Festa di Sant'Anna 

La Festa a Mare agli Scogli di Sant'Anna: Quando Ischia Mette la Sua Vita in Acqua

Hai il Passaporto dell'Isola d'Ischia? Allora preparati a timbrare la festa che gli ischitani aspettano da gennaio. Quella che se salta per maltempo - come è successo più volte - viene rimandata ma mai cancellata. Quella per cui le famiglie prenotano le barche a marzo. Quella che un sindaco di Ischia, Enzo Ferrandino, ha riassunto così: "Senza Sant'Anna per gli ischitani non ci sarebbe il Natale."

La Festa a Mare agli Scogli di Sant'Anna non è uno spettacolo per turisti. È il momento in cui Ischia si racconta a se stessa. Quando la Baia di Cartaromana - quella stessa baia dove hai già timbrato il Passaporto per la Caletta Sant'Anna, per il Castello Aragonese, per la Torre di Guevara - diventa un teatro galleggiante dove l'isola mette in scena la propria vita: la nascita, la morte, il cibo, la paura, la fede, la festa.

E tutto comincia 521 anni fa. Con una donna che aspettava un bambino.

1503: Il Parto che Cambiò Tutto

26 luglio 1503. Laura Sanseverino - moglie di Innico d'Avalos II, governatore dell'isola e capitano della guardia sul Castello Aragonese - partorisce una bambina. Si chiamerà Costanza.

Sembra una cosa normale. Ma Laura aveva già perso altri figli. E a quei tempi, partorire era un affare rischioso. Molte donne morivano. Molti bambini non ce la facevano. E Laura lo sapeva.

Per questo, quattro anni prima - nel 1499 - aveva convinto suo marito a chiedere al Re Ferdinando d'Aragona i fondi per costruire una piccola chiesetta. Dedicata a Sant'Anna. La protettrice delle partorienti. Proprio lì, sugli scogli della Baia di Cartaromana. Dove nessuno costruiva niente, perché erano solo rocce vulcaniche nere che spuntavano dal mare.

Quando Costanza nacque, il 26 luglio 1503, si gridò al miracolo. Laura era viva. La bambina era sana. Sant'Anna aveva protetto. E da quel giorno, le donne ischitane cominciarono a recarsi in pellegrinaggio a quella piccola chiesetta bianca incastonata tra gli scogli.

Gli Scogli che Rendevano Fertili le Donne (O Almeno Così Si Diceva)

Le voci del popolo raccontano qualcosa che le guide turistiche non dicono. Quegli scogli di natura vulcanica, su cui affaccia la chiesetta, erano considerati miracolosi. Si diceva che sfregandoli, le donne potessero ottenere la grazia della fertilità.

Le partorienti si recavano di notte. Da sole. Accompagnate su piccoli gozzi, in silenzio. Sfregavano gli scogli. Pregavano Sant'Anna. Sper avano nella nascita di un figlio sano e bello.

Non sappiamo se gli scogli funzionassero davvero. Ma sappiamo che per secoli, le donne ischitane hanno creduto che quella piccola chiesetta - e quegli scogli neri e appuntiti - potessero cambiargli la vita.

Il Pellegrinaggio: Donne Sole, Donne Insieme

Durante tutto l'anno, le donne andavano alla chiesetta da sole. In silenzio. Scendendo a piedi dalla strada di Cartaromana, costeggiando la Torre di Guevara. Andavano quando avevano bisogno. Quando aspettavano un bambino e avevano paura che qualcosa andasse storto. Quando i figli non arrivavano e desideravano il miracolo. Quando erano rimaste vedove troppo giovani e troppo belle, e dovevano pregare per resistere alle "tentazioni della carne" in un'epoca di costumi severi.

Era un culto intimo. Privato. Femminile.

Ma il 26 luglio era diverso. Il 26 luglio il pellegrinaggio era collettivo. E avveniva via mare.

