Vetta del Monte Epomeo ed Eremo di San Nicola


Monte Epomeo: Il Gigante Buono che Guarda Tutto (E che Non È un Vulcano)

Hai il Passaporto dell'Isola d'Ischia? Allora preparati a timbrare la vetta che non dovrebbe esistere. Quella che tutti chiamano "vulcano" ma che vulcano non è. Quella che si è sollevata dal mare come un gigante addormentato. Quella da cui - quando il tempo è limpido - vedi Ponza, Gaeta, Ventotene, e capisci perché gli antichi greci la chiamarono "Epopon": "Io miro. Io guardo."

Il Monte Epomeo non è un trekking. Non è un'escursione. Non è una "cosa da fare se avanza tempo."

Il Monte Epomeo è l'identità di Ischia. È il cuore verde dell'isola. È il punto da cui tutto ha senso.

E quando arrivi in cima - dopo un'ora di salita tra boschi di castagni, terrazzamenti di vigne, sentieri scavati nel tufo - capisci una cosa: che Ischia non è un'isola di mare. Ischia è un'isola di montagna che si è buttata nell'acqua.

789 Metri: La Vetta Più Alta dell'Isola (Che Non È un Vulcano)

Partiamo da qui: il Monte Epomeo non è un vulcano.

Lo so. Tutti pensano che lo sia. Anche tu, probabilmente, fino a trenta secondi fa. Ma no. L'Epomeo non è un edificio vulcanico classico. È qualcosa di molto più strano e affascinante.

L'Epomeo è un "horst vulcano-tettonico". Che tradotto dall'ostico significa: un blocco di tufo verde che si è sollevato dal mare spinto dalla pressione del magma sottostante.

Facciamo un passo indietro. Anzi, 55.000 anni fa.

55.000 Anni Fa: Quando Ischia Esplose e Sprofondò nel Mare

Circa 55.000 anni fa, sotto l'odierna Ischia si formò una gigantesca camera magmatica. Immagina un enorme serbatoio di magma bollente sotto la crosta terrestre.

A un certo punto, esplose.

E non fu un'esplosione qualsiasi. Fu l'eruzione del Tufo Verde del Monte Epomeo: un'eruzione esplosiva che scagliò nell'atmosfera quantità immani di materiale piroclastico.

La camera magmatica si svuotò. Il "coperchio" sprofondò. Si formò una caldera - una conca gigantesca nella crosta terrestre - che venne invasa dal mare.

Per migliaia di anni, la parte centrale di Ischia era sommersa. Sott'acqua. Un mondo subacqueo dove le rocce piroclastiche, a contatto con l'acqua marina, si trasformarono chimicamente dando origine al tufo verde - la roccia tipica di Ischia, di colore verde chiaro/grigiastro.

Poi, tra 28.000 e 18.000 anni fa, successe qualcosa.

100.000 Anni Fa - Oggi: Il Gigante Si Sveglia e Si Alza

Nuovo magma cominciò a confluire nella vecchia camera magmatica sotto Ischia. La pressione aumentò. E il "coperchio" della caldera cominciò a sollevarsi.

Piano. Lentamente. Inesorabilmente.

Il processo di sollevamento iniziò circa 100.000 anni fa e continua ancora oggi (seppur molto lentamente). La zolla si ruppe in blocchi. Il blocco più alto e inclinato è il Monte Epomeo.

Oggi, quel blocco di tufo verde - che una volta era sul fondo del mare - si erge a 789 metri sul livello del mare.

E lo puoi vedere. Lo puoi toccare. Lo puoi scalare.

Quando sali sull'Epomeo e vedi le argille marine sovrapposte al tufo verde, i fossili di molluschi e foraminiferiincastonati nella roccia, capisci che stai camminando su un fondale marino emerso.

Stai camminando su un pezzo di mare che è diventato montagna.

E questo, diciamocelo, è pazzesco.

Il Nome: "Io Miro. Io Guardo Intorno."

Il nome "Epomeo" viene dal greco. E ci sono diverse etimologie:

  • Epopon o Epopos: "io miro", "io guardo" (D'Aloysio, Verlicchi)
  • Epopeus (in latino Epomeus): "guarda intorno" (Baldino)
  • Epopon: "monte che sovrasta tutte le sorgenti" (Ziccardi)

Tutte convergono sullo stesso concetto: il monte che osserva tutto.

E infatti, quando arrivi in cima, capisci perché.

Dalla vetta dell'Epomeo vedi:

  • L'intera isola di Ischia sotto di te (rappresenta il 34% della superficie totale)
  • I sei comuni ai suoi fianchi: Ischia, Casamicciola, Lacco Ameno, Forio, Serrara Fontana, Barano
  • Capri e la Penisola Sorrentina con i Monti Lattari
  • Procida vicinissima
  • Napoli, il Vesuvio, i Campi Flegrei
  • Nelle giornate limpide: Ponza, Ventotene, Gaeta

Un panorama a 360° che abbraccia l'intero Golfo di Napoli e il Tirreno.

Per il poeta francese Alphonse de Lamartine, l'Epomeo era «un luogo paradisiaco dove l'anima si innalza a Dio e dal quale l'occhio beato si espande in un panorama incantevole e meraviglioso che nessuna penna potrà riprodurre, dove si vive l'aria di un altro mondo».

Non male come recensione, eh?

Il Gigante Buono: L'Ultima Eruzione del 1302

L'Epomeo viene chiamato "il gigante buono". Perché?

