Borgo di Succhivo

Succhivo - Il Giardino dell'Isola Dove la Terra Incontra il Mare
Hai il Passaporto dell'Isola d'Ischia? Allora preparati a timbrare il borgo che i vecchi chiamavano "lo giardinello" - il piccolo giardino. Dove il sole bacia la terra e la rende fertile. Dove per secoli si è prodotto vino eccellente. Dove i pescatori salivano dal mare per scambiare il pesce con ortaggi e frutta. Dove ogni vicolo racconta una storia di vita contadina autentica.
Succhivo è frazione di Serrara Fontana. Borgo contadino adagiato sul versante meridionale dell'isola. Incastonato come una gemma tra vigneti e agrumeti. A pochi passi dal mare ma con l'anima rivolta alla terra.
E quella terra - benedetta dal sole e dall'aria di mare - ha nutrito generazioni di ischitani.
"Lo Giardinello": Quando la Terra Era Benedizione
Gli anziani di Succhivo lo ricordano ancora. Il borgo veniva chiamato "lo giardinello".
Non per la dimensione. Ma per la fertilità.
Qui la terra produceva di tutto. Vite soprattutto. Ma anche ortaggi, agrumi, legumi, frutta. Il bacio del sole. L'aria di mare che saliva dal basso. Le pendici dell'Epomeo che proteggevano dal vento. Tutto contribuiva a rendere questa terra generosa.
Si produceva vino. Ottimo vino. Quello che veniva esportato via mare dal piccolo porto. Quello che i pescatori salivano a barattare. Quello che nelle cantine di Via Caravano maturava lentamente nelle botti di legno.
C'è un aneddoto bellissimo - raccontato da Salvatore Marino Iacono nel suo libro "Memorie storiche di Succhivo d'Ischia" - che racconta l'anima del borgo:
Un contadino andava a lavorare la sua vigna la mattina presto. E lì, immerso nel lavoro, preso dall'estasi della terra che amava, dimenticava completamente di tornare a casa per pranzo. La moglie disperata saliva sul tetto della casa e gridava con tutta la voce che aveva per richiamarlo.
Questo era Succhivo. Terra che innamorava. Lavoro che diventava preghiera. Vigna che era vita.
Via Caravano: Il Cuore Produttivo del Borgo
Via Caravano non è solo una strada. È l'anima produttiva di Succhivo.
Un alveo naturale che collega il borgo a Panza. Una vera e propria cava dove la pratica agricola - ancora oggi - si fa forte e persistente.
Qui c'erano - e ci sono ancora - le cantine. I cellai. I luoghi dove il vino maturava. Dove l'olio si conservava. Dove i prodotti della terra trovavano riparo.
Via Caravano era il luogo dello scambio. Pescatori che salivano dal mare con 'a spasella (la cesta di pesce fresco). Contadini che scendevano dalle vigne con ortaggi, frutta, vino. E si incontravano. Barattavano. Scambiavano ricchezza.
Non c'era denaro. Non c'erano mercati. C'era collaborazione. Mare che dava al contadino quello che gli mancava. Terra che dava al pescatore quello che il mare non poteva offrire.
Un'economia vera. Fatta di persone. Di volti. Di strette di mano. Di fiducia reciproca.
Seconda Guerra Mondiale: Quando le Cantine Divennero Rifugio
Durante la Seconda Guerra Mondiale Via Caravano salvò vite.
Le cantine e i cellai - scavati nel tufo, profondi, sicuri - diventarono rifugio per la popolazione durante i bombardamenti.
Quando gli aerei arrivavano. Quando le sirene suonavano. Le famiglie scendevano nelle cantine di Via Caravano. E aspettavano che passasse.
Al buio. In silenzio. Con la paura addosso e la speranza nel cuore.
Quelle cantine - che prima conservavano vino - diventarono fortini di sopravvivenza.
La memoria di quei giorni è ancora viva. Tramandata dai nonni ai nipoti. Raccontata con voce bassa. Con rispetto per chi ha vissuto quel terrore.
1684: La Chiesa di Santa Maria di Montevergine
Al centro del borgo - piccola, gialla, essenziale - c'è la Chiesa di Santa Maria di Montevergine (detta anche Natività di Maria Santissima).
Fondata nel 1684 dalla famiglia Mattera. Una delle famiglie storiche di Succhivo.
Nel Settecento la chiesa fu custodita più volte da eremiti. Uomini solitari che sceglievano preghiera e silenzio. Che vivevano accanto alla chiesa. Che la curavano come fosse casa propria.
Oggi la chiesa è attiva. Parte della Parrocchia di San Michele Arcangelo di Sant'Angelo.
L'interno è semplice. Una navata. A croce latina. Pareti bianche. Soffitto semplice.
