L'assise e pisc
Assise 'e Pesce: Quando Forio Benedice il Mare all'Alba della Vigilia
Passaporto dell'Isola d'Ischia alla mano? Bene, perché questa è una di quelle tappe che puoi timbrare solo una volta all'anno – il 24 dicembre all'alba, quando Forio si sveglia nel buio freddo per benedire il pesce e ringraziare il mare.
L'Assise 'e Pesce (letteralmente "assemblea del pesce" in dialetto napoletano-ischitano) è la tradizione marinara foriana più sentita e radicata: alba del 24 dicembre, Piazza San Gaetano. Benedizione del pescato fresco (capitone, anguille, calamari, orate), ultima novena di Natale, falò che scalda il buio prealpino e scaccia gli spiriti maligni, corteo con il Sacramento accompagnato dalla banda che suona "Tu scendi dalle stelle."
Non è folklore turistico. È rito comunitario vivo – pescatori che portano il frutto del loro lavoro notturno, famiglie che si alzano alle 5 del mattino per partecipare, anziani che tramandano ai nipoti, giovani che continuano una tradizione secolare.
Radici profonde che affondano in una Forio che vive di mare e fede, che ringrazia per quello che il mare dà e prega per quello che il mare può togliere. Fede e mare uniti, inseparabili, incarnati in un rito che resiste anche alla pioggia battente (come nel 2024).
Se sei a Ischia per Natale, metti la sveglia alle 5 del mattino del 24 dicembre. Ne vale la pena.
Il Nome: "Assise 'e Pesce" – L'Assemblea del Pesce
"Assise" in napoletano significa "assemblea, riunione." Non nel senso burocratico moderno, ma nel senso antico: raduno comunitario con uno scopo preciso.
"'e Pesce" = "del pesce."
Quindi: "L'assemblea del pesce" – il momento in cui la comunità si riunisce intorno al pescato, lo benedice, lo celebra, lo condivide.
Non è una fiera del pesce, non è un mercato. È un rito di benedizione e ringraziamento – il mare ha dato, noi ringraziamo, chiediamo protezione per l'anno che viene.
Il pesce protagonista assoluto è il capitone – l'anguilla femmina di grandi dimensioni (può arrivare a 1,5-2 metri di lunghezza), pescata nelle acque intorno a Ischia nei giorni precedenti la Vigilia. Ma ci sono anche anguille più piccole, calamari, orate, altri pesci di stagione.
Il capitone fritto (o arrostito sulla brace) è il piatto tradizionale della Vigilia di Natale in tutta la Campania – tradizione che risale a secoli fa, quando la Chiesa cattolica vietava la carne il venerdì e nei giorni di digiuno/astinenza (tra cui la Vigilia).
L'Assise 'e Pesce è il momento in cui quel pesce – ancora vivo in molti casi, appena pescato – viene benedetto prima di finire sulle tavole.
Le Radici: Secoli di Fede Marinara
Le origini esatte dell'Assise 'e Pesce si perdono nel tempo. Non c'è una data di fondazione ufficiale, non c'è un documento che dice "iniziata nel 1587."
Ma sappiamo che affonda le radici in una Forio marinara e devota:
Forio dei pescatori: Per secoli, buona parte della popolazione maschile foriana viveva di pesca. Barche che uscivano all'alba, che tornavano al tramonto (o giorni dopo), che sfidavano tempeste, che riportavano il cibo alle famiglie.
Il mare dava, ma il mare toglieva. Naufragi, tempeste improvvise, uomini che non tornavano. Ogni famiglia aveva perso qualcuno in mare. La paura e il rispetto per il mare erano viscerali.
Forio "la turrita" (delle torri): Costruita per difendersi dai pirati saraceni, ma anche per vegliare sul mare. Le torri non guardavano solo i nemici – guardavano anche le barche dei pescatori foriani, pronti a dare l'allarme se qualcuno era in difficoltà.