Perché l'ultima eruzione di cui si ha notizia a Ischia risale al 1302: l'eruzione dell'Arso, che generò una colata lavica che oggi è una delle zone più verdi e popolate dell'isola (tra Ischia Porto e Casamicciola).

Dopo il 1302: silenzio. Niente eruzioni. Solo quiescenza.

Oggi, l'attività vulcanica è caratterizzata da fumarole e sorgenti idrotermali molto intense (le famose terme di Ischia), ma niente di esplosivo.

Ischia è considerata un vulcano attivo (come i Campi Flegrei e il Vesuvio), ma dormiente. Non minaccioso.

Un gigante che si è addormentato e che si limita a soffiare vapore caldo attraverso le sue sorgenti.

La Salita: Da Fontana alla Vetta (1 Ora di Cammino)

Il modo più semplice e veloce per raggiungere la vetta dell'Epomeo è partire da Fontana - la frazione del Comune di Serrara Fontana che sta proprio ai piedi del monte.

Punto di partenza: Piazza IV Novembre (Piazzetta di Fontana)
Dislivello: ~400 metri
Distanza: ~3 km
Durata: 1 ora (salita) + 45 minuti (discesa)
Difficoltà: T/E (Turistica/Escursionistica) - fattibile da chiunque con un minimo di allenamento

Il Percorso

TRATTO 1 - Strada Asfaltata (primi 15-20 minuti)

Dalla piazzetta di Fontana, imbocchi Via Epomeo. Una strada asfaltata a tornanti che sale dolcemente. A un certo punto, prima di entrare nella zona militare, svolti a sinistra all'altezza di un ristorante.

Qui finisce l'asfalto. Comincia l'avventura.

TRATTO 2 - Sentiero Carrozzabile (15-20 minuti)

Il sentiero nel primo tratto è ancora carrozzabile - anche se molto sconnesso per qualche colata di cemento lasciata nel tentativo di agevolare il passaggio delle auto (spoiler: non agevola niente).

Sali tra terrazzamenti coltivati (vigneti, orti) alternati a qualche villetta privata. Le vigne sono divise da parracine - i caratteristici muri a secco in tufo verde che terrazzano le pendici del monte.

TRATTO 3 - Bosco di Castagni (15-20 minuti)

Entri in una zona boscosa. Un castagneto ceduo che d'estate ti fa da ombrello con le folte chiome. Insieme ai castagni: pioppi argentati, querce, lecci, eriche.

A giugno, le ginestre colorano tutto di giallo intenso.

Il sentiero si restringe progressivamente. Diventa una mulattiera infossata tra pareti terrose.

TRATTO 4 - La Canaletta nel Tufo (10-15 minuti finali)

Ecco il tratto più suggestivo.

Il sentiero si restringe ulteriormente fino a diventare una stretta canaletta scavata direttamente nella roccia tufacea. Due pareti di tufo verde ti sovrastano. Sopra di te, il cielo. Sotto di te, gradini scolpiti a mano secoli fa.

Stai camminando dentro la montagna.

E poi, all'improvviso: la luce. Lo spazio. Il cielo aperto.

Sei arrivato.

In Cima: Due Terrazze e un Eremo Scavato nel Tufo

Sulla sommità del Monte Epomeo ci sono due terrazze.

PRIMA TERRAZZA: Si affaccia sulla Chiesa di San Nicola (1459), scavata nel tufo. Un piccolo gioiello di architettura rupestre. Accanto, l'Eremo di San Nicola (che merita un articolo tutto suo - e infatti lo trovi nel prossimo pezzo del tuo Passaporto).

SECONDA TERRAZZA: Si affaccia sul Ristorante La Grotta - anche questo scavato nel tufo. Qui puoi fermarti per una spremuta d'arancia, un piatto di coniglio all'ischitana, un bicchiere di vino locale. Il ristorante è aperto a pranzo (e su prenotazione la sera).

Da qui, prosegui ancora per pochi minuti su un sentierino interamente scolpito nel tufo e arrivi alla vetta più alta - Punta San Nicola.

E lì, ti fermi.

Perché il panorama ti chiede di fermarti.

Il Panorama: Perché Vale Ogni Goccia di Sudore

Dalla vetta, vedi tutto.

A destra (guardando verso nord-est):

  • Casamicciola Terme sotto di te
  • Lacco Ameno con il suo famoso Fungo (il masso di tufo a forma di fungo)
  • Monte Vico che racchiude Lacco Ameno
  • La Baia di San Montano
  • La colata lavica di Zaro

Davanti a te (verso ovest):

  • Forio con la tipica chiesetta di Santa Maria del Soccorso che punta verso il mare
  • Il tramonto (se sei fortunato da essere lì all'ora giusta)

A sinistra (verso sud):

  • Il borgo di Sant'Angelo
  • Le Fumarole della spiaggia dei Maronti
  • Il mare aperto

In lontananza:

  • Napoli
  • Il Vesuvio
  • Capri
  • La Penisola Sorrentina con i Monti Lattari
  • I Campi Flegrei con Monte di Procida
  • In giornate particolarmente limpide: Ponza, Ventotene, Gaeta

Non è un panorama. È un riassunto del Mediterraneo.

I Segreti del Monte: Fosse della Neve, Grotte e Cisterne

Lungo i sentieri dell'Epomeo - soprattutto nei boschi della Falanga e dei Frassitelli - incontri testimonianze incredibili di come gli ischitani vivevano la montagna.