Da Ischia Ponte partivano tante barchette con festoni colorati. Portavano gruppi di fedeli - non solo donne, ma famiglie intere. E portavano cibo. Tanto cibo. Perché dopo la messa, sulla sagrato affacciato sul mare, si faceva festa alla santa protettrice. Si mangiavano pane, melanzane alla parmigiana, conigli all'ischitana, cocomeri, vino locale. E si ballava fino a notte.

Era la festa delle partorienti. Delle madri. Delle donne che volevano diventare madri. Delle nonne. Delle zie. Di tutte le donne di Ischia unite sotto il nome di Sant'Anna.

1932: Da Pellegrinaggio a Palio (Grazie a Michelangelo Patalano e i Suoi Amici)

Facciamo un salto di 429 anni. Siamo nel 1932.

Un gruppo di amici - tra cui un certo Michelangelo Patalano - nota qualcosa. La sera del 26 luglio, parecchie barche di pescatori con a bordo le famiglie si recano a recitare il Rosario davanti alla chiesetta di Sant'Anna. E dopo il rosario, consumano a mare una cena a base di coniglio all'ischitana e parmigiana di melanzane. Le barche sono addobbate con frasche, ghirlande di fiori, canne e foglie di palma. E c'è un'atmosfera di festa.

Patalano e i suoi amici hanno un'idea: "Perché non organizziamo una sfilata di barche addobbate? E premiamo la più bella?"

Non lo sanno, ma stanno facendo una cosa enorme. Stanno trasformando un rito intimo, femminile, privato in una festa pubblica, collettiva, spettacolare. Stanno portando alla luce tradizioni antiche - i falò sulle colline, i riti propiziatori legati ai cicli della vita - e le stanno fondendo con la devozione cattolica e con il desiderio di fare festa insieme.

La prima edizione ufficiale è il 26 luglio 1932.

Ci sono barche addobbate con foglie di canna e lanternine rudimentali. Ma c'è anche una barca diversa. Una barca con un "effetto scenico". Costruita da un giovane artigiano del Borgo di Celsa, un certo Giovan Giuseppe Sorrentino. Soprannominato Nerone.

Nerone vince. Nerone vince anche nel '33, nel '34, nel '35, nel '36. Perché Nerone non fa solo barche. Nerone fa teatro galleggiante. E chiude ogni sua sfilata con fuochi d'artificio (di professione fa il pirotecnico). È un genio.

E con lui arrivano altri: la famiglia Purificato, Federico De Angelis, Vincenzo Funiciello. Artisti, falegnami, artigiani che cominciano a costruire non più barche, ma zattere allegoriche. Perché i gozzi sono troppo piccoli. Servono piattaforme galleggianti su cui costruire scenografie alte metri, con personaggi, luci, meccanismi scenici.

La Festa di Sant'Anna diventa la festa di Ischia. E lo rimarrà per sempre.

I Piatti della Festa: Coniglio, Melanzane, Angurie

Non puoi capire la Festa di Sant'Anna se non capisci il cibo.

Fino agli anni '50-'60, le famiglie ischitane arrivavano a Cartaromana nel pomeriggio del 26 luglio. Con le barche. E dalla pancia delle barche tiravano fuori grossi involti. Dentro c'era la cena: coniglio alla cacciatora e melanzane alla parmigiana. Per tutti lo stesso menù. Era una cena ricca. Una cena di festa.

Poi, verso gli anni '60-'70, si aggiunse un altro elemento: chili e chili di angurie. Perché luglio è caldo. Perché si mangia sugli scogli, al sole, aspettando che cali la sera. E l'anguria disseta, rinfresca, fa festa.

Ancora oggi, se vai a Cartaromana il 26 luglio, vedi la stessa scena: famiglie sugli scogli con borse frigo piene di parmigiana di melanzane, panini, angurie. Gente che arriva alle 16, alle 17, si sistema su una roccia e aspetta le 21. Mangiando, chiacchierando, facendo il bagno. Perché la festa comincia ore prima della sfilata. La festa è stare lì, insieme, ad aspettare.