Forio devota: Le chiese sono ovunque – San Vito (patrono, protettore contro i fulmini e le tempeste), Chiesa del Soccorso (protettrice dei marinai), San Gaetano, Santa Maria di Loreto. La fede non è opzionale: è strumento di sopravvivenza emotiva. Preghi perché non sai cosa altro fare quando tuo marito è in mare aperto e si è alzato il maestrale.
L'Assise 'e Pesce nasce da questo mix: necessità economica (il pesce della Vigilia), devozione religiosa (benedizione), e comunità (ci si riunisce all'alba, insieme).
È un rito di ringraziamento (il mare ci ha dato il pesce) e di propiziazione (continua a darcelo, non portarci via i nostri uomini).
Il Programma: Alba Sacra del 24 Dicembre
L'Assise 'e Pesce si svolge la mattina del 24 dicembre, quando è ancora buio. Non è un orario comodo – devi alzarti prima dell'alba, vestirti pesante (dicembre a Ischia non è freddissimo, ma all'alba sì), uscire nel buio.
Ma è proprio il buio, il freddo, l'ora innaturale che rende tutto più intenso.
Ore 5:00-5:30 – Campane e Messa
Le campane di tutte le chiese di Forio iniziano a suonare. Non è il suono festoso dei matrimoni o di Pasqua – è un suono solenne, ripetitivo, chiamante. "Svegliatevi, venite, è ora."
La gente esce dalle case ancora assonnata, con cappotti pesanti, sciarpe, cappelli. Qualcuno porta thermos di caffè caldo. I pescatori sono già svegli da ore – sono usciti in mare nella notte per pescare il capitone fresco.
Basilica di Santa Maria di Loreto (Piazza San Gaetano): Si celebra l'ultima novena di Natale. La novena è una pratica devozionale cattolica – nove giorni di preghiera prima di una festa importante. La nona (e ultima) novena prima di Natale è particolarmente sentita.
La chiesa è gremita. Luce soffusa delle candele, odore di incenso, canto del Veni Creator. I pescatori stanno davanti, con le mani callose, i volti segnati dal vento e dal sale.
Ore 5:30-6:00 – Il Falò in Piazza
Fuori, in Piazza San Gaetano, arde un falò.
Non è un falò decorativo da evento natalizio. È un falò rituale – serve a:
- Scaldare (dicembre all'alba è freddo, la gente aspetta, il fuoco scalda)
- Illuminare (è ancora buio, il fuoco dà luce)
- Scacciare gli spiriti maligni (tradizione antica – il fuoco purifica, tiene lontano il male)
La legna scoppietta, le fiamme salgono alte, la gente si avvicina con le mani tese verso il calore. Bambini che guardano ipnotizzati, anziani che raccontano "quando eravamo piccoli noi, il falò era ancora più grande."
È un momento sospeso – il buio intorno, il fuoco al centro, il freddo alle spalle, l'attesa.
Ore 6:30 – Corteo con il Sacramento
La messa finisce. Il sacerdote esce dalla Basilica portando il Sacramento (l'ostia consacrata, il corpo di Cristo secondo la dottrina cattolica) in processione.
Lo accompagna la Banda Musicale di Forio – in divisa, con gli strumenti lucidi, in formazione solenne. Suonano "Tu scendi dalle stelle" – il canto natalizio napoletano per eccellenza, scritto da Sant'Alfonso Maria de' Liguori nel 1754.
"Tu scendi dalle stelle, o Re del cielo,
e vieni in una grotta al freddo e al gelo..."
La banda suona, il prete cammina lento con l'ostensorio (il contenitore dorato del Sacramento), i fedeli seguono in silenzio o cantando sottovoce. È un corteo solenne – non festoso, non gioioso. È raccolto, intimo, commovente.
Il corteo attraversa le vie del centro storico – Via Roma, Corso Umberto, verso il porto.