Le Fosse della Neve

Grotte cilindriche scavate nel terreno e rivestite di pietra locale. Servivano a raccogliere la neve d'inverno per poi conservarla come ghiaccio d'estate.

Prima dei frigoriferi, la neve dell'Epomeo era l'unico modo per avere ghiaccio nei mesi caldi. Veniva usata per conservare il cibo, per mitigare la sete, per abbassare la febbre.

Le Grotte Scavate nel Tufo

Lungo i sentieri trovi decine di grotte e ripari scavati a colpi di piccone nella roccia tufacea. Servivano ai contadini per:

  • Ripararsi dalla pioggia e dal freddo
  • Conservare gli attrezzi
  • Rifugiarsi durante le giornate di maltempo
  • A volte: vivere (ci sono case intere scavate nel tufo, come nel borgo di Santa Maria al Monte)

La Pietra dell'Acqua

Un enorme masso di tufo sulla cresta del monte. All'interno: una cisterna scavata per raccogliere l'acqua piovana. Da qui il nome.

L'acqua veniva poi canalizzata in vasche ricavate attorno alla cisterna, dove si abbeveravano contadini e animali.

Le Grotte Difensive

Non si sa con certezza se le grotte più antiche servirono come rifugio ai primi cristiani o come trincea contro i pirati saraceni (che attaccarono Ischia incessantemente dal 1400 al 1500).

Certo è che fino al 1464 esisteva una bastia (fortino) su un lato del monte, costruita proprio per accogliere gli isolani durante le incursioni piratesche.

Sull'Epomeo si accendevano fuochi di segnalazione per avvisare la popolazione dell'arrivo di navi nemiche. Un sistema di comunicazione visiva che collegava Napoli, le torri d'avvistamento sulla costa ischitana, e le zone alte dell'Epomeo.

Piano San Paolo: La Spiaggia Fossile Sommersa

Se percorri il sentiero che attraversa l'isola da Fiaiano (Barano) fino a Forio, passando per l'Epomeo, incontri un luogo magico: Piano San Paolo.

È una vecchia spiaggia fossile. Testimonianza del passato sommerso di una parte dell'isola.

Quando cammini lì, stai camminando su quello che 50.000 anni fa era il fondale marino. Prima che il blocco dell'Epomeo si sollevasse.

È uno dei posti più affascinanti di Ischia per chi ama la geologia. Perché tocchi con mano - letteralmente - la storia geologica millenaria dell'isola.

I Boschi: Falanga, Frassitelli, Castagneti

Le pendici dell'Epomeo sono coperte da boschi magnifici:

Bosco della Falanga: Castagneti a circa 600m sul livello del mare, proprio ai piedi del monte. Una foresta di castagni secolari, massi di tufo scolpiti dal vento (come la famosa Pietra Perciata con erosione a "tafoni"), lecci, eriche. Un luogo fiabesco.

Bosco dei Frassitelli: Acacie e frassini. Sentieri ombreggiati che collegano l'Epomeo a Forio.

Castagneti: Ovunque lungo le pendici. D'autunno, funghi porcini. In primavera, fiori di castagno che sembrano pennellate dorate nel verde intenso.

La Leggenda: L'Epomeo e il Regno Sotterraneo di Agarthi

Sì, c'è anche una leggenda esoterica legata all'Epomeo. E no, non la possiamo ignorare perché fa parte del fascino del monte.

Sul finire del XIX secolo, si diffuse in Occidente una teoria secondo cui il centro della Terra sarebbe abitato da una civiltà molto evoluta: gli Agarthi, con una capitale maestosa chiamata Shamballa.

Secondo questa teoria (ripresa da suggestioni del buddismo tibetano, degli antichi Egizi, dei nativi americani), esisterebbe un regno sotterraneo fatto di lunghissime gallerie sotto tutta l'Asia, che si estendono per il mondo attraverso varie entrate nascoste.

E una di queste entrate sarebbe proprio sul Monte Epomeo.

Secondo la leggenda, l'Epomeo sarebbe una centrale energetica che canalizza la corrente cosmica di natura magnetica chiamata Vril, distribuendola al regno sotterraneo attraverso una gigantesca colonna di granito chiamata Zed.

È tutto vero? Ovviamente no.

Ma è affascinante? Assolutamente sì.

E ha portato decine di appassionati di esoterismo a salire sull'Epomeo in cerca della "porta per Agarthi".

Se ci credete e volete irradiarvi dell'energia cosmica del Vril, non vi resta che indossare le scarpe da trekking e scalare la vetta. 😊

Epomeo in Sella: La Tradizione dei Ciucciari Rivive

Per secoli, il modo principale per salire sull'Epomeo era a dorso di mulo (o asino, o cavallo).

Gli ischitani usavano gli animali da soma per tutto: trasportare l'uva durante la vendemmia, portare le botti di vino ai bastimenti, caricare attrezzi e provviste.

E quando cominciò ad arrivare il turismo (anni '50), i contadini di Fontana - la "Mer 'e coppe" (dal greco μέρος, "parte di sopra") - si inventarono un lavoro: accompagnare i turisti sulla vetta a dorso di mulo.

Negli anni '50 e '60, in Piazza IV Novembre a Fontana stazionavano nei mesi estivi una sessantina di muli con i rispettivi padroni.

C'era persino il "capo ciucciaro" - una figura che garantiva l'ordine della salita e stabiliva le precedenze. Un ruolo ambito. Talmente ambito che spesso si faceva anche a botte per ricoprirlo.