Le Barche Allegoriche: Da Gozzi a Teatri Galleggianti

Oggi le barche di Sant'Anna non sono più barche. Sono installazioni artistiche galleggianti alte anche 10-15 metri. Costruite su zattere di legno montate su fusti. Con strutture in ferro, cartapesta, luci, meccanismi scenici, costumi, attori.

Ci vogliono mesi per costruirle. Intere associazioni - una per ogni comune dell'isola, più Procida e a volte Capri - lavorano da aprile, maggio per realizzare questi "carri scenici" acquatici. Falegnami, elettricisti, scenografi, artisti, volontari. Centinaia di ore di lavoro. Per una sfilata che dura 2 ore.

Ogni barca racconta una storia. A volte sono storie legate alla tradizione ischitana (come "'A Ndrezzata", la danza con le spade; o la vendemmia; o i pescatori). A volte sono dedicate a personaggi famosi (Massimo Troisi, Totò, Maradona). A volte raccontano leggende, miti, favole. A volte parlano di temi contemporanei (l'inclusione, lo sport, la solidarietà).

Ma tutte hanno una cosa in comune: devono emozionare. Devono raccontare qualcosa che conta. Devono far dire alla giuria e al pubblico: "Questa è Ischia. Questo siamo noi."

I Premi: Nerone, Funiciello, Di Meglio, Mazzella

La giuria assegna diversi premi. E ogni premio ha un nome. Un nome che ricorda qualcuno che ha reso indimenticabile questa festa:

  • Premio Nerone: assegnato dai figli di Giovan Giuseppe Sorrentino alla barca che ha meglio interpretato lo spirito e la tradizione della festa. Perché Nerone non faceva barche per vincere. Faceva barche per raccontare Ischia.
  • Premio Funiciello: al miglior bozzetto artistico. Dedicato a Vincenzo Funiciello, uno dei primi grandi artisti delle barche allegoriche.
  • Premio Domenico Di Meglio (Premio della Giuria Popolare): assegnato col sistema dell'"applausometro". Vince la barca che riceve più applausi dal pubblico. Dedicato al giornalista ischitano Domenico Di Meglio, che ha raccontato questa festa per decenni.
  • Premio Mario Mazzella: alla barca che meglio rispetta l'equilibrio tra forma e colore. Dedicato all'artista Mario Mazzella, famoso per le sue opere con architetture isolane e colori pastello.
  • Premio Andrea Di Massa: al valore tecnico. Dedicato al professor Andrea Di Massa, autore nel 2004 del libro "La Festa delle Barche di Sant'Anna".

Poi c'è il premio principale: il Palio di Sant'Anna. Uno stendardo che ogni anno viene ideato e confezionato da artisti internazionali. Chi vince porta a casa il Palio. E l'orgoglio di aver costruito la barca più bella dell'anno.

L'Incendio del Castello: Il Momento che Ti Lascia Senza Fiato

Dopo la sfilata delle barche, arriva il momento che tutti aspettano.

Le luci si spengono. La baia diventa buia. E improvvisamente, il Castello Aragonese si accende. Prima con piccole luci - le "lampetelle" - che disegnano i contorni della fortezza. Poi con fuochi sempre più grandi. Cascate di scintille. Esplosioni controllate. Fino a quando sembra che il Castello stia davvero bruciando.

È la simulazione dell'incendio del Castello. Un momento spettacolare che rievoca gli attacchi storici: i cannoneggiamenti degli inglesi nel 1809 che danneggiarono il castello. O, secondo un'altra interpretazione, i frequenti assalti dei pirati tra il 1500 e il 1600, quando la popolazione di Ischia si rifugiava nel castello e resisteva agli attacchi.

Ma è anche qualcos'altro. È l'evoluzione dei falò che un tempo venivano accesi sulle colline di Cartaromana, Soronzano e Campagnano. Riti propiziatori antichissimi, forse anche precedenti al cristianesimo, legati ai cicli della natura e della vita.

