Museo Civico del Torrione e il muro dei Soprannomi
Museo Civico del Torrione: La Torre che Racconta Forio
Passaporto dell'Isola d'Ischia in mano? Perfetto, perché questa è una di quelle tappe che ti fa viaggiare nel tempo senza muoverti di un metro.
Il Torrione di Forio non è un museo qualunque. È una torre del 1480 che per secoli ha fatto la guardia al mare, scrutando l'orizzonte in cerca di vele saracene. Oggi non cerca più pirati, ma custodisce qualcosa di altrettanto prezioso: la memoria visiva di Forio attraverso gli occhi di Giovanni Maltese, il pittore che ha raccontato l'isola vera, quella del lavoro duro, del mare che toglie e dà, delle mani sporche di terra e zolfo.
E ai suoi piedi, quasi per caso, c'è uno dei muri più fotografati (e meno turistici) di Ischia: il Muro dei Soprannomi. Ma andiamo con ordine.
Una Torre con la Schiena Dritta
Siamo sul lungomare di Forio, tra Palazzo Covatta e case settecentesche color pastello. Il Torrione svetta con la sua base circolare, massiccio, verticale, impossibile da ignorare.
XV secolo: Forio era assediata dai pirati saraceni. Non metafora, non leggenda: raid veri, terribili, frequenti. Così costruiscono 13 torri di avvistamento. Il Torrione è una di queste – anzi, è la torre, quella che coordina le altre, quella che per prima vede le galee nemiche all'orizzonte e dà l'allarme.
Cannoni, vedette, guardie armate. Per secoli questo cilindro di pietra ha fatto il suo lavoro: proteggere Forio.
Poi arriva il 1800 e qualcosa cambia. Giovanni Maltese, pittore, scultore, poeta ischitano, decide di abitarci. Sua moglie inglese, Fayrer Fanny Jane, alla sua morte dona la torre al Comune. Da quel momento il Torrione smette di essere un fortino e diventa un museo.
Oggi è gestito dall'Associazione Culturale Radici. Via Torrione 32, Forio. Tel. 333 3921839.
Giovanni Maltese: Il Verista che Ha Dipinto l'Isola Vera
Dimentichiamoci per un attimo i paesaggi da cartolina, i tramonti romantici, le marine azzurre che tutti si aspettano da Ischia.
Giovanni Maltese (1852-1913) dipingeva altro. Dipingeva la fatica.
La sala superiore del Torrione è dedicata permanentemente alle sue opere, e quando sali quelle scale esterne e arrivi lassù, capisci subito che questo non è un museo per turisti distratti.
"La Solfatrice" è l'icona assoluta della collezione. Una donna in abiti da lavoro che zolfeggia le vigne contro la peronospora. Niente di eroico, niente di poetico: solo una giornata di lavoro sotto il sole, mani che si muovono meccaniche, schiena curva, sudore. È talmente vera che quasi la senti respirare.
Poi c'è "Il Naufrago" (1883): una scultura di un uomo appena uscito vivo dal mare. Tremante, esausto, ancora incredulo di essere vivo. Maltese era figlio di pescatori, conosceva quel terrore. E si vede.
Altre opere: "Il Naufragio di Agrippina", ritratti a carboncino di volti scavati dalla vita, "Il Contadino", "Pidocchiosi" – titolo crudo per un'opera ancora più cruda. Poesie e manoscritti completano il quadro: Maltese era un artista totale, ossessionato dalla vita quotidiana ischitana, quella che nessuno voleva raccontare ma che lui non poteva ignorare.
La vista dalla sala superiore? Mare mozzafiato. Ma dopo aver guardato "La Solfatrice", quel mare lo vedi con occhi diversi.
Il Muro dei Soprannomi: Identità Foriana a Cielo Aperto
Scendi dalla torre, giri l'angolo nel Vico Torrione, e ti trovi davanti a un muro pieno di mattonelle colorate. Oltre 200 soprannomi dialettali delle famiglie foriane.
