Chiesina delle Rose
Chiesina della Regina delle Rose: Il Sogno di Don Pasquale
Passaporto dell'Isola d'Ischia in tasca? Bene, perché questa è una di quelle tappe che non trovi nelle guide turistiche, ma che ti mostra l'anima vera di Forio – quella fatta di fede popolare, comunità che si prende cura, e sogni che diventano pietra.
La Chiesina della Regina delle Rose non ha cinque secoli di storia. Non ha affreschi rinascimentali né reliquie di santi. È nata negli anni '80 dal sogno di un parroco – Don Pasquale Sferratore – che voleva uno spazio dove anche chi "diversamente non parteciperebbe a Messa" potesse venire, sentirsi accolto, pregare.
Così ha comprato un terreno nel quartiere Monterone, ha incorporato una torre difensiva del XVI secolo (la Torre Nacera, ex sentinella anti-saracena), ha piantato rose, limoni, melograni, e ha costruito una chiesina piccola ma viva. Con altari scolpiti in tufo verde dall'artista locale Ambrogio Castaldi, una grotta sotterranea (ex rifugio antiaereo della Seconda Guerra Mondiale) trasformata in cappella, un giardino profumato, e una comunità di volontarie che ancora oggi la tengono aperta, pulita, viva.
Via Giovanni Patalano 95, Forio. Ingresso libero. Non è un museo: è un luogo di devozione autentica.
La Visione di Don Pasquale Sferratore
Anni '80. Don Pasquale, parroco della Chiesa di San Michele Arcangelo, aveva un problema pratico e una visione pastorale.
Il problema: la chiesina storica di San Michele/Santa Lucia era troppo piccola. Le famiglie si accalcavano, molti restavano fuori, le Messe estive diventavano soffocanti.
La visione: serviva uno spazio ampio, aperto, accogliente. Un luogo dove anche chi si sentiva escluso dalle chiese "ufficiali" potesse venire. Dove i bambini potessero correre nel giardino dopo il catechismo. Dove le Messe estive potessero celebrarsi all'aperto guardando il mare.
Don Pasquale non aspettò permessi dall'alto. Comprò un terreno ai piedi della Torre Nacera (torre difensiva del XVI secolo, di proprietà della famiglia Patalano), e iniziò a costruire.
Dal 1988: Servizi igienici, aula per il catechismo, giardino pavimentato, copertura per le celebrazioni. Tutto fatto passo dopo passo, con le offerte dei fedeli, il lavoro dei volontari, la testardaggine di un prete che credeva nel suo sogno.
Don Pasquale non voleva una cattedrale. Voleva "una Chiesa per chi diversamente non parteciperebbe a Messa" – anziani con difficoltà motorie, famiglie con bambini piccoli, stranieri (soprattutto tedeschi d'estate), chiunque avesse bisogno di uno spazio meno formale.
E ci è riuscito.
Don Pasquale Sferratore è scomparso di recente. Ma il suo sogno continua: oggi il parroco Don Giuseppe Di Salvatoreporta avanti l'opera, e un gruppo di volontarie locali pulisce, cura, tiene aperta la chiesina con la stessa dedizione di sempre.
La Torre Nacera: Dalla Guerra alla Preghiera
La Torre Nacera è il cuore architettonico del complesso. E la sua storia è quella di tante torri foriane: nata per la guerra, trasformata per la pace.
XVI secolo: Forio costruisce 13 torri difensive contro i pirati saraceni. La Torre Nacera è una di queste: pianta quadrata, funzione di avvistamento e rifugio per i contadini della zona. Il nome viene dal notaio Domenico Nacera, proprietario iniziale, poi passata alla famiglia Patalano.
Architettura: Portale del 1691 con stemma scolpito. Angoli rinforzati con massi di tufo. Feritoie per osservare senza essere visti. Dopo il terremoto del 1883, della struttura originale resta solo la base e il piano superiore.
Interno (visitabile): Stanza quadrata con camino (il fumo serviva per dare l'allarme visivo), cisterna per l'acqua, scrivania, cassapanca di legno. È rimasta quasi intatta, e salendo si ha una vista a 360 gradi su mare e montagna – la stessa vista che le sentinelle avevano quando scrutavano l'orizzonte cercando vele nemiche.
Don Pasquale consolidò la torre, la rese sicura, e la integrò nel complesso della chiesina. Da guardiana contro i pirati a guardiana della fede. La storia continua, cambia forma, ma non muore.
Il Giardino delle Rose: Perché "Regina"
Il nome "Regina delle Rose" non è casuale. Il giardino che circonda la chiesina è un trionfo di rose, ortensie, limoni, pompelmi, avocado, fichi, melograni, mandarini, noci, ulivi.
Non è un giardino "all'italiana" con geometrie precise. È un giardino mediterraneo spontaneo, dove la natura cresce rigogliosa grazie al suolo vulcanico fertile e alle cure amorevoli delle volontarie.
Le rose sbocciano in primavera e profumano l'aria durante le Messe all'aperto. Gli agrumi maturano in inverno. I melograni esplodono rossi in autunno. È un giardino che vive con le stagioni, che cambia, che regala.
C'è un viale dove le auto possono arrivare fino alla torre (poi un breve tratto pedonale). L'accesso è comodo anche per anziani e persone con difficoltà motorie – proprio come voleva Don Pasquale.
Gli Interni: Arte Popolare in Tufo Verde
Dentro la chiesina c'è l'arte di Ambrogio Castaldi, maestro scultore locale che lavora il tufo verde dell'Epomeo – la pietra vulcanica che caratterizza tutta l'isola.