L'incendio è accompagnato dalle note di "Blue Dolphin", brano composto dal maestro Stephen Schlacks che è diventato la colonna sonora storica della festa. In alcune edizioni, Schlacks è salito sul palco e ha suonato dal vivo mentre il Castello bruciava.

Poi arrivano i fuochi d'artificio. Uno spettacolo piromusicale che illumina l'intera baia. Che si vede da Procida. Che si vede da Capri. Che trasforma la notte in giorno per venti minuti.

E quando finisce, migliaia di persone - sugli scogli, sul pontile aragonese, sulle barche - applaudono. Piangono. Si abbracciano. Perché hanno visto qualcosa che succede solo qui. Solo a Ischia. Solo la notte del 26 luglio.

La Processione delle Partorienti (25 Luglio): Il Rito che Non Si è Mai Fermato

Un giorno prima della grande festa - il 25 luglio - c'è un momento che molti turisti non conoscono ma che è il cuore religioso di Sant'Anna: la processione delle partorienti.

Alle 19:00, dal Piazzale delle Alghe di Ischia Ponte, partono le barche addobbate a festa. Dentro ci sono donne incinte, neo-mamme, famiglie. Le barche attraversano la baia e arrivano alla chiesetta di Sant'Anna. Lì, alle 19:30, il vescovo di Ischia celebra la messa.

È un rito intimo, commovente. Che riporta la festa alle sue origini. Prima delle barche scenografiche, prima dei fuochi, prima dello spettacolo. Quando era solo questo: donne che pregavano Sant'Anna perché proteggesse i loro figli. Perché il parto andasse bene. Perché la vita continuasse.

Ancora oggi, in un'epoca di ospedali moderni ed ecografie 3D, le donne ischitane continuano ad andare alla chiesetta di Sant'Anna il 25 luglio. Continuano a chiedere protezione. Continuano a credere che quegli scogli vulcanici - e quella piccola chiesa bianca incastonata tra le rocce - abbiano un potere speciale.

Forse è superstizione. Forse è fede. Forse è solo il desiderio di sentirsi parte di una storia più grande. Una storia che comincia nel 1503 e non si è mai fermata.

Informazioni Pratiche (Quelle Che Servono Davvero)

Quando:

  • 25 luglio (ore 19:00): Processione delle partorienti via mare + Messa alla chiesetta di Sant'Anna
  • 26 luglio (dalle 21:00 circa): Sfilata barche allegoriche + Incendio del Castello + Fuochi d'artificio

Dove:

  • Baia di Cartaromana, Ischia Ponte
  • Visibile dal Pontile Aragonese, dagli scogli, dalla litoranea di Ischia Ponte, o da una barca

Come arrivarci:

  • In bus: Tutte le linee che transitano per Ischia Ponte (CS, CD, 1, 2, 7, ecc.)
  • A piedi: Se sei a Ischia Porto, 15-20 minuti di passeggiata verso il Castello
  • In auto: Dimenticalo. Il 26 luglio Ischia Ponte è off-limits per le auto. Parcheggia a Fondobosso (zona Pineta degli Atleti) e prendi la navetta gratuita "Zizì" che fa servizio a ciclo continuo verso Ischia Ponte
  • In barca: Se hai una barca o la noleggi, puoi posizionarti direttamente nella baia. Ma arriva PRESTO (dalle 15-16) perché i posti in acqua finiscono velocemente

Cosa aspettarsi:

  • Folla. Migliaia di persone. Ischia Ponte si riempie già dal pomeriggio. Gli scogli sono occupati dalle 16. Il pontile aragonese è gremito.
  • Lunga attesa. La festa inizia ufficialmente alle 21, ma molti arrivano ore prima per assicurarsi un buon posto
  • Caldo. Luglio a Ischia. Porta acqua, cappello, crema solare
  • Parmigiana di melanzane. Ovunque. Sui gli scogli, sulle barche, nei panini. È IL piatto della festa
  • Emozione vera. Non è uno spettacolo turistico organizzato. È una festa di popolo. Gli ischitani la vivono con un'intensità che ti colpisce