Ore 7:00 circa – Benedizione del Pesce e del Mare
Arrivano in Piazza Balsofiore (zona porto). Qui i pescatori hanno disposto il pescato della notte: casse di legno o plastica piene di capitoni che si contorcono ancora vivi, anguille, calamari freschi lucidi, orate argentate, altri pesci.
Il prete benedice il pesce con l'acqua santa e con preghiere specifiche. Non benedice solo il pesce – benedice il mare stesso, chiede protezione per i pescatori, ringrazia per l'abbondanza, chiede che continui.
In quel momento si lanciano i fuochi d'artificio dal porto – non quelli spettacolari di Capodanno, ma mortaretti, girandole, razzi. Rumore, luce, fumo. Celebrazione esplosiva dopo la solennità del corteo.
Le campane suonano a festa. La gente applaude. I bambini urlano eccitati. Gli anziani si commuovono (succede ogni anno, ma ogni anno commuove lo stesso).
Il capitone – benedetto – è pronto per essere portato a casa, cucinato, mangiato durante la Vigilia. Non è più solo cibo: è cibo sacro, benedetto, parte di un rito millenario.
Il Protagonista: Il Capitone della Vigilia
Perché il capitone? Perché non orata, branzino, polpo?
Tradizione napoletano-campana: Il capitone fritto (o alla brace) è il piatto simbolo della Vigilia di Natale in tutta la Campania. Le origini sono antiche:
Digiuno cattolico: La Vigilia era giorno di astinenza dalla carne. Si mangiava pesce. Il capitone, grasso e sostanzioso, saziava.
Disponibilità stagionale: Il capitone si pesca in abbondanza tra novembre e gennaio. È pesce di stagione fredda.
Simbolismo: L'anguilla/capitone (serpente d'acqua) ha sempre avuto connotazioni simboliche – vita che si rigenera, ciclo delle acque, fertilità. In alcune tradizioni popolari era considerato portafortuna.
Gusto: Il capitone è grasso, saporito, si presta bene alla frittura (croccante fuori, morbido dentro). È un piatto "di festa" – non si mangia tutti i giorni.
Come si cucina:
- Fritto: Tagliato a pezzi, infarinato, fritto in olio bollente. Croccante, dorato, irresistibile.
- Arrostito: Sulla brace o in forno, con aglio, prezzemolo, limone. Più leggero della frittura, ma altrettanto buono.
Sulle tavole foriane della Vigilia, il capitone benedetto all'Assise 'e Pesce è il piatto centrale – accompagnato da insalata di rinforzo (cavolfiore, olive, acciughe), baccalà, spaghetti alle vongole, altri pesci. Ma il capitone è il re.
Festa Comunitaria: Dopo la Benedizione
L'Assise 'e Pesce non finisce con la benedizione. Continua in piazza, trasformandosi in festa comunitaria.
Pasta e fagioli con le cozze: Pentoloni fumanti di pasta e fagioli (zuppa napoletana povera e sostanziosa) arricchita con cozze fresche. Servita a tutti gratuitamente (o con offerta libera). Scalda, riempie, unisce.
Bruschette foriane: Pane casereccio abbrustolito, strofinato con aglio, condito con olio extravergine, pomodorini, basilico. Semplice, perfetto.
Vino locale: Biancolella o Forastera (bianchi ischitani) serviti a bicchiere. Chi vuole beve, chi non beve prende spremuta o caffè caldo.
Stand di pesca e agricoltura: Bancarelle improvvisate dove i pescatori vendono il pesce fresco (quello non benedetto, o quello benedetto e destinato alla vendita), e i contadini vendono ortaggi, frutta, miele, vino, olio. Mercatino popolare, prezzi onesti.
Generazioni insieme: È uno degli aspetti più belli – giovani e anziani insieme. I vecchi pescatori raccontano ai nipoti come si faceva una volta. I bambini corrono eccitati dopo aver visto i capitoni vivi contorcersi. Gli adolescenti (che magari si sono svegliati di mala voglia) finiscono per restare, coinvolti dall'atmosfera.