Gli Altari e le Statue
Altari in tufo verde: Scolpiti a mano, con decorazioni floreali e geometriche. Non sono opere raffinate come quelle dei grandi scultori barocchi, ma hanno una bellezza popolare, sincera, diretta.
Nel giardino c'è una macina per il grano – antica, pesante, simbolo del lavoro contadino che ha plasmato Ischia per secoli.
Dentro c'è "U Palmient" (il palmento) – la vasca dove si pigiava l'uva. Anche questo trasformato in elemento decorativo/simbolico, a ricordare che la chiesina nasce dalla terra, dal lavoro, dalla fatica.
Statue: Gesù, San Giovanni Battista (nel momento del battesimo al Giordano), altre figure sacre. Tutte in tufo verde, tutte scolpite da Castaldi con lo stile essenziale che lo caratterizza.
La Grotta Sotterranea: Da Rifugio Antiaereo a Cappella
Sotto la trave della Torre Nacera c'è una grotta scavata nel tufo. Durante la Seconda Guerra Mondiale serviva come rifugio antiaereo – le famiglie di Monterone correvano lì quando suonavano le sirene, quando i bombardieri alleati passavano sopra Forio.
Don Pasquale l'ha trasformata in cappella.
Altare in pietra verde con gigli scolpiti. Tabernacolo ricavato da una botte – simbolo del vino eucaristico, ma anche omaggio alla tradizione vinicola ischitana. Presepe permanente in tufo: bue, asino, pastori, tutti scolpiti a mano.
È uno spazio raccolto, intimo, quasi ipogeo. Ci entri e senti il fresco della roccia, il silenzio ovattato. È il tipo di luogo dove preghi anche se non sei particolarmente religioso, perché la sacralità non è dogmatica ma fisica, materiale, palpabile.
L'Altare Laterale
C'è anche una miniatura della Chiesa di Santa Maria al Monte (quella rupestre di cui abbiamo già parlato, a 500 metri sul livello del mare). È un omaggio alla devozione mariana foriana, un collegamento tra le chiese del territorio.
Accanto, le statue di Gesù e San Giovanni Battista al momento del battesimo nel Giordano – scena centrale della teologia cristiana, rappresentata con semplicità popolare.
Messe e Vita Comunitaria
La Chiesina della Regina delle Rose non è un museo. È una chiesa viva.
Orari delle Messe:
- Domeniche e festivi: ore 11:00
- Estate (giugno-settembre): ore 19:00 (per evitare il caldo)
Apertura: 9:00-18:00 (verificare, può variare)
Parrocchia di riferimento: San Michele Arcangelo
Festa della Regina delle Rose: Celebrazione locale con devozione mariana. Non è una festa turistica, è un momento della comunità.
Messe in tedesco: In estate, per i turisti tedeschi che trascorrono lunghi periodi a Forio. È un servizio pastorale concreto, non folklore.
Le volontarie: Donne di Monterone che hanno conosciuto Don Pasquale, che credono nel suo sogno, che continuano a prendersi cura della chiesina. Puliscono, annaffiano il giardino, preparano gli altari per le celebrazioni. Sono loro che preservano l'eredità di Don Pasquale.
Perché Andarci
Perché la Chiesina della Regina delle Rose ti mostra un'Ischia che non sta nelle brochure turistiche.
Non è antica. Non ha Caravaggio appesi alle pareti. Non è patrimonio UNESCO.
Ma ha qualcosa di più prezioso: è autentica. È il risultato del sogno di un prete testardo, del lavoro di una comunità, della fede popolare che non ha bisogno di marmi e ori per esprimersi.
È arte povera (nel senso più nobile del termine): tufo verde, botti trasformate in tabernacoli, grotte di guerra trasformate in cappelle, giardini di rose curati da volontarie.
È Ischia che si racconta da sola, senza mediazioni, senza filtri turistici.
Va bene per:
- Chi cerca spiritualità autentica, non turismo religioso
- Amanti dell'arte popolare e dell'artigianato locale
- Chi vuole vedere come una comunità si prende cura dei propri luoghi
- Fotografi in cerca di bellezza sincera (il giardino, la torre, la grotta)
- Chiunque apprezzi le storie di sogni realizzati
Non va bene per:
- Chi cerca monumenti imponenti
- Chi vuole solo spuntare una casella
- Chi non ha rispetto per i luoghi di culto attivi
È piccola, è recente, è "popolare". Ma proprio per questo è preziosa.
Il Tuo Timbro sul Passaporto
Se hai il Passaporto dell'Isola d'Ischia, la Chiesina della Regina delle Rose è una di quelle tappe che timbri con rispetto. Scrivi anche "sogno di Don Pasquale" o "giardino di rose" – il dettaglio che ti ha toccato.
Non hai ancora il Passaporto? Lo trovi sul sito di Eccellenze Ischitane. È il modo migliore per esplorare l'isola seguendo percorsi autentici, non itinerari da tour operator. Ogni timbro è una scoperta, ogni scoperta è un pezzo di Ischia che porti a casa.
Prossima tappa consigliata: Torre Nacera completa – se vuoi salire sulla torre e vedere la vista a 360 gradi, chiedi alle volontarie quando è possibile (stesso complesso della chiesina).
Chiesina della Regina delle Rose - Via Giovanni Patalano 95, 80075 Forio (NA) | Ingresso libero | Orari Messe: domeniche/festivi ore 11:00, estate ore 19:00 | Aperta 9:00-18:00 (verificare) | Parrocchia San Michele Arcangelo | Torre Nacera visitabile (chiedere)









