Case di Tufo al Ciglio

Ciglio e le Parracine - Lo Scheletro di Pietra dell'Ischia Contadina
Hai il Passaporto dell'Isola d'Ischia? Allora preparati a timbrare il borgo dove le case crescono dalla roccia. Dove i muri non sono costruiti, ma scavati. Dove i terrazzamenti a secco disegnano 5000 chilometri di muretti che tengono insieme l'isola come uno scheletro tiene insieme un corpo. Dove il tufo verde dell'Epomeo non è decorazione, ma identità.
Il Ciglio non è nelle cartoline. Non è nelle guide turistiche internazionali. Non è sulla strada per nessun posto famoso.
È un borgo rupestre tra Panza e il Belvedere di Serrara. Poche case. Poche persone. Silenzio. E una casa che da 400 anni sfida la gravità bilanciandosi su un masso enorme.
Non vieni al Ciglio per fare shopping. Non vieni per la movida. Non vieni nemmeno per il mare.
Vieni per vedere come si viveva a Ischia quando vivere significava arrangiarsi con la roccia che avevi sotto i piedi.
"Ciglio" o "Giglio"? Quando la Mappa del 1586 Dice Lilium
Il nome è un mistero. Come spesso accade con i borghi antichi.
Sulla mappa di Mario Cartaro del 1586 - una delle prime carte dettagliate di Ischia - questo posto compare come "Lilium". Giglio. Il fiore.
Forse perché era la prima zona dell'isola illuminata dal sole nascente. Forse perché c'erano campi di gigli selvatici.
Oppure - versione più popolare - il nome deriva da "Ciglio": il bordo, il margine, l'orlo del costone roccioso. Perché il borgo si trova proprio sul bordo del costone che scende verso Panza.
C'è anche una leggenda più oscura. Secondo alcuni, "Ciglio" deriva dalle parti anatomiche del gigante Tifeo (o Grifone) sepolto sotto Ischia. La testa è l'Epomeo. Le braccia sono i promontori. E il "ciglio" - appunto - sarebbe un pezzo del volto pietrificato del gigante.
Quale versione è vera? Probabilmente nessuna. Probabilmente tutte e tre.
Quello che conta è che Ciglio esiste. Ed è un concentrato di architettura rupestre che ti lascia senza parole.
La Casa sul Masso: Quando Abitare Era un Miracolo di Equilibrio
Arrivi al Ciglio. Guardi. E la vedi.
La Casa sul Masso.
Un'abitazione che sembra bilanciare su un enorme blocco di tufo verde. Una casa che sembra impossibile. Che sembra dover crollare da un momento all'altro. Ma che invece è lì da almeno 417 anni.
Il primo documento scritto risale al 1607. Archivio di Stato di Napoli. Catasto onciario. Registrazione: "Ciglio con casa di pietra".
La struttura è semplice. E geniale.
La cantina: Scavata profondamente nella base del masso. Un ambiente fresco, buio, umido. Perfetto per conservare vino, olio, prodotti agricoli.
L'abitazione: Costruita sopra la cantina, usando il tufo verde locale. Pareti spesse. Finestre piccole. Tetto a volta o piano.
Il cortile: Delimitato da un muretto a secco. Uno spazio protetto dove tenere animali, attrezzi, provviste.
L'accesso: Un sentiero stretto scavato nella roccia. Non c'era strada. Non c'era via carrabile. Arrivavi a piedi. O con l'asino.
Nel corso dei secoli la casa ha cambiato funzione più volte:
- Abitazione contadina
- Deposito per il vino
- Ristorante/pizzeria (per un periodo)
Oggi è proprietà privata. Non visitabile internamente. Ma la visione dall'esterno vale il viaggio.
Perché quando la guardi capisci una cosa fondamentale: per secoli vivere a Ischia significava costruire con quello che c'era. E quello che c'era era tufo verde. Roccia vulcanica. Materia dell'Epomeo.
Sul lato opposto della strada - spesso ignorata dai turisti - c'è un'altra casa interamente scavata nella roccia. Ancora abitata. Senza facciata decorativa. Solo roccia, finestre, porta.
È architettura di sopravvivenza. Non di estetica.
E proprio per questo è bellissima.
Tufo Verde: Il DNA Geologico dell'Ischia Contadina
Tutto al Ciglio è tufo verde. Case. Muri. Cantine. Sentieri.
Il tufo verde dell'Epomeo è il materiale identitario dell'Ischia rurale. Roccia vulcanica. Morbida quando è appena estratta. Durissima una volta asciutta. Facile da tagliare. Resistente agli agenti atmosferici.
I contadini la scavavano direttamente dall'Epomeo. La trasportavano a valle con gli asini. E la usavano per tutto:
- Muri a secco (parracine)
- Fondamenta delle case
- Cantine scavate nella roccia
- Cisterne per l'acqua
- Pavimenti
- Architravi
Il tufo verde è l'Ischia che non sta in spiaggia. È l'Ischia che guarda verso la montagna. Verso l'interno. Verso l'agricoltura e la viticoltura eroica.