Le visite erano così frequenti che dal tramonto all'alba si poteva salire e scendere fino a undici volte.

Poi, con l'arrivo delle auto e l'allargamento di Via Epomeo, la tradizione si perse.

Fino a qualche anno fa.

Associazione "Epomeo in Sella": I Nipoti dei Ciucciari

Tre giovani ischitani - Agostino Iacono, Giuseppe Zabatta, Eugenio Iacono - hanno deciso di far rivivere la tradizione dei loro nonni.

Hanno fondato l'Associazione Sportiva "Epomeo in Sella". Con una differenza: usano cavalli invece dei più testardi muli.

Punto di raduno: Negozio Miscillo Souvenir, Via Epomeo 22, Serrara Fontana
Telefono: 081 999566 / 328 4612073 / 333 2521882

Offrono diverse escursioni:

1. Escursione Classica (35-40 minuti)
Dalla base Miscillo alla vetta (a ridosso dell'Eremo di San Nicola). Ogni cavallo ha un portatore che accompagna a piedi nella fase di salita. Adatta a tutti, anche a chi non è mai salito a cavallo. La discesa si fa a piedi.

2. Sulla Cresta dell'Isola
Sentiero che sovrasta il Bosco della Falanga fino alla Pietra dell'Acqua. Riservata a chi sa già andare a cavallo.

3. Tramonto e Cena
Appuntamento 2 ore prima del tramonto. Salita alla vetta per vedere il sole tuffarsi nel mare. Poi cena in un ristorante locale con pietanze della cucina di terra.

4. Alba e Colazione
Solo il giovedì, minimo 5 persone. Salita notturna per vedere l'alba dalla vetta. Seguita da colazione.

È un'esperienza incredibile. Sia per l'aspetto "romantico" (salire a cavallo come facevano gli ischitani 100 anni fa), sia per l'aspetto pratico (se non te la senti di camminare per un'ora in salita, il cavallo ti porta su senza problemi).

E i ragazzi di Epomeo in Sella sono guide eccezionali: conoscono ogni sentiero, ogni storia, ogni erba selvatica del monte. Ti raccontano aneddoti che solo chi vive lì può conoscere.

Quando Andare: Stagioni e Orari

PRIMAVERA (Marzo-Maggio): Il periodo migliore. Temperature perfette (15-20°C in quota). Esplosione di fiori: ciclamini, ginestre, orchidee selvatiche, fiori di castagno. Erbe aromatiche ovunque.

ESTATE (Giugno-Agosto): Bellissima, ma calda. Evita le ore centrali (11:00-16:00). Meglio partire all'alba (6:00-7:00) o nel tardo pomeriggio (17:00-18:00) per il tramonto. In quota fa fresco anche d'estate.

AUTUNNO (Settembre-Novembre): Meravigliosa. Colori autunnali dei boschi. Vendemmia. Funghi porcini nei castagneti. Temperature ideali.

INVERNO (Dicembre-Febbraio): Affascinante, ma rigida. In quota può fare 5-10°C (o meno). A volte neve (rara ma spettacolare). Nebbia che crea atmosfere mistiche. Festa di San Nicola il 6 dicembre (con processione, chiesa aperta, pane e salsicce offerte).

Equipaggiamento Necessario

SCARPE: Da trekking o sportive con suola antiscivolo. NO scarpe da ginnastica lisce. NO infradito.

ABBIGLIAMENTO: A strati. Anche d'estate, in quota fa fresco. Giacca antivento. Cappello. Occhiali da sole.

ACQUA: Almeno 1 litro a persona. Non ci sono fontane lungo il percorso (tranne alla fine).

CIBO: Snack energetici. Frutta secca. Barrette. Il ristorante in vetta serve pranzo, ma meglio avere qualcosa con sé.

BASTONCINI DA TREKKING: Consigliati (soprattutto in discesa). Al negozio Miscillo te li prestano gratuitamente.

CREMA SOLARE: D'estate, indispensabile. In quota il sole picchia forte.

Come Arrivare a Fontana (Punto di Partenza)

IN BUS:
Linea CS (Circolare Serrara) da Ischia Porto
Fermate intermedie: Casamicciola, Lacco Ameno, Forio, Sant'Angelo, Serrara
Scendi a: Fontana - Piazza IV Novembre
Durata: 40-60 minuti (dipende da dove parti)
Costo: ~2,50€ (biglietto Unico Costiera)

IN AUTO:
Da Ischia Porto: segui indicazioni per Serrara Fontana
Parcheggio: alla fine della strada carrabile (Via Epomeo), poco prima della base Miscillo
Gratuito (ma limitato)

IN TAXI:
Da qualsiasi punto dell'isola fino a Fontana
Costo indicativo: 25-40€ (dipende dalla distanza)

Perché Vale la Pena (Anche Se Non Sei un Tipo da Trekking)

Guarda, ti dico una cosa.

Il Monte Epomeo non è "una cosa carina da fare se avanza tempo tra una giornata di mare e l'altra."

Il Monte Epomeo è Ischia.

È il luogo da cui capisci che questa non è un'isola di spiagge e terme (anche se ne ha di bellissime). È un'isola di montagna, terra, vigne, boschi, tufo verde, contadini, fatica, sudore, resistenza.

Quando sali sull'Epomeo, capisci perché gli ischitani sono così attaccati alla loro isola. Capisci da dove viene quella fierezza. Quella capacità di ripartire sempre dopo ogni terremoto, ogni eruzione, ogni disgrazia.