È eredità che si trasmette – non con lezioni scolastiche, ma con partecipazione fisica. Sei lì, vedi, senti, mangi, respiri l'odore del fuoco e del mare. E l'anno dopo ti ricordi, e torni.
Rito Incrollabile: Anche con la Pioggia
Esempio 2024: Il 24 dicembre 2024 ha piovuto. Pioggia battente, vento, freddo. Condizioni pessime.
L'Assise 'e Pesce si è fatta lo stesso. Meno gente rispetto agli anni di bel tempo, ma i "veri" c'erano – pescatori, famiglie storiche foriane, devoti irriducibili.
Falò sotto la pioggia (legna bagnata che fatica a bruciare, ma brucia). Corteo con ombrelli aperti. Benedizione del pesce con il prete sotto l'acqua.
Nessuno si è lamentato. Anzi: chi c'era si è sentito parte di qualcosa ancora più autentico. "Il rito non si ferma." Non per il meteo, non per niente.
Questa è la differenza tra evento turistico e tradizione radicata: il primo si cancella se piove, la seconda si fa comunque.
Perché Forio È Così Devota
L'Assise 'e Pesce è solo uno dei tanti momenti devozionali di Forio. C'è:
- Festa di San Vito (giugno – articolo già fatto)
- Corsa dell'Angelo (Pasqua – articolo già fatto)
- Processioni varie durante l'anno
- Chiesa del Soccorso sempre aperta, sempre frequentata (articolo già fatto)
Forio è "la turrita" – la città delle torri costruite per difendersi dai pirati. Ma è anche la devota – la città che prega per protezione, che ringrazia per la salvezza, che affida al divino quello che non può controllare (il mare, le tempeste, la vita).
Identità marinara = devozione necessaria. Non è fede cieca – è fede pragmatica. Preghi perché sai che il mare è più forte di te, che un naufragio può cambiare tutto in un attimo, che l'unica cosa che puoi fare oltre alla tecnica è affidarti.
L'Assise 'e Pesce incarna perfettamente questo: fede + mare + comunità. Il pesce benedetto non è superstizione – è rituale che dà senso, che crea legame, che ti fa sentire parte di qualcosa più grande.
L'Atmosfera: Presepiale, Autentica, Commuovente
Se c'è una parola che descrive l'Assise 'e Pesce è "presepiale" – nel senso migliore del termine.
L'alba. Il buio. Il freddo. Il falò che illumina i volti. I canti. Il corteo lento. La benedizione. I fuochi. L'odore del pesce fresco e del fumo. Le voci che si sovrappongono. I bambini che guardano meravigliati.
È una scena da presepe vivente, ma non costruita per i turisti. È vita vera che assomiglia a un presepe perché i presepi napoletani hanno sempre rappresentato la vita vera – mercati, pescatori, artigiani, scene quotidiane sacralizzate.
Nutre l'anima. Non in senso retorico – davvero. Dopo due ore di Assise 'e Pesce, torniamo a casa con qualcosa di più di prima. Non sappiamo bene cosa (fede? comunità? bellezza? tradizione?), ma lo sentiamo.
Unisce le famiglie. Nonni che portano nipoti. Genitori che si alzano presto per far vivere ai figli quello che hanno vissuto loro. Famiglie che si ritrovano dopo mesi lontani, per Natale, e la prima cosa che fanno insieme è andare all'Assise.
Non è obbligo. È scelta condivisa – vogliamo esserci, vogliamo far parte di questo.
Informazioni Pratiche (Per Chi Vuole Partecipare)
Quando: 24 dicembre, ogni anno. Orario: alba (5:00-8:00 circa).