Al Ciglio questa geologia diventa architettura. E l'architettura diventa poesia di pietra.
Le Parracine: 5000 Chilometri di Muretti Che Sono lo Scheletro di Ischia
Guarda il paesaggio intorno al Ciglio. Guarda verso Forio. Verso Serrara. Verso Barano.
Vedi quei muretti a secco che salgono lungo i pendii? Quei terrazzamenti che disegnano curve orizzontali sulla verticalità della montagna?
Quelle sono le parracine.
E sono 5000 chilometri di muretti a secco che attraversano tutta l'isola. Sono lo "scheletro di Ischia" - come le chiamano gli anziani. La struttura portante invisibile che tiene insieme il territorio.
"Parakeimai": Quando i Greci Insegnarono a Costruire Senza Malta
La parola "parracina" non è napoletana. È greca.
Deriva da παράκειμαι (parakeimai) = "stare accanto, appoggiarsi".
Perché i muretti a secco si appoggiano l'uno all'altro. Senza malta. Senza cemento. Senza legante. Solo pietre incastrate con maestria.
La tecnica arriva con i coloni greci: Calcidesi ed Eritresi che fondano Pithecusae nell'VIII secolo a.C. Portano con sé l'arte dei terrazzamenti. L'agricoltura eroica. La coltivazione della vite su pendii impossibili.
E Ischia - isola vulcanica, montuosa, scoscesa - è perfetta per questa tecnica.
Le parracine hanno quattro funzioni fondamentali:
- Contenere il terreno: Evitare frane e smottamenti durante le piogge
- Proteggere le viti: Dal vento, dall'acqua che scorre troppo veloce
- Garantire drenaggio: Le pietre senza malta lasciano defluire l'acqua in eccesso
- Delimitare proprietà: Ogni famiglia aveva i suoi appezzamenti terrazzati
Il materiale? Principalmente tufo verde (versante ovest dell'Epomeo). A volte pietra lavica (costa est).
Il Mastro Parracinaio: L'Artista Contadino Che Costruiva Senza Disegno
Costruire una parracina non è semplice. Non è "buttare pietre in fila".
È un'arte. Anzi, un mestiere dimenticato.
Il mastro parracinaio era una figura a metà tra il contadino, il muratore e lo scultore. Sceglieva le pietre. Studiava la pendenza. Calcolava il peso. Incastrava ogni blocco senza malta - solo gravità e geometria.
Lavorava senza progetto scritto. Solo occhio. Esperienza. Mani callose.
E il risultato durava secoli.
Lo scrittore Giovan Giuseppe Cervera - nel suo libro "Ischia Sconosciuta" del 1959 - descrive le parracine con una poesia straordinaria:
"Pietre fresche: marroni se di lava, giallo-verde se di tufo, rosse se ricche di ferro. Poi l'invecchiamento: macchie bianche, poi muschio rosso, poi muschio verde. E con gli anni diventano un bassorilievo che racconta le storie della vita isolana."
Tra le pietre cresce vegetazione spontanea:
- Rovi spinosi
- Fiori rosa di cannochiara
- Menta selvatica
- Parietaria
- Anemoni blu e gialli
Le parracine arrivano fino a 500 metri di altitudine. Nei boschi di Frassitelli e Falanga - che fino agli anni '50 erano ancora vigneti terrazzati.
Oggi molte sono abbandonate. Crollate. Divorate dalla macchia mediterranea.
Perché con il boom turistico degli anni '50 i contadini lasciarono i campi. Andarono a lavorare negli alberghi. Nelle terme. Sulla costa.
E le parracine rimasero lì. Sole. A sgretolarsi lentamente.
San Ciro e la Sorgente dell'Epomeo: L'Accenno (Poi Ti Raccontiamo Tutto)
Al Ciglio c'è anche la Chiesa di San Ciro.
Piccola. Costruita interamente in tufo verde. Fondata nel 1661. Distrutta dal terremoto del 1883. Ricostruita nei primi anni del '900.
Al suo fianco - dettaglio prezioso - sgorga una sorgente naturale che scende dal Monte Epomeo. Acqua fresca. Pulita. Documentata già nell'800 da Giuseppe D'Ascia nei suoi scritti sull'isola.
Accanto alla chiesa parte il Vicolo Pedicuozzo: un vicolo suggestivo che sale verso la Pietra Martone - un mega blocco di tufo verde visibile da lontano.
Ma di San Ciro, della sorgente, del vicolo e della Pietra Martone ti raccontiamo meglio in un articolo dedicato. Perché meritano spazio proprio. Storia propria. Timbro proprio sul Passaporto.
Per ora ti basta sapere che anche lì - come ovunque al Ciglio - tutto è tufo verde, acqua sorgiva, architettura rupestre.