"Ma tu a chi si' figlio?" – "Di chi sei figlio?"
Questa era la domanda che ti facevano a Forio quando i numeri civici non esistevano e le famiglie si riconoscevano dai soprannomi. Non cognomi ufficiali: soprannomi tramandati di generazione in generazione, identità parallele che raccontavano mestieri, caratteristiche fisiche, episodi storici.
"U' Curtiell" (il coltello), "U' Vagnariell" (il piccolo bagnino), "U' Scarpariell" (il piccolo calzolaio)... Ogni mattonella è un frammento di comunità, un pezzo di memoria collettiva che rischiava di perdersi e che invece adesso sta lì, colorato, vivo, accessibile.
Il progetto è nato dagli studenti dell'Istituto "Santa Cateola da Siena" con il prof. Luigi Vaiana. Non è un'installazione artistica calata dall'alto: è un lavoro di recupero identitario fatto dalla comunità stessa.
Sì, è fotogenico. Sì, funziona su Instagram. Ma non è il solito "muro Instagrammabile" piazzato lì per i turisti. È autentico. È Forio che si racconta a sé stessa prima ancora che a te.
Qualcuno l'ha paragonato al "Mur des Je t'aime" di Montmartre. Forse è vero, ma questo è più sincero: non parla d'amore universale, parla di radici specifiche, di un'isola che sa ancora chi è.
Informazioni Pratiche (Quelle Vere)
Dove: Via Torrione 32, Forio – proprio sul lungomare, impossibile sbagliare.
Biglietto:
- €2-3 per la sala Maltese
- Residenti gratis
- Under 16 e scuole gratis
- La sala inferiore (mostre temporanee) spesso è accessibile senza biglietto
Orari indicativi:
- 9:30-12:30 / 16:30-19:30
- Estate: fino alle 22:30
- Chiuso lunedì
- Meglio verificare su www.iltorrioneforio.it prima di andare
Quanto tempo serve: 30-45 minuti per il museo + tempo per le foto al Muro dei Soprannomi. Se ti fermi a guardare davvero le opere di Maltese, anche un'ora.
Scala esterna per salire alla sala superiore – niente ascensore, ma ne vale la pena per la vista.
Perché Andarci
Perché il Torrione ti racconta due Forio.
Quella che resisteva ai pirati, che si difendeva, che scrutava il mare con paura e determinazione. E quella che dipingeva sé stessa senza filtri, che immortalava la fatica quotidiana, che sapeva ridere dei propri soprannomi e farne arte pubblica.
È cultura locale non confezionata per il turismo. È identità vera, anche scomoda. È Maltese che ti guarda negli occhi attraverso i suoi quadri e ti dice "ecco, questa è Ischia quando non posa."
Va bene per chi cerca:
- Arte verista italiana fuori dai circuiti mainstream
- Storia medievale tangibile (puoi salire su una vera torre difensiva)
- Esperienze Instagram autentiche (il Muro funziona, ma ha sostanza)
- Un pezzo di Forio che non trovi nelle guide standard
Il Tuo Timbro sul Passaporto
Se hai il Passaporto dell'Isola d'Ischia, il Torrione è una di quelle tappe che meritano il timbro e magari anche il nome del tuo soprannome preferito dal Muro.
Non hai ancora il Passaporto? Lo trovi sul sito di Eccellenze Ischitane. È il modo migliore per scoprire l'isola strato dopo strato, senza fretta, senza superficialità. Ogni timbro è un pezzo di storia che porti via con te.
Prossima tappa consigliata: Continua a esplorare il Vico Torrione e i vicoli saraceni intorno alla torre. Forio va capita camminando, perdendosi, guardando in alto verso i balconi e in basso verso i sampietrini.
Museo Civico del Torrione - Via Torrione 32, 80075 Forio (NA) | Tel. 333 3921839 | www.iltorrioneforio.it | Chiuso lunedì









