Pineta di Fiaiano

Pineta di Fiaiano: Il Polmone Verde Nato su un Vulcano

Hai il Passaporto dell'Isola d'Ischia? Allora metti questo posto nella lista con la penna blu – quella dei posti dove puoi tornare ogni volta che vuoi, perché funziona sempre. Non è l'escursione epica con lo zaino in spalla – è il parco urbano dove vieni a respirare quando Ischia ti sembra troppo turistica, troppo piena, troppo calda. È il posto dove i baranesi portano i bambini domenica pomeriggio, dove vai a correre all'ombra dei pini, dove ti siedi su una panchina e guardi il Golfo di Napoli chiedendoti come sia possibile che tutto questo verde cresca su un vulcano.

Siamo a Fiaiano, frazione di Barano, a 156 metri sul livello del mare. Otto ettari di pineta – la più grande dell'isola – cresciuta esattamente sul cratere dell'Arso, quel vulcano che nel 1302 ha eruttato per l'ultima volta su Ischia. Il fiume di lava è sceso per quasi 3 chilometri fino al mare, distruggendo tutto. Per cinquecento anni quella zona è rimasta sterile, brulla, inutilizzabile. Poi nel 1852 i Borbone hanno deciso che no, non poteva restare così. E hanno piantato pini. Migliaia di pini. Oggi quei pini sono giganti, il cratere è verde, e sotto i tuoi piedi – se sai dove guardare – il vapore delle fumarole sale ancora dalla roccia.

Il Cratere Verde: Quando la Lava Diventa Pineta

La Pineta di Fiaiano è nata su una ferita. L'eruzione del 1302 – l'ultima di Ischia in epoca storica – è partita proprio da qui, dalla bocca del cratere dell'Arso. La colata lavica ha percorso la valle fino al mare, lambendo l'attuale zona del porto di Ischia, bruciando boschi, vigneti, case. Gli abitanti hanno abbandonato l'antico borgo di Geronda (distrutto completamente) e si sono spostati altrove. Il cratere è rimasto lì, inospitale, nudo, per cinque secoli.

Nel 1850 Giovanni Gussone – medico di Federico II di Borbone e botanico di corte – ha iniziato a piantare pini nella valle di Ischia, con buoni risultati. Due anni dopo, nel 1852, Carlo Maria Santucci De Magistris, nobile napoletano, ha deciso di fare lo stesso qui a Fiaiano. E stavolta non solo a valle, ma proprio sul bordo e dentro il cratere. Un'idea folle o visionaria, dipende da come la vedi. I pini domestici (Pinus pinea) si sono adattati perfettamente al terreno vulcanico. Le radici hanno trovato umidità e nutrienti nelle crepe della roccia, il microclima caldo delle fumarole ha accelerato la crescita, e nel giro di cent'anni Fiaiano è diventata la pineta più grande di Ischia.

Ma la vera piantumazione massiva è avvenuta tra gli anni '30 e gli anni '50 del Novecento, quando il Corpo Forestale dello Stato ha deciso di fare le cose per bene. A differenza della pineta di Casamicciola (dove i pini erano troppo addensati), qui hanno distanziato gli alberi con criterio, lasciando spazio alla crescita del sottobosco. Risultato: otto ettari di bosco misto dove i pini convivono con mirto, erica, lentisco, ginestre, felci, lecci, carrubi. Una macchia mediterranea rigogliosa che il botanico Giuseppe Sollino ha descritto così: "I pini sembrano tanti piccoli soldati messi in fila per partecipare a una parata di festa". E quando ci arrivi, capisci esattamente cosa intendeva.

Il Papiro delle Fumarole: La Pianta Che Non Dovrebbe Esistere Qui

C'è un angolo della pineta dove il terreno fuma. Non è un incendio – è il vulcano che respira. Sono le fumarole, sorgenti di vapore acqueo caldo che salgono dalla roccia ricca di zolfo. La temperatura del suolo in questi punti supera i 50°C, l'umidità è altissima, l'aria sa di uovo marcio. E qui, contro ogni logica, cresce una pianta che non dovrebbe esistere in Europa: il Cyperus polystachyos, detto "Papiro delle Fumarole".