Perché Merita il Timbro sul Tuo Passaporto
Il Ciglio non è un posto dove "andare a fare qualcosa".
Non c'è niente da fare. Non ci sono attrazioni. Non ci sono locali. Non ci sono spiagge.
C'è solo Ischia vera.
Quella che non compare nelle guide turistiche. Quella che non ha milioni di visualizzazioni su Instagram. Quella che esiste da secoli e continua a esistere - silenziosa, testarda - mentre intorno il turismo trasforma tutto.
Quando sei davanti alla Casa sul Masso. Quando cammini tra le parracine abbandonate dove un tempo c'erano vigneti. Quando tocchi il tufo verde che è lo stesso tufo dell'Epomeo, dello stesso Epomeo che domina l'isola da 55.000 anni.
In quel momento capisci una cosa semplice: Ischia non è solo mare.
È montagna. È agricoltura eroica. È architettura di sopravvivenza. È 5000 chilometri di muretti a secco che nessuno vede ma che tengono insieme tutta l'isola.
È il lavoro di generazioni di contadini che hanno piegato la roccia alla loro volontà. Che hanno scavato case impossibili. Che hanno costruito muri senza malta che durano secoli.
Non è spettacolare. Non è instagrammabile.
Ma è identità. È DNA. È lo scheletro di pietra su cui poggia tutta l'isola.
E se questo non merita un timbro sul Passaporto, allora niente lo merita.
Informazioni Pratiche
Dove si trova: Ciglio, frazione tra Panza e Serrara Lungo la strada provinciale (circa a metà) Visibile dalla strada principale
Come arrivarci:
- In auto/scooter: Strada provinciale Panza-Serrara - rallenta e guarda, la Casa sul Masso è impossibile da non vedere
- In bus: Linee CD/CS (Circolare Destra/Sinistra) - fermata "Ciglio" (chiedi all'autista)
- A piedi: Dal Belvedere di Serrara (15-20 min in discesa)
Cosa vedere:
- Casa sul Masso: Visibile dalla strada (proprietà privata - non entrare)
- Casa scavata nella roccia (lato opposto strada)
- Parracine: Lungo tutti i pendii circostanti
- Chiesa di San Ciro: Piccola chiesa in tufo verde (articolo dedicato in arrivo)
- Paesaggio rupestre: Tutto il borgo
Durata visita:
- 15-20 minuti (solo Casa sul Masso e foto)
- 45-60 minuti (con esplorazione parracine e borgo)
- Combinabile con Belvedere Serrara, Fontana, percorso verso Sant'Angelo
Quando venire:
- Tutto l'anno (borgo sempre accessibile)
- Primavera/autunno: Luce migliore per foto, clima ideale per camminare
- Estate: Preferisci mattina presto o tardo pomeriggio (meno caldo)
Note:
- Rispetta proprietà private: Non entrare nelle abitazioni, non disturbare i residenti
- Attenzione alla strada: Strada provinciale con traffico - fai attenzione quando ti fermi per le foto
- Nessun servizio turistico (bar, ristoranti, bagni) direttamente al Ciglio
- Borgo autentico - zero commercializzazione
- Portare scarpe comode se vuoi esplorare le parracine
Nelle vicinanze:
- Belvedere di Serrara (5 min auto / 15 min a piedi)
- Chiesa Madonna della Mercede, Fontana (5 min auto)
- Panza centro (10 min auto)
- Sant'Angelo (via Andrea Mattera - 40 min a piedi)
Fotografia:
- Migliore luce: mattina (8-10) o pomeriggio (16-18)
- Punti panoramici: Strada provinciale (attenzione al traffico)
- Parracine: Segui sentieri secondari (sempre con rispetto proprietà)
Il Tuo Timbro sul Passaporto
Il Ciglio e le parracine non ti regalano il mare cristallino. Non ti regalano il tramonto da cartolina.
Ti regalano verità.
La verità di un'isola che per secoli è stata contadina prima che turistica. Dove la gente non veniva in vacanza, ma viveva. E vivere significava scavare case nella roccia. Costruire muretti a secco alti chilometri. Coltivare viti su pendii impossibili.
Quando sei lì davanti alla Casa sul Masso. Quando tocchi il tufo verde delle parracine. Quando guardi i terrazzamenti abbandonati dove un tempo c'erano vigneti.
In quel momento stai toccando lo scheletro di Ischia.
La struttura profonda. Quella invisibile. Quella che tiene insieme tutto il resto.
E questa - forse - è l'Ischia più vera che puoi incontrare.
Non hai ancora il Passaporto? Prendilo sul sito ufficiale di Eccellenze Ischitane. Ogni timbro è una storia. Ogni storia è un pezzo di Ischia che diventa tuo.
Ciglio - Case di Tufo e Parracine Località Ciglio Strada Provinciale tra Panza e Serrara 80070 Forio/Serrara Fontana (NA)
Dove si trova
Ciglio
Comuni dell'Isola D'Ischia