Perché l'Epomeo è lì. Solido. Silenzioso. Benevolo.

Il gigante buono che guarda tutto. Che protegge. Che sovrasta.

E quando arrivi in cima e vedi l'intera isola sotto di te, capisci che quello che hai fatto non è stato "conquistare una vetta."

È stato incontrare l'anima di Ischia.

Non hai ancora il Passaporto? Prendilo sul sito ufficiale di Eccellenze Ischitane. Ogni timbro è una storia, ogni storia è un pezzo di Ischia che diventa tuo.

Monte Epomeo
Comune di Serrara Fontana
789 m s.l.m.

Accesso: Piazza IV Novembre, Fontana (80070 Serrara Fontana)
Durata salita: 1 ora
Difficoltà: T/E (Turistica/Escursionistica)
Costo: Gratuito (sentiero libero)

Epomeo in Sella (escursioni a cavallo):
Via Epomeo 22, Serrara Fontana
Tel: 081 999566 / 328 4612073 / 333 2521882
Prenotazione consigliata

Ristorante La Grotta (in vetta):
Aperto a pranzo, su prenotazione la sera
Specialità: coniglio all'ischitana, vino locale

EREMO DI SAN NICOLA E MUSEO EPOMEO

Eremo di San Nicola: Dove un Governatore Fuggì il Mondo Dopo un Agguato

Hai il Passaporto dell'Isola d'Ischia? Allora preparati a timbrare l'eremo che non dovrebbe esistere. Quello scavato a colpi di piccone in un masso di tufo a 789 metri d'altezza. Quello dove le monache clarisse provarono a vivere ma scapparono dopo pochi mesi perché faceva troppo freddo. Quello dove un governatore militare fiammingo, dopo essere scampato miracolosamente a un agguato mortale, decise di diventare frate e vivere da eremita insieme a 12 compagni d'armi.

E dove oggi - dopo secoli di abbandono - c'è un museo che racconta tutto questo.

L'Eremo di San Nicola non è un'attrazione turistica. Non è "carino". Non è "pittoresco".

L'Eremo di San Nicola è architettura rupestre, spiritualità estrema, isolamento volontario, fede come fuga dal mondo.

È un posto dove - quando entri nelle celle scavate nella roccia - senti il silenzio assoluto. Il vuoto. Il nulla intorno. E capisci cosa significava scegliere di vivere lì, lontano da tutto e da tutti, con solo Dio (o la natura, o il silenzio) come compagnia.

1459: Quando l'Eremo Già Esisteva

La chiesetta di San Nicola sulla vetta dell'Epomeo esisteva già nel 1459.

Lo sappiamo perché viene menzionata da Giovanni Pontano nel suo "De Bello Napolitano" - un resoconto della battaglia tra Giovanni D'Angiò (che assediava il Castello Aragonese di Ischia) e le truppe dell'Ammiraglio Giovanni Poo (che eseguivano gli ordini del Re di Napoli Ferdinando d'Aragona).

Pontano racconta che l'Ammiraglio Poo ascendeva silenziosamente l'Epomeo, in cima al quale «vi era una piccola chiesa di San Nicola, dalla quale era non molto lontano un bastione vecchio, fatto per ricovero delle genti per gli improvvisi assalti di Mori, il qual luogo è chiamato in vocabolo barbaro la Bastia».

Quindi nel 1459:

  • La chiesa esisteva già
  • C'era una bastia (fortino) per difendersi dai pirati saraceni
  • L'Epomeo era un punto strategico di avvistamento e rifugio

Non si sa con certezza quando la chiesa fu scavata. Probabilmente nel tardo Medioevo. E non si sa se le grotte servirono prima come rifugio ai primi cristiani o come trincea contro i pirati.

Certo è che nel 1500 la chiesa era dedicata a San Nicola di Bari - santo molto venerato nel Sud Italia.

1587: Le Prime Celle (E le Monache che Scapparono)

Nel 1587 vengono costruite (scavate) le prime cellette del convento - piccoli ambienti ricavati nel masso tufaceo per ospitare una comunità religiosa.

La prima a volerci vivere fu una nobildonna: Beatrice Quadra, vedova D'Avalos.

Beatrice voleva fondare sull'Epomeo un ritiro per monache. Un luogo di preghiera, meditazione, distacco dal mondo. Lontano dal rumore, dalla corruzione, dalla vita mondana.

Le monache clarisse (ordine fondato da Santa Chiara d'Assisi) si trasferirono nell'eremo.

Ma durarono poco.

Il clima rigido, l'asperità dei luoghi, il freddo invernale, la mancanza di comfort (niente acqua corrente, niente riscaldamento se non il fuoco del camino, niente strade) le costrinsero ad arrendersi.

Dopo pochi mesi, le monache si trasferirono in un luogo molto più accogliente e sicuro: il Castello Aragonese di Ischia Ponte.

Lì fondarono il Monastero delle Clarisse (quello che oggi è visitabile all'interno del Castello, con la bellissima chiesa dell'Immacolata).

L'eremo rimase vuoto. In attesa di qualcuno abbastanza pazzo - o abbastanza disperato - da volerci vivere.

1753-1778: Giuseppe D'Argout, il Governatore che Divenne Eremita

Ed eccolo.

Giuseppe D'Argout (o D'Argouth). 1704-1778. Fiammingo. Comandante della marina militare. Veterano di guerra.

