Il Fungo

Il Fungo di Lacco Ameno: Quando un Pezzo di Vulcano Diventa Icona
Hai il Passaporto dell'Isola d'Ischia in mano? Allora preparati a timbrare il simbolo più fotografato dell'intera isola. Non è un monumento costruito dall'uomo, non è un parco termale, non è nemmeno una chiesa antica. È uno scoglio. Ma che scoglio.
Immagina un blocco di tufo verde alto 10 metri che emerge dalle acque cristalline a pochi metri dalla riva, proprio davanti al corso principale di Lacco Ameno. La sua forma? Quella di un fungo perfetto, scolpito da 55.000 anni di vento, onde e maree. Caduto giù dal Monte Epomeo durante una violenta eruzione, questo masso è atterrato in mare e ha deciso di rimanere lì, trasformandosi nel tempo nella cartolina vivente del comune più piccolo d'Ischia.
Il Fungo non è solo "bello da vedere" (anche se Instagram la pensa diversamente). È la dimostrazione fisica che la natura fa le cose meglio di qualsiasi agenzia pubblicitaria. Nessun logo comunale potrebbe mai competere con quello che mare e tempo hanno creato qui.
La Geologia Raccontata Senza Addormentarsi
Circa 55.000 anni fa, il Monte Epomeo – che non è un vulcano classico ma un horst vulcano-tettonico, se vuoi fare bella figura a cena – ha avuto una delle sue eruzioni più violente. Durante quel caos primordiale, un megablocco di tufo verde si è staccato dalla montagna ed è finito in mare.
Il tufo verde è la "pietra preziosa" di Ischia, quel materiale vulcanico che caratterizza tutta l'isola e che per secoli ha permesso agli ischitani di costruire case, cantine, parracine (i muretti a secco che delimitano i terreni) e persino chiese. Il Fungo è fatto di questo: tufo verde compatto, resistente, testimone di migliaia di anni di storia geologica.
Poi sono arrivati il mare e il vento. Millennio dopo millennio, l'erosione ha lavorato come uno scultore paziente, togliendo qui, levigando là, fino a creare quella forma inconfondibile che oggi vedi. Un fungo perfetto, con tanto di cappello largo che protegge il suo "gambo" più sottile.
È un processo che continua ancora oggi, impercettibilmente. Il Fungo non è una statua congelata nel tempo – è un'opera d'arte in divenire.
Le Leggende: Quando la Pietra Diventa Poesia
Perché a Ischia niente può essere "solo" quello che è. Ogni scoglio ha una storia, ogni pietra nasconde una leggenda. Il Fungo non fa eccezione.
La versione più poetica ci arriva da Giovangiuseppe Cervera, scrittore e poeta ischitano che dedicò diversi scritti alle pietre e ai dettagli naturalistici dell'isola. Secondo lui, sotto quel fungo riposano per sempre due giovani innamorati che annegarono mentre tentavano di fuggire in mare per realizzare il loro sogno d'amore:
"Il fato fu inesorabile, come a quel fanciullo e a quella fanciulla che troppo presto si amarono e vollero fuggire nell'immenso mare. Essi perirono insieme, e la natura, affranta, eresse loro nel mare un tumulo, un Fungo che sotto l'alcova della sua ombrella veglia ancora il riposo dei piccoli."
C'è anche una versione più antica, legata alla mitologia classica. Venere, in fuga dalla collera del marito Efesto dopo essere stata scoperta con Marte, sarebbe approdata proprio qui. Mossa a compassione dalla sofferenza di Tifeo – il gigante che Zeus aveva condannato a giacere per sempre sotto Ischia – avrebbe chiesto l'aiuto di Poseidone per sollevare questa pietra dal fondo del mare come segno di conforto.
E poi c'è chi racconta di un gigante pietrificato, guardiano eterno dell'isola contro pirati e invasori.
Leggende? Certo. Ma quando guardi il Fungo al tramonto, con le luci del corso che iniziano ad accendersi e il mare che si calma, capisci perché gli ischitani hanno sempre sentito il bisogno di raccontare storie su questa pietra.
La Spiaggia del Fungo: Dove Bagno e Icona Convivono
Proprio ai piedi del Fungo c'è una piccola spiaggia di sabbia fine, perfetta per famiglie con bambini grazie ai fondali bassi e accessibili. È divisa in una parte attrezzata (circa 15€ al giorno per ombrellone e due lettini) e un tratto di spiaggia libera.
La posizione è imbattibile: sei a 200 metri dalla fermata del bus, a due minuti dal parcheggio pubblico, e hai bar e ristoranti praticamente alle spalle. Puoi fare colazione al Bar Campo, tuffarti in acqua, fare quattro bracciate e raggiungere il Fungo (che da vicino è ancora più imponente), tornare indietro, pranzare guardando lo scoglio che hai appena toccato.
La spiaggia è soleggiata dal mattino fino alle 16 circa, quindi se cerchi ombra naturale nel pomeriggio inoltrato dovrai spostarti. In alta stagione si riempie parecchio, ma il bello è proprio questo: puoi tranquillamente passare due ore qui, fare una passeggiata sul corso Angelo Rizzoli per lo shopping o un gelato, e tornare in spiaggia senza mai allontanarti dal centro.