Ma custodisce tesori:
Tela di Alfonso Di Spigna (pittore di Lacco Ameno) sulla parete di fondo: Madonna con San Nicola e Sant'Antonio. Opera preziosa. Colori ancora vividi. Volto dolce della Vergine.
Due statue:
- San Michele Arcangelo: l'Arcangelo guerriero
- San Vincenzo Ferreri: santo domenicano
Due santi. Due borghi rappresentati. San Michele è patrono di Sant'Angelo. San Vincenzo Ferreri è patrono di Serrara Fontana.
E Succhivo sta in mezzo. Tra mare e montagna. Tra pescatori e contadini. Ponte tra due mondi.
8 Settembre: La Festa della Madonna di Montevergine
Ogni 8 settembre Succhivo celebra la sua Madonna.
Processione. La Vergine Maria portata per le strade del borgo. San Gabriele. San Michele. La banda musicale. La comunità intera che si ritrova.
Non è festa turistica. È festa vera. Sentita. Genuina.
La processione sfida gli anni e i secoli. Si ripete ogni anno con tutto il suo carico di emozioni e sentimenti. È il frutto sentito e genuino di una profonda tradizione che da sempre ha saputo unire al sentimento religioso i valori della partecipazione e del senso di appartenenza della Comunità.
È evento religioso. Ma anche espressione di cultura popolare. Testimone delle qualità morali che da sempre caratterizzano i cittadini di Succhivo.
La sera - dopo la processione - la piazza si riempie. Musica. Cibo. Vino locale. Socialità. Il borgo che celebra se stesso. La sua identità. La sua fede. La sua storia.
Gertrud Streicher: L'Austriaca Che Si Innamorò del Borgo
Alla fine degli anni '50 arriva a Succhivo una donna.
Gertrud Streicher. Austriaca. Turista.
Viene in vacanza. Vede il borgo. E si innamora.
Non del lusso. Non delle terme. Non del mare.
Ma di Succhivo. Dei vicoli silenziosi. Degli orti curati. Della gente semplice. Della vita vera.
E decide di restare.
Realizza un'attività. Si integra nella comunità. Diventa parte del borgo. Porta il suo amore per l'isola in tutto quello che fa. Nel modo in cui vive. Nelle persone che incontra.
La sua storia è commovente. È la storia di chi riconosce l'autenticità quando la vede. E la sceglie. Anche se significa lasciare tutto il resto. Casa. Paese. Sicurezze.
Gertrud Streicher non c'è più. Ma il borgo non l'ha dimenticata.
Oggi c'è l'Associazione Gertrud Streicher - insieme alla Pro Loco - che lavora per valorizzare Succhivo. Per mantenerne l'identità. Per promuoverne le tradizioni.
Festa di Primavera: Quando il Borgo Si Apre
Ogni anno - a maggio - Succhivo organizza la Festa di Primavera.
Un itinerario tra i vicoli del borgo. Quattro tappe:
- L'orto di Pasquale e la cantina di Zio Michele
- La fattoria di Nonno Franco
- Il giardino degli agrumi
- Il belvedere "merra di mare"
Assaggi di vino locale. Bruschette. Fave. Ventresca. Limoncello artigianale. Prodotti della terra. Prodotti veri.
Non è sagra commerciale. È riappropriazione di identità. È modo di celebrare le radici profonde del borgo. È apertura verso chi vuole conoscere davvero Succhivo.
È anche bisogno di comunità che torna a far capolino dopo anni di individualismo spinto. Il borgo che si ritrova. Che cammina insieme. Che condivide.
"Andar per Cantine": Settembre tra Vino e Tradizione
A settembre - durante la rassegna "Andar per cantine" - le cantine storiche di Succhivo aprono le porte.
Degustazioni. Assaggi. Racconti. I proprietari che spiegano come si fa il vino. Le tecniche antiche. I vitigni autoctoni. La pazienza necessaria.
Oggi solo alcuni abitanti imbottigliano ancora il vino. Principalmente per uso personale. Ma ci sono strutture che offrono ai loro ospiti vini di produzione propria.
Il vino ischitano - prodotto da vigneti autoctoni - ha vinto numerosi premi e manifestazioni enologiche. E Succhivo è parte di questa tradizione.
Anni '70: Quando Resistere Significò Salvare l'Identità
Con il boom turistico degli anni '70 arriva la tentazione. Costruire. Cementificare. Diventare moderna. Attirare turisti.
La strada provinciale taglia il borgo. Porta modernità. Ma rischia di portare anche stravolgimento.
E Succhivo rischia di perdere la sua anima.
Per fortuna - e questo va detto forte - gli abitanti resistono.
Dicono no alla cementificazione selvaggia. Difendono il patrimonio. Valorizzano le peculiarità del territorio invece di stravolgerlo.