Scoperto nel 1805 dal botanico Michele Tenore proprio a Fiaiano, questo papiro è una pianta tropicale. Il suo habitat naturale è l'Africa subsahariana, il Madagascar, le zone equatoriali. Come sia arrivato qui nessuno lo sa con certezza – forse trasportato da uccelli migratori, forse arrivato nei secoli passati con semi attaccati a merci esotiche. Ma la cosa incredibile è che sia sopravvissuto e si sia riprodotto. Le fumarole di Fiaiano ricreano un microclima subtropicale: caldo, umido, costante. Per il papiro è casa. Puoi vederlo nelle zone contrassegnate "Papiro delle Fumarole" e "Fumarole delle Felci" – aree umide dove la vegetazione è diversa, più fitta, quasi giungla in miniatura.

Oltre al papiro ci sono felci di ogni tipo, muschi che ricoprono le rocce, eriche rampicanti. È uno di quei posti dove Ischia ti ricorda che è un'isola vulcanica viva, dove la geologia crea biodiversità, dove il fuoco sotto terra alimenta la vita sopra.

Cosa Fare: Dalla Passeggiata ai Percorsi Acrobatici

La Pineta di Fiaiano funziona su due livelli: se vieni solo per respirare e camminare, è perfetta. Se vuoi l'adrenalina, c'è l'Ischia Adventure Park (ex Indiana Park). Vediamo entrambi.

Passeggiare e Rilassarsi La pineta è attraversata da sentieri sterrati e viottoli in erba che si snodano tra i pini. Non sono percorsi segnalati con tabelle e frecce – sono tracce naturali, dove cammini, ti fermi, riprendi. L'ingresso è libero e gratuito tutto l'anno, dalle prime luci dell'alba al tramonto. C'è una piazzetta centrale con panchine, un piccolo belvedere panoramico che affaccia sul mare, zone d'ombra perfette per leggere o fare picnic.

Il panorama è uno dei più belli dell'isola: il Castello Aragonese sembra a due passi, Vivara e Procida galleggiano sul blu, Capo Miseno chiude l'orizzonte a nord, e nelle giornate limpide vedi perfettamente Napoli, il Vesuvio, i Campi Flegrei. Molti ischitani vengono qui a correre la mattina presto – i sentieri sono abbastanza lunghi per fare qualche chilometro, il terreno è morbido, e sotto i pini anche a luglio si respira.

Perfetto per famiglie con bambini: c'è un'area giochi all'ingresso con altalene, scivoli, giochi a molla. Niente di spettacolare, ma funzionale. I bambini giocano, tu ti siedi all'ombra. Fine.

Ischia Adventure Park: Il Lato Selvaggio Se invece vuoi l'azione, la pineta ospita l'Ischia Adventure Park – il più grande parco avventura del Sud Italia. È un percorso acrobatico tra gli alberi: corde tirolesi, ponti tibetani, passerelle sospese, tunnel di tronchi, reti da arrampicata, zip-line. Tutto con imbracatura di sicurezza, moschettoni, caschetto, e personale qualificato che ti segue.

I percorsi sono divisi per difficoltà (riconoscibili dai colori) e altezza minima:

  • Percorso Azzurro/Giallo (da 110-120 cm): per bambini, facile, max 3 metri da terra
  • Percorso Verde (da 130 cm): per famiglie, medio-facile, ideale per iniziare
  • Percorso Blu (da 140 cm): medio, con passaggi più impegnativi
  • Percorso Viola/Rosso/Nero (da 150 cm): difficile, per chi cerca l'adrenalina
  • Maxiteleferica: la zip-line più lunga, volo tra i pini

Ci sono anche le tende sospese: puoi dormire letteralmente tra gli alberi, a 3-4 metri da terra. Un'esperienza tipo glamping, ma in versione aventura. E c'è il noleggio mountain bike per chi vuole esplorare i sentieri intorno alla pineta.

Orari e Prezzi (Indicativi 2026)

  • Pineta: ingresso libero e gratuito, accessibile tutto l'anno dall'alba al tramonto
  • Adventure Park:
    • Maggio-giugno: sabato e domenica 10:30-19:00, infrasettimanale su prenotazione
    • Da metà giugno a settembre: tutti i giorni 11:00-20:00
    • Prezzi percorsi: da €8 (1 ora, bambini) a €18 (3 ore, adulti percorsi difficili)
    • Info e prenotazioni: Tel. 331 3803883 | 081 18098417 | info@ischiadventurepark.it

Dentro la pineta c'è anche il Chalet Winning Life, un chioschetto/ristorante dove mangiare patatine fritte fresche, panini, primi piatti, insalate, gelati. Niente di gourmet, ma ideale se passi la giornata qui con i bambini e non vuoi tornare in hotel per pranzo. Prezzi nella media, porzioni abbondanti. Ci sono anche i tavolini all'aperto sotto i pini.