La sua storia è incredibile. Ed è il cuore pulsante dell'Eremo di San Nicola.

Chi Era Giuseppe D'Argout

D'Argout aveva partecipato alla guerra che la Spagna aveva dichiarato all'Austria per la conquista del Regno di Napoli. Una guerra sanguinosa, combattuta con spade, cannoni, assedi.

Al termine della guerra - dalla quale la Spagna uscì vittoriosa - il Re Carlo III di Borbone assegnò a D'Argout il comando della guarnigione di stanza sull'isola d'Ischia.

Giuseppe D'Argout divenne Governatore del Castello Aragonese. Un uomo potente. Temuto. Rispettato.

E poi, nel 1753, successe qualcosa che cambiò tutto.

L'Agguato sull'Epomeo

Due militari della guarnigione addetta alla vigilanza dell'isola decisero di disertare.

Si rifugiarono tra i castagneti dell'Epomeo - un luogo selvaggio, impervio, dove era facile nascondersi.

Il Comandante D'Argout, offeso e addolorato dal loro comportamento, andò a cercarli. Da solo. O con pochi uomini.

I due militari, però, gli tesero un agguato.

Volevano ucciderlo.

D'Argout si trovò improvvisamente circondato, disarmato, in trappola. La morte era a pochi metri. Pochi secondi.

E in quel momento, D'Argout invocò San Nicola.

«San Nicola, salvami. E se sopravvivo, giuro che abbandonerò tutto - il potere, le armi, il mondo - e mi ritirerò a vita eremitica sul tuo monte.»

Miracolosamente, si salvò.

Secondo la leggenda, i due disertori cambiarono idea all'ultimo momento. Oppure D'Argout riuscì a fuggire. Oppure arrivarono rinforzi. Non si sa.

Fatto sta che D'Argout sopravvisse.

E mantenne il voto.

Il Voto: Da Governatore a Eremita

Nel 1753, Giuseppe D'Argout gettò alle ortiche lo schioppo (il fucile) e si ritirò sull'Epomeo insieme a 12 compagni d'armi divenuti come lui frati.

Abbandonò il potere. La carriera militare. Il prestigio. La vita comoda.

Scelse il silenzio, la preghiera, la fatica, il freddo, l'isolamento.

E si mise a lavorare.

1754: D'Argout Ristruttura ed Amplia l'Eremo

D'Argout non si limitò a vivere nell'eremo così com'era.

Lo trasformò.

Nel 1754 provvide a:

  • Acquistare i terreni vicini (per coltivare, allevare, essere autosufficienti)
  • Commissionare lavori di ampliamento: scavo del masso tufaceo per creare nuove cellette e ambienti
  • Costruire l'altare maggiore della chiesetta
  • Organizzare la comunità di eremiti secondo la regola francescana

L'eremo divenne un piccolo villaggio monastico scavato nella roccia.

Gli Spazi dell'Eremo (Come Erano nel 1754)

  • 6 celle (camerette per dormire)
  • Una cucina (con focolare scavato nella pietra)
  • Una piccola mola granaria (per macinare il grano)
  • Un forno (per il pane)
  • Un deposito per la legna
  • Un refettorio (sala comune per i pasti)
  • Una cisterna (per raccogliere l'acqua piovana)
  • Uno scriptorium (per copiare testi sacri e pregare)

Tutto scavato nel tufo verde. Tutto a picco sul vuoto. Tutto circondato dal silenzio e dal vento.

La Vita degli Eremiti

La giornata degli eremiti era scandita da:

  • Preghiera (mattino, mezzogiorno, sera, notte)
  • Coltivazione della terra (orti, vigne, raccolta di erbe selvatiche)
  • Taglio della legna (per il fuoco)
  • Falciatura dell'erba (per gli animali)
  • Pascolo di poche capre (per latte e formaggio)
  • Messa domenicale (celebrata da Fra Nicola Ramy)

Non c'era elettricità. Non c'era riscaldamento (se non il camino). Non c'era acqua corrente (solo la cisterna). Non c'erano strade.

Solo fatica, preghiera, silenzio.

Fra Michele Alemanno: Il Compagno di D'Argout

Uno dei 12 compagni di D'Argout era Fra Michele Alemanno.

Anche lui era arrivato a Ischia come soldato al seguito di D'Argout. Anche lui, dopo aver abbandonato le armi e indossato il saio, aveva scelto l'eremitaggio sull'Epomeo.

Fra Alemanno visse trent'anni nell'Eremo di San Nicola.

Poi, ormai anziano, il freddo e le rigide condizioni atmosferiche della montagna lo costrinsero a cercare un nuovo luogo solitario.

L'Università di Forio (il governo locale) gli concesse un terreno ai piedi della collina di Zaro, dove esisteva già una piccola chiesetta antica.

Fra Alemanno fondò lì l'Eremo di Santa Maria di Montevergine (ancora oggi esistente, a Forio).

Ma questa è un'altra storia.

La Morte di D'Argout

Giuseppe D'Argout morì sull'Epomeo il 17 agosto 1778, a 74 anni.

Aveva vissuto 25 anni da eremita. Un quarto di secolo di preghiera, fatica, silenzio.

Fu sepolto sotto il pavimento della chiesetta di San Nicola. Le sue spoglie mortali riposano ancora lì, sotto i piedi di chi entra nella chiesa.

Nella navata principale si trova il "sepulcrum fratrum" - la tomba comune degli altri frati che vissero con lui.