Cosa NON aspettarsi:

  • Bagni pubblici facilmente accessibili (pianifica)
  • Posti a sedere (gli scogli non sono comodi)
  • Silenzio (è una festa, non un concerto)
  • Puntualità svizzera (la sfilata inizia "verso le 21", ma può slittare)

Dove vederla (i migliori punti panoramici):

  1. Pontile Aragonese: Il posto più ambito. Vista frontale sulle barche e sul Castello. Ma arriva PRESTO (ore 17-18) se vuoi un posto decente
  2. Scogli di Cartaromana: Vista più laterale, ma atmosfera autentica. Qui stanno gli ischitani con le famiglie
  3. Litoranea di Ischia Ponte: Vista dall'alto, ma più distante
  4. In barca nella baia: L'esperienza più bella, ma devi avere una barca o noleggiarla (e costa)
  5. Belvedere di Cartaromana (zona Torre di Guevara): Vista dall'alto, più tranquillo, perfetto per foto

Consigli da ischitano:

  • Se vuoi vivere la festa come un locale, arriva alle 17 con borse frigo piene di cibo e piazzati sugli scogli
  • Porta cuscini o asciugamani (gli scogli sono scomodi dopo 4 ore)
  • Fai il bagno prima della sfilata (l'acqua è meravigliosa e ti rinfreschi)
  • Non andartene subito dopo i fuochi. Resta. Guarda le barche che lentamente si allontanano. Ascolta le voci della gente. Quella è la vera fine della festa

Il Tuo Timbro sul Passaporto

La Festa a Mare agli Scogli di Sant'Anna non è "una cosa da vedere a Ischia". È la cosa che ti fa capire cos'è Ischia.

Non è il mare cristallino. Non sono le terme. Non è il Castello o il cibo. È questo: un'isola che ogni anno, il 26 luglio, mette la propria vita in acqua. La nascita, con la processione delle partorienti. Il cibo, con le cene sulle barche. La paura, con l'incendio del Castello. La morte, con il ricordo del vecchio cimitero colerico dove venivano sepolte le vittime del colera. L'arte, con le barche scenografiche. La fede, con la chiesetta di Sant'Anna. La festa, con i fuochi che illuminano la notte.

Tutto insieme. Tutto mischiato. Tutto vero.

Perché questa non è una festa organizzata da un assessorato al turismo. È una festa che nasce dal popolo. Che si tramanda di generazione in generazione. Che nel 1932 fu inventata da un gruppo di amici che volevano fare qualcosa di bello. E che oggi, 92 anni dopo, continua perché gli ischitani non possono farne a meno.

"Senza Sant'Anna non ci sarebbe il Natale," ha detto il sindaco.

E aveva ragione. Perché per Ischia, Sant'Anna non è una festa. È il momento in cui l'isola si guarda allo specchio e vede chi è davvero. Con le sue tradizioni, le sue storie, le sue contraddizioni, i suoi artisti, le sue famiglie, le sue partorienti, i suoi scogli miracolosi, le sue melanzane alla parmigiana, i suoi fuochi che illuminano il Castello.

Se non sei mai stato alla Festa di Sant'Anna, vacci. Almeno una volta nella vita.

E se hai il Passaporto, timbralo. Perché questo è Ischia. Questo siamo noi.

Non hai ancora il Passaporto? Prendilo sul sito ufficiale di Eccellenze Ischitane. Ogni timbro è una storia, ogni storia è un pezzo di Ischia che diventa tuo.

Festa a Mare agli Scogli di Sant'Anna Baia di Cartaromana 80077 Ischia Ponte (NA)

25 luglio: Processione delle partorienti (ore 19:00) 26 luglio: Sfilata barche allegoriche + Incendio + Fuochi (ore 21:00 circa)

Ingresso libero - Visibile da terra (Pontile Aragonese, scogli, litoranea) o da mare (con barca propria o a noleggio)

Dove si trova 

Castello Aragonese

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