Informazioni Pratiche (Quelle Che Servono Davvero)

Dove si trova: Via Duca degli Abruzzi, Fiaiano, Barano d'Ischia (circa 3 km da Ischia Porto)

Come arrivare:

  • In bus: Linea 6 dallo stazionamento di Piazza Trieste e Trento (Ischia Porto). Capolinea Pineta di Fiaiano. Frequenza: ogni 30-40 minuti circa. Biglietto: €1,50 (tariffe 2026).
  • In auto: Da Ischia Porto seguire direzione Barano. Arrivati alla rotonda di Piedimonte (c'è il distributore di benzina), girare a destra e salire per circa 1 km fino alla pineta. Parcheggio gratuito sulla strada (limitato nei weekend estivi).
  • In taxi/motorino: da Ischia Porto 10 minuti (taxi circa €12-15)

Coordinate GPS: 40.72936, 13.93451

Quando andare:

  • Primavera (aprile-giugno): temperatura perfetta, ginestre in fiore, pineta meno affollata
  • Estate (luglio-agosto): fresco sotto i pini anche quando fa caldo, ma più gente
  • Autunno (settembre-ottobre): colori bellissimi, castagne, clima mite
  • Inverno (novembre-marzo): perfetto per passeggiate tranquille, poca gente, silenzio

Cosa portare:

  • Scarpe comode (non serve trekking, vanno bene anche sneakers)
  • Acqua (non ci sono fontanelle dentro la pineta, solo al bar)
  • Crema solare e cappello se vai d'estate (alcune zone sono esposte)
  • Per l'Adventure Park: abbigliamento comodo e sportivo, scarpe chiuse obbligatorie

Per famiglie: Perfetto con Samuel. Zona giochi sicura, sentieri facili, ombra ovunque. Se ha più di 110 cm di altezza (circa 5-6 anni) può fare anche i percorsi facili dell'Adventure Park. Consigliata la mattina presto o tardo pomeriggio d'estate per evitare il caldo.

Un Po' di Storia Vera (Non Quella delle Brochure)

Il 18 gennaio 1302 (o forse la notte del 13 febbraio – le fonti divergono) l'ultima eruzione vulcanica di Ischia è partita da qui. Il magma ha sfondato la crosta terrestre a Fiaiano, creando una bocca eruttiva. La lava è scesa verso valle a una velocità di circa 10-15 metri all'ora – lenta rispetto ad altre eruzioni, ma inarrestabile. Ha percorso quasi 3 chilometri, distruggendo il borgo medievale di Geronda, bruciando boschi e vigne, arrivando fino al mare nella zona dell'attuale porto di Ischia.

Gli abitanti sono fuggiti. Alcuni si sono rifugiati a Ischia Ponte (Castello Aragonese), altri hanno fondato nuovi insediamenti più a ovest. Il cratere dell'Arso – "arso" significa bruciato – è rimasto lì come monito: una voragine nera, sterile, dove non cresceva nulla. Per cinque secoli.

Nel frattempo i Borbone, che controllavano il Regno delle Due Sicilie (quindi anche Ischia), avevano un problema: il disboscamento selvaggio stava erodendo i suoli delle colline campane. Il botanico di corte Giovanni Gussone convinse Federico II di Borbone a riforestare. A Ischia iniziò dal Bosco della Maddalena e dalle pinete a valle (anni 1850). Funzionò.

Carlo Maria Santucci De Magistris – nobile napoletano, proprietario di terre a Fiaiano, grande appassionato di botanica – pensò che se i pini crescevano a valle, potevano crescere anche sul cratere. Nel 1852 iniziò la piantumazione. Non fu facile: il suolo era povero, roccioso, instabile. Ma i pini domestici (Pinus pinea) si adattarono. Le radici trovarono crepe dove ancorarsi, il calore delle fumarole creò un microclima favorevole, e piano piano il cratere si vestì di verde.