1800-1900: L'Abbandono e la Trasformazione in Locanda

Dopo la morte di D'Argout e degli ultimi frati, l'eremo venne abbandonato.

Per decenni rimase vuoto. Esposto alle intemperie. Al vento. Alla pioggia. Al gelo invernale.

Poi, in tempi più recenti (fine '800, inizio '900), qualcuno ebbe l'idea di trasformarlo in locanda e ristorante.

Le celle dei frati divennero camere spartane per turisti. Il refettorio divenne una sala da pranzo. L'eremo perse molto della sua architettura originaria e della divisione degli spazi.

Ma l'idea era affascinante: dormire a 789 metri d'altezza, in celle scavate nel tufo, a picco sul mare, per vedere l'alba dal tetto dell'isola.

La locanda funzionò per anni. Poi chiuse.

E l'eremo tornò nell'abbandono.

2019-Oggi: Il Comune di Serrara Fontana e il Museo Epomeo

Negli ultimi anni, il Comune di Serrara Fontana ha deciso di intervenire.

L'eremo era un bene troppo prezioso per lasciarlo morire. Un pezzo di storia, architettura, spiritualità che meritava di essere salvato e raccontato.

Hanno fatto lavori di:

  • Restauro conservativo (consolidamento delle strutture, messa in sicurezza)
  • Valorizzazione turistica (creazione di percorsi, illuminazione, pannelli informativi)
  • Musealizzazione (ricostruzione degli spazi originari, mostra permanente)

E nel 2024-2025, dopo un periodo di chiusura, l'eremo ha riaperto al pubblico come Museo Epomeo.

Il Museo Epomeo: Un Viaggio nella Vita Eremitica

Il Museo Epomeo è ospitato negli spazi dell'eremo, interamente scavati nel tufo verde.

È un esempio mirabile di architettura rupestre - l'arte di costruire (scavare) abitazioni nella roccia, tipica del Sud Italia e del Mediterraneo.

Cosa Trovi nel Museo

1. GLI SPAZI RICOSTRUITI

Sono stati ricostruiti, con estrema cura, gli antichi spazi dedicati al ritiro spirituale degli eremiti:

  • Dispensa: dove si conservavano le provviste (cereali, legumi, formaggi, conserve)
  • Refettorio: la sala comune dove i frati mangiavano in silenzio
  • Scriptorium: il luogo dove si copiavano i testi sacri e si pregava
  • Cellette: le piccole camere dove i frati dormivano su giacigli di paglia
  • Cucina: con il focolare, gli utensili, i pentoloni

Ogni spazio ha utensili d'epoca e testimonianze della vita contadina dell'isola di terra.

2. LA STORIA DI GIUSEPPE D'ARGOUT

Il percorso museale racconta in dettaglio la storia di Giuseppe D'Argout:

  • La sua vita da comandante militare
  • L'agguato sull'Epomeo
  • Il voto a San Nicola
  • La scelta eremitica
  • I 25 anni vissuti sull'Epomeo
  • La morte e la sepoltura

Pannelli, illustrazioni, documenti storici ricostruiscono questa storia incredibile.

3. MOSTRA FOTOGRAFICA PERMANENTE

Una suggestiva mostra fotografica permanente ripercorre la cultura e la tradizione popolare dell'ultimo secolo della piccola frazione di Fontana:

  • Foto di contadini al lavoro sui terrazzamenti
  • La vendemmia
  • La raccolta delle castagne
  • I "ciucciari" (i conduttori di muli) che portavano i turisti sull'Epomeo
  • Le famiglie contadine
  • La vita quotidiana

È uno spaccato preziosissimo di un mondo che non esiste più. O che esiste ancora, ma trasformato.

4. LA CHIESA DI SAN NICOLA

Parte del complesso museale è la Chiesa di San Nicola (eretta nel XV secolo).

Una piccola chiesetta scavata nel tufo, con:

  • L'altare maggiore (commissionato da D'Argout nel 1754)
  • La statua di San Nicola (in abiti pontificali, con pastorale nella destra, mano sinistra poggiata sulla testa di un devoto che gli porge un calice)
  • Un bellissimo crocifisso ligneo (uno dei più belli dell'isola)
  • La cappella delle reliquie
  • La tomba di D'Argout (sotto il pavimento)
  • Il "sepulcrum fratrum" (tomba comune dei frati)

La chiesa è un gioiello di architettura rupestre. Piccola, sobria, essenziale. Ma piena di storia e spiritualità.

5. LE FINESTRE STRAORDINARIE

Una delle cose più belle del museo sono le finestre.

Perché dall'eremo si aprono viste straordinarie sulla geologia dell'intera isola.

Guardi fuori e vedi:

  • Le stratificazioni del tufo verde (testimonianza dell'eruzione di 55.000 anni fa)
  • I boschi che ricoprono le pendici
  • Il mare lontano
  • L'intera isola sotto di te

È un museo con vista. E che vista.

Perché Visitare il Museo Epomeo (Anche Se Non Sei Credente)

Non serve essere cattolici - o credenti - per apprezzare il Museo Epomeo.

Perché questo museo racconta qualcosa che va oltre la religione: racconta la scelta dell'isolamento, il rapporto tra uomo e natura, la ricerca di un senso oltre il mondo, la fatica come preghiera, il silenzio come terapia.