Samuel ci andrebbe pazzo, tra l'acqua bassa e la possibilità di "vedere da vicino lo scoglio gigante" (che probabilmente diventerebbe il suo preferito di tutta l'isola).
Informazioni Pratiche (Quelle Che Servono Davvero)
Dove si trova: Corso Angelo Rizzoli, Lacco Ameno. È letteralmente impossibile non vederlo se passi per il centro.
Come arrivare:
- In bus da Ischia Porto: linee 1, 2, CS (15-20 minuti), fermata S. Lorenzo a 200 metri
- In bus da Forio: linee CD, CS (10 minuti)
- In auto/scooter: segui la strada principale dell'isola (ex SS 270), parcheggio pubblico a 2 minuti
- A piedi: se sei già a Lacco Ameno, il Fungo è sul lungomare principale
Quando visitarlo: Sempre accessibile e gratuito. Spettacolare all'alba, al tramonto, e anche di notte con la luna (fidati). Per la spiaggia, ovviamente, aprile-ottobre sono i mesi migliori.
Quanto costa: Zero. Il Fungo è lì, gratis, 24/7. Se vuoi usare la spiaggia attrezzata, circa 15€/giorno per ombrellone e 2 lettini.
Quanto tempo serve: Dipende. Per la foto classica bastano 5 minuti. Per una nuotata fino allo scoglio, altri 10. Se vuoi goderti la spiaggia, calcola almeno 2-3 ore. Se combini con il Museo Archeologico di Pithecusae (a 550 metri), Villa Arbusto, o il Museo di Santa Restituta, puoi dedicare un'intera giornata a Lacco Ameno.
Un Po' di Storia (Quella Vera, Non Quella da Dépliant)
Il Fungo è documentato fin dall'antichità, ma la sua fama è esplosa nel Novecento. Foto storiche degli anni '30 conservate negli Archivi di Friburgo e nell'Archivio Giulio Parisio mostrano come già allora fosse una delle cartoline preferite dell'isola.
Angelo Rizzoli – l'editore milanese che negli anni '50 e '60 trasformò Ischia in meta turistica internazionale portandoci star del cinema e della cultura – scelse proprio Lacco Ameno come suo quartier generale. Non a caso il corso principale del paese porta il suo nome. Il Fungo divenne il simbolo non solo del comune, ma di un'intera epoca di glamour ischitano.
Negli anni, il Fungo è stato ribattezzato in vari modi: Pietra Grossa, Pietra del Lacco, Triglia, Treglia. Ma alla fine, il nome che ha vinto è quello più semplice e descrittivo: il Fungo. Perché quando una cosa assomiglia così tanto a qualcosa, non serve complicarsi la vita.
Oggi è probabilmente lo scoglio più fotografato del Mediterraneo. Henri Cartier-Bresson – uno dei più grandi fotografi del '900 – lo immortalò. Artisti, ceramisti, pittori lo hanno replicato in mille forme. È su calamite, magliette, cartoline, perfino su torte nuziali.
Perché Andarci (Davvero)
Perché unisce tre cose rare: geologia spettacolare (un pezzo di vulcano modellato dal tempo), accessibilità totale (è in pieno centro, non serve trekking o barche), e quella capacità unica di farti sentire parte della storia dell'isola.
Il Fungo non è "un'attrazione turistica" nel senso classico del termine. Non ci sono biglietti da comprare, guide che ti raccontano la storia, orari di apertura. C'è solo uno scoglio che sta lì da 55.000 anni e che ti guarda mentre tu guardi lui.
Va bene per tutti: per chi vuole fare la foto perfetta da Instagram, per chi preferisce nuotarci attorno, per chi semplicemente vuole sedersi sul corso con un caffè e osservarlo cambiare colore mentre il sole tramonta.
E se hai figli, il Fungo diventa automaticamente "il loro scoglio preferito", quello che vorranno vedere da vicino, toccare, raggiungere a nuoto, quello di cui parleranno per settimane dopo essere tornati a casa.
Il Tuo Timbro sul Passaporto
Se hai il Passaporto dell'Isola d'Ischia, il Fungo è una tappa obbligata. Non tanto perché "si deve vedere" (quella roba da lista da spuntare ci fa venire l'orticaria), ma perché è impossibile capire Lacco Ameno – e in parte anche tutta Ischia – senza aver incontrato questo pezzo di Monte Epomeo che ha deciso di trasferirsi al mare.
È il timbro più fotografato del Passaporto. Quello che fa dire "ah, sei stato lì!". Quello che cattura l'essenza di Ischia: vulcanica, autentica, scolpita dal tempo, bella senza sforzo.
Non hai ancora il Passaporto? Prendilo sul sito ufficiale di Eccellenze Ischitane. È il modo migliore per esplorare l'isola seguendo un filo rosso fatto di autenticità, non di luoghi comuni. Ogni timbro è una storia, ogni storia è un pezzo di Ischia che diventa tuo.
Il Fungo di Lacco Ameno - Corso Angelo Rizzoli, 80076 Lacco Ameno (NA) | Sempre accessibile | Ingresso gratuito