Santucci costruì anche la chiesa di Maria SS. della Chiesa, attaccata alla pineta, come segno di ringraziamento per la riuscita dell'impresa. Oggi quella chiesa c'è ancora, proprio all'ingresso della pineta.

La vera trasformazione avvenne però nel Novecento. Tra il 1930 e il 1950 il Corpo Forestale dello Stato piantò migliaia di altri pini, stavolta con un piano scientifico: alberi distanziati, tutela del sottobosco, sentieri di accesso. La pineta di Fiaiano divenne così la più grande di Ischia – otto ettari di bosco misto – e un vero polmone verde per l'isola.

Negli anni 2000 è arrivato l'Indiana Park (oggi Ischia Adventure Park), gestito da associazioni sportive affiliate al CONI. Oltre al divertimento, il parco ha anche una funzione importante: la manutenzione costante dei sentieri e degli alberi serve anche come presidio antincendio. Chi lavora lì conosce ogni angolo della pineta, controlla lo stato della vegetazione, interviene subito se c'è un problema.

Perché Andarci (Davvero)

Primo: perché è il posto più verde di Ischia. Otto ettari di bosco vero, non un giardinetto pubblico. Se hai passato giorni tra spiagge affollate e terme turistiche, qui ricarichi. Aria pulita, silenzio (relativo), ombra, panorama. Funziona.

Secondo: perché puoi scegliere il tuo ritmo. Vuoi solo camminare? Vai al mattino presto, fai un giro tra i sentieri, ti siedi al belvedere, torni. Vuoi l'adrenalina? Adventure Park, tre ore tra zip-line e ponti tibetani. Hai bambini piccoli? Area giochi, gelato al bar, picnic sotto i pini. Ognuno trova la sua dimensione.

Terzo: perché è una lezione di geologia viva. Stai camminando sul cratere di un vulcano che ha eruttato 722 anni fa. Sotto i tuoi piedi ci sono fumarole ancora attive. Vedi una pianta tropicale crescere in un bosco mediterraneo. Capisci che Ischia non è solo terme e mare – è un laboratorio naturale dove geologia, botanica e storia si intrecciano.

Quarto: perché è genuino. La pineta di Fiaiano non è stata costruita per i turisti. È stata piantata per riqualificare un territorio distrutto, per dare ai baranesi un posto dove respirare, per dimostrare che la natura vince sempre, anche sulla lava. Il fatto che oggi sia diventata un'attrazione è secondario. Rimane un luogo vero, frequentato da famiglie locali, dove la domenica pomeriggio vedi nonni, genitori, bambini, cani, gente che viene perché ci sta bene, non perché c'è scritto sulla guida turistica.

Quinto: lo puoi combinare con tutto. Sei ai Maronti? La pineta è a 10 minuti. Vieni da Nitrodi? Fiaiano è a 15 minuti. Hai fatto trekking a Buttavento? Puoi scendere qui. È il nodo che collega vari pezzi di Barano.

Il Tuo Timbro sul Passaporto

Se hai il Passaporto dell'Isola d'Ischia, la Pineta di Fiaiano è uno di quei posti da timbro doppio: una volta quando ci vai, una seconda quando ci torni. Perché è il posto dove vieni quando non hai voglia di programmare niente. Quando vuoi solo un'ora di fresco, un albero contro cui appoggiarti, un panorama da guardare senza pensare.

E quando esci, con l'odore di resina di pino ancora nelle narici e le scarpe sporche di terriccio vulcanico, capisci perché i Borbone hanno investito così tanto per far crescere questa pineta. Non era solo riforestazione. Era ricostruzione. Era dire: anche dove il vulcano ha distrutto tutto, noi possiamo far tornare la vita. E ce l'hanno fatta.

Non hai ancora il Passaporto? Prendilo sul sito ufficiale di Eccellenze Ischitane. È il modo migliore per esplorare l'isola vera, quella che non si riduce alla foto al tramonto. Ogni timbro è una scoperta, ogni scoperta è un pezzo di Ischia che diventa tuo.

Pineta di Fiaiano – Via Duca degli Abruzzi, 80070 Fiaiano, Barano d'Ischia | Ingresso gratuito | Accessibile tutto l'anno dall'alba al tramonto | Bus linea 6 da Ischia Porto

    Dove si trova 

    Pineta di Fiaiano

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