La Tinaia

La Tinaia: il ristorante che Forio ha scelto come casa propria
Dal 1988, una famiglia ha costruito qualcosa che non si trova nelle guide turistiche: un punto di riferimento per chi a Forio ci vive davvero.
A Forio ci sono posti dove vai a mangiare e posti dove vai e basta. La Tinaia è il secondo tipo. Il tipo di locale dove entri alle sei del mattino per un caffè e un cornetto ischitano appena sfornato, ci torni a pranzo per un piatto di scialatielli al pescato del giorno, e la sera ti ritrovi seduto nella piazzetta sotto l'arco di tufo a dividere una pizza con gli amici che non vedevi da una settimana. È il tipo di posto che non ha bisogno di prenotazioni — non perché non sia pieno, ma perché la filosofia è esattamente quella: vieni, ti sediamo, e da lì in poi ci pensiamo noi.
Via Matteo Verde 39, centro di Forio. Sei nel cuore del paese, nel flusso quotidiano di chi fa la spesa, di chi passeggia, di chi lavora. Non sei in una location panoramica studiata per Instagram. Sei dove succedono le cose vere.
La storia di Giancarlo
Tutto comincia nel 1988, quando Giancarlo Mandl decide di aprire un locale che all'inizio segue il ritmo delle stagioni, come facevano quasi tutti sull'isola. Ma Giancarlo è uno che ascolta. E quello che sente, camminando per Forio, è un'esigenza che nessuno stava coprendo: i lavoratori della zona — artigiani, commercianti, pescatori — durante le loro pause non avevano un posto dove andare. Non un posto elegante, non un ristorante con le candele. Un posto normale, aperto, dove sedersi e mangiare qualcosa di buono.
Da quella intuizione nasce la decisione che cambierà tutto: La Tinaia resta aperta tutto l'anno. In un'isola che per decenni ha vissuto con l'interruttore stagionale — acceso da aprile a ottobre, spento il resto dell'anno — questa è una scelta coraggiosa. Significa investire nei mesi in cui i turisti non ci sono, significa puntare sulla comunità locale, significa dire: questo posto è per voi prima che per chiunque altro.
Da Giancarlo arriva anche un'altra intuizione, questa volta più intima. Durante un soggiorno in Francia, resta conquistato dalle crêpes. Le porta a Forio, le fa sue, e nel giro di qualche anno diventano un'icona del locale. Oggi, a più di trent'anni di distanza, l'impasto originale è ancora quello, e l'unica persona che conosce la ricetta è sua moglie. Non c'è un manuale. Non c'è un file. C'è una donna che ogni giorno prepara l'impasto come le è stato insegnato, e questo è quanto.
Una famiglia, quattro figlie, un ecosistema
Dal 2019, a portare avanti l'eredità di Giancarlo ci sono sua moglie e le quattro figlie. Non si tratta di una semplice gestione familiare. I Mandl hanno costruito un vero ecosistema nel cuore di Forio: oltre a La Tinaia c'è Le Ventarole, il panificio fondato nel 2002 che oggi si trova nel centro storico (dopo il terremoto del 2017 ha dovuto lasciare la sede originaria di Lacco Ameno e ha scelto di ripartire da Forio). E poi il Re del Caffè e La Granita, altri punti di riferimento per chi vive il paese tutti i giorni.
Il filo che lega tutto è lo stesso: il lievito madre. Creato e rinfrescato ogni giorno da Giancarlo fin dall'inizio, oggi viene curato con la stessa cura dalla famiglia. È il cuore della produzione di Le Ventarole — dove ogni giorno della settimana è dedicato a un pane diverso, dal farro alla segale ai cinque cereali — ed è lo stesso lievito madre che dà vita al pane servito a La Tinaia e all'impasto delle pizze. Non è un dettaglio tecnico. È un gesto che si ripete ogni mattina, che collega il 2002 al 2026, che trasforma un ingrediente vivo in un legame tra le generazioni.