E oggi Succhivo è tornata all'antico splendore. Non identica al passato - sarebbe impossibile. Ma fedele a se stessa.
Con i suoi "e curtegl" (vicoli in dialetto ischitano) illuminati dal sole. Con gli orti rigogliosi. Con gli agrumeti profumati. Con le case addossate le une alle altre secondo la migliore tradizione mediterranea.
Hanno scelto l'identità. Anche se significava rinunciare ai soldi facili del turismo.
Succhivo Oggi: Orti, Agrumi e Silenzi
Cammini per Succhivo oggi. E vedi:
Vicoli stretti. "E curtegl". Silenziosi perché le auto non ci arrivano. Illuminati dal sole che filtra tra le case. Pavimentati in pietra irregolare. Puliti. Curati.
Orti. Ovunque. Rigogliosi. Con pomodori, zucchine, melanzane, peperoni. La terra che ancora produce. Che ancora nutre. Che ancora viene lavorata con amore.
Agrumeti. Limoni grossi come pugni. Aranci profumati. Mandarini che pendono dai rami. L'acre odore degli agrumi che riempie l'aria. Che accompagna ogni passeggiata.
Case mediterranee. Addossate le une alle altre. Architettura semplice. Funzionale. Bella senza volerlo essere. Con rose e buganville che crescono sui muri. Che decorano i cortili. Che colorano il bianco delle case.
Civismo diffuso. Il borgo si presenta ordinato. Curato. Rispettato dai suoi abitanti. Amato.
E soprattutto: silenzio.
Non il silenzio vuoto. Il silenzio pieno. Quello dove senti il vento tra le foglie. Il canto degli uccelli. Le voci lontane di chi lavora nell'orto. Il silenzio che fa bene all'anima.
Spiaggia di Cava Grado: Il Mare di Succhivo
Anche i contadini hanno diritto al mare.
E infatti da Succhivo - imboccando una stradina accanto alla chiesa - arrivi direttamente alla spiaggia di Cava Grado.
Piccola. Tranquilla. Sabbia chiara. Acqua limpida.
Non è affollata come i Maronti. Non è attrezzata come Citara. È la spiaggia delle famiglie del luogo. E di quei turisti - pochi, fortunati - che cercano un angolo tranquillo.
Ideale per chi vuole sfuggire alla folla. Per chi vuole mare senza stress. Per chi vuole rilassarsi davvero.
Il Belvedere "Merra di Mare": Vista sul Golfo
Sul lato opposto - verso l'alto - Succhivo ha il suo belvedere: "Merra di mare".
Vista sul golfo. Su Sant'Angelo. Sul mare aperto. Su Capri in lontananza nelle giornate serene.
Non è famoso come il Belvedere di Serrara. Ma è autentico. È il posto dove gli abitanti vengono a guardare il tramonto. A respirare aria fresca. A godersi il panorama senza folle di turisti.
Perché Merita il Timbro sul Tuo Passaporto
Succhivo non grida. Non si impone. Non cerca attenzione.
Ma ha un valore profondo.
È il borgo che racconta l'Ischia contadina. Quella che per secoli ha lavorato la terra. Che ha prodotto vino. Che ha coltivato orti. Che ha vissuto di fatica e dignità.
È il borgo che ha saputo dire no alla cementificazione. Che ha scelto l'identità invece dei soldi facili.
È il borgo dove Gertrud Streicher - austriaca in viaggio per il mondo - ha riconosciuto l'autenticità. E ha deciso di restare per sempre.
Quando cammini per i vicoli di Succhivo. Quando ti fermi a parlare con un contadino che cura il suo orto. Quando assaggi il vino prodotto nelle cantine di Via Caravano. Quando respiri l'odore degli agrumi. Quando senti il silenzio pieno dei vicoletti.
In quel momento stai toccando Ischia vera.
Quella che non si vende. Quella che si custodisce. Quella che si tramanda di generazione in generazione.
Non è spettacolo. Non è palcoscenico. Non è turismo costruito.
È vita. Ancora. Autentica. Vera.
