Ristoranti Stellati e Guida Michelin

I Ristoranti Stellati di Ischia: Dove l'Alta Cucina Incontra il Mare
Viaggiatore! Sei possessore del Passaporto dell'Isola d'Ischia? Questa è una tappa da timbrare assolutamente.
C'è un pregiudizio su Ischia che va sfatato subito: l'idea che sia solo un'isola termale, un luogo di relax dove ci si accontenta di mangiare bene senza cercare l'eccellenza. La verità è che Ischia, negli ultimi vent'anni, ha saputo conquistare un posto d'onore nel firmamento della gastronomia italiana. Tre stelle Michelin brillano su quest'isola – due stelle, una stella e una stella appena conquistata – e non per caso.
Ma per capire cosa rende speciale l'alta cucina ischitana, bisogna prima capire l'anima di quest'isola.
L'Anima Contadina di un'Isola di Mare
Quando pensi a un'isola, pensi al pesce. È naturale, quasi automatico. Eppure il piatto più famoso di Ischia non è una zuppa di mare o un risotto ai frutti di mare: è il Coniglio all'Ischitana, ricetta che affonda le radici nella tradizione agricola, non marinara.
Pasquale Palamaro, chef stellato del ristorante Indaco, lo racconta con affetto: "Il mio ricordo di bambino negli anni Settanta è la mia mamma che durante le gite di famiglia cuoceva il pollo sotto alla sabbia scaldata dalle sorgenti termali. Il Pollo alla fumarola. Eravamo contadini prima che pescatori."
Questo è il segreto dell'alta cucina ischitana: sa unire il meglio della tradizione marinara con i gusti di campagna. Il risultato non è una fusione confusa, ma un'esplosione di gusto unica che racconta la duplice personalità dell'isola: le onde del Golfo di Napoli da un lato, i vigneti e gli orti dell'Epomeo dall'altro.
Gli chef stellati di Ischia non lavorano con un territorio, lavorano con due territori che convivono a pochi chilometri di distanza. E questa è la loro fortuna, e la nostra.
Danì Maison: Due Stelle che Brillano nell'Orto Botanico
Ischia Porto – Via Quercia, 32
Chef: Nino Di Costanzo
Riconoscimenti: 2 Stelle Michelin, 4 Cappelli Guida Espresso, Membro Les Grandes Tables du Monde
Menù degustazione: da 200 euro
Se esiste un luogo a Ischia dove la cucina diventa arte contemporanea, quel luogo è Danì Maison.
Non è un ristorante. È un atelier culinario nascosto in un giardino trasformato in orto botanico, dove ogni pianta ha un ruolo, ogni fiore una ragione d'essere. Entrare qui è come varcare la soglia di un mondo parallelo: fuori c'è il porto con i suoi rumori e la sua frenesia, dentro c'è silenzio verde, profumo di erbe aromatiche, tavoli distanziati che garantiscono intimità assoluta.
Nino Di Costanzo: Il Poeta della Cucina Ischitana
Nino non cucina, racconta. Ogni piatto è un capitolo della sua vita, un ricordo rielaborato attraverso la tecnica e l'inventiva contemporanea. La sua cucina risponde ai canoni rigorosi della "gourmet cooking", ma non dimentica mai da dove viene.
Un esempio? Gli Spaghettoni con Cinque Pomodori – un piatto che sembra semplice e invece nasconde una complessità stratificata: cinque varietà di pomodoro ischitano, ognuna colta al momento giusto di maturazione, lavorate in modo diverso per esaltarne caratteristiche uniche. Il risultato è un viaggio sensoriale che parte dalla terra vulcanica e arriva al palato passando attraverso decenni di sapienza contadina.
L'Esperienza Danì Maison
Pochi tavoli. Questa è la prima cosa che noti: Nino vuole che ogni ospite riceva attenzione totale, che ogni portata arrivi al momento giusto, che il ritmo della serata sia perfetto.
Il menù degustazione è un percorso studiato nei minimi dettagli: si parte dalla terra (ortaggi dell'orto, erbe spontanee, radici antiche), si passa per il mare (pescato del giorno, molluschi, crostacei), si arriva alla sintesi (piatti dove terra e mare dialogano senza sovrastarsi).
La carta dei vini è monumentale: centinaia di etichette, con una sezione dedicata ai vini ischitani che merita da sola una serata. Il sommelier ti guida con competenza e passione, suggerendo abbinamenti inaspettati che funzionano sempre.