Cosa si trova a tavola
La Tinaia è ristorante, pizzeria e bar in un flusso continuo che va dalle sei del mattino a mezzanotte. Ma è la cucina a raccontare meglio di tutto la filosofia del posto.
La pasta fresca viene fatta a mano ogni mattina. Tagliatelle, tagliolini, scialatielli, lasagne, gnocchi: formati classici, lavorati con pazienza, che cambiano con le stagioni perché cambiano gli ingredienti che li condiscono. Il pescato arriva ogni giorno dai pescatori locali — e chi vuole sapere cosa c'è lo può leggere sulle lavagnette esposte in sala o chiedere al personale.
La stagionalità qui non è un concetto di marketing. È il modo in cui si lavora: le verdure sono quelle che il territorio offre in quel momento, le carni le più saporite della stagione, il pesce quello che il mare decide di dare. Il menu si adatta, non il contrario.
La pizza segue la stessa logica artigianale. L'impasto è il risultato di anni di prove da parte di Giancarlo, perfezionato fino a ottenere un equilibrio tra leggerezza e sapore che oggi è uno dei motivi per cui la gente torna. Farine di alta qualità, lievito madre, lunghe lievitazioni, e un forno a legna costruito da artigiani napoletani alimentato con legna certificata italiana. Chi la assaggia per la prima volta spesso resta sorpreso dalla digeribilità. Chi ci torna sa già cosa aspettarsi, e lo vuole di nuovo.
Il pane — croccante fuori, alveolato dentro, profumato come solo il lievito madre sa fare — arriva direttamente da Le Ventarole. Le torte anche. I gelati sono artigianali e di produzione propria. È un circuito chiuso virtuoso, dove ogni pezzo della famiglia Mandl alimenta l'altro.
L'arco del 1701
C'è un elemento architettonico che vale più di qualsiasi descrizione: l'antico arco di tufo del 1701 che segna l'ingresso al locale. Per i Mandl non è un dettaglio estetico. È il custode del posto, il collegamento fisico con la storia di Forio. Ogni anno viene restaurato con attenzione, con la consapevolezza che conservare un pezzo di pietra di tre secoli fa è un atto di responsabilità verso il paese.
E a proposito di responsabilità verso il territorio: La Tinaia espone quadri e sculture di artisti locali. Le pareti del locale sono una galleria informale che celebra la creatività di Forio e dell'isola. Non è un vezzo decorativo. È una presa di posizione: l'arte e la cultura fanno parte dell'identità di questo paese, e un ristorante che si considera parte della comunità ha il dovere di dargli spazio.
Perché La Tinaia è un'eccellenza ischitana
Non per un riconoscimento su una guida. Non per uno chef famoso. Non per un piatto che diventa virale sui social. La Tinaia è un'eccellenza perché ha fatto la cosa più difficile che esiste nella ristorazione: restare. Restare aperta quando gli altri chiudono per la stagione. Restare coerente con la propria identità quando sarebbe più facile inseguire le mode. Restare un punto di riferimento per la comunità locale quando il turismo potrebbe portare a scelte più redditizie ma meno autentiche.
È un locale che apre alle sei del mattino e chiude a mezzanotte. Che non accetta prenotazioni perché vuole che chiunque possa entrare in qualsiasi momento. Che ha un panificio dove il lievito madre viene rinfrescato ogni giorno come faceva il fondatore vent'anni fa. Che espone gli artisti del paese. Che serve la crêpe con la ricetta segreta della moglie del fondatore.
In un'isola che cambia, La Tinaia è una delle cose che restano. E chi vive a Forio lo sa benissimo, perché ci va da trent'anni. Non perché è il posto migliore in assoluto, non perché è il più economico o il più elegante. Perché è il posto giusto. Quello dove ti senti a casa anche quando non sei a casa tua.
La Tinaia — Ristorante, Pizzeria e Bar Via Matteo Verde, 39 — Forio d'Ischia (NA) Tel. +39 081 998448latinaiaforio.it
Aperto tutti i giorni, dalle 6:00 alle 00:00. Non si accettano prenotazioni.