Dove:
- Inizio: Basilica di Santa Maria di Loreto, Piazza San Gaetano, Forio
- Corteo: Attraversa il centro storico
- Benedizione: Piazza Balsofiore (zona porto)
Programma orientativo (può variare leggermente di anno in anno):
- Ore 5:00-5:30: Campane + Messa (ultima novena di Natale)
- Ore 5:30-6:00: Falò in Piazza San Gaetano
- Ore 6:30: Corteo con il Sacramento + Banda ("Tu scendi dalle stelle")
- Ore 7:00: Benedizione del pesce e del mare + Fuochi
- Ore 7:30-9:00: Festa comunitaria (pasta e fagioli, bruschette, vino, mercatino)
Cosa portare:
- Abbigliamento pesante: Dicembre all'alba è freddo. Cappotto, sciarpa, cappello, guanti.
- Scarpe comode e chiuse: Camminerai per i vicoli, sulle pietre, vicino al porto.
- Macchina fotografica (se vuoi), ma ricorda: è un rito religioso, non uno spettacolo. Discrezione e rispetto.
- Thermos di caffè (opzionale ma gradito – ti scalda durante l'attesa)
Accesso: Gratuito, libero, aperto a tutti. Non serve prenotazione, non serve essere cattolico praticante. Basta rispetto.
Rispetto richiesto:
- È una celebrazione religiosa sentita. Silenzio durante la messa e il corteo.
- Non attraversare il corteo, non disturbare.
- Puoi fotografare, ma senza flash durante i momenti solemni.
- Puoi partecipare alla festa comunitaria dopo (pasta, vino, chiacchiere) – sei benvenuto.
Trasporti:
- A piedi se alloggi a Forio centro (tutto raggiungibile in 10-15 minuti)
- In bus (ma verifica orari – di solito non ci sono corse alle 5 del mattino)
- In auto/scooter (parcheggia vicino a Piazza San Gaetano e prosegui a piedi)
Dopo l'Assise: Se hai energia, dopo la festa comunitaria (ore 8:00-9:00) puoi visitare:
- Chiesa del Soccorso (5 minuti a piedi – aperta, bellissima al mattino)
- Vicoli Saraceni (perdersi tra i portoni antichi appena illuminati dal sole nascente)
- Bar del centro per colazione vera (caffè + cornetto + riposo prima di tornare a dormire)
Il Tuo Timbro sul Passaporto
Se hai il Passaporto dell'Isola d'Ischia e riesci a timbrare l'Assise 'e Pesce, sei tra i pochi. È una di quelle tappe stagionali rarissime – un solo giorno all'anno, all'alba – che rendono il passaporto davvero completo.
Scrivi "24 dicembre 2025 - alba - capitone benedetto" o "falò + Tu scendi dalle stelle - freddo ma valsa" o "pasta e fagioli con i pescatori" – il dettaglio emotivo che ti ha colpito.
Magari chiedi a qualche pescatore o a un membro dell'organizzazione (Pro Loco, parrocchia) di firmarti la pagina come testimone. Diventa un ricordo indelebile.
Non hai ancora il Passaporto? Lo trovi sul sito di Eccellenze Ischitane. È il modo migliore per esplorare l'isola seguendo il calendario delle tradizioni vere, non solo i luoghi fissi. Ogni timbro è una storia, ogni storia è un pezzo di Ischia che diventa tuo.
Prossima tappa consigliata: Chiesa del Soccorso (5 minuti a piedi da Piazza San Gaetano) – dopo l'Assise, mentre tutti tornano a casa a dormire o a preparare il pranzo della Vigilia, tu vai alla Chiesa del Soccorso. La trovi vuota, silenziosa, illuminata dal sole nascente. Il mare sottostante. È il momento perfetto per chiudere l'esperienza in bellezza.
Assise 'e Pesce - 24 dicembre ogni anno, ore 5:00-9:00 | Inizio: Basilica Santa Maria di Loreto, Piazza San Gaetano, Forio | Benedizione: Piazza Balsofiore (porto) | Tradizione marinara secolare | Protagonista: capitone (anguilla) + pescato fresco | Programma: messa, falò, corteo, benedizione mare, festa comunitaria | Accesso gratuito | Abbigliamento pesante consigliato | Rito incrollabile (anche con pioggia) | Devozione marinara foriana