Perché Due Stelle
Danì Maison è il ristorante con più riconoscimenti dell'isola d'Ischia. Le due stelle Michelin non sono un premio alla costanza, ma un riconoscimento all'eccellenza continua, alla capacità di rinnovarsi stagione dopo stagione senza mai perdere identità.
I quattro cappelli della Guida Espresso certificano che qui si mangia non solo bene, ma memorabilmente. L'ingresso nell'associazione Les Grandes Tables du Monde – che riunisce solo 180 ristoranti in tutto il pianeta – dice che Danì Maison non è più solo un orgoglio ischitano, ma un'eccellenza mondiale.
Da regalarsi almeno una volta nella vita. Non per celebrare un'occasione speciale, ma perché quell'occasione speciale la crei tu decidendo di vivere questa esperienza.
Indaco: Una Stella che Riflette il Mare al Tramonto
Lacco Ameno – Piazza Santa Restituta (Hotel Regina Isabella)
Chef: Pasquale Palamaro
Riconoscimenti: 1 Stella Michelin
Menù degustazione: da 95 euro
Il nome dice già tutto: Indaco è il colore che le acque della piccola baia di Lacco Ameno assumono durante il crepuscolo. Quel momento magico in cui il sole scivola dietro l'orizzonte e il mare passa dall'azzurro a una tonalità profonda, quasi viola.
La Storia dell'Hotel Regina Isabella
Per capire Indaco bisogna fare un passo indietro negli anni Cinquanta. Angelo Rizzoli, il grande editore milanese, si innamora di Ischia e decide di costruire qui il suo sogno: un hotel che sia manifesto di eleganza e innovazione. Nasce così il Regina Isabella, progettato per essere all'avanguardia, per attirare il jet set internazionale, per mettere Lacco Ameno sulla mappa del turismo di lusso.
Ci riesce. Negli anni Sessanta e Settanta, l'hotel diventa leggenda. Dive del cinema, scrittori, artisti, politici: tutti passano da qui. E tutti cenano affacciati su quella baia incantata.
Oggi quella tradizione continua, rinnovata, sotto la stella Michelin conquistata da Pasquale Palamaro.
Pasquale Palamaro: Il Giovane Maestro del Mare
Pasquale è ischitano, classe 1985. Ha studiato qui, si è formato qui, ha scelto di restare qui quando avrebbe potuto volare in cucine più famose sulla terraferma. La sua scelta dice molto sulla sua filosofia: il territorio è tutto.
La sua cucina è prevalentemente marinara, ma con una differenza sostanziale rispetto ai ristoranti di pesce tradizionali: Pasquale è maniacale sulla freschezza e sulla leggerezza. Il pesce qui non è mai coperto da salse pesanti o preparazioni elaborate che ne mascherano il sapore. Viene esaltato, rispettato, presentato nella sua essenza migliore.
Accanto al pescato, ci sono i prodotti dell'orto privato dell'hotel, coltivato con passione: pomodori che sanno di sole, basilico che profuma di mare, zucchine che hanno la dolcezza della terra vulcanica.
L'Esperienza Indaco
Si cena in terrazza, affacciati sulla baia. D'estate, con il rumore delicato delle onde che si infrangono sugli scogli, sotto il manto luminoso di stelle che sembra più basso qui che altrove. D'inverno, protetti dalle vetrate ma sempre con quella vista che ti toglie il fiato.
Il menù degustazione parte da 95 euro – un prezzo accessibile per una stella Michelin, che rende l'esperienza raggiungibile anche per chi non vuole spendere cifre astronomiche.
I piatti cambiano con le stagioni, ma alcuni sono diventati signature:
- Il crudo di mare con agrumi ischitani
- La zuppa di pesce reinterpretata in chiave contemporanea
- Il risotto mantecato con ricci di mare e limone
- Il dentice in crosta di patate con salsa di pomodorini del piennolo
Ogni portata è studiata per essere distinta: sapori netti, mai confusi, presentazione elegante ma non eccessiva, cotture perfette che rispettano tempi e temperature ideali.
Perché Una Stella
La stella Michelin di Indaco certifica che qui si mangia a livelli internazionali pur mantenendo radici profondamente locali. Pasquale ha saputo fare quello che i grandi chef sanno fare: innovare la tradizione senza tradirla.
