. Se eri nobile o benestante, potevi permetterti di venire a Ischia a curarti le artriti, i reumatismi, le malattie della pelle. Se eri povero, arrangiati.
1845: Finalmente Uno Stabilimento Pubblico a Ischia Porto
Facciamo un salto avanti di due secoli e mezzo. Nel 1604 a Casamicciola era stato costruito il Pio Monte della Misericordia - il primo grande centro termale per poveri, gestito da nobili napoletani filantropici. Ma serviva qualcosa anche a Ischia Porto, dove da sempre sgorgavano due sorgenti leggendarie: la Fontana (chiamata "Bagno della Bellezza" per le proprietà benefiche sulla pelle) e il Fornello.
Nel 1845, l'architetto Giuliano De Fazio progettò le Antiche Terme Comunali proprio sopra queste due sorgenti storiche. L'edificio sorgeva in Via Iasolino - dedicata proprio a quel medico calabrese che aveva catalogato tutte le fonti dell'isola. Un omaggio doveroso.
Le Antiche Terme Comunali erano pubbliche. Erano dello Stato. Erano di tutti. Finalmente anche chi non aveva soldi poteva accedere alle cure termali che per secoli erano rimaste appannaggio dei ricchi. Era una piccola rivoluzione sociale.
Di fronte alle Antiche Terme, sulla collinetta, c'era (e c'è ancora) lo stabilimento balneo termale Militare - ex palazzo reale borbonico, con l'ingresso vigilato da due leoni in terracotta e gli stemmi dell'isola e dei Buonocore incastonati nei pilastri. Un simbolo: da una parte le terme dei re, dall'altra le terme del popolo.
Le acque
di Fontana e Fornello erano leggermente radioattive, ricche di sali minerali, benefiche per reumatismi, artropatie, malattie della pelle, disturbi ginecologici. Non era turismo - era terapia.
Fine '800-Inizio '900: Quando Ischia Divenne la Meta della Salute
Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, Ischia visse il suo momento d'oro come stazione termale d'élite. Non ancora il turismo di massa - quello sarebbe arrivato negli anni '60. Ma un turismo di cura, di salute, di convalescenza.
Personaggi famosi venivano a Ischia per curarsi: Giuseppe Garibaldi (che aveva bisogno di trattamenti per le ferite di guerra), Camillo Benso conte di Cavour, Arturo Toscanini. Non venivano per la spiaggia - venivano per stare meglio.
La zona di Ischia Porto si chiamava "Villa dei Bagni". Intorno alle Antiche Terme Comunali crescevano alberghi, pensioni, ristoranti. La vita dell'isola ruotava attorno all'acqua termale.
Nuove Terme Comunali: Quando la Medicina Moderna Incontra l'Acqua Antica
Nel corso del Novecento, accanto alle Antiche Terme Comunali (che oggi ospitano mostre d'arte ed eventi culturali, non più bagni termali), vennero costruite le Nuove Terme Comunali - un complesso moderno in Via delle Terme 86, sempre a Ischia Porto.
Questo era (ed è) uno stabilimento diverso dai parchi termali turistici. Niente piscine panoramiche, niente cocktail bar, niente sdraio vista mare. Le Nuove Terme Comunali erano - e dovrebbero essere - un presidio sanitario.
Qui si veniva con l'impegnativa del medico, in convenzione con l'ASL. Qui si facevano cicli di cure: 12 fanghi termali e 12 bagni terapeutici per osteoartrosi, osteoporosi, reumatismi; 12 inalazioni e 12 aerosol per bronchite cronica, sinusite, rinopatia; 12 irrigazioni vaginali e 12 bagni per patologie ginecologiche.
Staff medico qualificato. Personal
e paramedico specializzato. Trattamenti di fisioterapia, massoterapia, riflessologia plantare. Cure dermatologiche con acque termali e oli naturali. Il centro benessere c'era, ma era complementare - non il protagonista.
Le Terme Comunali rappresentavano l'idea che curarsi è un diritto, non un lusso. Che l'acqua termale non è solo relax per turisti, ma medicina per chi soffre davvero.
E Oggi? La Storia Incompiuta delle Terme Comunali
Qui bisogna essere onesti. Le Nuove Terme Comunali sono chiuse da tempo. Una crisi economica, problemi di gestione, bandi che vanno e vengono, lavoratori licenziati, famiglie in difficoltà. La classica storia italiana di un bene pubblico che potrebbe funzionare ma si impantana nella burocrazia.
A dicembre 2025 il Comune di Ischia ha deliberato l'indizione di un nuovo bando pubblico per trovare un gestore che riapra le Terme e salvaguardi i posti di lavoro. C'è la volontà politica. Ci sono i lavoratori che aspettano. C'è una struttura che funzionava benissimo fino a pochi anni fa.
Ma fino a quando rimarranno chiuse? Quanto ci vorrà per riaprirle? Nessuno lo sa.
Perché le Terme Comunali Meritano di Essere nel Passaporto
Perché rappresentano un'idea di Ischia diversa da quella patinata dei depliant turistici. Un'idea di termalismo sociale, di salute pubblica, di diritto alla cura.
Perché sono la testimonianza che le acque di Ischia non sono sempre state merce da vendere al turista più pagante - ma rimedio naturale accessibile a tutti.
Perché nella loro storia c'è quella tensione tra pubblico e privato, tra diritto e mercato, tra salute e business che attraversa tutta la storia del termalismo italiano.
E perché - se e quando riapriranno - rappresenteranno un'alternativa al modello "parco termale da 40 euro": un luogo dove curarsi davvero, in convenzione con il Sistema Sanitario Nazionale, senza pagare biglietti d'ingresso stratosferici.
Cosa Puoi Fare Oggi
Le Antiche Terme Comunali (quelle del 1845 in Via Iasolino) non sono visitabili come terme, ma l'edificio storico esiste ancora ed è usato per eventi culturali.
Le Nuove Terme Comunali (Via delle Terme 86) sono chiuse, ma vale la pena passare davanti per vedere il complesso - e per ricordarsi che esistono.
Se vuoi capire davvero il termalismo ischitano oltre i parchi turistici, cerca gli altri luoghi di cura storica: il Pio Monte della Misericordia a Casamicciola (anch'esso chiuso e in stato di abbandono, purtroppo), le Terme di Cavascura (ancora funzionanti e scavate nella roccia come 2000 anni fa), le Fonti di Nitrodi (acqua termale naturale gratuita a Barano, certificata dal Ministero della Salute).
Il Tuo Timbro sul Passaporto
Le Terme Comunali di Ischia ti fanno capire una cosa importante: il termalismo ischitano non è sempre stato turismo. È stato - ed è tuttora - salute, cura, diritto sociale.
Oggi siamo abituati a pensare alle terme come a un lusso: week end rilassante, piscine panoramiche, aperitivo in acqua calda. Ma per secoli le terme di Ischia sono state medicina per chi soffriva. Acqua che guarisce, non acqua che intrattiene.
E forse - forse - quando le Terme Comunali riapriranno, varr
à la pena andarci proprio per questo: per curarsi davvero, non per postare una foto su Instagram.
Non hai ancora il Passaporto? Prendilo sul sito ufficiale di Eccellenze Ischitane. Ogni timbro è una storia, ogni storia è un pezzo di Ischia che gli altri non ti raccontano.
Terme Comunali di Ischia
Antiche Terme Comunali: Via Iasolino, Ischia Porto Nuove Terme Comunali: Via delle Terme 86, Ischia Porto
(Attualmente chiuse - in attesa di riapertura con nuovo gestore)