Informazioni Pratiche
Dove si trova: Frazione di Serrara Fontana Sul versante meridionale dell'isola Sulla strada provinciale tra Panza e Sant'Angelo
Come arrivarci:
- In auto/scooter: Strada provinciale - piccolo parcheggio nel borgo
- In bus: Linee CD/CS (Circolare Destra/Sinistra) - fermata "Succhivo"
- A piedi da Sant'Angelo: Antica mulattiera (Sentiero dei Pirati) - 20-30 minuti in salita
- Da Serrara: Sentiero dei Pirati (trekking completo Serrara-Sant'Angelo-Succhivo)
Cosa vedere:
- Chiesa di Santa Maria di Montevergine (1684) - tela di Alfonso Di Spigna
- Vicoli caratteristici ("e curtegl") - architettura mediterranea
- Via Caravano - alveo naturale con cantine storiche
- Orti e agrumeti - ancora coltivati, visitabili durante eventi
- Belvedere "Merra di mare" - vista panoramica
- Spiaggia di Cava Grado - a piedi dal borgo (10 min)
Eventi principali:
- 8 settembre: Festa della Madonna di Montevergine (processione, evento molto sentito)
- Maggio: Festa di Primavera (itinerario tra vicoli con degustazioni)
- Settembre: "Andar per cantine" (degustazioni vino nelle cantine storiche)
Durata visita:
- 30-45 minuti (borgo e chiesa)
- 2-3 ore (con Via Caravano e degustazioni)
- Mezza giornata (con spiaggia di Cava Grado)
- Giornata intera (combinato con Sentiero dei Pirati e Sant'Angelo)
Prodotti locali:
- Vino ischitano (chiedere nelle cantine o durante "Andar per cantine")
- Ortaggi di stagione (orti locali)
- Agrumi (limoni, arance, mandarini)
- Limoncello artigianale
- Olio d'oliva locale
Dove mangiare:
- Ristoranti familiari nel borgo
- Trattorie tradizionali
- Durante la Festa di Primavera: assaggi nelle tappe dell'itinerario
Note importanti:
- Borgo autentico - rispetta abitanti e proprietà private
- Vicoli stretti - camminare con rispetto, non disturbare
- Atmosfera rilassata - prenditi tempo, non correre
- Nessun servizio turistico commerciale massificato
- È borgo vivo, non museo - le persone vivono qui
- Portare scarpe comode per vicoli in pietra
- Silenzio apprezzato - non urlare
Trekking - Sentiero dei Pirati:
- Partenza: Belvedere di Serrara
- Percorso: Serrara → Sant'Angelo (scala nella roccia) → Maronti (fumarole) → Sant'Angelo (taxi boat) → Succhivo (mulattiera)
- Durata: 4 ore circa
- Difficoltà: T/E (turistico/escursionistico)
- Dislivello: 350m discesa, 100m salita
- Servizi: Guide locali disponibili - Pro Loco Panza
Nelle vicinanze:
- Sant'Angelo (2 km - 20 min a piedi via mulattiera)
- Belvedere di Serrara (3 km - 10 min auto)
- Spiaggia dei Maronti (via sentiero dei pirati)
- Panza (2 km - 5 min auto)
- Ciglio (3 km - 10 min auto)
- Terme di Cavascura (da Maronti via sentiero)
Accessibilità:
- Vicoli non accessibili con passeggini o sedie a rotelle
- Borgo su pendio - molte scale e salite
- Per chi ha difficoltà motorie: limitarsi alla zona chiesa e via principale
Periodo migliore:
- Primavera (aprile-giugno): Festa di Primavera, clima ideale, orti rigogliosi
- Settembre: "Andar per cantine", vendemmia, Festa Madonna
- Ottobre: Colori autunnali, meno turisti
- Inverno: Borgo autentico, vita quotidiana, pochissimi turisti
Il Tuo Timbro sul Passaporto
Succhivo è il borgo dell'Ischia contadina. Quella vera. Quella che per secoli ha lavorato la terra con amore e fatica.
È "lo giardinello" - il piccolo giardino - dove il sole bacia la terra e la rende fertile. Dove si produce ancora vino. Dove gli orti sono ancora curati. Dove gli agrumi profumano l'aria.
È il borgo dove Gertrud Streicher - donna austriaca che aveva viaggiato per il mondo - ha trovato l'autenticità che cercava. E ha deciso di restare.
È il borgo che ha saputo resistere alla cementificazione. Che ha scelto l'identità invece dei soldi facili. Che ha mantenuto i suoi vicoli stretti. I suoi orti. Le sue cantine. La sua anima.
Quando sei lì. Quando cammini per "e curtegl". Quando senti l'odore degli agrumi. Quando assaggi il vino nelle cantine di Via Caravano. Quando parli con chi cura ancora la terra.
In quel momento stai toccando Ischia che non si vende.
L'Ischia che si tramanda. L'Ischia che resiste. L'Ischia vera.
Non hai ancora il Passaporto? Prendilo sul sito ufficiale di Eccellenze Ischitane. Ogni timbro è una storia. Ogni storia è un pezzo di Ischia che diventa tuo.
Succhivo Frazione di Serrara Fontana Strada Provinciale Panza-Sant'Angelo 80070 Serrara Fontana (NA)
Associazione Gertrud Streicher Pro Loco Serrara Fontana
Dove si trova
Borgo di Succhivo
Comuni dell'Isola D'Ischia