Mangi il pesce più fresco del Golfo di Napoli cucinato con tecniche contemporanee. Assaggi i sapori che i pescatori ischitani conoscono da generazioni, ma reinterpretati attraverso la sensibilità di uno chef che ha studiato, viaggiato, imparato.
Umberto a Mare: La Stella Appena Conquistata
Forio – Via Soccorso, 2 (sotto la Chiesa del Soccorso)
Chef e Proprietari: Marco e Fabrizio Regine
Riconoscimenti: 1 Stella Michelin (novembre 2025), vista tra le 10 più belle d'Italia (Panorama 2005)
Tel: 081 997171
Cantina: oltre 1.000 etichette visitabile
A novembre 2025, Ischia ha festeggiato un evento storico: Umberto a Mare ha conquistato la stella Michelin. Dopo oltre vent'anni di presenza continuativa nelle principali guide gastronomiche, il prestigioso riconoscimento è arrivato. Non per caso, non per fortuna, ma come testimonianza di un percorso costruito nel tempo, fatto di passione, ricerca e rispetto assoluto per il territorio.
La Location: Sotto la Chiesa del Soccorso
Se c'è un luogo a Ischia dove la parola "mozzafiato" non è un'esagerazione, quel luogo è Umberto a Mare. Il ristorante si trova sotto la Chiesa del Soccorso, il simbolo bianco e candido di Forio che si staglia su un promontorio a picco sul mare.
La posizione è spettacolare: aggrappato agli scogli, con la terrazza direttamente sul mare e due sale interne panoramiche. Il mare che risale dall'alba al tramonto, i tramonti di Forio che tingono tutto di rosso e arancione, e – per i più fortunati – il raggio verde, quel fenomeno ottico rarissimo che appare all'orizzonte un secondo prima che il sole scompaia completamente.
Non a caso, nel 2005 Panorama ha certificato che questa è una delle dieci viste più belle d'Italia da un ristorante.
Marco e Fabrizio Regine: Una Storia di Famiglia
Umberto a Mare è anche una storia di famiglia. Marco e Fabrizio Regine condividono ogni giorno la stessa visione, fatta di cura, passione e rispetto per il tempo e per le persone.
Marco, da sempre anima del luogo, porta con sé l'esperienza e l'eleganza di chi conosce ogni sfumatura dell'accoglienza. Fabrizio, sommelier ed esperto di vini, rappresenta la nuova generazione: attento, competente e profondamente legato a questo posto.
Insieme, hanno dato forma a un progetto che non smette mai di evolvere, rimanendo fedele alla propria identità: una cucina che nasce da un profondo legame con l'isola di Ischia, reinterpretata attraverso una visione contemporanea, attenta alla qualità delle materie prime e all'equilibrio dei sapori.
La Cucina: Tradizione Campana Elegante e Contemporanea
La cucina di Umberto a Mare è campana elegante e contemporanea. Non è quella della nonna, ma nemmeno è sperimentazione fine a se stessa. È il punto d'incontro perfetto tra ciò che la tradizione ha tramandato e ciò che la tecnica moderna può esaltare.
Piatti signature:
- Tagliatelle con calamari, limone e latte di soia – un piatto che sembra impossibile sulla carta e invece funziona perfettamente, unendo la tradizione dei primi di mare campani con una delicatezza inaspettata
- Parmigiana reinterpretata – simbolo della cucina napoletana riletto con rispetto e creatività
- "Mescafrancesca" (pasta mista) con gamberi e fagioli di Controne – celebrazione dei prodotti locali d'eccellenza
- Carrello dei dolci – spettacolare, memorabile, da soli merita la visita
La Cantina: Un Patrimonio Visitabile
La cantina di Umberto a Mare è leggendaria: oltre 1.000 etichette, visitabile su richiesta, con una selezione impressionante di champagne e una sezione dedicata ai vini campani e ischitani che Fabrizio cura con passione maniacale.
Non è solo una lista vini, è un viaggio enologico attraverso l'Italia e il mondo, con abbinamenti studiati che esaltano ogni piatto.
Perché la Stella Michelin 2025
La stella Michelin conquistata a novembre 2025 rappresenta il riconoscimento di un'identità gastronomica solida e coerente, capace di evolversi senza perdere le proprie radici.