Visitare il Museo Epomeo significa:

  • Capire cosa significava vivere da eremita nel 1700 (senza elettricità, acqua corrente, riscaldamento, strade)
  • Vedere l'architettura rupestre: celle, cucine, dispense scavate nel tufo a colpi di piccone
  • Conoscere la storia di Giuseppe D'Argout (da governatore militare a frate)
  • Ammirare la mostra fotografica sulla cultura contadina di Fontana
  • Entrare nella chiesetta di San Nicola (XV secolo)
  • Godere delle viste straordinarie sull'isola

E soprattutto: sentire il silenzio.

Perché quando esci dalle celle e ti affacci sul vuoto - con il vento che ti sfiora, il cielo sopra di te, il mare lontano - capisci perché D'Argout scelse di vivere lì.

Non per sfuggire alla vita. Ma per trovare qualcosa di più grande della vita stessa.

Informazioni Pratiche per la Visita

Dove si trova:
Monte Epomeo, vetta (789 m s.l.m.)
Comune di Serrara Fontana

Come arrivarci:
Il museo è raggiungibile SOLO A PIEDI (o a cavallo con Epomeo in Sella).
Non ci sono strade carrozzabili fino alla vetta.

Punto di partenza: Piazza IV Novembre, Fontana
Durata salita: 1 ora a piedi
Difficoltà: T/E (Turistica/Escursionistica)

Orari di apertura (verificare prima della visita):

  • Martedì, Mercoledì, Venerdì, Sabato, Domenica: 10:30-15:30
  • Lunedì: CHIUSO
  • Giovedì: CHIUSO (secondo alcune fonti - verificare)

(Orari aggiornati a giugno 2025 - potrebbero cambiare in base alla stagione e alle condizioni meteo)

Biglietto:
INGRESSO GRATUITO

Durata visita:
30-45 minuti (solo museo) / 1-1,5 ore (museo + vetta + panorama)

Visite guidate:
Disponibili. Il custode Massimo (molto gentile e preparato) offre visite guidate e spiegazioni dettagliate. Parla italiano e un po' di inglese.

Accessibilità:
Il museo NON è accessibile a persone con mobilità ridotta (si trova a 789m, raggiungibile solo a piedi o a cavallo)

Note importanti:

  • Portare acqua (almeno 1 litro a persona)
  • Abbigliamento adeguato (giacca antivento, anche d'estate fa fresco in quota)
  • Scarpe da trekking o sportive (NO infradito)
  • In inverno: controlla le condizioni meteo (nebbia, freddo intenso, neve possono rendere pericolosa la salita)
  • Il museo può chiudere in caso di maltempo

Contatti:
Info: Comune di Serrara Fontana
(Verificare orari aggiornati prima della visita)

Il 6 Dicembre: La Festa di San Nicola

Ogni anno, il 6 dicembre (festa di San Nicola di Bari), sull'Epomeo si svolge una bella manifestazione religiosa.

Cosa succede:

  • Processione con la statua del santo dalla piazzetta di Fontana fino alla vetta
  • Messa nella chiesetta (che viene aperta al pubblico)
  • Eremo aperto (visitabile anche negli spazi normalmente chiusi)
  • Pane, salsicce, polpette e vino offerti gratuitamente sullo spiazzale del sagrato

È una festa dal sapore davvero genuino. Partecipano soprattutto gli ischitani - non i turisti. È un momento di comunità, preghiera, tradizione.

E c'è un fascino particolare nel vedere la montagna d'inverno: sia che sia una limpida giornata di sole, sia che un po' di nebbia le doni un aspetto brumoso e romantico.

Vale la pena partecipare. Anche solo per vedere come gli ischitani vivono la loro fede e la loro montagna.

Il Tuo Timbro sul Passaporto

Il Museo Epomeo e l'Eremo di San Nicola non sono nelle guide turistiche internazionali. Non sono tra le "Top 10 cose da fare a Ischia". Non hanno milioni di follower.

Ed è proprio per questo che meritano il timbro sul tuo Passaporto.

Perché il Museo Epomeo è onestà storica. È la storia vera di Ischia. Quella che parte dal 1459. Che attraversa guerre, assedi, pirati, eremiti, voti, miracoli, abbandoni, rinascite.

È un museo che non nasconde la fatica. Non finge che vivere da eremita fosse romantico. Ti mostra le celle minuscole. Le cisterne scavate nella pietra. I focolari anneriti. Il freddo. Il silenzio.

E ti dice: "Guarda. Qualcuno ha scelto di vivere così. Per 25 anni. Perché cercava qualcosa che il mondo non poteva dargli."

Non hai ancora il Passaporto? Prendilo sul sito ufficiale di Eccellenze Ischitane. Ogni timbro è una storia, ogni storia è un pezzo di Ischia che diventa tuo.

Museo Epomeo - Eremo di San Nicola
Monte Epomeo (789 m s.l.m.)
80070 Serrara Fontana (NA)

Orari:
Martedì, Mercoledì, Venerdì, Sabato, Domenica: 10:30-15:30
Lunedì: CHIUSO
(Verificare orari aggiornati prima della visita)

Ingresso: GRATUITO
Visite guidate: Disponibili (custode Massimo)

Accesso: Solo a piedi (o a cavallo)
Partenza: Piazza IV Novembre, Fontana
Durata salita: 1 ora

Festa di San Nicola: 6 dicembre
(Processione, messa, eremo aperto, pane e salsicce offerte)

Dove si trova 

Monte Epomeo

Comuni dell'Isola D'Ischia

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