Umberto a Mare ha dimostrato che si può avere una location da sogno e non farsi schiacciare da essa, anzi: usarla come palcoscenico per una cucina che regge il confronto con tanta bellezza.
Il Saturnino: Riconosciuto dalla Guida Michelin
Forio – Via Marina di Forio (sul porto)
Chef e Proprietari: Ciro Mattera (cucina) e Stefania (sala)
Riconoscimenti: Guida Michelin
Tel: 081 998296
Chiusura: Martedì
Conto medio: 50-60 euro
Il Saturnino non ha stelle, ma ha qualcosa di altrettanto prezioso: una storia che profuma di mare, arte e amore. Ed è riconosciuto dalla Guida Michelin come uno degli indirizzi più interessanti per chi vuole conoscere le tradizioni isolane e campane.
La Storia: Filippo l'Americano e Francesca
Era il 1946 (secondo alcune fonti il 1949) quando Filippo Dakin, un americano eccentrico arrivato in Italia con il sogno di diventare attore nell'era di Fellini, si innamorò dell'isola d'Ischia. E soprattutto si innamorò di Francesca Sacchetti, una ragazza foriana.
Insieme trasformarono un magazzino per le reti da pesca in un ristorante affacciato sul porto di Forio. Lo chiamarono Il Saturnino, e divenne subito punto di ritrovo per artisti e scrittori. Negli anni Cinquanta e Sessanta, al Saturnino potevi condividere un tavolo con Luchino Visconti (che appena poteva raggiungeva le sue adorate ortensie alla Colombaia) o ascoltare gli accordi jazz di Ugo Calise e Romano Mussolini, che proprio qui si incontrarono la prima volta.
Sulla parete del passaggio che porta giù alla marina si può ancora leggere la scritta "da Filippo" – un ricordo di quei tempi in cui il Saturnino serviva semplici piatti marinari in un'atmosfera che il Touring Club Italiano segnalava già nella sua guida del 1960.
Ciro e Stefania: Dal 1997 con Passione e Rispetto
Dopo la morte di Filippo, Francesca diede il ristorante in gestione. Dal 1997, lo chef foriano Ciro Mattera (guai a dire che è di Ischia!) e sua moglie Stefania lo hanno rilevato, ristrutturato con passione e rispetto, e ne hanno fatto uno degli indirizzi sicuri dell'isola.
Ciro in cucina, Stefania in sala: una coppia che mantiene intatto l'entusiasmo di quando hanno iniziato, con professionalità cresciuta nel tempo e una proposta vini che Stefania ha ampliato grazie alla sua competente passione.
La Cucina: Tradizione con Mano Leggera
Il Saturnino propone cucina di mare e di terra con mano leggera ma decisa. I prodotti dell'isola e le ricette della tradizione vengono tenuti insieme da una buona tecnica e piacevoli spunti innovativi.
Piatti imperdibili:
- Pasta con fagioli zampognari, cozze e totanetti – i fagioli zampognari sono locali e rarissimi, questo piatto è una dichiarazione d'amore al territorio
- Coniglio all'ischitana – servito scenograficamente in una casseruola di terracotta ('o tiano), come vuole la tradizione
- Ravioli ripieni di polpo – delicati, ricercati, memorabili
- Crudo di ricciola con riso basmati
- Tortino di alici con cianfottina di zucchine e melanzane
La carta cambia secondo il pescato del giorno e il periodo dell'anno. L'attenzione alle materie prime è maniacale: dall'olio extravergine di oliva al pesce freschissimo, dai prodotti dell'entroterra alla scelta dei vini.
L'Atmosfera: Veranda sul Porto
Il ristorante non è grande: pochi tavoli, una graziosa veranda che si affaccia sul porto di Forio. D'estate, con l'isola pedonale, si gode il colore del mare e il rifrangersi delle onde. D'inverno, è un rifugio caldo e accogliente.
L'atmosfera è quella giusta: familiare ma curata, rilassata ma professionale. Stefania in sala ti fa sentire a casa, Ciro in cucina lavora con la precisione di chi sa che ogni piatto porta il suo nome.
Perché la Guida Michelin
La Guida Michelin riconosce Il Saturnino come uno degli indirizzi più interessanti dell'isola. Non è stellato, ma è un approdo sicuro: qualità di prima mano, prezzi ragionevoli (conto medio 50-60 euro), equilibrio perfetto in una località turistica dove sarebbe facile la tentazione di abbassare la qualità per alzare i margini.
Invece Ciro e Stefania hanno scelto la strada più difficile e più onesta: mantenere standard altissimi, lavorare con passione, rispettare gli ospiti. E la Guida Michelin questo lo riconosce e lo premia con la sua inclusione.
Il Mirto: La Stella Verde della Sostenibilità
Forio – Via Provinciale Lacco (Botania Relais & Spa)
Chef: Tommaso Luongo
Riconoscimenti: Stella Verde Michelin (2023, 2024, 2025)
Cucina: Esclusivamente vegetariana e vegana
Il Mirto rappresenta il futuro della gastronomia: alta cucina vegetariana e vegana, sostenibilità ecologica, rispetto assoluto per l'ambiente. Non è una moda, è una filosofia che lo chef Tommaso Luongo porta avanti con rigore e creatività.
Cosa Significa Stella Verde Michelin
La Stella Verde è un riconoscimento relativamente nuovo della Guida Michelin, nato per premiare i ristoranti che si distinguono per pratiche gastronomiche sostenibili. Non è legata alla qualità del cibo (per quella ci sono le stelle classiche), ma alla responsabilità ambientale.
Il Mirto ha ottenuto la Stella Verde nel 2023, confermata nel 2024 e nel 2025, grazie a:
- Riduzione degli sprechi alimentari a livelli minimi
- Zero plastica e materiali non riciclabili
- Ingredienti stagionali raccolti nell'orto biologico di proprietà
- Menù esclusivamente vegetariano e vegano
La Cucina: Moderna, Creativa, Rispettosa
La cucina del Mirto non è "cucina vegana" nel senso limitativo del termine. È cucina moderna che celebra i prodotti locali con attenzione al gusto, all'estetica, alla stagionalità e alla nutrizione contemporanea.
Chef Tommaso Luongo lavora con l'orto biologico del Botania Relais e con produttori locali selezionati, creando piatti che sorprendono anche i carnivori più convinti.
Il menù cambia costantemente seguendo ciò che la terra offre, in un dialogo continuo tra cucina e natura.
Altri Ristoranti d'Eccellenza (Non Stellati, Ma Straordinari)
Il Monastero – Castello Aragonese
Ischia Ponte – Castello Aragonese
Mangiare qui è un'esperienza che va oltre il cibo. Il ristorante si trova in cima al Castello Aragonese, in un contesto storico di altissimo pregio. Affaccia sul ponte che collega il castello all'isola, con una vista che abbraccia tutto il golfo.
La cucina è raffinata, delicata, ricercata. I piatti sono curati nei minimi dettagli, le presentazioni eleganti, i sapori bilanciati. Non è cucina stellata, ma è cucina d'autore che merita attenzione.
Prezzi commisurati alla qualità e alla location straordinaria. Da provare assolutamente se vuoi un'esperienza che unisca storia, cultura e gastronomia.
Giardini Eden – Cartaromana
Ischia Ponte – Baia di Cartaromana
Nell'incantevole cornice di Cartaromana, una delle spiagge più belle dell'isola con vista sul Castello Aragonese e sugli Scogli di Sant'Anna, sorge il parco balneare Giardino Eden.
Il parco dispone di 5 piscine di acqua geotermica oltre a tutti i comfort per un soggiorno rilassante. Ma la vera chicca è il ristorante: cenando qui puoi ammirare tutta la maestosità del castello mentre il sole tramonta, lasciandoti cullare dal suono delle onde.
Il ristorante predilige gli odori e i sapori del mare, con una filosofia che parte dalla semplicità degli ingredienti per arrivare a piatti peculiari e curati nei dettagli. Crudi di mare eccellenti, paste con frutti di mare memorabili, pescato del giorno sempre freschissimo.
Prezzi alti ma indubbiamente giustificati dall'altissima qualità e dalla location magica. Un'esperienza da concedersi per godere della magia del Castello Aragonese e dei profumi della brezza marina.
Perché l'Alta Cucina a Ischia È Diversa
L'alta cucina a Ischia non è quella dei grandi centri urbani. Non è fatta di ingredienti esotici importati dall'altra parte del mondo, non è costruita sull'effetto sorpresa o sulla decostruzione estrema.
L'alta cucina ischitana è radicata nel territorio in modo viscerale. Gli chef stellati qui non devono cercare l'identità: ce l'hanno già, scritta nel DNA dell'isola. Devono solo saperla interpretare, elevarla, raccontarla attraverso la loro sensibilità.
Questo significa:
- Pescato freschissimo del Golfo di Napoli, spesso comprato direttamente dai pescatori all'alba
- Orti privati coltivati con cura maniacale, dove crescono varietà antiche di ortaggi
- Vini locali valorizzati e proposti accanto alle grandi etichette nazionali e internazionali
- Ricette tradizionali reinterpretate con rispetto e tecnica contemporanea
- Stagionalità assoluta: niente fragole a Natale, niente carciofi ad agosto
Il risultato è una cucina che sa di luogo, che non potresti mangiare altrove, che ti fa sentire parte dell'isola anche solo per il tempo di una cena.
Quando Andarci
Estate: l'alta stagione porta energia, vivacità, il fascino delle serate calde. I ristoranti sono pieni, serve prenotare con settimane di anticipo, ma l'atmosfera è unica. I tramonti da Umberto a Mare e Il Saturnino sono spettacolari, le terrazze sul mare di Indaco diventano palcoscenici naturali.
Inverno: Ischia d'inverno è un segreto che pochi conoscono. I ristoranti stellati restano aperti (Indaco tutto l'anno, Danì Maison e Umberto a Mare con eventuali chiusure stagionali da verificare), le prenotazioni sono più facili, i prezzi a volte più contenuti. E c'è una intimità speciale nel cenare affacciati sul mare d'inverno, protetti dal calore della sala mentre fuori soffia il maestrale.
Primavera e autunno: le stagioni migliori. Temperature perfette, isola meno affollata, prodotti stagionali al massimo della forma. Gli chef si sbizzarriscono con menù che cambiano quasi settimanalmente seguendo quello che orto e mare offrono. Il Mirto in particolare esplode di creatività con le primizie primaverili.
Consigli Pratici
Prenotazioni
- Danì Maison: prenotare con almeno 2-3 settimane di anticipo in alta stagione, 1 settimana in bassa stagione
- Indaco: prenotare con 1-2 settimane di anticipo
- Umberto a Mare: prenotare con anticipo, soprattutto per la terrazza al tramonto
- Il Saturnino: prenotazione fortemente consigliata, soprattutto weekend e alta stagione
- Il Mirto: prenotare con anticipo per garantirsi il tavolo
Dress Code
- Danì Maison: elegante (no infradito, no pantaloncini)
- Indaco: elegante ma rilassato (smart casual)
- Umberto a Mare: elegante
- Il Saturnino: casual elegante
- Il Mirto: rilassato ma curato
Budget Indicativo (a persona, bevande escluse)
- Danì Maison: 200-300 euro (menù degustazione)
- Indaco: 95-150 euro (menù degustazione)
- Umberto a Mare: 80-120 euro
- Il Saturnino: 50-60 euro
- Il Mirto: 70-90 euro
Come Arrivarci
Tutti i ristoranti sono raggiungibili in taxi o con i mezzi pubblici. Considerate che dopo una cena con vino è sconsigliato guidare – meglio organizzarsi con taxi o transfer.
Possessori del Passaporto dell'Isola d'Ischia: timbrate questa tappa gourmet. L'alta cucina a Ischia non è un lusso fine a se stesso, è un modo per comprendere l'anima dell'isola attraverso il linguaggio universale del gusto.
Le tre stelle Michelin che brillano su Ischia (due a Danì Maison, una a Indaco, una appena conquistata da Umberto a Mare) raccontano una storia di territorio, passione e identità. Raccontano di chef che hanno scelto di restare invece di partire, di cuochi che hanno saputo innovare senza tradire, di famiglie che hanno trasformato la cucina in arte senza dimenticare che, prima di tutto, il cibo è amore, condivisione, memoria.
Non hai ancora il Passaporto? Acquistalo sul sito ufficiale di Eccellenze Ischitane – è il modo migliore per scoprire l'Ischia che si gusta ai massimi livelli, quella che ha conquistato le stelle più ambite della gastronomia mondiale.
Prossima tappa da sognatore: Una sera a Danì Maison, Indaco, Umberto a Mare o Il Saturnino. Vestiti bene, lascia il telefono in tasca, affidati allo chef. E ricorda che stai per vivere un'esperienza che porterai con te per sempre, come il profumo del mare al tramonto e il sapore dell'isola più autentica.









